Gazzetta Marziale 29. Project A

Per tutto il 2010 ho presentato su ThrillerMagazine i 40 titoli della collana “Bruce Lee e il grande cinema delle arti marziali” (targata Gazzetta dello Sport), ogni settimana corrispondente alla loro uscita in edicola: mi piace recuperare quei pezzi per ampliare la sezione “marziale” del blog.

29. Project A

(sabato 2 ottobre 2010)

Si torna ai grandi cult del cinema di Hong Kong, in edicola, grazie alla collana “Bruce Lee e il grande cinema delle arti marziali”, targato Gazzetta dello Sport e Stefano Di Marino: è la volta di uno dei titoli forse più legati al nome di Jackie Chan, un film che ha riscosso talmente tanto successo in giro per il mondo che il nostro Paese non ha potuto ignorarlo, regalandogli una buona distribuzione sia televisiva che in home video. Stiamo parlando di Project A – Operazione pirati (A計劃 / Project A, 1983), grande prova registica ed attoriale per Jackie Chan e gli altri suoi due amici del grande trio che ha tenuto scuola nel cinema di Hong Kong degli anni Ottanta: Yuen Biao e . Quest’ultimo, ben conosciuto anche dal pubblico italiano, risulta a volte anche come co-regista, sebbene il film vada comunque considerata un’opera in tutto e per tutto “jackiana”.

Il film segue i dettami classici del comedy gongfu, un film di arti marziali cioè che vanti forti dosi di comicità e situazioni paradossali. Invece di ambientarlo nella solita campagna cinese o con le classiche scuole rivali di kung fu che si fronteggiano, stavolta la storia è ambientata nella Hong Kong “marittima” di fine Ottocento: scelta che non solo permette di dar vita a situazioni inedite per il cinema dell’epoca, ma che traccia una linea di confine nella cinematografia del trio di attori-autori marziali: non più film stereotipati ma anzi ricerca di nuove storie, di nuovi personaggi e nuove immagini: addirittura di nuove location! (L’anno dopo Sammo Hung porta i suoi due amici fino in Spagna per dirigere Il mistero del conte Lobos).

Due grandi amici, due colonne del cinema di Hong Kong

Jackie Chan è nel pieno di un periodo di transizione. Saturo di film alla Drunken Master (che comunque non rinnegherà mai, visto che a quel filone deve il successo), e ancora non conscio della nuova vena da sfruttare costituita dai film marzial-polizieschi (il suo celebre Police Story, punto di svolta della sua carriera, è ancora di là da venire), sembra voler sperimentare nuove strade per vedere dove portino. Con il suo team personale di stuntman è ormai affiatato e in grado di dar vita a quelle scene rocambolesche che lo renderanno una vera icona nel mondo: malgrado non venga ripetuta se non in un sequel dai toni minori (Project A II, 1987), la trovata dell’avventura fra i pirati del mar cinese risulta vincente. Durante il suo passaggio nei cinema di Hong Kong nel 1983 guadagnò più di 19 milioni di dollari (dollari di Hong Kong, si badi), diventando il secondo più grande successo del suo paese, dopo Aces Go Places di Eric Tsang del 1982.

Hong Kong, fine XIX secolo. Il mare è infestato dai pirati e la marina è impotente, tanto che il Governo decide di sopprimere il corpo della guardia costiera e integrare tutti gli uomini nelle file della polizia. Thomas (Jackie Chan, il cui personaggio a volte è anche chiamato Dragon) è un marinaio che si ritrova da solo a dover organizzare il suo ex corpo contro i pirati, aiutato da alcuni funzionari di polizia non corrotti, come il capitano Tzu (Yuen Biao). Suo malgrado dovrà chiedere la collaborazione di un vecchio amico ladruncolo, il poco di buono Moby (Sammo Hung, il cui personaggio cambia nome a seconda della lingua del doppiaggio): grazie all’aiuto di tutti entrerà nel covo dei pirati per smantellare l’organizzazione dal suo interno.

Va sottolineato come in questo film per la prima volta si possano vedere nella stessa scena i tre grandi amici – Jackie, Sammo e Biao – sebbene avessero già partecipato insieme in piccolissimi ruoli in almeno due film (The Hand of Death e I 3 dell’Operazione Drago). Dopo Project A il trio ripeterà l’esperienza comune l’anno successivo con il già citato Il mistero del Conte Lobos, mentre lo si ritroverà in forma minore nella trilogia di My Lucky Stars dove protagonista è solo Sammo e gli altri due appaiono in piccoli ruoli.

Altro nome di spicco da segnalare è il capo dei pirati, interpretato dal taiwanese Dick Wei in forma smagliante e alla sua prima prova in una grande produzione: sarà presenza quasi fissa (sempre in forma di villain) nei film anni Ottanta di Jackie e Sammo. Wei rivelerà in un’intervista che durante una celebre scena, in cui Sammo salta in aria e gli colpisce la schiena a piedi uniti, egli rimase ferito ma quella era la consuetudine dei film d’azione dell’epoca: per essere spettacolari spesso dovevano essere girati sul filo della realtà e del rischio. Le scene d’azione di Project A gli valgono la premiazione dell’Hong Kong Film Festival del 1985.

Nel 2002 la Hong Kong Legends rilascia un’ottima edizione DVD, ricca di contenuti extra come interviste, documentari, scene inedite, commenti audio e molto altro: purtroppo non è questa l’edizione giunta in Italia. Dopo un’edizione Legocart del 2000 di scarsa qualità, con la stessa versione del film apparsa anche in televisione, nel 2004 ci pensa la Elleu Multimedia a rimasterizzare il film e a presentarlo in un’ottima edizione digitale (priva però di contenuti speciali), ripresa nel 2008 dalla Dall’Angelo Pictures.

L.

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3 risposte a Gazzetta Marziale 29. Project A

  1. Cassidy ha detto:

    Altro che “Pirati dei Caraibi” 😉 Mamma mia quanto gli voglio bene a questo film! Quando vidi per la prima volta la scena del volo dal campanile ho pensato “Boh è morto, lo abbiamo perso!” Una follia assoluta 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ricordo ancora l’emozione quando riuscii a registrarlo, piombando a casa dei miei zii che avevano il satellite. (Mio zio è un tifoso da sbarco e quindi aveva tutto per vedere il calcio.) Era il ’99 o giù di lì, e finalmente potei vedere quelle scene che finora avevo solo intravisto in qualche foto scaricata lentamente da internet (a 56 k!). Un filmone epico in ogni fotogramma!

      Mi piace

  2. Pingback: Gazzetta Marziale 30. Lucky Stars 1 | Il Zinefilo

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