DNA (1996) Una storia che non deve accadere

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
Per la prima volta Willy affronta un film che ho già recensito nel blog: essendo un palese scopiazzo xenomorfo l’ho presentato anche nel mio blog alieno.
L.

Mark guardava le stelle… e sognava. L’affermazione, in apparenza innocente e romantica, nasconde in realtà un lato Z che mi appresto a spiattellarvi: Mark è Dacascos, le stelle sono quelle del cinema, ossia la Weaver che debella alieni come se non ci fosse un domani e Schwarzenegger che prende a calci nelle chiappe extraterrestri un Predator, il sogno consiste nell’ardente desiderio dello stesso Mark di emulare le imprese degli attori citati sconfiggendo qualche mostriciattolo verde a suon di arti marziali. “In fondo” si sarà detto “Perché no?”. Te lo dico io, amico mio: “Perché no”. E invece non hai voluto dar retta, partecipando ad un film che, come da profetico titolo, non sarebbe mai dovuto accadere: nasce pertanto DNA – Una storia che non deve accadere. E la ripetizione sul concetto di ciò che si poteva evitare di far accadere… è assolutamente voluta.

Anche Jürgen Prochnow ha le bollette da pagare

Siamo nel Borneo e l’immagine di Dacascos nelle vesti di un dottore, tale Ash Mattley, è già abbastanza disturbante, il disturbo diventa urticante quando giunge un collega interpretato da Jurgen Prochnow che dichiara di aver trovato il modo di riprodurre su larga scala un enzima “guarisci-malattie” scovato dal protagonista: per dimostrare la sua tesi fa uno scarabocchio alla lavagna eseguito con modalità così casuali da far tenerezza al più sodo dei poppanti. Per cercare l’enzima suddetto i due si recano in una grotta dove i nativi hanno scritto cose tipo “Guai a voi che entrate”, morte, distruzione, etc. Mi ricorda I Goonies e infatti, quando spostano un masso chiaramente di cartapesta, mi sarei aspettato di vedere Willy l’Orbo. Niente di tutto ciò, ovvio.

Dacascos è il tipico dottore della foresta…

Assistiamo invece al tradimento, telefonato, svogliato e frettoloso, di Jurgen: tutti, in questa pellicola, comprese le comparse locali, danno la sensazione di volersi trovare dall’altra parte del globo. Secondo me, cast e troupe, non hanno fatto nemmeno la cena di fine riprese e hanno subito cancellato i contatti dalla rubrica. Intanto il cattivone ha scoperto che dell’agognato DNA è portatrice una creatura aliena chiamata Balakai e nel frattempo, per catturare l’antagonista-uomo, giunge un’agente della CIA. Una. Non solo: per raggiungere l’obiettivo, la nuova arrivata chiede aiuto a un fanciullo indigeno che urla il nome del mostro come un ebete e al protagonista che nel frattempo ha usato una lozione per farsi ricrescere rigogliosamente i capelli (che sia nella menzionata lozione il mitico enzima???): ah, i potenti mezzi dell’intelligence americana.

Il marmocchio porta anche rogna perché, a forza di nominarlo, se lo ritrova davanti l’essere deforme: che, considerato il livello del film, non sarebbe manco realizzato male però… c’è un però. L’alieno, nell’aspetto, è molto simile a uno Xenomorfo e, nella visuale in soggettiva, ad un Predator: copia di qua, copia di là, è la canzone della felicità! Se non hanno denunciato per plagio gli autori del lungometraggio suppongo sia per la sopraggiunta compassione una volta constatata la putridità dell’operazione. Putridità che si riassume anche nelle sequenze di fuga insistite, noiose e in un’oscurità niente affatto stuzzicante; a peggiorare una situazione già compromessa ci si mette il fatto che spesso protagonista di tali fuggi-fuggi è il bimbo di cui sopra che dopo averci fracassato i gioielli di famiglia con le urla «Balakai!», ora ci tormenta i testicoli strepitando almeno un centinaio di volte il nome del protagonista: «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!» «Dottor Ash!»… bastaaaaaaaa!

Ad un cerro punto c’è la reunion tra protagonisti ed antagonisti ma, di fatto, nulla muta: i buoni girano in tondo, i cattivi girano in tondo, il mostro gira in tondo, l’infante schiamazza. L’unica consolazione, per l’arreso spettatore, potrebbe venire da un reiterato uso di arti marziali da parte di Dacascos. Macché. Evidentemente nel “contratto di governo” era prevista l’assenza di qualsivoglia emozione: e un assopito Mark non se lo fa ripetere due volte limitando il suo repertorio a qualche irrilevante mossa, di quelle con cui scacci le zanzare in un afoso pomeriggio agostano. E allora il pensiero non può che tornare a quel desiderio di emulare le gesta della Weaver e di Schwarzenegger, a quel sogno trasformatosi, con modalità repentine nonché tragiche, in un incubo. Un incubo che non doveva accadere. E invece è accaduto, mannaggia a voi.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

– Altri post di Willy l’Orbo:

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36 risposte a DNA (1996) Una storia che non deve accadere

  1. Cassidy ha detto:

    Mi ero già gustato la recensione Zinefila nella sua precedenti apparizioni, ma questo film è talmente brutto che si meritava una seconda razione 😉 Cheers!

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  2. Denis ha detto:

    Willy guarda che era scritto in copertina”gli effetti più impressionanti visti al cinema” ma si sono dimenticati di scrivere per le gonadi degli spettatori,insomma film girato in notturna per nascondere il budget misero e buoni,cattivi insieme al mostro che fanno la maratonda ,poi leggo Dania Film e deduco film scaduto come lo yogurt.

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Giusto, la visuale notturna ottenebra i peccati del prodotto ma in fondo infine la creatura non è così schifida pur scopiazzata…ma forse a parlare è la mia passione per creature schifidol! 🙂

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Nel Borneo, nessuno può sentirti urlare… 😛

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  4. Kukuviza ha detto:

    Ecco qualcuno mi deve spiegare perché in certi film c’è questa insana mania di far ripetere ai personaggi i nomi degli altri personaggi. In quante scene non fanno che chiamarsi…forse che quell’audio serve a non far addormentare gli spettatori??

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo sia solo cialtroneria alla sceneggiatura. In una serie TV di serie A come “The Big Bang Theory” il 90% del copione del personaggio co-protagonista da più di otto anni a questa parte consiste in un’unica parola: «Cosa?» Sheldon, il vero protagonista, dice una cosa strana, lui chiede «Cosa?» così poi Sheldon può dire altre cose strane. E questo succede in ogni scena di ogni episodio di ogni stagione da più di otto anni. Ed è una serie di successo (immotivato). Figuriamoci nei filmacci da due soldi! 😛

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      • Kukuviza ha detto:

        Ma in Bing Bang Theory è una cosa voluta? Oppure è una cialtronata? (Come si nota, non ho mai visto la serie).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Diciamo che è una cosa di cui forse gli sceneggiatori non si rendono conto: per contratto devono far dire cose strane al protagonista, e serve una spalla stupida che non capisca mai. Non esiste niente di più difficile di scrivere un personaggio-spalla stupida! Quindi è a metà fra gusto e incapacità 😛

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      • Kukuviza ha detto:

        Ho sbagliato a scrivere il titolo, anche se a sto punto, si potrebbe fare un sitcom concorrenziale “Bing Bang Theory” con Dolph che beve FB

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah per me spaccherebbe! 20 minuti a settimana in cui Dolph sta lì, sul divano, a guardare in camera e a sorseggiare Fernet: milioni di spettatori come piovesse 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        @Kukuviza.
        Io l’ho mollata da qualche anno perchè era diventata monotona e ripetitiva. Ma l’esclamazione di Leonard “Cosa?” è diventata la sua “battuta tormentone”. E Lucius ha ragione visto che succede spesso (leggi: sempre!). Sheldon dice qualcosa di tecnico o strambo, Leonard lo guarda e gracchia “Cosa?” col tono di “Ma sei pazzo? Cosa diavolo stai dicendo?”. Questo serve per lanciare la battuta successiva di Sheldon che incrementa la dose di tecnicismi/stranezze con risultati comici. All’inizio era molto divertente e spesso interessante. Peccato che col passare degli anni il telefilm sia diventato autoreferenziale e ogni episodio non fa che ripetersi utilizzando un cannovaccio collaudato. Peccato.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        La prima stagione poi era improntata sul tipo “la pupa e i secchioni”, solo che crescendo Polly è diventata uno scaricatore di porto alcolizzato – beve un litro d’alcol a puntata da otto anni! – ed essendo una serie totalmente schiava degli schemi, legge aurea vuole che appena una serie giovanilistica ha successo, dalla seconda stagione metà del cast si innamora dell’altra metà. Una noia mortale.
        Ogni personaggio è una maschera e sai già cosa dirà in ogni istante, per tacere del fatto che non esiste più una sceneggiatura ed ogni stagione va a casaccio, senza alcuna direzione.
        Ogni protagonista intelligente deve per forza di cose avere una spalla stupida che gli permetta di essere intelligente, ma servono bravi sceneggiatori per non trasformare il tutto in una macchietta imbarazzante. Qui non ci sono bravi sceneggiatori…

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      • Kukuviza ha detto:

        Sempre le solite cose insomma, invece di smettere perché si è detto quello che si doveva dire (o produrre qualcosa di nuovo), si spreme l’inspremibile su un prodotto fino a farlo diventare una ciofeca.
        Ahaha, Dolph sul divano, mitico, sorseggia Fernet dopo essersi scavato un bicchiere con un pugno su un blocco di ghiaccio (è quello il grande bang)! Successo assicurato!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        “The Real Big Bang”, abbiamo già il titolo 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Confermo: cialtroneria. E in questo caso della peggior, irritante, specie, bisogna vedere per credere! Ma se non vedi è meglio! 🙂

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Sul telefilm citato non mi esprimo non avendolo mai visto! 🙂

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Ma almeno il finale è originale o hanno copiato anche quello? Tenendo conto che non possono sparare Balakai nello spazio a naso mi sa che qualcuno si è ricoperto di fanghiglia…

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Chiedo venia Lucius, me l’avevi a dire! 🙂 🙂 🙂

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  7. loscalzo1979 ha detto:

    Oh non l’aveva proprio notato NESSUNO lo scopiazzamento di Alien/Predator eh XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ proprio sottile sottile 😛

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Scopiazzamento fatto con classe, il suo è culo questa è classe (citazione colta) 😉😃

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      • Giuseppe ha detto:

        E in effetti, Willy, visto quanto Dacascos viene male sfruttato qua dentro forse sarebbe stato meglio -e molto più divertente- mettere Fantozzi al suo posto a vedersela con il Balakai, magari mandato in loco proprio da un megadirettore cav. ing. avv, arch. figl. di putt. interpretato da Jurgen Prochnow…
        “Ragionier Fantocci, le affido un compito importantissimo: deve recarsi immediatamente nel Borneo per testare l’efficacia di un rarissimo enzima dalle incredibili capacità curative… una scoperta rivoluzionaria, caro Fantocci, lo capisce? Vuol dire che d’ora in avanti noi non ci ammaleremo più e…”
        “Com’è umano lei…”
        “La prego, mi faccia finire. Come le stavo dicendo, NOI (indicando anche tutti gli altri mega-dirigenti) non ci ammaleremo più e così potremo prenderci cura di voi inferiori da qui all’eternità! Non è contento, Fantocci? Adesso vada, vada, che il Balakai la sta aspettando laggiù”
        “Chiedo venia, Maestà, ma quel nome mi è… mi è ALIENO”
        “Va tutto bene, ragioniere, lei è già sulla buona strada… (sogghigno)” 😀
        Filmetto trascurabile che comunque io tengo lo stesso da qualche parte, così, senza nessun impegno 😉

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        😂😂😂 la commistione Balakai-Fantozzi è meravigliosa! 😅😅😅

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