Street Hunter (1990) Cacciatore di taglie

Questo gennaio 2020 continuo imperterrito il mio viaggio fra gli Eroi della Z, e anche stavolta ho un piatto ricco da proporre, con due eroi al prezzo di uno.

Nota negli anni Settanta per aver distribuito filmacci marziali di Hong Kong in giro per il mondo, la 21st Century Film Corporation negli Ottanta passa all’horror da mezzo soldo. Poi alla fine del decennio chiama qualche gloria appannata ad arricchire i propri prodotti, come Oliver Reed e Donald Pleasance ne Il mistero di casa Usher (1989) e Robert Englund ne Il fantasma dell’opera (1989).
Subito dopo aver alzato la posta con il capolavoro La notte dei morti viventi (1990) di Tom Savini, si cade subito nel baratro: Street Hunter, con cui John A. Gallagher esordisce come regista e sceneggiatore, pronto a invadere il mondo di nuovi filmacci inguardabili.

Solo Italia1 poteva trasmetterlo

La prima prova sicura di distribuzione italiana arriva dalla Italia1 dei tempi d’oro, che sabato 19 settembre 1992 trasmette il film in seconda serata – subito dopo Il ragazzo dal kimono d’oro 3… Seratona! – con il titolo Street Hunter. Cacciatore di taglie.
Riappare poi solo nel maggio 2007 in DVD Stormovie, uno di quelli con la “S” sulla costa che colleziono.

Definizione di eroe buffonesco

Mettiamoci subito d’accordo: definire Il cacciatore di taglie un film è azzardato e oserei dire sbagliato: guardarlo equivale semplicemente a spiare Steve James in un suo privato atto di onanismo.
Il compianto eroe d’azione, scomparso nel 1993 per il Gran Male, aveva appena pagato il terzo ed ultimo tributo ad American Ninja, la saga che l’ha lanciato, e si apprestava ad iniziare una carriera in solitaria, ottenendo addirittura la possibilità di co-sceneggiare il film insieme al regista. Grave errore.

Inutile dare ordini a Logan Blde: lui non li capisce!

James ha un rigurgito di blackspoitation (ma gli anni Settanta sono lontani) e crea Logan Blade, eroe solitario dal nome tanto figo quanto posticcio che – indovinate un po? – non segue le regole se non le proprie. Un tempo poliziotto per tradizione familiare, dopo essere stato accusato ingiustamente e poi scagionato ha deciso di seguire la via del cacciatore di taglie, vivendo con un furgone come casa e un cane come amico.
In pratica un barbone con licenza di sparare. Se tutto questo non fosse già ridicolo di suo, aggiungiamoci che Logan è un nero che veste di nero con soprabito e cappello marrone, aggirandosi per la città esclusivamente di notte. Quindi questo è un film noir, nel senso che è tutto nero!

Il tono predominante dell’intero film

Ho cercato di schiarire un po’ le foto che presento, ma il film è una macchia nera su un copione vuoto, con Logan che gira come un beota fuori di testa e ogni inquadratura lo vede atteggiato in pose da figo totalmente immotivate: è solo un demente che non fa una mazza di niente per l’intera vicenda ma si sente un gran figo.
L’antagonista di un buffone non può che essere un buffone molto più esagerato, così abbiamo il boss Angel (un giovane John Leguizamo) che strilla come una ragazzina e ha un esercito formato da un solo uomo: il colonnello Walsh con la faccia vuota di Reb Brown.

O Leguizamo è un nano o Brown è un gigante

L’eroe di Strike Commando (1987) e RoboWar (1988) presta la sua faccia totalmente spenta al nuovo inutile personaggio della sua carriera, che per fortuna si è interrotta di lì a poco.
Il colonnello Walsh è un altissimo beota fuori di testa che vuole organizzare una sorta di rivoluzione e passa le notti a leggere pergamene – vi giuro che non sto scherzando! – e per dimostrare che è uno istruito non fa che parlare per citazioni. Ma mica robe difficili, eh? Tipo Baci Perugina, che gli spettatori medi di questo film grasso che cola se hanno finito l’asilo, non possiamo mica rischiare che non capiscono i riferimenti.
Sapevate che i greci usarono una specie di cavallo per espugnare Troia? Giuro non me lo invento: l’ha scoperto il colonnello Walsh sulle sue pergamene!

E come disse Leonida che sui 300 regna… Evviva la pugna!

Da una parte il cavaliere nero Blade che sta fermo, guarda il vuoto, dice buffonate e non fa niente.
Dall’altra il colonnello bianco Walsh che sta fermo, guarda il vuoto, dice buffonate e non fa niente.
90 minuti di nero notturno con comparse e comprimari che dicono e fanno cose stupide per riempire qualcosa che non è un film: c’è solo Logan in posa che gode a sentirsi figo.

Forse la stima che James aveva di sé è uno zinzinino troppo alta

Non ha senso parlare del finale del film, perché questo vorrebbe dire che esista anche un inizio, e non è così. Nulla inizia e nulla finisce, c’è solo Steve James che lasciato allo stato brado è preso da raptus onanistico e pretende inquadrature alla Greta Garbo, pur essendo poco meno che un caratterista.

E come disse Benedict Arnold a Saratoga… Evviva la foga!

Anche l’unico pregio di James, cioè l’essere un ottimo artista marziale, è totalmente assente. Il combattimento finale avviene di notte e dura due secondi, assomigliando di più alla scena di due vecchi che si menano: Reb Brown non è mai stato in vita, quindi chiedergli di muoversi e addirittura inscenare un combattimento è assurdo. Così tutto finisce in un enorme peto notturno.

Guarda che ti picchio, eh?

Forse Steve James non era figo come credeva, forse il meglio di sé l’ha dato proprio come co-protagonista al fianco di ciocchi di legno peggiori di lui, sì da risplendere al confronto. Se non fosse stato per Michael Dudikoff, imbattibile nella sua incapacità di assomigliare ad un essere umano, nessuno si sarebbe mai accorto di James. Si sa che i due attori si odiavano, tanto da pretendere due set separati per il finale di American Ninja (1985), ma se non fosse stato per Dudikoff nessuno si sarebbe mai accorto di James.

E come disse l’ammiraglio Hashimoto a Malacca… Evviva la patacca!

Questo Il cacciatore di taglie dimostra che James non era proprio tagliato per l’esplosione marziale che all’epoca imperversava: lui che era davvero un artista marziale avrebbe potuto regalarci oro, invece si è limitato a fare il barbone di notte…

L.

amazon– Ultimi film della Stormovie:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Action e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a Street Hunter (1990) Cacciatore di taglie

  1. Cassidy ha detto:

    Leggere il Zinefilo ti fa diventare la pelle più spessa e le spalle più larghe (un blog Darwiniano!), perché ti insegna che se la locandina è figa, il film farà schifo 😉 Un film Noir dove tutto è nero, anche il cane del protagonista, che forse è anche il miglior attore del cast! James ha un look tanto figo quando sprecato. Opporlo a quella sorta di Vanilla Ice non basta a fare della blackspoitation. Comunque Leguizamo è circa 1,75 (mi pare avessi cercato per qualche post) quindi Red Brown sarà più di 1.80 ad occhio, anche se sembra il papà di Leguizamo 😉 Poi dai, si chiama Rosso Marrone, non va bene in un film tutto nero! Cheers

    Piace a 2 people

  2. Zio Portillo ha detto:

    E’ l’inizio della “trilogia dei colori” di Gallgaher: nero, antracite e grigio scuro scuro. In stile Kiesloswki. Poi lascia perdere che Gallagher ne ha fatto solo uno e il polacco tre. Quelli della Z sono più pregni!
    Che poi non servono tre film. Se uno dice tutto al primo capitolo, gli altri non servono! Quindi bravo Gallagher! Insegna a quel pomposo di Kieslowski a fare cinema.

    Piace a 1 persona

  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Che abominio deve essere questo film! Troppo noioso/insulso anche per la Z…
    Che poi, debbo ammetterlo Lucius, lo so non solo perché ho letto la tua recensione ma anche perché l’ho scoperto…studiando su una pergamena!!! 🙂 🙂 🙂

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sulle pergamene c’è scritto tutto, basta studiarle. Possibilmente di notte e al buio 😀

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Il cavallo di Troia? Ma chi l’avrebbe mai detto! Tanta roba, queste pergamene 😀
        Certo che Street Hunter è di difficile classificazione: fatto salvo il grigiore assoluto del personaggio di Steve James, dovrebbe essere a colori ma è praticamente virato tutto sul nero, oltre al fatto che se ti aspetti qualcosa di decente dalla (mancanza di ) trama finisci regolarmente in bianco… quindi siamo in presenza di una grigia pellicola a colori in bianco e nero (e poi l’ammiraglio Hashimoto quand’era a Malacca avrà senz’altro detto evviva la patacca, ma non scordiamo di quando a Sarawak con le sue truppe presidiò la diga: “D’accordo esser temprati alla militar disciplina, ma a me e ai miei uomini manca tanto la **** “) 😛

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah e pensa che Benedict Arnold e Saratoga vengono davvero citati dal personaggio!!!

        "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Chissà perché, ma me l’aspettavo 😀

        Piace a 1 persona

  4. Pingback: Gennaio 2020: gli eroi della Z | Il Zinefilo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.