[Indiani di menare] War (2019)

La serie di interviste che Scott Adkins ha condotto per il suo spettacolo di YouTube “The Art of Action” mi ha fatto conoscere una realtà a me ignota: gli indiani di menare! Da sempre girano video con cui occidentali prendono in giro prodotti indiani (tipo “il Chuck Norris indiano” e stupidate varie), ma scopro che esiste anche un cinema d’azione, a punte marziali, di altissima qualità o comunque tecnicamente serissimo, che purtroppo non è facile raggiungere, visto che viviamo in un Paese ai confini dell’Impero.

Per fortuna Prime Video (Amazon) mette a disposizione parecchi film dall’India, sottotitolati in inglese, così che possa iniziare una nuova rubrica dedicata alla marzialità speziata al curry.

Il produttore, regista e sceneggiatore Siddharth Anand non sembra avere la stessa attitudine del suo celebre omonimo raccontato da Hermann Hesse: la pace l’ha lasciata sul tavolino e nel 2019 presenta War. Visto che sta lavorando a Rambo, la versione indiana del portatore di democrazia più famoso del mondo, direi che è un autore da tenere d’occhio.

Il colmo per uno che si chiama Siddharta? Fare un film che si intitola “Guerra”!

La scena da applauso che apre il film mostra l’agente speciale Kabir Dhaliwal (il divo Hrithik Roshan) inquadrare nel suo mirino da cecchino Farid Haqqani, pezzo grosso del terrorismo, e su ordine del suo superiore preme il grilletto. La pallottola parte… ma finisce in fronte al suo superiore. Mentre tutto il servizio segreto indiano guardava il terrorista da un finto mirino, Kabir cambiava casacca facendo fuori il suo superiore e diventando un fuorilegge.

Iniziare un film alla grande: fatto!

Come lo fermi un agente segreto di alto livello, super addestrato e capace di scatenarti una guerra che neanche te la sogni? Se Megapython vs Gatoroid (2011) ci ha insegnato qualcosa, è che contro un serpente gigante devi mandare un coccodrillo gigante: serve dunque un agente speciale all’altezza di Kabir.
Ce l’abbiamo? Ce l’abbiamo: Khalid Rahmani (il giovane rampante Tiger Shroff), l’uomo che non usa mai le porte per entrare nelle stanze. Si fionda dalle finestre e mena tutti, indipendentemente da chi siano!

L’uomo che non chiede mai “permesso”!

Applausi a scena aperta per Tiger Shroff, che entra in scena caricandosi sulle spalle un lungo combattimento in piano sequenza di due minuti, che detta così sembrano pochi ma far fuori una decina di avversari distruggendo un’intera casa non è affatto roba da poco. Mi sembra che non sia proprio un piano sequenza “puro”, probabilmente c’è qualche intervento digitale e qualche stacco nascosto, ma l’effetto è comunque di grandissimo impatto e fa la gioia di noi fan marziali.

Pronto, Tony Jaa? Ti ricordi quando eri tu a fare i pieni sequenza marziali?

Perché Kabir ha tradito? Perché ha voltato le spalle non solo al suo Paese ma anche a quegli amici e colleghi che avrebbero dato la vita per lui? Questo è il mistero su cui Khalid deve indagare, e solo lui può farlo perché lui conosce Kabir meglio di chiunque altro. Solo lui conosce il diametro esatto dei suoi bicipiti!

Se non bastasse la capigliatura, la barbetta maschia e il bicipite gonfio… pure il capezzolo sull’attenti!

Mi rivolgo alle donne: trovatevi un uomo che vi guardi come Khalid guarda Kabir! Il bello di film di culture diverse è che i personaggi si comportano in modi anche molto diversi da noi, così gli occhiucci a cuoricino con cui Khalid fissa estasiato il collega Kabir darebbero adito a parecchie malignità in Occidente, ma a quanto pare in India è semplice segno di ammirazione.
Un flashback ci spiega che tra i due il rapporto è nato molto male, perché il figo Kabir ha due cicatrici sul collo, segno del passaggio di due proiettili sparati dal padre traditore di Khalid. Il giovane quindi vuole mettere tutto se stesso nel ripulire il proprio nome e nel dimostrare che non ha alcun legame con il proprio genitore.

Il duro e il languido, gli eroi per signore e signorine

La prima missione della nuova squadra del figo Kabir è grintosa, si spara un sacco ma soprattutto scopro il giocattolone che vorrei per Natale: un SUV blindato con mitragliatrice al posto dello specchietto retrovisore! Sapete cosa regalarmi, quindi.

Da mettere subito nel carrello di Amazon

Il figo Kabir e il languido Khalid combattono fianco a fianco e si instaura tra loro una fiducia solida, per questo nessuno poi si riesce a spiegare perché Kabir d’un tratto tradisca il proprio Paese.

In due si mena meglio

La trama spionistica che ne segue è carina ma non è certo il punto forte del film, che se strizza tutti e due gli occhi al cinema americano rimane pur sempre un prodotto indiano, quindi appena Kabir e Khalid stringono amicizia… tutti a ballare per dieci infiniti minuti!
Ad un certo punto addirittura appare la scritta “intervallo”, come se fossimo nei cinema anni Ottanta, e si apre una parentesi su Kabir che parla con la figlia – ma da dove è uscita fuori? – di quant’era bella e bona la donna di cui si era innamorato, e guarda caso era una ballerina: ce li vogliamo fare altri dieci minuti di infiniti balletti? Ma sì, dài.
Se da due ore e mezza di film togliamo venti minuti di balletti e dieci minuti di scene al rallentatore per far vedere quanto sono fighi i due protagonisti, ecco che rimane un normale film d’azione di un paio d’ore.

Per fortuna tra un balletto e l’altro c’è pure un po’ di marzialità

Tolti i balletti e la figosità atteggiona degli attori, la forza del film è una concezione delle scene d’azione che stupisce: la provenienza è tutta americana, il gusto è tutto asiatico. Siddharth Anand sembra passare in rassegna le scene d’azione più famose dei film d’azione spionistica americani però rimaneggiandole per renderle decisamente migliori.
Prendiamo per esempio la spettacolare scena in cui Kabir salta su un aereo militare in volo, entra e fa fuori tutti, distruggendo pure l’aereo, già che si trova lì. Le ventose che utilizza per ancorarsi all’aereo gridano subito “Ethan Hunt”, così come le scene di Kabir attaccato all’aero come Tom Cruise in Mission: Impossible 15 (ho perso il conto di quella roba).

E Tom Cruise… muto!

Se non bastassero i richiami alla saga di Cruise – senza dimenticare quella scena imbarazzante di The Mummy (2017) dove Tom ha voluto girare su un vero aereo a gravità zero – la scena ricorda da vicino quella tristissima con Gina Carano in Fast & Furious 6 (2013), ma in realtà il combattimento su aereo in volo è un canone che si può trovare in parecchi film d’azione, non ultimo l’A-Team sbagliato, quello del 2010.
Cosa cambia dunque? Che ingredienti americani sono stati presi e cucinati con la ricetta di Jackie Chan: “prendi una scena, riempila di oggetti e comincia a studiare il modo di utilizzarli tutti, facendo cose ovvie in modo inaspettato”. Il risultato è puro capolavoro, con Hrithik Roshan che si lancia in mille idee geniali per far fuori i cattivi.
Mentre Tom Cruise e i suoi fratelli spendono miliardi e rischiano la vita per ottenere scene minuscole e banali, la classica montagna che partorisce un topolino, Siddharth Anand con soli ventuno milioni di dollari di budget – che è la mancia che lascia Tom Cruise al bar – tira fuori un filmone che sembra molto più grande di quello che è.

Le scene d’azione sono un pochettino “caricate”…

Ce lo vogliamo fare un inseguimento in moto? Ora, questo film chiaramente non ha J.J. Perry che ti crea un inseguimento di moto splendido che è l’unica scena da salvare di Gemini Man (2019), è sicuramente roba più semplice, ma l’effetto è lo stesso: probabilmente le moto che si inseguono in una soleggiata cittadina pittoresca è un strizzata d’occhio all’ottima sequenza di Innocenti bugie (2010), sempre con Cruise, senza però raggiungerne la qualità, ma l’effetto lo raggiunge senza bisogno di un verismo estremo che alla fine anestetizza a qualsiasi emozione.

Ci manca Cameron Diaz e poi è perfetto

Quando poi la nave nell’Artico sta per esplodere, come ne usciamo? Toh, guarda caso nella stiva dell’imbarcazione ci sono due auto di lusso, giuste giuste per far scappare i due protagonisti e per far loro citare Fast & Furious 8 (2017) con le corse sul ghiaccio. Ma attenzione, così è troppo facile: insaporiamo tutto con un inseguimento “muso a muso” di quelli che hanno reso indimenticabile Death Race (2008).

Doppia citazione sul ghiaccio!

Quando corri sul ghiaccio con un’auto di lusso, è facile che vai a finire in una chiesa abbandonata, che in Artico ne è pieno… Inutile farsi domande, ma il mio sentore è che Siddharth voleva lo scontro finale in un ambiente alla The Killer (1989), cioè una chiesa con colombe svolazzanti (che però poi si è vergognato ad inserire!) e che stesse pensando a John Woo è chiaro quando il nostro protagonista si ritrova una lama di coltello a pochi millimetri dall’occhio, così anche Mission: Impossible 2 (2000) l’abbiamo citato.

Mi sono divertito a ipotizzare strizzate d’occhio ma tutto questo non tragga in inganno: War è un film godibilissimo perché studiato appositamente per intrattenere, senza tirarsela da filmone, senza fingere che gli attori eseguano da sé i loro stunt, e soprattutto senza fingere di star creando qualcosa di nuovo: è puro entertainment, e più una scena stupisce e più vuol dire che funziona. Come disse Leonard Ho a Jackie Chan nel 1980, quando il pubblico esce dal cinema deve avere la sensazione di aver visto qualcosa di nuovo, anche se non è vero.
Il veterano Hrithik Roshan e il giovane Tiger Shroff sono due piacioni da sbarco, sono in perenne posa plastica per mandare in visibilio le loro spettatrici, quindi sono onesti anche da questo punto: niente falsa modestia, sanno che i biglietti si vendono anche con gli addominali in vista e quindi devono starci pure quelli.

Ogni addominale in vista sono cento biglietti venduti!

Due ore e mezzo sono davvero impegnative, visto che la trama non giustifica minimamente questa durata, ma le scene d’azione sono appassionanti e soprattutto divertenti, e ai fan del cinema d’azione non serve altro.
Il giovane Shroff ha uno stile marziale molto cinematografico, spero di vederlo ancora perché ha un senso dell’obiettivo davvero buono, mentre Roshan la butta più in caciara: ipotizzo non sia un divo marziale ma solo d’azione.

Trovate il film su Prime Video, sottotitolato in inglese, ma ora… tutti a ballare con i due piacioni del film!

L.

– Ultimi indiani di menare:

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18 risposte a [Indiani di menare] War (2019)

  1. Cassidy ha detto:

    Mi sono divertito come un bambino con queata roba assurda, alla fine ha tutto quello che ci piace, con un occhio di riguardo alle trovate spericolate di Tommaso Missile (di cui i due protagonisti sembrano i sosia indiani per quanto si danno all’atteggio, solo molto più prestanti fisicamente), ma quando ho capito che nel finale, dopo l’ennesimo balletto, si voleva rendere omaggio a John Woo, cosa vuoi dire a questi ragazzi? Niente, bravi, hanno spremuto il meglio degli anni ’80, le trovate più esagerate dei film d’azione che fanno soldi in occidente con un cuore e una capacità di atteggiarsi notevole. Ok ci sono i balletti, ma in fondo anche i film marziali hanno le coreografie, inoltre le attrici di Bollywood sono spesso bellissimi, quindi ci sta se il modello di riferimento sono i “maschi” anni ’80 che i protagonisti siano due “belli figheiri” consapevoli di esserlo. Sarà un film matto ma mi ha divertito più di tanta altra roba vista di recente, sono felice che tu ne abbia scritto, non avrei saputo fare di meglio 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ stato un piacere vedere che con un po’ di fantasia e la voglia di intrattenere si possono ancora creare gioiellini come questo: la scena del combattimento sull’aereo dimostra che si può affrontare un qualcosa di già visto mille volte eppure riuscire a farlo sembrare nuovo.
      Quando due auto di lusso escono sfrecciando da una nave nell’Artico e finiscono in una chiesa abbandonata, è chiaro che la realtà ha abbandonato l’edificio, ma proprio per questo rimane il puro divertimento e la voglia di intrattenere, elementi ormai dimenticati in Occidente.
      Ad avercene di filmoni come questo 😉

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Adesso bisogna aspettare che in India facciano qualcosa alla Inception, che con il concetto del velo di Maya ci starebbe bene… ma con le chiese artiche e le coreografie sono già avanti su quella strada ^^

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  3. Il Moro ha detto:

    Sembra intrigante, ma non so se ho voglia di vedere un film così lungo… più probabile che mi cerchi almeno lo spezzone del combattimento in piano sequenza…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo che su YouTube puoi trovare le scene migliori, e comunque su Prime Video puoi andare a balzelloni alle parti migliori 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        E sì che sarebbe un problema risolvibile o, almeno, mediabile in qualche modo: se agli occhi occidentali questi balletti “interrompono” (anzi, rompono e basta) li si potrebbe trasformare in danze di combattimento, con i due figaccioni Shroff e Roshan intenti ad affrontarsi in stile capoeira a suon di musica, staccando così di meno dall’azione del resto del film e facendolo sembrare meno lungo delle sue effettive due ore e mezzo… 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Almeno “Commando 2” era un film normalissimo che limitava al finale canzoni e balletti, mentre qui si va più sul “tipico”. Capisco che è l’usanza locale quindi immagino farà anche piacere agli spettatori, ma è chiaro che appena cominciano ad agitare le anche parte il mouse a saltare in avanti 😛

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Da una parte mi intriga, per tutti gli aspetti che hai illustrato, dall’altra le due ore e mezzo insaporite con fastidiosi balletti, mi scoraggiano (anzi, i balletti mi irritano); diciamo che attendo una versione tradotta senza sottotitoli e ridotta tramite “taglio coreutico”, altrimenti c’è sempre il buon vecchio tasto “avanti”! 🙂
    Nel frattempo, sto setacciando internet alla ricerca di un SUV blindato a modico prezzo da regalarti per Natale! 🙂

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  5. Sam Simon ha detto:

    Per forza dura due ore e mezzo: tra balletti, inseguimenti, combattimenti, flashback…. X–D

    Io non ho avuto ancora il coraggio di darmi al cinema indiano, ma te stai riuscendo a vendermelo bene, devo ammettere! :–)

    (ti avevo letto stamani ma poi tra una cosa e l’altra non avevo lasciato un commento… Son venuto a rimediare mentre aspetto di cenare!)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ci mancherebbe, non scappo mica: leggere e commentare è un piacere, se si fa di fretta che piacere è? 😛
      Onestamente non so se consigliarti la visione di questi film, ben impegnativa, però le azioni sono ghiotte e gli scontri marziali finora piacevoli. Certo che tocca scavare parecchio per arrivarci…

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      • Sam Simon ha detto:

        Eh si, ma tanto ormai faccio tutto nei ritagli di tempo, quindi non ho più il concetto di “fare di fretta”… So che in questo siamo simili: scrivere post, leggerne e commentare nella fila al supermercato, aspettando che cuocia la pasta, nei cinque minuti liberi prima di una videoconferenza, a volte anche camminando per andare da qualche parte…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Giustissimo! Ogni attimo è utile e sarebbe un peccato sprecarlo 😉

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