Kid Galahad (1962) Pugno proibito

Kid Galahad 1962Il ciclo Sabato Boxe del Zinefilo continua con una chicca particolare, un film forse poco noto in Italia ma che proprio in questo Paese ha avuto una curiosissima evoluzione.

Come racconto in Faccia di Bronson 10, l’11 agosto 1962 debutta nelle sale statunitensi Kid Galahad di Phil Karlson, uno dei filmetti creati su misura sul divo Elvis Presley. Il suo personaggio Walter Gulick è protagonista di una classica storia di boxe, con caduta e riscatto, ma la cosa intrigante è che nel 1962 il povero Charles Bronson è relegato al ruolo dell’allenatore Lew Nyack: non è ancora un divo, è a malapena un volto noto. Ma…

Riedizione italiana del 1973

Riedizione italiana del 1973

Quando il 3 maggio 1963 il film arriva nelle sale italiane, con il titolo Pugno proibito, la locandina è ovviamente tutta per Elvis, anche se fa piacere trovare Bronson citato come quarto nome del cast. Però qualcosa sta succedendo: in Italia, nei successivi anni, l’attore diventerà un mito… anche più di Elvis!
Se credete che stia esagerando, basta guardare la locandina dei quotidiani che dieci anni dopo accompagna il ritorno del film al cinema (3 giugno 1973), presentato con il titolo Il carnefice del ring: stavolta Elvis… non è neanche citato! Tutto è dedicato a Bronson, sebbene la sua sia solo una piccola parte, e con tanto di baffi… che nel film non ha!
Anzi, il poster a colori del film riporta l’errato nome Elvy Presley… come se Elvis scomparisse davanti a Charles Bronson…

Sei caruccio, ragazzino: chi saresti?

Sei caruccio, ragazzino: chi saresti?

Io sarei il Re...

Io sarei il Re…

Nel 1962 americano le cose stanno diversamente. Il 27enne Elvis è una star osannata in tutto il mondo, e da Fratelli rivali (Love Me Tender, 1957) ha iniziato la sua carriera cinematografica: apparirà in 2/3 film l’anno fino al 1969, circa trenta film in dieci anni che però… sono tutti scomparsi. Forse il successo del Re fa costare troppo i diritti e nessuno li trasmette, fatto sta che dal 1969 tutti i suoi film rimangono chicche per collezionisti e appaiono molto raramente nei palinsesti televisivi.
Paradossale per esempio è il fatto che il capolavoro Bubba Ho-tep (2002) di Don Coscarelli, con protagonista proprio Elvis, debba mostrare solo alcune inquadrature dei film del Re stando attento che Egli non sia mai inquadrato, se no i diritti sarebbero costati troppo…

Il Re e Bronson!

Il Re e Bronson!

Nel 1960 Elvis torna da due anni di servizio militare e deve dimostrare al mondo di non essere più il ragazzaccio rissoso d’un tempo, e guarda caso in questo film del ’62 il suo personaggio, Walter Gulick, è congedato di fresco e ancora in divisa arriva nel paesino dove è nato. È umile e bonaccione, e per caso sale sul ring: prende un mare di botte e alla fine con un solo pugno atterra l’avversario. È nato un campione…

© 1962 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.

© 1962 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.

C’è un grande problema di fondo con questo film. I titoli di testa scrivono semplicemente che si rifà ad un soggetto di Francis Wallace, ma non spiega che si tratta del racconto lungo Kid Galahad, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” dall’11 aprile al 16 maggio 1936, racconto che poi è stato portato al cinema da L’uomo di bronzo (Kid Galahad, 1937) con tre mostri sacri come Edward G. Robinson, Bette Davis ed Humphrey Bogart.
In pratica Elvis si ritrova alle prese con una nerissima storia di boxe degli anni Trenta, cupa e dura, e la trasforma in un film di canzonette tipico degli anni Sessanta: durante la pellicola, infatti, il Re sfoggia ben sei canzoni nuove. (Tutte identiche, a mio modesto parere…)

Questo sì che è... riding with the King!

Questo sì che è… riding with the King!

Così abbiamo l’organizzatore Willy Grogan (Gig Young) che ha il vizio del gioco ed è vittima del boss che gli prepara incontri truccati: è il classico personaggio dal film noir ma qui è tutto virato allo zuccheroso che risulta inspiegabile questo personaggio. Idem per Charles Bronson, all’epoca 41enne ma chiamato ad interpretare il vecchio allenatore saggio e zoppo Lew Nyack, ruolo che dovrebbe servire da monito – occhio, giovani pugili, che diventate come lui – e anche qui la zuccherosità hollywoodiana lo rende del tutto incomprensibile.

Tutti in posa cazzuta, please... (© 1962 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.)

Tutti in posa cazzuta, please…
(© 1962 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.)

Insomma, Pugno proibito è un filmettino da pomeriggio di Rete4, dove tutti sono buoni e tutti sono bravi e tutti si vogliono bene, con Elvis che non è violento e vince gli incontri con un solo pugno, perché non vuole infierire sugli avversari.

«Ora ti percuoto!» (cit.) (© 1962 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.)

«Ora ti percuoto!» (cit.)
(© 1962 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.)

Devo essere onesto, gli stupendi colori pastello e l’atmosfera leggera d’altri tempi non è disprezzabile, me lo sono visto con piacere e, pur essendo palesi i difetti, è un filmettino da vedere con la nostalgia di quei film “buoni” visti da bambino. Ecco, è come il maggiolino tutto matto: è ovvio che è una stupidata, però ti ricorda l’infanzia…

L.

amazon

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Cine-Boxe e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Kid Galahad (1962) Pugno proibito

  1. Cassidy ha detto:

    Fammi usare un giovanilismo: Bronson > Elvis
    Almeno per quanto riguarda i pugni 😉 Per il resto hai ragione, i filmetti del Re sono roba da pomeriggio di Rete 4, oppure da ricordi dell’infanzia 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ il primo che vedo in assoluto, in pratica tutta la sua filmografia è fumosa, forse considerati semplici “videoclip” lunghi: eppure sono prodotti tipici degli anni Sessanta, c’è roba infinitamente peggiore!

      "Mi piace"

  2. Giuseppe ha detto:

    E’ che praticamente tutti i film “con” Elvis alla fine non potevano che diventare -appunto- film “di” Elvis, con storie variamente risibili dato che tutto doveva girare intorno a lui: roba spensierata, senza alcuna pretesa, e anche vedibile mantenendo queste premesse. Certo, va da sé che nulla di serio sulla boxe avrebbe mai potuto nascere da qui, nemmeno in presenza di Bronson…

    Bronson: “Sei caruccio, ragazzino: chi saresti?”
    Elvis: “Io sarei il Re…”
    Bronson: “Allora te le canti e te le suoni, uh? Io invece sono quello che le suona e basta” 😉

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah hai completato alla perfezione il mio spunto ^_^
      In fondo i film spensierati fanno il loro lavoro onestamente, non sono furbetti né fingono di essere “importanti”: c’è bisogno anche di un po’ di spensieratezza, ed è strano che quella di Elvis sia stata spazzata via..

      "Mi piace"

  3. Pingback: Kid Galahad (1937) L’uomo di bronzo | Il Zinefilo

  4. Pingback: Pugno proibito (1962) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.