Bye Bye Vietnam (1989) guest post

Torna Lorenzo, il ninja del Zinefilo, che continua a setacciare il catalogo di Prime Video alla ricerca dei titoli più particolari e chiccosi.

Lascio dunque la parola a Lorenzo.


Bye Bye Vietnam

di Lorenzo

Cosa c’è di meglio che trovare una nuova piattaforma piena di filmacci? In realtà moltissime cose, ma ce ne sono anche di peggiori, come seguire l’ennesima stagione dell’ennesima serie fuffa su Netflix e compagnia streameggiante. Alla larga quindi da “Stranger Things“, dalla nuova serie di Guerre Stellari (scusate, Star Wars), dalle regine degli scacchi, dall’intrattenimento omologato, da tutto.
Solamente la scoperta di Chili, piattaforma zeppa di filmacci d’annata visibili gratuitamente, mi ha fatto riavvicinare al televisore dopo parecchie settimane. La cosa divertente è che, nonostante la condizione per vedere alcuni film “a gratis” siano delle interruzioni pubblicitarie, nessuno spot ha interrotto finora la visione: segno che nemmeno lo staff di Chili ritiene possibile che qualcuno li guardi veramente, quei film infilati nel catalogo solo per gonfiare l’offerta.

E invece qualcuno c’è, e si tratta del sottoscritto, che ha appena guardato Bye Bye Vietnam (1989), titolo che ai tempi vidi di sfuggita solamente sullo scaffale di qualche videoteca. Prodotto da Fabrizio de Angelis (meglio conosciuto come Larry Ludman), che ci ha messo un budget di poco superiore allo zero, è uno dei tre titoli d’azione diretti da Camillo Teti con lo pseudonimo di Mark Davis (gli altri due sono il mediocre Cobra Mission 2 e I ragazzi del 42° plotone). Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Dardano Sacchetti, con lo pseudonimo di David Parker Jr.

Ricevuto il visto di censura il 21 marzo 1989 (fonte: ANICA), non ho trovato alcuna prova che sia mai uscito in una sala italiana, destino condiviso con tutti i film di genere nostrani girati in quegli anni: nell’ottobre di quello stesso 1989 viene pubblicizzata l’uscita in VHS 3B Magnum, quindi invece dell’oblio toccato ad altri “colleghi” questo film è stato salvato in home video già all’epoca. Il 14 dicembre 1991 va in onda in terza serata su TMC per poi scomparire velocemente nel nulla.
Nel 2004 la AVO Film lo presenta in DVD, probabilmente è l’edizione presentata per intero su YouTube. [Nota etrusca]

Un altro Vietnam che parla italiano

Alcuni soldati americani in Vietnam sono in attesa di tornare finalmente in patria, ma l’elicottero che avrebbe dovuto passare a prenderli è stato abbattuto. Come se non bastasse, oltre a non poter tornare a casa, devono pure andare a recuperare il pilota: si salveranno solo in due.

Si potrebbe far rientrare il film nel sottogenere cinico e disilluso del war movie all’italiana, assieme ad altri titoli come Cobra Mission (il primo, del 1986), La sporca insegna del coraggio (1987), Tornado (1983) o War Bus (1896), che comunque in confronto a Bye Bye Vietnam sembrano Full Metal Jacket (1987): anzi, se fossi un cinefilo, probabilmente potrei trovare delle idee rubate a Kubrick o ad altri film come Platoon (1986). Ma dato che sono uno spettatore semplice, che al massimo ha visto Rambo (1982), quei due film non li ho visti e quindi le mie sono solo supposizioni.

Ma è un soldato del Vietnam… o una Sturmtruppen?

Perché in fondo il tema dei traumi causati dalla guerra è piuttosto comune, così come la caratterizzazione dei componenti del plotone: il comandante, Luke (Christopher Alan), è quello coraggioso. Razor (Antonio Sabato), è razzista e spaccone. Poi c’è Zulù (Duria Harris), il ladro di colore, che si incazza quando Razor gli dà del negro. E Pivello (Graham Scott), la recluta impaurita. Gli altri muoiono subito o me li sono già dimenticati.

A causa del budget più ristretto di un caffè, a parte il plotone che avanza in qualche imprecisata foresta, si vede poc’altro. Niente carri armati, niente campi militari, molte esplosioni ma senza fuoco, solo sabbia al vento. Le armi degli americani, così come le loro uniformi, sembrano prese a casaccio dal primo magazzino disponibile, perché ogni soldato è munito di un fucile diverso.

La scelta delle armi è proprio storicamente attendibile…

I dialoghi non sono da meno, tutta la vicenda non ha molto senso: verso l’inizio due soldati si separano dal plotone, e rimangono bloccati in un campo minato. Il comandante dice che non può andarli a salvare perché non può mettere in pericolo il plotone per due uomini. Ma allora perché stanno rischiando tutti la vita per salvare un solo pilota? Posto che la logica in questo tipo di film non ha mai avuto importanza, non sarebbe affatto un problema se tutto il resto non fosse così noioso. Rimango sempre dell’idea che non si debba fare il passo più lungo della gamba, la denuncia lasciamola fare ad Oliver Stone.

Quindi, in definitiva, alla luce del giudizio negativo, avrei fatto meglio a guardarmi “Stranger Things”? Giammai. Anzi, ho già messo il cuoricino ad altri titoli chiccosi che mi terranno compagnia quest’estate, quando deciderò di accendere il televisore.

Lorenzo


P.S.
Ringrazio Lorenzo della disponibilità e rimaniamo in attesa di sempre nuove recensioni.

L.

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17 risposte a Bye Bye Vietnam (1989) guest post

  1. Cassidy ha detto:

    Meglio questo di “Strane Cose” anche se urla “Platoon dei poverelli” ad ogni fotogramma, le armi assegnate a caso come in una partita di Paintball sono il massimo della Z 😉 Cheers

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  2. Lorenzo ha detto:

    Ahah effettivamente la faccia da Sturmtruppen c’è 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quell’elmetto lucido da Seconda guerra mondiale poi fa il paio con le mitragliette: ma chi ha scelto costumi e armi ha mai visto un film sul Vietnam? 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        No, perché si è rifatto a tutti i war movies girati nella Pineta di Ostia (pensando che quello fosse il Vietnam) dove fra armi, divise e mezzi si trova (quando si trova) di tutto un po’ ma sempre rigorosamente a caso 😀

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Grande LorenZo, i suoi post sono sempre sinonimo di Z quindi non possono che emozionarmi. E sulla scia di tale emozione, nonostante le parole non lusinghiere usate per descriverlo, mi vedrò il film quanto prima, perché…nella Z non esiste un perché, si guarda e basta! 🙂
    (…e a tal proposito questa piattaforma Chili pare promettente! 🙂 )

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vedere attori con vestiti e armi improvvisate giocare al Vietnam nel boschetto sotto casa è stata una grande emoZione, che ti consiglio caldamente ^_^
      Chili mi fa storie perché vuole piazzarmi una quantità tale di cookies e chissà cos’altro che si lamenta del mio ADblock inserito: ma anche se lo tolgo continua a dire che è attivo. Un giorno proverò ancora, ma per ora l’esiguo numero di film gratuiti mi blocca un po’ dal continuare a tentare.

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      • Lorenzo ha detto:

        Io uso l’applicazione del telefono, che poi trasmetto al televisore. Faccio così con tutte le piattaforme, anche perché mi sono rifiutato di cambiare nuovamente il televisore dopo che me l’hanno fatto cambiare pochi anni fa.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        La mia smart TV è molto poco smart, a parte le due piattaforme per cui è nata non accetta altro, tanto meno il cellulare, quindi uso il PC anche perché è molto più veloce e diretto, ma Chili sente qualche blocco che onestamente non vedo, infatti questo film ho fatto prima a vedermelo su YouTube 😛

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      • Lorenzo ha detto:

        Nemmeno il mio, che avrà dieci anni. infatti uso Chromecast

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ogni tanto ci provo a informarmi sul chromecast ma trovo un sacco di variabili che sicuramente mi farebbero spendere soldi per qualcosa che non funziona. Visto che a me piace vedere film sul PC non sento l’esigenza di tentativi costosi – mi sono bastati gli stramaledetti decoder nuovi! – quindi aspetto che il progresso scientifico renda tutti i cellulari già naturalmente trasmettenti senza chromecast aggiuntivi 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Constaterò di persona la “praticabilità” di Chili però intanto ho notato che molti dei titoli che mi possono interessare si trovano anche su Pluto TV o youtube…il che è cosa buona e giusta! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Pluto è una piattaforma molto più libera, non chiede niente e manda il film senza storie 😛

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  4. redbavon ha detto:

    Ma la domanda (da ignorante quale io sono) è: ma i (pochi) soldi chi glieli ha dati? E comunque non potevano farne un uso migliore come un acquisto (a propria insaputa) di una casa con vista Colosseo? Due fotogrammi per vergognarsi per sempre di avere “recitato” in un…non riesco a chiamarlo “film”. Lo so, sono razzista con gli “Z-movie”: non ce la faccio, sono uno spreco di soldi con la consapevolezza che lo saranno. Allora fate opere di bene, ca%#^o!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non ci crederai, ma all’epoca esisteva un’entità oggi estinta chiamata “produttori cinematografici”: oggi siamo noi scemi che paghiamo le tasse a sovvenzionare il cinema italiano escrementizio, filmacci da festival che non incassano un euro manco per sbaglio, invece all’epoca finanziatori privati investivano soldi privati in film come questo che guadagnano almeno quanto cento fate ignoranti 😀
      Erano anni in cui le videoteche erano la Netflix di oggi, orde di persone comprava a scatola chiusa film sperando in capolavori e si ritrovava robe come questa, che però ormai aveva già pagato. Poi c’erano i malati come me che invece noleggiavano filmacci marziali con estremo piacere, ma queste sono perversioni 😀
      Da quel 1989 circa la distribuzione italiana è morta e tutti i film italiani girati sotto falso nome sono stati distribuiti SOLO all’estero, perché da noi non li voleva più nessuno – così sono nati fenomeni per cui film italiani di culto in America sono stati totalmente ignoti agli italiani fino ad anni recenti – quindi tutti gli artigiani privati del cinema si sono estinti perché dal 1990 in poi volevano SOLO fiction televisive (erano gli anni in cui l’esplosione nucleare delle tenenovelas aveva distrutto ogni gusto per i film) ma poi è arrivata l’epidemia dei “film di interesse culturale nazionale”, cioè TUTTE le porcate italiane che beccano i nostri soldi per metterseli in tasca e defecare filmacci che non vede nessuno.
      Se permetti, mille volte meglio un filmaccio privato che una cagata pubblica: almeno “Bye Bye Vietnam” non l’ho pagato io 😀

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