Raw Justice (1994) Pam XXX

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Non mi arrendo. Per niente al mondo. Avrò le mie zinne, in questa vita o nell’altra. Il gladiatorio proposito deriva dalla frustrazione immane patita dopo la visione di Barb Wire: tutte quelle speranze riposte nel reggiseno di Pamela Anderson slacciato, tolto e sostituito dalla VISIONE… Nulla, sogni di gloria in fumo e film castigato addirittura. Ma, come dicevo, ci vuole ben altro per abbattermi e così, dopo spulciata alla discutibile filmografia della nostra eroina, affido le mie trepidanti aspettative a Soli contro il crimine, oscuro action-poliziesco che la vede nel cast. Anelo, desnuda.

[Il film è ignoto al mondo delle VHS e non esistono tracce di passaggi televisivi, men che meno trova motivo d’esistere il titolo “Soli contro il crimine”, che non è attestato da alcuna fonte: facile che qualche solerte fan italiano l’abbia aggiunto a mano su IMDb prendendolo chissà dove.
Invece esistono ben due edizioni DVD, con un titolo truffaldino, nate in quel 2007 in cui la Monaco International ha ridistribuito in digitale il film. La 
StormVideo (MHE) dal gennaio 2017 presenta il suo Pam XXX – Una squillo ad alto rischio, mentre la Sony Pictures dal novembre 2007 sforna Pam XXX – Indagine ad alto rischio. Nota etrusca]

Si inizia con musica ringalluzzita da softcore e un tizio sottrattosi alla libertà vigilata che si reca in un bordello; tempo zero secondi (credo sia record mondiale) la pellicola cala le brache e oltrepassa la soglia del ridicolo pesante: l’inserviente del postribolo accoglie i clienti mangiando una coscia di pollo unta e bisunta (sigh), l’ex poliziotto aspirante giustiziere Mace (interpretato da David Keith) decide di catturare il fuggiasco fregando i vestiti ad una prostituta di nome Sarah ed inseguendolo con tempi olimpionici pur con i tacchi a spillo (sob), la stessa prostituta (sì, Pamelona nostra) privata dei suoi abiti lo insegue a sua volta stupefatta come se l’avesse denudata ipnotizzandola con un trucco di prestidigitazione alla Giucas Casella (sgrunt). Pamela, sto sopportando tutto questo solo per te.

Nel frattempo vediamo un classico nudo sotto la doccia (con tanto di omicidio al seguito) e il protagonista, nelle femminine condizioni di cui sopra, si reca in centrale e risponde a tono alle battute di un astioso collega «Di’ un po’, hai una penna in tasca o sei contento di vedermi?». Ok, hai vinto. Soprattutto, in ambo i frangenti, il lungometraggio conferma una natura pruriginosa che instilla fiducia. Non altrettanta fiducia suggeriscono la trama, le doti recitative e gli effetti speciali: il copione vede il nostro che viene messo alle calcagna del sospetto del suddetto omicidio, sospetto in realtà vittima di un complotto, e quindi cadiamo nell’assoluta banalità; l’interpretazione di Keith è da TeleRatti e, col passare dei minuti, il suo volto è sempre più gonfio alimentando il sospetto che sul set campeggiasse il camioncino dei bomboloni; per quanto riguarda gli effetti, quando esplode un’abitazione, ci rendiamo conto di aver assistito alla deflagrazione più fiacca dei deflagranti anni ’90.

Mentre il rapporto tra i masculi evolve intellettualmente («Figlio di puttana!» «Non dirmelo!» «Perché?» «Perché amo mia madre!») ricompare dal nulla la Anderson, la quale si rende protagonista di un cartoonesco inseguimento col poro David abbarbicato al cofano dell’auto e poi i due… consumano! Ok, sono contento perché la scena è abbastanza sensuale e le grazie di Pamela “emergono”. Ma ci sono alcuni ma: è brevissima, è priva di qualsivoglia climax, mette ancora una volta in luce il manipolo di inetti che ha partorito il film tanto da trasformare in un millisecondo una scena in pieno giorno in una sequenza nella notte più buia per creare un’atmosfera maggiormente erotica. Il riverbero chiaroscurale della luna sulle tette della Anderson vale più della coerenza spazio-temporale: trattasi di elegante scelta artistica.

Un terzetto d’attori da mettersi a gridare!

Comunque, da tutta questa storia, ne è uscito un trio bislacco di nulla: la vittima del raggiro ha una perenne faccia da cane bastonato, Keith tenta disperatamente di atteggiarsi da duro con risultati miserrimi, la lei del gruppo cerca invano di recitare. E la cosa più farsesca è che quest’ultima è coinvolta nella spinosa situazione per quel ridicolo furto di abiti di inizio film tanto da ufficializzare l’importanza basilare del citato sketch con la seguente esclamazione: «Io non so perché cavolo sono qui, rivolevo solo i miei vestiti!». Comincio a chiedermelo anche io, perché cavolo sono qui.

Per fortuna, una plausibile riposta viene quando, poco dopo, la nostra pensa bene di concedersi anche al coprotagonista (e dunque altra razione di zinne!) e per consolare il deluso poliziotto sciorina carinerie «Tra noi è stato solo sesso ma con lui è diverso, lui mi piace davvero». Fine psicologa.
Dopo l’ennesimo inseguimento con un mezzo di locomozione diverso, sulle ali di qualche abulica sparatoria/scazzottata cui partecipa anche la nostra beniamina in nome del principio per cui nel regno dei ciechi anche un orbo è re, in seguito alla scoperta di un complotto politico ai danni del sindaco (uno svogliato Charles Napier)… il film si avvia alla fine. E per fortuna: il prezzo da pagare per godere delle virtù Pameliane è stato altissimo. Non potevo accettare un’onorevole resa? Ma si sa: chi si ritira dalla lotta è un figlio… e io voglio molto bene a mia madre.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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– Altri post di Willy l’Orbo:

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14 risposte a Raw Justice (1994) Pam XXX

  1. Denis ha detto:

    Willy la Pamelona era all’angolo nel match di Diesel(Kevin Nash) contro Shawn Micheals a Wrestlemania XI mentre l’heartbreak kid aveva all’angolo Jenny McCarthy assime a Sicho Sid nel 1995

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  2. Cassidy ha detto:

    Gli yankee dicono, se mi freghi una volta “Shame on you”, ma se ci caschi una seconda, “Shame on me”, questa volta Willy mi spiace dirtelo, ma la colpa è tua. Il titolo furbetto italiota è fumo degli occhi, anche se capisco che la speranza di una sbirciata alle bocce di Pamelona è sempre invitante. A questo punto forse era meglio un episodio a caso di “Beiboch”, brutto per brutto, almeno lì era tutto a rallentatore 😉 Cheers!

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Gira e rigira alla fine la miglior pellicola con la Pamelona nostra vuoi vedere che è BORAT? Ovviamente il film con Tommy Lee è fuori concorso… Ahimè!

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Non avresti fatto prima a cercare il video casalingo col marito musicista? XD
    Cioè, questa trama sembra partorita da una di quelle pagine web che assembla frasi a caso da un database ^^

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie a Lucius per l’integrazione. Con quel titolo il film è ancora più putrido! 😅

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  6. Giuseppe ha detto:

    Ma qui, nel cast principale, chi ti vedo? Nientepopodimeno che Robert Hays, e cioè il Ted Stryker de “L’aereo più pazzo del mondo” e “L’aereo più pazzo del mondo… sempre più pazzo”! Ragion per cui, Willy, un non basso livello di demenzialità intrinseca al film lo si poteva tranquillamente prevedere fin dall’inizio… sì, giustamente potresti farmi notare che nei due titoli da me citati la demenzialità è voluta e studiata mentre qui non siamo altrettanto fortunati ma, forse, non ci conviene stare a guardare troppo il capello. Che poi, essendoci Pamela Anderson di mezzo, sarebbe proprio l’ultima cosa a cui presteremmo attenzione (il capello, intendo. Beh, magari un’occhiata veloce alla pettinatura ci può stare. Ma proprio veloce): ecco, forse noi si era troppo sicuri che il regista (parola forte) condividesse la nostra linea di pensiero, ma purtroppo la scarsità di scene strategiche nonché l’imperizia nel girarle fa sorgere più di un dubbio. E sì che pensavo che il furto di vestiti l’avesse organizzato proprio lui per portarla sul set con l’inganno e poterla riprendere… “Io non so perché cavolo sono qui, rivolevo solo i miei vestiti!” non doveva essere una battuta da copione, alla fine, ma la verità: per tutto il tempo Pamela non stava recitando ma cercava solo di recuperare ad ogni costo il guardaroba (motivo, tra l’altro, per cui era momentaneamente sparita dalla circolazione)! Facendo comunque del bene al prossimo, nel frattempo, perché è grazie a lei se David Keith si è potuto atteggiare a duro almeno nel cavallo dei pantaloni. E, a proposito, non si dispiaccia troppo per la svolta finale di Pamela… pensi piuttosto a quanti uomini nel mondo farebbero salti mortali per avere anche una sola volta nella vita l’opportunità che gli è stata concessa, e cioè di fare SOLO sesso con lei 😉
    Per finire, non posso esimermi dal dare il contributo alla mascula evoluzione intellettuale di cui sopra…
    «Figlio di puttana!»
    «Non dirmelo!»
    «Perché?»
    «Perché amo mia madre!»
    «Anch’io! E’ che la tua pratica tariffe di favore» 😀

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      😂😂😂😂…comunque hai ragione: trama riassumibile in Pam che cerca disperatamente il proprio guardaroba. Con speranza, da parte dello spettatore, che tale ricerca vada a vuoto! 😉😂

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