Stonehenge Apocalypse (2010)

Il ciclo “Mercoledì Filmacci” di Cielo non tradisce mai, e il 9 maggio 2018 ha raschiato nella latrina del cinema Z per presentare uno dei titoli più noiosi di questo genere: Stonehenge Apocalypse.

Neanche uno sforzo grafico per il titolo

Di solito i film targati CineTelFilms hanno una marcia in più, cioè sono immani porcate che fanno mediamente sghignazzare con punti in cui si ride della grossa. Delude quindi questo prodotto, uscito originariamente il 12 giugno 2010, in cui la noia e il nulla sono un’accoppiata devastante.

Stonehenge ricreata con l’Atari!

La Eagle Pictures lo porta in DVD italiano dal 30 dicembre 2015, ma sicuramente questa roba girava nel nostro Paese da parecchio, dato che io ho avuto il dispiacere di vederla nel dicembre 2011. Il fatto di non ricordare un solo fotogramma mi fa capire che sia stata una visione inutile, esattamente come questa del 2018.

Anche l’energia si ribella a ’sto filmaccio

Stupisce trovare alla regia e addirittura alla sceneggiatura Paul Ziller, onesto professionista di lunga data che ha iniziato la sua carriera dirigendo buoni film marziali anni Novanta, da Bloodfist IV (1992) a Shootfighter 2 (1996). Passa poi al lato oscuro del cinema, dirigendo Stephen Baldwin in Firefight (2003) ma peggio ancora Mark Dacascos in Solar Attack (2006), un film già vittima della morte del cinema, avvenuta nel 2005. Con Tempesta polare (2009) Ziller è ufficialmente un regista di serie Z… come l’iniziale del suo cognome faceva prevedere…
Il suo destino è ora fare noiose porcate come Missione Mercurio (2011) e Ghost Storm (2012).

Sono bravi tutti a fare gli effetti speciali, vero?

Jacob (interpretato da Misha Collins proprio all’inizio della sua collaborazione fissa alla serie TV Supernatural nel ruolo di Castiel / Jimmy Novak) conduce un programma radiofonico dedicato ai misteri misteriosi dei misteri misteriosi.

«Siamo qui perché crediamo nell’anomalo, nell’inseplicabile, nell’imprevedibile. Siamo qui perché vogliamo conoscere la vera storia.»

Insomma, il classico dietrologo dei filmacci che poi si scopre essere l’unico al mondo ad aver capito tutto.
Quando infatti arriva la notizia che i megaliti di Stonehenge si sono mossi e hanno ammazzato dei turisti – cioè i turisti più lenti del mondo! – lui capisce tutto e passa il resto del film a dire cose stupide per convincere gli scienziati.

Ecco gli scienziati: tanto per avere un’idea della qualità del casting…

Davanti agli increduli scienziati e militari si dipana infatti una situazione divisa fra Stonehenge, Egitto e Yucatán: ve li immaginate i potenti mezzi della CineTelFilms per girare in queste location? Ovviamente vediamo solo le facce degli attorini improvvisati e delle cartoline a fare da sfondo.
Stonehenge ha attivato una macchina (boh) che inizia a terraformare il pianeta emettendo spore batteriche fungine con scappellamento a destra. Dopo aver creato la vita, e quindi noi, ora la toglie. Ma chi sta facendo tutto questo? È ovvio: ’sto cazzo!

Il nuovo cinepanettone: “Natale a Stonehenge”

Un fiume inarrestabile di noiose chiacchiere è alternato con immagini buffonesche che sembrano girate nei primi anni Novanta: persino il muto Bolo Yeung che Ziller ha diretto ad inizio carriera fornisce uno spettacolo migliore di questo intero film.
Con Stonehenge ricreata grazie ad un Microsoft Paintbrush del 1994 ed attori presi in un qualche centro di igiene mentale, si dipana un film che fa del vuoto un vanto.

Per fortuna il doppiaggio italiano ci regala un momento divertente. Davanti ad una piramide magnetica appena fuoriuscita dal suolo (oh mio Dio…) lo scienziato buono e il militare cattivo si scambiano queste battute:

Those doors are electromagnetically sealed.
Then let’s unseal them.

Come si ricrea in italiano? Sigillato e… dissiggillato? Desigillato? Mmmm, e se invece spariamo a cazzo?

– Le porte sono sigillate elettromagneticamente.
– E allora… spiombiamole!

Là dove i doppiatori temono di andare, arriva il miglior doppiaggio del mondo… pronto a spiombare!
Ai bei tempi, Hicks nel dubbio nuclearizzava: il doppiaggio italiano, invece, decolla e spiomba!

 

L.

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13 risposte a Stonehenge Apocalypse (2010)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Qua l’unica cosa da piombare sono questi canali tv! O, al limite, sarei per riaprire “i piombi”, le vecchie carceri della Repubblica Serenessima per sbatterci dentro chi fa questi film.
    E il “bello” è che manca pure la vena comica. Questi mi sa che sono convinti di aver creato un film decente ed onesto. Almeno non si prendessero sul serio!

    Comunque Stonehenge è un mio cruccio. Quando ci andai in un viaggio studio nell’estate del ’96 (ero 17enne…) non feci nemmeno una foto, anzi praticamente non lo guardai perché ero impegnato con la ragazzina conosciuta in vacanza. Capirai che me ne fregava di “4 pietre messe là”! E da allora non ho mai avuto occasione di ritornare. Il nervoso che mi viene se ci ripenso…

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  2. Cassidy ha detto:

    Ma cos’è? Ma che roba è? Con due fulminetti fatti con l’atari pensano di cavarsela? Il prossimo passo cosa sarà? “Isola di Pasqua Apocalypse”, “Colosseo Apocalypse”. Gli autori andrebbero spiombati, nel senso di ricoperti di piombo, possibilmente bollente 😉 Cheers

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Io avrei fatto materializzare un robot gigante dal sito, altro che piramidi!
    Comunque, più che colpa del più bel doppiaggio del mondo, lo spiombo è forse colpa della più bella scuola di traduzione al mondo.
    La stessa che ha trasformato i genitori della Tata nei suoi zii e ha creato parentele impossibili tra gli sportivi dei cartoni giapponesi 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La Tata è la Bibbia della Traduzione Sbagliata, non credo che esista una sola parola della serie che sia resa onestamente: andrebbe insegnata a scuola per spiegare alle future generazioni il Male che il miglior doppiaggio del mondo sa perpetrare. Trasformare ebrei in ciociari non è stata una buona idea, ma probabilmente i geniali traduttori italiani non pensavano che si sarebbe arrivati ad un matrimonio: alla fine della serie si sono trovati a dover spiegare perché una italiana cattolica si spesa col rito ebraico 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Forse volevano rendere più accessibile una cultura relativamente ignota, come con Willy il giardiniere, nei Simpson, che da scozzese diventa sardo, tanto il caratteraccio stereotipato sembra essere simile ^^
        Comunque, le mie risate con la Tata me le sono fatte, nonostante il trattamento discutibile che ha ricevuto in fase di adattamento. Cosa che probabilmente non potrei dire con Stonehenge Apocalypse -_-‘

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anch’io mi sono gustato tutte le stagioni, anche perché è una delle serie replicate a getto continuo: è impossibile sfuggirle 😛

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  4. Giuseppe ha detto:

    Visto, purtroppo: davvero pessimo anche per i loro già infimi standard (e vederci invischiati Misha Collins e Peter Wingfield mi raddoppia l’acidità di stomaco procuratami da questa cialtronata)… I film “misteriosi” anni ’70 di René Cardona, Tonino “Anthony Richmond” Ricci e Mario “Roy Garrett” Gariazzo erano degli inarrivabili capolavori a confronto!

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  5. gioacchino di maio ha detto:

    Mi domando sempre a chi giovano film del genere, se poi gli effetti speciali sono proprio artigianali peggio che mai. Su uno Stonehenge particolare, (ipotesi di un antico centro di controllo alieno) andrebbe ripescato l’Urania d’annata “Il segno dei due mondi” di Keit Laumer. 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Eh, con gli Urania d’annata si va sul sicuro: anche il più riuscito male è sempre meglio di questi filmacci! (La cui unica utilità è di riempire i canali di film che non vogliono spendere per i film…)

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  6. Pingback: Mongolian Death Worm (2010) Terrore dal sottosuolo | Il Zinefilo

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