Barb Wire (1996)

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

È indubbio che i nostri adorati film d’azione creino sempre grandi aspettative soprattutto in base al loro protagonista: così, se ci gustiamo un lungometraggio in salsa Stallone, sappiamo che prima o poi il nostro smascellerà in stile «Adrianaaaa!»; se assistiamo ad una pellicola con Schwarzenegger metteremo la mano sul fuoco sulla presenza di un sigaro fumato con impagabile machismo; se scegliamo un action con Bruce Willis potremo scommettere su quanti minuti la sua maglietta resterà immacolata da fiumi di emoglobina. Per la medesima logica, se tentassimo l’azzardo di vedere un film “botte & calci” avente come protagonista Pamela Anderson (questo passa il… postribolo), ci creeremmo un enorme campionario di aspettative circa l’esibizione, insistita e smodata, delle… tette. Nient’altro desideriamo: solo tette. Pertanto, in ossequio a cotanto auspicio, avventuriamoci nel futuristico mondo di Barb Wire. Che Dio ce la mandi buona. E, è proprio il caso di dirlo, con zinne abbondanti ancorché rifatte.

Una pistolona… e due Pamelone!

A tale proposito l’inizio è stra-promettente visto che la nota maggiorata balla sensuale in un locale di lap dance, bagnata da scrosci d’acqua e con i capezzoli che, birichini, fanno capolino dall’attillato vestito; l’educato e forbito punto di vista dello spettatore è inquadrato alla perfezione dal bercio sguaiato di uno degli avventori: «Fammi issare la bandiera in tuo onore». Fin qui tutto bene. Anche la precedente spiegazione per cui siamo nell’avveniristico 2017 (eh già, son passati un po’ di anni dai mitici ’90) dove un gruppo di potere con sembianze neonaziste ha assunto il controllo degli USA a discapito di un nugolo di ribelli democratici cui appartiene Barbara “Barb Wire” Kopetski (la Pamelona stelle & strisce), convince e quasi avvince visto che l’anno testé citato ha visto la presa di potere di Donald Trump. Tuttavia, proprio allorché le allusioni procaci e le previsioni stile mago Otelma sembrano indirizzare il film verso la giusta strada, un primo corto circuito insinua l’ombra del sospetto: quando lo stesso avventore che sembrava incarnare tutti noi chiama la protagonista “baby” e chiede uno spogliarello integrale si becca un tacco a spillo in bocca. Letteralmente. Manco l’avesse definita “bagascia”; e manco non stessimo assistendo ad uno striptease. Sento puzza di bruciato.

Il 2017 trumpiano di Pamelona

Comunque, dopo un lodevole scambio di battute («Come è il pubblico?» «Bagnato») la super carrozzata svela la sua copertura (non nel senso a noi più gradito) liberando una ragazza per ottenere il riscatto. Non proprio moralmente ineccepibile. Ma i cattivi stanno peggio visto che alloggiano in una Casa Bianca orribilmente digitalizzata e diroccata (ripararla no?), sono vestiti come Hitler e compagnia negli anni ’30 (aggiornarsi no?) e si chiamano tra loro “cittadini” (pagare i diritti a Beppe Grillo no? O viceversa?). Però va detto che la città in cui vive la nostra eroina, l’unica libera dai neonazisti, è piena di gente agghindata male, che canta male, che picchia male: pertanto, siamo sicuri che il nazismo sia il male assoluto? Sì, questa pellicola instilla anche dubbi inconcepibili.

Il futuro è troppo stretto per contenere tutte le Pamelone!

Intanto, per almeno mezz’ora, Pamela fa di tutto: spionaggio, spara, marzialeggia (addirittura), fa incontri sadomaso, gestisce un bar. Il problema, grosso, è che sono tante attività accozzate per far vedere che le fa lei ma senza una logica, un contributo ad una trama ancora inesistente. E senza che si vedano tette, dopo quell’abbocco iniziale. In compenso assistiamo ad una collezione di pacchianate una dietro l’altra: cani che addentano scroti, camerieri pelati chiamati Riccio, dialoghi come il seguente «Ti strapperò il cuore dal costato e te lo spingerò giù per la gola» «Non sembra molto igienico».

Temuera Morrison nell’ingrato ruolo dell’ex di Pamelona

Dopo un tempo infinito veniamo a sapere che gli antagonisti sono alla ricerca di una donna-spia che potrebbe ribaltare le sorti del conflitto a loro sfavore; la suddetta gola profonda è protetta, guarda caso, dall’ex della Pamelona interpretato da Temuera Morrison: già sognate, insieme a me, la scontata riappacificazione ed il relativo rendez vous sotto le coperte, nevvero? Nell’attesa però io mi sto innervosendo dato che Barb Wire si infila in una vasca piena di schiuma e poi si abbarbica a tempo record alle labbra dell’ex. Ebbene, in questa sequenza assistiamo ad un vedo/non vedo ove prevale ottusamente il “non vedo”, Morrison confessa candidamente che la spia è sua moglie e la stessa spia, pur beccando il tradimento del consorte, non fa una piega. Quindi, nessuna nudità, trama devastata dall’insipienza, logica a prostitute, recitazioni da ergastolo. Mica male.

Il mio morale si è risollevato solo quando è apparso un tizio a cui i buoni chiedono aiuto e che così si presenta: adagiato nel cassone di una ruspa, grasso, con un inguardabile pigiama variopinto, intento a mangiare una coscia di pollo. Devono aver pensato: «Se proprio vogliamo fare un film ridicolo… non riguardiamoci». E sono stati di parola. La cosa più ridicola però è che anche il finale non ci regala soddisfazioni poppute per cui quell’esordio “bagnato” resta uno specchietto per le allodole. La delusione è stata così grande che mi sono immedesimato nei personaggi più sfigati del film: mi sento come uno a cui abbiano infilato un tacco a spillo in bocca mentre un cane gli addenta lo scroto. Che male.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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32 risposte a Barb Wire (1996)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Nel ‘96 ero a Londra e la Pamelona nostra (sempre sia lodata!) campeggiava in maxi poster e in mini cartoline ovunque!
    Vestita da bagnina, vestita da Barb e svestita con le due Pamela in bella mostra. Ogni angolo di Londra prevedeva che ci fosse la Anderson. Peccato che il film sia qualcosa di ignobile. O meglio, non è così male perché la confezione in cui viene servito è fatta bene (per essere palesemente un prodotto di serie Z), ma avrebbe potuto diventare un film veramente cult, simbolo degli anni ‘90 (tipo “Il Corvo” giusto per darvi un termine di paragone). E invece… Trash allo stato puro!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se non sbaglio è stato il secondo tentativo, dopo “Timecop”, della Dark Horse Comics di portare al cinema i propri fumetti, con budget ovviamente contenuti. Purtroppo i vari tentativi, pur se fatti con tanto cuore (penso a “Virus” a cui voglio un gran bene) non hanno avuto grandi risultati. E sì che “Alien vs Predator” e l’ultimo “Tarzan” non hanno l’aspetto di piccole produzioni: di piccolo hanno solo l’incasso al botteghino 😛
      “Barb Wire” lo vidi appena uscì in cassetta, contando ovviamente sulle due Pamelone che però non escono mai di casa…

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Londra di Pamela vestita negli anni ’90, lo sai vero che hai sfornato un’immagine a dir poco romantica? 🙂

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  2. Cassidy ha detto:

    Willy come suo solito è andato dritto al punto, questo film lo abbiamo visto tutti, ma TUTTI proprio, per due ragioni. Le due grandi assenti, quindi ha fatto bene Willy a sottolineare questo punto cardine. Vuoi vedere che alla fine il film che ha previsto i nostri tempi pazzi era Barb Wire? 😀 Cheers!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Mai visto, e ho certamente fatto bene XD ma evidentemente, tutta la preparazione marziale ottenuta in questo film è stata poi riversata da Pamela in V.I.P.

    E questo spiega molte cose 😛

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  4. Pingback: The Legend of Tarzan (2016) | Il Zinefilo

  5. loscalzo1979 ha detto:

    Boh io all’epoca non ce l’ho fatta ad arrivare in fondo, a tuttoggi penso:

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  6. Giuseppe ha detto:

    Avventore: “Fammi issare la bandiera in tuo onore”
    Pamela (sarcastica): “Guarda che allora ti serve un pennone, non quel pennino”
    Avventore: “Baby, adesso spogliati come sai fare tu… GLACKT! (Colpo di tacco) ”
    Pamela: “Col tacco in gola, sai, non me lo puoi chieder tu”
    Willy (sentendo puzza di bruciato):
    “Come sai fingere se ti fa comodo
    Perché io so chi sei e soffro ancor di più”
    Pamela:
    “Beh, manco per me è un brodo di giuggiola
    mettiti comodo sulla tua seggiola
    e adesso senti, Willy, non mi interrompere
    forse già sai che volevo dirtelo
    Tutto in ‘sto film è stato inutile
    senza una logica, senza una trama
    non lascian nemmeno che le faccia vedere”
    Willy (pensando al pubblico):
    “Poveri diavoli, che pena mi fan
    tutti qua insieme, sai, solo a sperare in te
    non son mai andati via, mai, neanche alla toilet
    han trattenuto, sì, fino a non poterne più
    e questo ormai, Pam, è il grande risultato
    non come volevi tu ma, lo stesso, il pubblico è BAGNATO!”
    Pamela:
    “Non voglio illuderti, non ci caschi più
    spio, sparo, meno, sadomasochizzo a caso e ho pure un bar
    ma proprio non posso fare quello che aspetti tu…
    Per voi questo è un film dove la bella non s’anima”
    Pausa dall’atmosfera alla Cocciante per ricordarsi de:
    1) I “cattivi” con le loro divise… altamente coerenti con il risultato complessivo di questa “opera”: pensando a quel qualcosina di meglio che avrebbe potuto essere è non è stato, in effetti un po’ ti sale il nazismo.
    2) I poveri cani che, resisi conto di quanto da cani (e non a loro favore) fosse davvero il film, hanno cominciato ad addentare scroti per rappresaglia sperando prima o poi di beccare anche quelli di produttori e sceneggiatori.
    Ah, e a quel “Ti strapperò il cuore dal costato e te lo spingerò giù per la gola» «Non sembra molto igienico” mancava solo un “Ma io prima mi lavo sempre le mani”
    Ultima fiammata cocciantiana..
    Pamela (in vasca da bagno):
    “Willy, alla fine non te ne sei voluto andare
    per questo mi piaci, sai, ancora un po’ di più
    e se verrai qua la mia riconoscenza ti dimostrerò
    in tutta questa schiuma da sola non mi va di stare”
    Willy (duro -sì, in quel senso- ma coerente):
    “nella tue trappole già son caduto io,
    avanti il prossimo, gli lascio il posto mio (arriva Temuera Morrison)… 😀 😀
    .

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Ahahahah! Una controrecensione da raffinato esteta-musico-artista 🙂
      Mi era mancata tutta questa baldoria di non sense…e mi hai collocato pure in posizione di protagonista 🙂
      Grazie, la mia bandiera è issata in tuo onore…in senso platonico! 🙂 🙂 🙂

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