Freddy’s Nightmares 17-19 (1989)

Continuano gli episodi della sfortunata serie TV del vostro Uomo dei Sogni preferito: ecco ben tre episodi di Freddy’s Nightmares. A Nightmare on Elm Street: The Series.


Episodio 1×17
Love Stinks

Andato in onda il 26 febbraio 1989, l’episodio è diretto da John Lafia, scomparso suicida nel 2020 ma all’epoca fresco di Blue Iguana (1988) ed pronto per La bambola assassina 2 (1990) e Il miglior amico dell’uomo (1993): non farà di meglio in carriera.

Adam (John Washington) è un giovane che non riesce a dire “ti amo” alla fidanzata Laura (Tamara Glynn), che lo molla durante una pomiciata spinta: nessun problema, alla festicciola in cui si trova Adam ci mette un attimo a incontrare Lori (Susanna Savee), a portarla a letto e a dirle “ti amo”, avendo capito che è una frase che apre tutte le porte.

Siamo però in anni in cui Attrazione fatale (1987) ha fatto capire ai maschietti che saltare la cavallina non è più uno sport libero e senza conseguenze: Lori e la sua mannaia lo spiegheranno bene anche ad Adam.

La parte più ghiotta arriva nella seconda metà dell’episodio, quando Max (Georg Olden) vuole passare l’estate in vacanza e invece la madre lo costringe ad accettare l’offerta di lavoro dello zio Ralph (un sempre strepitoso e divertente Jeffrey Combs): perché perdere tempo a surfare sulle onde quando si può fare… il garzone di pizzeria?

Dite infatti addio al “Beefy Boy”, il cencioso fast-food protagonista dei primi episodi della serie: chiusa quella gestione – ipotizzo per eccessiva morte di personale – gli subentra Luigi Santoni (John Medici), il solito cuoco italiano all’americana, quindi niente più carne: da ora il “Cheesy Boy” offre solo pizza. Con però… un ingrediente segreto!

Ralph e Max non fanno che litigare per la gestione da dare al locale, con Max che vorrebbe dargli vita con musica e divertimento mentre Ralph ha una diversa concezione della pizza. Per lui il segreto… è negli ingredienti freschi. Appena mutilati!

Vedere Combs che fa il pizzettaio assassino è pura gioia per gli occhi e per il cuore: basta da solo a risollevare la qualità di questi episodi.


Episodio 1×18
The Art of Death

Andato in onda il 12 marzo 1989, l’episodio è diretto da Ken Wiederhorn, fresco de Il ritorno dei morti viventi 2 (1988).

Jack (Carey Scott) è un talentuoso disegnatore innamorato della compagna di scuola Joan (Laura Schaefer), chiaramente fuori dalla sua portata, e per questo bullizzato dal di lei fidanzato culturista.

Una sera, Jack si inventa sul foglio da disegno un vendicatore mascherato che si immagina possa affrontare per lui i suoi nemici: mai si immaginava che questo si sarebbe concretizzato (interpretato da Judd Omen) pronto a massacrare al suo servizio. Sarà il giovane in grado di controllare questo potere?

Nella seconda parte ci focalizziamo su Joan, la bionda amata da Jack che dopo i brutti avvenimenti a cui è stata sottoposta ha il terrore degli spazi chiusi: per sua sfortuna il nostro Freddy ha deciso di regalargliene parecchi.


Episodio 1×19
Missing Persons

Andato in onda il 7 maggio 1989, l’episodio è diretto da Jeff Freilich, di professione produttore e sceneggiatore ma ogni tanto ha lavorato in TV, iniziando con la soap “Falcon Crest”.

Gina (Eva LaRue) è una babysitter che ha la sfortuna di dover accudire tutta la notte i pestiferi fratellini Franklin, che mettono così tanto a dura prova la ragazza da riportarle a galla la bulimia che ha tanto combattuto in tenera età. Più cresce lo stress per colpa degli odiosi ragazzini, più Gina mangia, rischiando di tornare al sovrappeso di quand’era bambina.

Diventata un mostro mangia-tutto, il piccolo Ricky Franklin (Brian Beck) decide che è il momento di sfruttare le armi che papà ex soldato tiene in casa, indossando la fascia rossa di Rambo III (1988) che è ancora al cinema: possibile che qualcuno degli autori due mesi prima avesse visto a Cannes Un minuto a mezzanotte (1989)? Fatto sta che il piccolo Ricky forse cita il protagonista francese, nell’affrontare un invasore domestico vestito alla militare, ma di sicuro anticipa il Kevin di Mamma, ho perso l’aereo (1990), anche se lì viene fatto sparire il vestito militare e le armi vere.

Mamma, ho anticipato un noto film di Columbus

Nella seconda parte papà Franklin (Timothy Bottoms) mentre si reca al suo studio legale ha un incidente e si ritrova a vivere nei panni di uno dei ricchi criminali che di solito protegge in tribunale.

Nel piattume della serie, piccoli particolari riescono comunque a salvare il salvabile.

L.

P.S.
Vi ricordo la pagina riassuntiva dell’universo narrativo di Freddy Krueger.

– Ultimi “incubi” di Freddy:

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Informazioni su Lucius Etruscus

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11 risposte a Freddy’s Nightmares 17-19 (1989)

  1. Cassidy ha detto:

    Combs è una sicurezza, dove lo metti recita e buca lo schermo, “Un minuto a mezzanotte” invece non verrà mai ricordato abbastanza, anche se è stato citato a profusione! Cheers

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Già sai quanto mi piaccia questo ciclo, poi gli episodi di oggi hanno degli aspetti che li rendono ancor più stuzzicanti ai miei occhi (e, da quel che leggo, anche ai tuoi)! Slurp (in tutti i sensi 🙂 )! 🙂

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  3. Grendizer ha detto:

    Che io un minuto a mezzanotte lo ho trovato un film assurdo, pieno di cose assurde e quel finale dove inquadrano le scarpe che non si capisce perché.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il film credo di averlo visto una sola volta per intero, perché quando finalmente sono riuscito a metterci le mani – credo nella prima visione RAI – non era affatto spettacolare, scintillante e geniale come il trailer visto nel 1990, che mi mandò completamente fuori di testa.
      Non esisteva ancora il successo di “Mamma, ho fatto cose”, non c’era ancora la deriva bambinesca del cinema e si poteva ancora usare un minorenne come eroe d’azione violenta.
      L’idea di un piccolo Rambo che affrontasse sul serio un Babbo Natale assassino la trovai un capolavoro senza tempo: peccato però che poi il film non sia stato all’altezza del suo trailer.
      Però i primi minuti iniziali, con la canzone rock usata pure nel trailer, rimangono un gioiellino, con Tomas che si veste come Schwarzy in “Commando” 😛

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      • Grendizer ha detto:

        Ricordiamo che l’ idea del killer vestito da Babbo Natale viene dagli EC comics (aridaje)

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Come già detto, trattandosi di un oceano di fumetti che hanno spaziato ovunque si può far risalire tutto lì, fermo restando che erano roba per ragazzini e deviati: era questa l’idea dell’epoca, quindi nessuno sceneggiatore serio li aveva mai toccati con un bastone, prima della nuova generazione di cineasti di fine ’70. E dubito che i francesi leggessero quei fumetti, sempre che – al contrario dell’Italia – siano mai stati editi lì.
        Comunque non era quella la forza del film, lo dimostra che la versione americana non aveva alcun Babbo Natale.

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  4. GRENDIZER ha detto:

    Era solo per dire come davvero tutto nasce dai fumetti EC.
    La EC pubblicò sia fumetti horror che di fantascienza, e purtroppo posso parlare solo per la prima categoria, visto che della seconda non ho mai letto nulla.
    Ma non mi stupirei se anche lì fossero stati dei capofila.
    Consiglio a tutti di leggere i loro fumetti, a cui si ispirano il 90% dei fumetti, film e libri horror dagli anni 70 in poi.
    Non aprite quella porta, unico indizio la Luna Piena , Basket Case, qualsiasi film con gemelli malvagi o pupazzi da ventriloquo che non sono davvero pupazzi , vengono tutti da lì.
    E’ anche vero che gli EC era famosa per rubare idee da romanzi già esistenti, spesso non citati nei credits : mi ricordo adattamenti “pirata” come quello del racconto da cui è tratto “Matango il Mostro” o “ La cuccetta superiore “ ; l’unico che venne citato regolarmente nei fumetti era Bradbury , di cui pubblicarono adattamenti senza licenza fino a quando questi non gli mandò un ironica lettera in cui scriveva che si erano scordati di fargli l’assegno .
    Fa anche un po’ tristezza pensare che nel 2022 leggiamo trame riciclate da roba degli anni 50.

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