Taxi (2004) New York Taxi

Nei primi anni del Duemila Luc Besson è impegnato a sfornare sceneggiatore come una fontana, da affidare ai suoi adepti preferiti. A Gérard Krawczyk gli ammolla Wasabi (2001), Taxxi 3 (2003) e Il tulipano d’oro (2003), roba d’avventura, mentre l’azione tosta la affida a Louis Leterrier, con The Transporter (2002), Danny the Dog (2005) e il capolavoro inarrivabile di Transporter 2 (2005).
Nei momenti liberi sforna Adrenalina Blu (2003) e I fiumi di porpora 2 (2004) mentre con Pierre Morel scrive la storia del cinema con Banlieue 13 (2004).
Insomma, è il Besson buono, quello che tutti amiamo, che sa dare spazio ai talenti degli altri e tiene chiuso in un baule bello grande il suo ego sconfinato. Un baule che però un po’ si apre quando arriva una telefonata dall’America: la 20th Century Fox vuole rifare il suo Taxxi (1998), è d’accordo? Luc entra nell’auto di Daniel e in 14 minuti raggiunge l’aeroporto, vola in America e dice: «Oui»…

E se da Marsiglia volassimo a New York?

Con 25 milioni in tasca e l’intera Grande Mela a disposizione come location (scelta che probabilmente s’è portata via almeno 20 dei milioni del budget!), il californiano Tim Story può dare vita a… aspetta, ma chi cacchio è Tim Story? Non lo sa nessuno, è solo il tizio che l’anno successivo farà il Fantastici 4 sbagliato. Cioè, quello sbagliato prima di quello ancora più sbagliato. Insomma, è un signor nessuno che poi ha preso a lavorare per Kevin Hart e gli ha girato i due Poliziotto in prova.
Si poteva chiedere un regista un po’ più qualificato per raccontare di auto rombanti per le vie di New York? Forse sì, ma la Fox non ci bada e gli affida Taxi, in uscita il 6 ottobre 2004.

Il titolo stringato non va bene per l’Italia, i cui distributori probabilmente neanche sanno essere il remake di Taxxi, così al suo arrivo nelle sale nostrane il 17 giugno 2005 (fonte: ComingSoon.it) diventa New York Taxi.
La stessa Fox lo presenta in VHS e DVD a noleggio dal 16 novembre 2005, in vendita (solo in DVD) dall’8 marzo 2006. Risale all’agosto 2010 il Blu-ray.

Le nere sovrappeso di New York tipicamente guidano taxi…

Una metropoli multiculturale come New York si presta molto bene a replicare la questione razziale della più piccola Marsiglia, e lo scontro tra “bianchi” ed arabi può benissimo trasformarsi in quella tra bianchi e neri… Andiamo, sto scherzando: siamo nel Paese dei Balocchi dove il buonismo caria i denti per quanto è zuccheroso. Via ogni questione razziale, che siamo matti?
Così l’arabeggiante Daniel diventa Belle Williams, interpretata dalla tripla minoranza di Queen Latifah: nera, donna e grassa. Per citare un vecchio telefilm non politicamente corretto, se avesse avuto ancora un’altra minoranza sarebbe scomparsa.
Ricordate la scena che apre la saga francese, con Daniel che corre per Marsiglia in motorino? Qui un magrissimo ciclista vola per le strade di New York con acrobazie degne degli Yamakasi di Besson, poi si toglie il casco… e d’improvviso ha la pancia di Queen Latifah. Ok, diciamo che il buon gusto il film l’ha lasciato a Marsiglia.

La faccia giusta nel ruolo sbagliato

Il poliziotto bianco imbranato, simbolo dell’ottusità della polizia (vista dal “popolo”), sembra trovare ottima corrispondenza nel super-bianco Jimmy Fallon, ma il problema è che Émilien era il poliziotto medio di Marsiglia: qui scopriamo che Andy Washburn è l’unico poliziotto idiota di New York.
Sebbene Fallon dia comunque un’ottima prova nel ruolo, nel senso che ha la faccia giusta per fare il beota, va ricordato che essere un abile intrattenitore e un presentatore di innegabile talento non vuol dire automaticamente saper recitare. Anche Latifah ha una carriera nel piccolo schermo, ma almeno sa fingere di essere anche un’attrice.

Ho appena finito il “Saturday Night Live”: ecco uno sketch per ricordare che sono un comico…

L’inizio del film ricopia il primo Taxxi, quindi vediamo Belle prendere la licenza da tassista, passare più tempo con l’auto di quanto ne passi con il fidanzato Jesse (Henry Simmons) perennemente in attesa di fare l’amore, e via anche la scena dell’aeroporto. Poi però del primo rimarrà solo il finale: per tutto il resto del film… il taxi scompare.
Suona un po’ curioso che il soggetto del titolo del film esca subito di scena per tornare solo alla fine, ma sta di fatto che tre sceneggiatori partono per la tangente, mollano la sceneggiatura di Besson e ne inventano una loro, riuscendo a prendere due noti comici televisivi e a non far loro dire una sola cosa divertente per l’intera durata del film.

Ah bello, guarda che pure il “Queen Latifah Show” spacca!

È noto che la patonza vende e film di scarsissima qualità come questo ne hanno un disperato bisogno. Così vanno a disseppellire un paio di scheletri e li vestono con una gonna, ottenendo una banda di fotomodelle ladre che sono un grande spot per l’anoressia: chissà quante ragazze sono morte tentando di imitarle.
La brasiliana Gisele Bündchen ha un bel faccino ma è solo un mucchietto d’ossa, spettacolo decisamente migliore lo dà Jennifer Esposito, probabilmente versione americana della Petra originale, che fa il capo di Andy.

Il tipico tenente di polizia di New York…

Trama ovvia e scontata, solo vagamente ispirata al film di Besson, con buonismo a secchiate e l’ennesima prova che TV e cinema sono universi lontani, soprattutto quando ci si affida a pessimi sceneggiatori. In TV si può far ridere milioni di spettatori ogni sera, poi si va sul set e non si riesce a piazzare una sola frase azzeccata. Magari un giorno anche i comici lo capiranno…

Andiamo, abbiamo fatto addirittura mezzo sketch in un intero film, come mai non ride nessuno?

Dopo un deludente esordio nel primo weekend, il film pare anche guadagnare ma probabilmente non tanto quanto la Fox sperava. Che è colpa sua, comunque: date le premesse dovrebbe ringraziare di non essere andata in perdita: buttare così tanti soldi in una robbetta che non andrebbe bene neanche per Rete4 forse non è stata una mossa oculata.

Jimmy Fallon, sei in arresto per errata convinzione di comicità

Comunque Fallon e Latifah sghignazzano parlando dell’insuccesso di Taxi, che tanto con i loro show guadagnano in un giorno come l’intero arco di vita del film. La domanda infatti è: possibile siano così vecchi dentro da pensare ancora al cinema? Eppure fanno trasmissioni fresche e divertenti, perché sognare un medium moribondo in cui palesemente non hanno i numeri per entrare? E soprattutto dove non girano più i big money dei tempi d’oro? Boh, sarà che il baule del loro ego non riescono a chiuderlo bene…

L.

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16 risposte a Taxi (2004) New York Taxi

  1. Zio Portillo ha detto:

    Ecco, se il film nel cast ha Queen Latifah, Jimmy Fallon (Jimmy Fallon?!?! Quello del SNL? Ma dai…) e Gisele Bundchen può pure essere diretto da Bergman ma puzzerebbe di merd@ da chilometri di distanza. Se poi prendi un film mitico e provi a rifarlo in salsa USA tutto zucchero e buoni sentimenti allora ciaone proprio.

    Volevi rifare Taxi ambientandolo in America? Per me l’unica maniera per farlo diverso ma decente era darlo in mano a qualcuno di scorretto tipo i Farrelly o MacFarlane e puntare forte sul cinismo.

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  2. Cassidy ha detto:

    Concordo in pieno, il fatto che tu sia celebre, non fa di te un attore, dettaglio che in uno strambo Paese a forma di scarpa non abbiamo mai capito davvero. Jimmy Fallon è un ottimo presentatore e un più che efficace imitatore (la sua imitazione di Bruce Springsteen resta mitica), mentre Queen Latifah non è mai riuscita a farmi ridere. Diciamo che questo Taxi è rimasto incastrato nel traffico della Grande Mela ecco. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I presentatori potrebbero limitarsi a ruoli secondari, tipo comparsate. Come Jerry Springer che fa il Presidente USA salvato da Dolph Lundgren in “The Defender” o quel celebre presentatore messicano (mi sfugge il nome) che nella parodia di The Purge fa il celebre anchorman che si prepara a far fuori altri celebri presentatori 😀

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  3. Austin Dove ha detto:

    Queen latifah nn è solo una conduttrice o un’attrice meh, ma anche una grande artista rapper e cantante uu

    E poi ho visto un errore di battitura

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  4. Emanuele ha detto:

    Non conosco il remake americano e non sento per nulla il bisogno di rimediare a questa mia lacuna😝
    Comunque concordo, a Fallon conviene restare in TV, dove va forte!

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Latifah, in Chicago, funzionava bene: a quei tempi, sarebbe stata anche meglio come sacerdotessa vudu!
    Qui sembra molto dimagrita (buona scelta per la salute) ma il viso sembra meno particolare, pare la brutta copia di qualche cantante r&b…
    A ogni modo, non sapevo che Taxxi fosse diventato (li mor)Taxi sua negli USA °_°

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Non sopporto lei, non sopporto il film, per fortuna da oggi almeno ne sopporto la recensione 🙂 !

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  7. Giuseppe ha detto:

    Non ho nulla contro Queen Latifah o Jimmy Fallon (meglio come presentatore/imitatore, comunque) ma ho moltissimo, invece, contro i remake d’oltreoceano che piallano senza pietà ogni buona idea contenuta negli originali (per non parlare della solita errata equazione” buoni sentimenti uguale a melassa”) e questo Tax(x)i versione yankee casca in pieno nella categoria, quindi… non lo prendo e vado a piedi, che è meglio 😉

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  8. Pietro Sabatelli ha detto:

    Ai tempi mi divertì anche questo “reboot”, tuttavia se lo vedessi oggi probabilmente vomiterei 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Malgrado prenda interi pezzi dal film di Besson, in pratica ne tradisce le premesse: a parte un paio di sequenze, non ci sono taxi né corse cittadine, quindi che l’hanno preso a fare il film originale? 😀

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