Chuck Norris 25. Agente e guardia giurata

Giunge quasi alla fine, per semplice sfinimento, questo ciclo: i prodotti di Chuck nel Duemila diventano inadatti alla vita umana e non vale più la pena neanche recensirli.

Seguite questo ciclo a vostro rischio e pericolo!

Più volte ho avanzato l’ipotesi che siano gli sceneggiatori a far scoppiare le guerre, così da avere sempre nuovo materiale per la narrativa di genere. Con l’avvento del Duemila case come la Millennium Films iniziano a brillare perché con quattro spicci creano film pieni di sparatorie ed esplosioni ma che soprattutto parlano alla pancia del Paese, che dai TG apprende lo scoppio di sempre nuove guerre: un film che presenti dei cattivi musulmani leggermente abbronzati, possibilmente con degli stracci in testa, si vende da solo.
La TV non può rimanere indietro, soprattutto dopo l’11 settembre. E secondo voi, chi è l’uomo televisivo migliore che possa incarnare i più stantii luoghi comuni americani? Chi è il biondo che spacca il mondo e mena gli stranieri cattivi? No, così la domanda è posta male: chi è l’unico superstite degli anni Ottanta disposto a fare film di basso profilo in TV? Solo lui

Il 2 aprile 2000 il nostro Chuck Norris si prende una pausa dalla miliardesima stagione di “Walker, Texas Ranger” e appare sulla fida CBS con un film prodotto dalla sua Norris Brothers Entertainment e distribuito da un marchio importante: Gary F. Kallenbach. Non so se questo nome vi dica qualcosa, ma se avete familiarità con gli altri canali terrestri del vostro decoder che non siano Rai e Mediaset vi propongo un esperimento: cercate su un qualsiasi canale un qualsiasi filmetto televisivo, di qualsiasi anno. Scoprirete che è anticipato da una scritta: “Gary F. Kallenbach presenta”. Con il verbo in italiano. Perché questo distributore ha venduto bancali pieni di film a tutte le televisioni esistenti al mondo: se avete fatto un film, non importa di che qualità, e riuscite ad ottenere quella scritta, venderete in tutto il mondo per i decenni a venire.

Dunque Chuck presenta The President’s Man, diretto stavolta da suo figlio Eric: il fratello Aaron non ce la fa proprio più, dopo due decenni a fare il regista…
Non sono riuscito a recuperare il film ma non credo di essermi perso niente: c’è Chuck Norris che fa Chuck Norris. Addirittura Rai2 lo trasmette nella prima serata di domenica 11 marzo 2001 con il titolo Attacco al presidente: capite quanto conta avere l’etichetta “Kallenbach”?
L’alta dose di patriottismo spicciolo e di moralismo dozzinale, marchi di fabbrica di Chuck nostro, gagliardo e tosto, evidentemente funzionano: dopo che il mondo cambia per sempre, quel settembre 2001, c’è bisogno di patriottismo ancora più spicciolo e moralismo ancora più dozzinale. Chuck deve essere ancora più Chuck!

Il bello di Norris è che non è mai stato un egomaniaco, come i suoi colleghi: nei suoi film ha sempre dato spazio ad altri, prima ai suoi amici poi ai suoi pupilli. Ogni stagione di “Walker, Texas Ranger” vede il personaggio protagonista apparire sempre meno e lasciar spazio a sempre più personaggi di contorno, per dare opportunità a nuovi talenti purtroppo poi non sbocciati: malgrado sia lodevole lo sforzo di Chuck di lanciare suoi eredi, non sembra essergli mai riuscito.
Al momento di tornare ad interpretare Joshua McCord, il president’s man, Norris molla il biondo Dylan Neal del primo film e dalla serie TV si porta il suo biondo personale: Judson Mills, che nel maggio 2001 ha chiuso la sua lunga partecipazione a “Walker, Texas Ranger”.
Il 20 gennaio 2002 la semper fidelis CBS presenta The President’s Man: A Line in the Sand. Di nuovo Rai2 ha il compito di presentare il film, nella prima serata di domenica 1° febbraio 2004, con il titolo Attacco al centro del potere.

La grafica delle grandi occasioni

Mentre del primo film si sono perse le tracce, di questo secondo esistono addirittura due edizioni DVD, che per motivi a me ignoti… sono entrambi presenti nella mia collezione, sebbene non ricordi di averle acquistate! Una è l’edizione Hobby&Work 2010, dalla pessima locandina fatta giocando con Paintbrush, comprata in edicola nella collana “Chuck Norris. Il mito”, mentre la seconda non ha data ma quel che più stupisce è che è targata Stormvideo, marchio che di solito recupera i prodotti Fininvest/Mediaset, non certo la roba Rai. Boh…
Il DVD è senza data, ma Amazon dice che risale al 2004.

Chi si farà interrogare dal professor Norris?

Il film è di quelli che fanno male, ma male sul serio. Mentre l’aitante Judson Mills si lancia in sequenze che fanno ricordare con tenerezza il Salto dello Squalo di Fonzie – e una scena in cui salta con la moto è identica alla sequenza in questione – Chuck fa l’eminenza grigia… anzi, marrone, visto il colore della sua barba. Giustamente il nostro Norris a 62 anni non se la sente di fare il gggiovane come fanno i suoi colleghi, e quindi comprensibilmente si ritaglia il ruolo da saggio che organizza le azioni degli aitanti giovanotti.

Dopo decenni, il Salto dello Squalo torna potente in TV…

Il problema è che il film inizia con Norris che tiene una lezione alla Texas University, e gli si presenta un giovane studente che pronuncia testuali parole:

«Ma che diavolo vogliono gli arabi? Questo Rashid minaccia il Presidente, e con lui tutti gli americani: andrebbe eliminato insieme ai Paesi che lo appoggiano.»

Ah, che belle parole di tolleranza: scaldano il cuore. Per fortuna poi è proprio il professor Chuck a riportare a più miti consigli il giovane, spiegando che non possiamo condannare un intero popolo per le azioni di alcuni. Bravo Chuck, anche se certo non te la sei sentita di spiegare perché il tuo amato Presidente stava bombardando l’Afghanistan, se ce l’avevate tanto con gli arabi…

Contro gli arabi cattivi, scendono in campo i biondi buoni

Parte poi la trama action, con il pericoloso Abdul Rashid (Joel Swetow) che ha rubato delle bombe atomiche ai russi – probabilmente nascondendosele negli stracci che ha in testa – e fa preoccupare il piccolo e caldo cuore del bravo e buono Presidente Mayfield (il mitico Robert Urich, star della TV passata). Parte la missione e… oh, oh, calma: dove parti? Questo mica è un film della Millennium, non ci sono mica nomi israeliani nel cast: The President’s Man è semplicemente un episodio di “Walker, Texas Ranger” un po’ più lungo.

Povero presidente Robert Urich, che brutta fine

Lunghe, estenuanti chiacchierate, battutine da scuola elementare, personaggi bidimensionali che sembrano usciti da un cartone animato – di quelli brutti – attori improvvisati con espressioni esagerate e tanta noia. Due, forse tre minuti d’azione in totale ed è pure troppo: la voglia di rifarsi allo standard del momento è tanta, ma l’esecuzione è pessima. Vedere Norris impegnato nelle coreografie che nello stesso periodo stanno lanciando Scott Adkins sotto Isaac Florentine è semplicemente imbarazzante.

È il momento di prendersi un po’ in giro

A questo periodo però risale una geniale comparsata di Chuck in TV, come guest star della serie comica “Yes, Dear“, che in Italia prende l’assurdo e inspiegabile titolo Prima o poi, divorzio.
La particolarità che rende unica questa serie è che essendo prodotta dalla CBS ed avendo come protagonista un dirigente cinematografico, citazioni e rimandi piovono ad ogni episodio, con tantissime star a fare una visitina e studi televisivi da poter riutilizzare.
Essendo la stessa casa di “Walker, Texas Ranger”, era solo questione di tempo prima che Chuck facesse capolino.

Jimmy sogna il finale di Missing in Action

Nell’episodio 4×09 (risalente al 17 novembre 2003), protagonista è Jimmy Hughes (Mike O’Malley), che nella serie è il cognato sfigato del bravo Greg Warner (Anthony Clark): quest’ultimo, costretto ad ospitarlo in casa propria con la famiglia, gli ha fatto ottenere un lavoro di guardia giurata degli studios. In questa puntata Jimmy avverte le altre guardie che un famoso attore, dovendo interpretare il ruolo di una guardia giurata in un film, verrà a visitarli e a studiare il loro lavoro, quindi mi raccomando non facciamo figuracce. Avete già capito chi è l’attore…

Salve, vi ricordate di me?

Jimmy riesce ad entrare nelle grazie di Chuck e va a trovarlo addirittura a casa sua – dove lo accoglie Gena O’Kelly, la vera moglie di Norris dal 1998 – scoprendo però che l’attore non è come se l’era immaginato: è un papone che pensa unicamente ai suoi due figli piccoli, avuti dal recente matrimonio, e non pensa certo a menare la gente.

Chuck prende appunti su come parlano le guardie giurate

Deluso, Jimmy decide di “rompere” con Chuck… proprio quando scatta una rissa in un bar e il nostro si lancia in un combattimento tipico di “Walker, Texas Ranger”. È proprio quello l’attore che Jimmy vorrebbe frequentare, ma Norris deluso se ne va.
Una simpatica comparsata che trova la perfetta conclusione nella gag finale, quando Greg vorrebbe uscirsene dall’ufficio rubando una risma di carta: non sa che la guardia giurata… è Chuck Norris!

Contro i pericolosi ladri di carta, c’è solo Chuck Norris

Un episodio di venti minuti che vale più di qualsiasi film di Chuck dal 1990 ad oggi: non una fine gloriosa per un attore-pioniere com’è stato lui.
Prima che questi prodotti provochino danni seri all’organismo, è il momento di chiudere il ciclo: venerdì prossimo, l’ultimo di giugno, sarà anche l’ultimo di Chuck.

L.

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21 risposte a Chuck Norris 25. Agente e guardia giurata

  1. Cassidy ha detto:

    Hai fatto bene a mettere nello stesso post l’ospitata di Chuck, serve a bilanciare un film di rara inutilità e altrettanto brutto. Con il famigerato “Walker Texas Ranger” il nostro è diventato più che altro uno personaggio televisivo, quindi ci sta concludere, meglio conservare l’equilibrio psicofisico, non vedo l’ora di leggere la conclusione la prossima settimana 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dire che Chuck faccia prodotti televisivi di grana grossa è dire poco, ma evidentemente funziona e buon per lui. Io però non vedo l’ora di finire perché questi prodotti nuocciono gravemente alla mia salute 😀

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  2. Massimo Viola ha detto:

    Noooooo l’ultimo di Chuck!?
    Non sono pronto!! Dimmi che parlerai della comparsata in Mercenari 2…
    E ora? quale sarà il nuovo ciclo del venerdì?
    Non lasciarmi senza ciclo del venerdì per favore, è la mia unica gioia lavorativa XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sapevo di riuscire ad allietare il tuo venerdì, sono lusingato e allo stesso tempo mi sento in colpa per la fine del ciclo di Norris ^_^
      Sono abbastanza sicuro che con luglio saprò scaldare i tuoi venerdì estivi 😛

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      • Massimo Viola ha detto:

        Ne sono sicuro anch’io, mi sto spulciando (pian piano) tutto il tuo blog dal primo post al presente, post dopo post, con discreta voracità devo dire.
        C’è un mix di informazioni succosissime e di spunti interessanti anche in filmacci pezzenti che non ti aspetti da far girare la testa, e per un c/z-inefilo è sinceramente un’occasione succosa per ampliare le proprie conoscenze. Bravo-Bis-ma tanto lo sai già, continua così e non mollare mai.

        Ora non mi resta che aspettare il nuovo ciclo…sarà su James Woods? O una rassegna di recensioni in ordine cronologico di trasmissione ti tutto ciò che è passato sotto l’etichetta “Notte Horror”? Incrocio le dita =D

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ehhh belle idee ma un po’ impegnative. Woods mi piacerebbe e non è detto che prima o poi ci riesca, così come Notte Horror prima o poi quell’elenco avrà tutti i titoli linkati.
        Per l’estate bisognerà combattere il caldo… con il bollore! ^_^

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Niente è meglio dell’odore delle bombe nucleari russe al mattino… non credo che riuscirei ad appassionarmi a una storia del genere -_-

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  4. Il Moro ha detto:

    Quasi alla fine?! Cavoli, Chuck mi mancherà… O magari no. 🙂

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Comparsata non vista ma il film sì. Non c’è limite alla mia voglia di farsi male 😂🤣
    Che dire? Effettivamente è come un episodio più lungo di Walker ma avendo la pretesa di essere un film risulta paradossalmente peggiore di una puntata del telefilm suddetto!
    Sono in lutto per la prossima fine ciclo, spero scoppi una guerricciola indolore che accenda le fantasie di Chuck 🤣😂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per caso sei mai riuscito a vedre il primo “President’s Man”? Io ero convinto di avere i due film in DVD invece all’ultimo ho scoperto che era lo stesso in due edizioni diverse: come sia stato possibile, non saprei.
      L’ho un po’ cercato ma non più di tanto, perché proprio mi fa male al cuore vedere questa roba…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        No confermo che il primo non l’ho visto e penso sia pressoché introvabile…direi quasi meglio così! 🤣

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Introvabile perché non lo cerca nessuno 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Severo ma giusto 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Allora mi sa che più che introvabile è meglio dire incercabile 😛
        Tornando a Chuck, quella azzeccatissima comparsata fa rimpiangere che il nostro non abbia scelto di auto-parodiarsi ben prima del 2003 (televisivamente parlando, non che la gran parte dei “combattimenti” fra il buon Ranger e i cattivi stereotipati/coglioni non fossero sempre stati al limite della parodia ma qui la cosa era involontaria, a differenza di “Yes, Dear“)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sarebbe stato bello se Chuck avesse fatto più prodotti autoironici e meno “patriottici” (o supposti tali), ma visto che ha tantissimi fan magari ha fatto lui la scelta giusta 😛

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  6. Luca ha detto:

    Hahaha povero Chuck… nn ho mai visto questi suoi film anni duemila e se sn così terribili nemmeno li vedrò:), invece Walker che è degli stessi anni a me piaceva e sicuramente ha contribuito al fenomeno web del Chuck Norris di cui Dio dice “vorrei essere come lui” (per dirne una)…

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  7. Pingback: Chuck Norris 26. The Cutter (2005) | Il Zinefilo

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