Volcano High (2001) Il Matrix coreano

Lo so, già tutti se lo sono dimenticato come succede ai grandi film, ma due settimane fa è uscito in Italia l’evitabilissimo nuovo Matrix, così ho pensato di tuffarmi nei ricordi di quando, circa vent’anni fa, scoprii in TV le “vere origini” dei due Matrix sbagliati dell’epoca.

Nel 2001 viene assegnato per la prima volta un Premio Oscar a un film marziale, La Tigre e il Dragone (2000), e due anni dopo Dio in persona, cioè Tarantino, fa uscire il primo Kill Bill (2003): in quel periodo i distributori nostrani hanno creduto che fosse il momento giusto per proporre agli spettatori italiani un po’ di quel cinema marziale che da anni era totalmente scomparso dai cataloghi. Quindi sono andati ad Hong Kong e hanno comprato i loro prodotti migliori… seeeee ci avete creduto? Come sempre sono andati nei bagni dei peggiori bar di Caracas e dagli spacciatori locali hanno comprato la prima roba economica che hanno trovato. E se c’era il “paghi due e ti porti via quattro robe a caso” era pure meglio.
Ma guarda che strano, il pubblico italiano non sembra aver premiato questo rigurgito marziale, genere rimasto appannaggio solo di quelli che ne erano appassionati già prima di Kill Bill.

Visto che il mercato cinese, apprezzato in tutto il mondo tranne che in Italia, ha evidentemente prezzi troppo alti, i nostri baldi distributori vanno a bussare alla Corea del Sud e in quel periodo post-Kill Bill si comprano alcuni drammoni storici impossibili da spacciare come “marziali”, ma in fondo gli attori hanno gli occhi a mandorla e volano: è come La Tigre e il Dragone, no?

Mentre nel 2005 la MHE porta in videoteca Sword on the Moon (2003), il precedente 30 dicembre 2004 il canale televisivo MTV conclude la sua panoramica coreana con Bichunmoo (2000): entrambi prodotti al cui confronto Mario Merola era un comico dello Zelig. Pesantissimi e lentissimi drammoni in costume dove tutti fissano il vuoto e piangono. A un certo punto qualcuno alza un braccio, e tanto basta a considerarli “marziali”.

Il precedente 22 ottobre 2004 MTV ha presentato in prima serata, con me pronto davanti alla TV – con frittatona di cipolle e rutto libero (cit.) – un altro titolo sud-coreano di quella infelice infornata: Volcano High (Hwasango, 2001).

Qualcuno conosce il coreano? Sa confermare il titolo?

Il film di Kim Tae-gyun non risulta tratto da un fumetto, ma è chiaramente quello che gli esperti con la pipa chiamano live action e che io chiamo FFF (Fumettone Fatto a Film). Tutto è esagerato e palesemente parodico, sembra di vedere un cartone animato giapponese anni Ottanta mimato da attori in carne e ossa: le espressioni, i movimenti, i versi, tutto sembra un grande anime d’altri tempi portato al cinema per scherzo.

Lo studente che fermava i gessetti con la forza del pensiero

In un non meglio specificato futuro (magari alternativo o, come piace tanto dire, distopico) il liceo Volcano è in mano agli studenti, divisi per bande, con i professori succubi e tutti alla ricerca di un antico manoscritto che darebbe il potere di non so cosa, che dopo cinque minuti ’sta roba già m’aveva scassato la uàllera coreana.
La vicenda prende il via con l’arrivo del nuovo studente Kim Kyeong-su (Jang Hyuk), dai capelli “abbiondati” e costantemente impegnato a fare facce da manga.

Non chiedetemi perché il professore rida da scemo e perché lo studente sia in lutto

Mentre iniziano giochi di potere interno, rivalità, amori, dissapori, baci, lettere e testamenti, la realtà abbandona la nave e si parte tutti per un roboante wuxiapian in salsa coreana, con la differenza che nel genere tipico di Hong Kong di solito la trama un po’ si riesce a seguirla, qui invece tutti volano, tutti fanno facce da manga e nient’altro. Ah, e anche pose da Matrix.

Va’ che posa, un po’ manga un po’ Matrix

Sto ovviamente scherzando, questo film coreano affonda le radici nello stile narrativo tipico dell’Asia sin dalla nascita del cinema, mentre era Matrix (1999) a rifarsi allo stile asiatico, con la sua gente che si mena volando. Se però il primo film usava riferimenti generici, poi la cosa secondo me è andata in modo ben diverso.

Per il potere di Trinity!

Quel giorno del 2004 in cui mi sono visto su MTV questo Volcano High ricordavo bene l’orripilante e noiosa visione in sala di Matrix Reloaded (2003), e quindi mi è risultato finalmente chiaro perché Keanu Reeves fosse vestito come Don Camillo e Morpheus indossasse una giacca di pelle: era per completare la riproposizione fedele del film coreano.

Senza occhiali scuri non li riconoscete, ma sono Trinity e Morpheus…

Coloro che hanno creato il doppio-Matrix del 2003, il cui cognome è Wachowski (non fatemi infognare coi pronomi!), sicuramente avevano in casa una copia di questo Volcano High, così da prendere appunti e ricreare intere scene quasi fedelmente, sul modello Tarantino delle origini: prendi un ottimo film asiatico (tipo City on Fire di Ringo Lam) e ruba le scene migliori (tipo per Le iene). Quand’anche qualcuno dovesse accorgersene, ma è difficile, puoi dire che è un omaggio ai maestri del genere.
Ovviamente sto scherzando, gli autori americani sono puri e illibati e mai nella storia del loro cinema alcun film asiatico è stato saccheggiato di peso…

’sta mano po’ esse aperta…

… o po’ esse chiusa.

Chi ferma le gocce d’acqua a mezz’aria…

… e chi lo fa con le pallottole

Chi cammina nella pioggia davanti a tutti…

… e chi lo fa con gli occhiali scuri

Chi c’ha la mano tremante….

… e chi la mano moscia

Chi corre nella pioggia davanti a tutti…

… e chi lo fa con gli occhiali scuri

Chi si mena sotto la pioggia…

… e chi lo fa con gli occhiali scuri

A parte divertirsi a trovare scene ricopiate di peso dai due Matrix del 2003 non c’è molto altro da fare durante la visione noiosetta di Volcano High, che sicuramente potrà essere apprezzato maggiormente da cui ama la cultura manga/anime ma che al di fuori di questa cerchia mi sembra una roba troppo strana, con la sua commistione di generi (commedia, drammatico, azione, fantascienza, parodia) senza mai approfondirne uno solo.

Ma… piove pure dentro la scuola?

Capisco lo sfruttare un universo narrativo di grande impatto come quello asiatico, assicurandosi sempre di scegliere titoli non troppo famosi, ma quello che ha un senso nel wuxipian non sembra averne nella narrazione occidentale, anche se ormai con le super-tutine al comando vale tutto. Tutti volano, quindi siamo tutti un’unica grande famiglia di volatili.

Peccato che all’epoca MTV puntò sulla Corea del Sud, nel cercare di sfruttare il (sedicente) interesse marziale del momento: forse qualche prodotto più accattivante e meno “strano” avrebbe riacceso un po’ la miccia del cinema marziale.

Un’ultima curiosità: in America questo film è uscito doppiato da rapper famosi. Perché? Che c’entrano i rapper con studenti coreani che si menano volando nella pioggia? Quindi non è solo il doppiaggio italiano a trattare da schifo i film asiatici.

L.

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21 risposte a Volcano High (2001) Il Matrix coreano

  1. Cassidy ha detto:

    Noi lo avremmo fatto doppiare ai calciatori ognuno nel suo dialetto, gli americani ai Rapper 😉 Gran post, grazie per le citazioni e per aver ricordato quello strano periodo dove tutti erano fanatici di arti marziali dopo aver visto un solo film “Kill Bill” e dopo bisognava svolazzare per essere qualsuno ad Hollywood, hai messo in chiaro come le Wacko-Wacko abbiano rub… Ehm omaggiato, servendosi nei peggiori bar di Caracas 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il lato positivo è che fino ai primi del Duemila appena usciva fuori l’argomento “cinema di Hong Kong” tutti i cinefili sollevavano lo stesso problema: “Sono film assurdi,lì volano tutti”. Ora volano tutti pure nel cinema Occidentale, quindi finalmente questa obiezione è decaduta 😛
      Nella “Crisi dei due mondi” della JLA animata c’è Flash che chiede a Wonder Woman “Ma se sai volare… che ci fai con l’aereo invisibile?” ahahah e Wonder Woman muta!

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  2. Lorenzo ha detto:

    Non so il coreano, ma nella schermata d’apertura (e sulla copertina del DVD) in caratteri cinesi c’è scritto 火山高, che effettivamente è la traduzione del titolo. Credo ci sia anche un gioco di parole, in quanto i primi due caratteri (fuoco+montagna) si traducono in “vulcano”, mentre l’ultimo significa “alto” ma anche scuola superiore, come nell’inglese “high” (school).
    Per curiosità, visto che nella schermata del titolo ci sono i caratteri coreani sovrapposti a quelli cinesi, sono andato a controllare e il significato corrisponde.

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  3. Lorenzo ha detto:

    Avevo scritto un commento sulla traduzione del titolo ma pare si sia perso… comunque, in breve, sì, il titolo è lo stesso 😀

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  4. Aussie Mazz ha detto:

    Un mio guilty pleasure. ❤️

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Addirittura? Contento di avertelo rievocato 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, a suo tempo lo trovai divertente pure io, anche (o forse in primis) nel suo non farmi mai capire con precisione dove volesse andare a parare… Oltretutto, adesso finalmente capisco dove avevo già visto certe sequenze: va bene che di “Volcano high” ne sono venuto a conoscenza solo dopo i due seguiti di Matrix ma, lo stesso, l’anno di produzione avrebbe dovuto farmi scattare almeno un piccolo campanello d’allarme 😉

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Me lo ricordo bene quel periodo dove fummo invasi da mille titolacci cino-coreani al limite del guardabile.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      È stata una grande occasione mancata, sfruttata solo dalla AVO Film, che qualche anno dopo ha portato in DVD italiano meravigliose edizioni di lusso di grandi classici di Hong Kong: essendo fra le migliori edizioni mai apparse in Italia di cinema marziale… non se le è filate nessuno e la casa è fallita.

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Dovrei averlo visto e altrettanto velocemente dimenticato…in compenso la copertina finale con i rapper schierati è talmente inquietante che sicuramente ne serberò più memoria di quanto abbia fatto col film! 🙂

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  7. Charlie Scarpino ha detto:

    Ammetto di averne consumato il vcd comprato dal mitico cheng cong video (o kong?) di Roma.
    Per me guilty pleasure , derivativo, leggerino, ma estremamente godibile, con il pregio di non prendersi mai sul serio.
    All’epoca ero in fissa con fortified school, quindi un punto in più.
    E
    [SPOILER]

    L’arrivo dei professori delle tenebre, mi ha sempre fatto ridere

    [/SPOILER]

    Una spanna sopra sword of the moon o Bichunmoo che ho totalmente rimosso.
    Per una visione di botte e birra, io lo consiglio.
    Anzi quasi quasi, vado a ravanare nell’armadio per una ripassatina…
    🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Personalmente preferisco il gongfupian al wuxia e suoi derivati, e all’epoca avevo ormai già abbandonato Roma per la provincia: mi sarebbe piaciuto frequentare il posto che citi, mi dà l’idea di uno capace di farmi spendere grandi cifre in DVD 😜

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  8. Il Moro ha detto:

    Ricordo di averlo visto all’epoca su mtv e di essermi perfino divertito per quanto mi sembrava assurdo, e già allora avevo pensato “ecco da chi ha copiato Matrix!”
    Condivido l’opinione di chi nei commenti ne ha parlato come un guilty pleasure!

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  9. Anonimo ha detto:

    era brutto pure per chi, come me, al tempo guardava anime e leggeva manga saltuariamente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’epoca non avevo letto neanche mezzo manga – al massimo avevo sfogliato “Lady Snowblood” – e con gli anime ero rimasto a quando si chiamavano “cartoni animati giapponesi”, negli anni Ottanta, però appunto ci ho ritrovato tutte quelle espressioni e gestualità tipiche dell’epoca. Sembrava la scuola di “Lamù”, con le sue situazioni semi-serie, i suoi scontri fra studenti e insegnanti, le cose assurde, la gente che vola… insomma, quello stile là. Che mi piaceva negli anni Ottanta ma nei Duemila, a forma di film, decisamente no.

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      • Anonimo ha detto:

        A forma di film rischiano solo di essere ridicoli. Forse soltanto Miike e Sion Sono potrebbero tradurre in pellicola cose del genere, con la loro vena folle e anarchica.

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