Mortal Kombat – La musica che spaKKa (1994)

Il prossimo aprile 2021 il mondo cadrà nell’oscurità di un nuovo Mortal Kombat al cinema, prodotto da James Wan: è il momento di prepararci alla fatalità ripassando il ciclo vitale di uno dei più celebri cine-game.

Chi ha scritto la musica del videogioco Mortal Kombat (1992)? Curiosamente non importa a nessuno, al massimo risulta Dan Forden come sound designer ma tutti i siti raccontano delle sue apparizioni nel gioco, nessuno si occupa di specificare se abbia davvero composto lui il tema più celebre del mondo dei videogiochi.
Ascoltato il recente disco che raccoglie la sua musica per il gioco, è chiaro che Forden si è occupato solo di musiche di scena e accompagnamenti per i lottatori: il tema che tutti noi conosciamo ha tutt’altra origine.

Nel 1994 dalla sala giochi Mortal Kombat entra nelle case private, con la distribuzione per i personal computer: per l’occasione viene commissionata una “colonna sonora” che accompagni l’evento, sia nelle pubblicità televisive che alla radio che nei negozi di dischi. Ecco arrivare Maurice Engelen ed Oliver Adams, che si firmano The Immortals per un album con dieci tracce ispirate al videogioco, dal titolo Mortal Kombat: The Album (maggio 1994), per l’etichetta Vernon Yard Recordings (Virgin Records).

Otto tracce sono dedicate agli otto combattenti protagonisti: le altre due sono lì per fare la storia. Non tanto Hypnotic House quanto Techno Syndrome, scritta dal solo Adams.

Test your might. Test your might. Test your might. Ripetere le frasi del gioco, mixate con musica techno da far roteare gli occhi, conquista il mondo e da allora quella che nasce più come una musica pubblicitaria, con una voce che recita i nomi dei personaggi e le frasi d’effetto, diventa un’icona al di sopra di giochi, film, fumetti e via dicendo. È la colonna sonora di un universo narrativo rivolta anche a chi ne è estraneo.
I database musicali come DiscoGS.com attestano già per il 1992 e 1993 la presenza di CD con solamente i due brani citati, segno che sin dalla primissima nascita del videogioco la sua musica è stata parte fondante nell’apprezzamento popolare.

Al momento di comporre la colonna sonora per il film del 1995, George S. Clinton ce la mette tutta per scrivere musiche di sottofondo con lo stesso stile… ma è ovvio che del disco diventa famosa l’unica traccia non sua, cioè la nuova versione di Techno Syndrome.
Stavolta al posto di Test your might viene ripetuto Choose your destiny, ma il concetto rimane identico.

Trattandosi di un brano universalmente apprezzato, YouTube sciaborda di rielaborazioni d’ogni sorta: mi piace riportare quelle che mi piacciono di più, ma ne potete trovare davvero a decine.

Splendida sia la versione rock di PianoAndRoll…

… che quella più metal di LittleVMills.

Dalla chitarra classica al mandolino, dal banjo alla balalaika: tutto è usato dalla russa Alina Gingertail per la sua magia.

Deliziosa la sessione al piano dell’australiana lara6683, accompagnata da pianola.

Ma per me la migliore versione al piano resta quella del duetto di Landon Lim. Sentite come rielabora il tema principale: splendido!

Passiamo alla chitarra di Marcos Kaiser…

… e al violino con piano di Evgeniya Skachkova.

Immancabile la versione a cappella…

… e quella medievale di Stantough.

Vogliamo perderci Willy Saul e il suo Launchpad?

Per finire, il cane più famoso del web: Gabe the Dog.

L.

– Ultime colonne sonore:

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21 risposte a Mortal Kombat – La musica che spaKKa (1994)

  1. Cassidy ha detto:

    Il duetto al pianoforte è davvero notevole, penso che per scrivere i post di una rubrica su Mortal Kombat, avere in cuffia il tema musicale del videogioco sia fondamentale, di sicuro con questo post sei riuscito a piantarci in testa il pezzo per tutta la giornata, anzi torno a riascoltare ancora 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Voglio vedere quanto ci metterà il tema ad uscire di testa: sono giorni che mi rimbomba nelle orecchie 😛
      Soprattutto nella versione canina! 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        E in effetti l’essere cantato da cane qui non è per niente un insulto, anzi 😛
        E tutte le altre versioni? Visto il pregevole risultato ottenuto comunque con diversi strumenti e stili, difficile stabilire quale sia il “Mortal Kombat” migliore in assoluto… però, ecco, ad onore degli artisti/tubisti lassù possiamo certamente dire che non ne esiste uno peggiore 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Dovrebbero istituire un Mortal Kombat fra tubisti per stabilire chi ha creato la versione migliore! ^_^

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  2. Lorenzo ha detto:

    Preso di per sé il tema di MK non ha niente di originale, è fortemente derivativo dalla musica techno dei primi anni ’90, in particolare “Twilight Zone” (1992) dei 2Unlimited, di cui è praticamente un fuoriplagio.
    Detto ciò, la canzone si abbina molto bene con le immagini, e l’aggiunta dei samples vocali funziona: per me è un sì (Oggi sono in modalità giudice di X Factor 😀 )

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  3. Sam Simon ha detto:

    Mortal Kombaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaat! Indimenticabile! :–D

    Splendida la versione della Gingertail!

    Anche quella della violinista spacca per davvero… e i due pianoforti! Wow!

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  4. Il Moro ha detto:

    Tutto questo è fantastico! MORTAL KOOOMBAT!!!

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Immaginavo sfornassi un post simile ma non credevo il giorno dopo l’esordio della nuova rubrica! Grande Lucius! 🙂

    Allora, da dove cominciare? Ovviamente dal racconto personale che non interessa a nessuno! Negli anni ’90 la mia videoteca di fiducia noleggiava film ma pure i cd. I più gettonati? Le compilation di musica dance come gli “Hit Mania Dance” (in fondo eravamo nel pieno splendore delle discoteche) che uscivano a cadenza semestrale. In un pomeriggio ero capace di clonare un film con l’accrocchio casalingo che collegava i due registratori, ma anche riversare un cd in una musicassetta e poi copiarla per i compagni di scuola. Il difficile era scegliere la lunghezza giusta della cassettina (60-90-120 minuti) ma sopratutto girare la cassetta vuota al momento giusto! Le compilation di solito erano un lungo mix e quando finiva il lato, la traccia si interrompeva per riprendere come nulla fosse nel lato opposto. Bisogna farlo nel modo meno doloroso possibile.
    Il cd di Mortal Kombat (che ovviamente comprai!) lo passai sotto forma di cassetta a mezza scuola.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo ci siamo passati un po’ tutti per gli amletici dilemmi sulla durata delle cassette, soprattutto perché un complotto delle multinazionali faceva CD più lunghi di 30 minuti quindi o sprecavi spazio o toglievi qualche traccia 😛
      Giusto un paio di volte ho copiato cassette per gli amici a scuola, nessuno me l’ha mai chiesto e onestamente non so neanche se sentissero musica, ma in quei pochi anni in cui si noleggiavano i CD è stata una grandissima attività di copisteria! ^_^
      Però ti parlo degli anni precedenti l’esplosione delle discoteche, e quando è uscito Mortal Kombat il mio disinteresse per il tema si spandeva anche alla musica. Il tema credo di averlo conosciuto quando già c’erano gli mp3, quindi sul finire dei Novanta.

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      • Zio Portillo ha detto:

        E invece io ci sono cascato in pieno sia come età che come moda. Ricordo con sorprendente lucidità la prima volta, neo 18enne, il mio ingresso in discoteca di notte.
        Per dire, per un compleanno a scuola ho ricevuto questo come regalo:
        https://www.discogs.com/it/Various-160-BPM/release/555243

        Devo avercelo ancora a casa dei miei. Credo però che se lo ascoltassi oggi… Opzione uno: emicrania. Opzione due: testa che esplode. Non voglio nemmeno provare!

        E ti dirò di più! Prima di andare a ballare ci caricavamo con cassettine-compilation con musica dance. C’ero dentro con tutte le scarpe!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Essendo io nato vecchio, queste raccolte non mi piacevano neanche all’epoca 😀

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Splendido!!! Ho sentito tutte le tracce (non sempre sono giunto a fine ma ne ho sentito gran parte di ognuna e quando staccavo prima era perché…morivo dalla curiosità di sentire quella seguente! 🙂 ) e può darsi che ricapiti nei pressi di questo post più volte anche nei prossimi giorni 🙂
    Mi hanno ipnotizzato la versione a cappella e quella medievale ma che dire anche di quelle con piano, violino, metal…via, non ne posso escludere nessuna. Ti basti pensare che tempo fa feci un cd con le hit preferite degli anni ’90 (per cui è notoria la mia morbosa passione) e la colonna sonora di Mortal Kombat ha il posto d’onore! Assolutamente meritato! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sai che ora devi dirci quali fossero le altre tracce della tua raccolta??? 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ahahahah, al di là di titoli prevedibili e oggettivamente condivisibili nella loro riconosciuta bellezza (il cd poi si allargò in due dvd comprendendo TUTTO il meglio -e il peggio- dei ’90), ti regalo una chicca Z: nel farlo scoprii, non mi ricordo come, che Hulk Hogan…ha fatto un album! E canta (male)! Ed è un album con canzoni su Hulk Hogan esso stesso medesimo! Ovviamente nei suddetti dvd inclusi un pezzo per il mio gusto perverso dell’orrido. Sì, il disco è agghiacciante, ergo, nella conversione Z, mirabolante.
        Ti condivido il link se vuoi farti grasse risate nel leggere i titoli delle canzoni (per il mio dvd scelsi la 6 che ha un titolo iconico ed è un ideale di vita, ahahaha! 🙂 )
        https://en.wikipedia.org/wiki/The_Wrestling_Boot_Band#Reception
        🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mentre cercavo di far digerire al mio cervello che Hulk abbia cantato un disco, mentre cercavo di digerire il fatto che Hulk abbia cantato se stesso, intanto ho cercato il brano su YouTube… ma le mie orecchie sono entrate in sciopero: Hulk che rappeggia è al di là di tutto ciò che è al di là!!!!!! 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Se già eri il più grande collezionista italiano di film doppiati di Hulk Hogan, credo che tu sia anche l’unico ad aver saputo di questo disco… o mi piace pensarlo 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Mi piace pensarlo anche a me! 🙂
        E mi piace pensare che da oggi sul suolo italico ci sono due persone che hanno ascoltato un brano su Hulk Hogan cantato da Hulk Hogan! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Credevo che con “Don’t Hassel the Hoff” si fosse toccato il punto massimo di un non-cantante che canta se stesso, ma scopro che Hulk non conosce limiti né frontiere! 😛
        Mi chiedo perché ad un certo punto sia completamente scomparso dall’Italia, visto che comunque ormai siamo tutti contagiati con la sua hulkezza!!! ^_^

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