Gennaio 2020: gli eroi della Z

Panoramica sui film che ho recensito lo scorso gennaio, tutti scelti per la presenza di uno o più Eroi della serie Z: il testo è giusto un estratto, cliccate sui relativi link per la recensione completa.


Strategic Command (1997) Situazione critica

Conosciamo subito il pericoloso terrorista Carlos Gruber, interpretato dal sempre mitico Richard Norton: purtroppo qui non lo fanno combattere ed è un crimine capitale. Sono finiti i tempi in cui Norton era un divo marziale, quindi è parecchio sotto tono.
Gruber e i suoi uomini sono appena stati al cinema a vedere The Rock (1996) e cercano di ricreare identica la scena in cui rubano un’arma batteriologica con relative perdite umane fra i cattivi. Per fortuna nel laboratorio a sventare in parte l’atto terroristico c’è il dottor Rick Harding, anche se Michael Dudikoff con un camice bianco proprio non si può guardare!


Black Dawn (1997) Alba nera

Durante una festa a Santa Fe, un commando armato fa irruzione e fa fuori Julio Rosario, il procuratore distrettuale di Baja. Subito il capitano Mcnichols (Patrick St. Esprit) va ad avvertire Jake Kilkanin (Lorenzo Lamas), agente speciale ritirato che ora passa il tempo a studiare la “letteratura classica”, o così lui dice. «Chaucer, Erasmo, Tommaso d’Aquino, Mickey Spillane»: applausi per la varietà degli autori letti dal personaggio!
Addirittura si scopre essere una specie di investigatore bibliofilo, visto ad un certo punto afferma (vero o falso che sia) di aver trovato una prima edizione della Summa Theologiae in latino: possibile che dalla cittadina balneare del Messico in cui vive abbia potuto mettere le mani su un manoscritto almeno quattrocentesco? Per fortuna non ha specificato se fosse firmata da d’Aquino in persona…


Outraged Fugitive (1995) La rabbia del braccato

Il casco blu John Carter non viene da Marte, come quello di Burroughs, ma ha la faccia da marziano di Frank Zagarino, i cui occhi sembrano sempre assenti qualunque sia il ruolo interpretato.
Ce l’ha ricordato recentemente anche Scott Adkins nel pessimo Senza tregua 2 (2016): per sopportare il dolore i veterani vanno a menare la gente negli incontri illegali. Andiamo, lo faceva Rambo nel 1988, perché non può farlo quella faccia da Zagarino nel 1996?
Anche perché Rambo non aveva a guardarlo il perfido Wolf Larsen, interpretato da sua maestà Martin Kove.


Scorcher (2002) Distruggete Los Angeles!

Il riscaldamento globale? Oh, non ci crederete, già qui nel 2002 se ne parlava! E ovviamente a parlarne è il solito scienziato inascoltato a cui nessuno crede. Quando però le sue previsioni di disastri ecologici si rivelano esatte, ad interessarsi del problema c’è addirittura il Presidente degli Stati Uniti in persona, Rutger Hauer.
Il protagonista è quel Mark Dacascos che per un ristrettissimo numero di anni ha fatto battere il cuore marziale di tanti (come me) per poi abbandonare per sempre il cinema di menare.


Dead Sleep (1990) Sonno senza fine

La protagonista ha il musetto eternamente spaventato di Linda Blair, la cui carriera è studiata dal blog Malastrana VHS che mi ha contagiato: la povera Linda sul finire degli Ottanta è «in una fase bulimica da accumulatrice seriale di B movie» (per citare Andrea Lanza) eppure all’epoca non ne avevo consapevolezza, malgrado studiassi attentamente ogni uscita al cinema e in videoteca.
In realtà i filmacci dove appariva la povera Linda non erano adatti alla vita umana e la loro distribuzione italiana è stata frastagliata e travagliata.


Race Against Time (2000) Voltati… un’ombra ti segue!

In uno degli episodi de Il senso della vita (1983) i Monty Python ci avevano messo bene in guardia dai pericoli del donare organi quando si è ancora in vita, eppure il protagonista James Gabriel (un Eric Roberts sotto tono ma ancora in forma) è un po’ troppo sbrigativo nell’incassare i soldi senza pensare alle conseguenze.
Il bieco dottor Anton Stofeles (Chris Sarandon) vuole assicurarsi i corpi sani dei due Gabriel. Per far ciò manda il suo uomo migliore ad occuparsi della questione: il crudele Burke, interpretato da uno che non ce l’ha fatta ad arrivare alla A prima di cadere nella Z: Cary Elwes.


The Point Men (2001) Creato per uccidere

Lussemburgo, con una orripilante voce narrante – che scompare subito, quindi ancora più ridicola – Tony Eckhardt (Christopher Lambert) ci spiega che è lì per far fuori il terribile terrorista Amar Kamil (Vincent Regan), che si è macchiato di terribili atti contro il popolo israeliano.
Insieme al suo compagno d’arme Tony raggiunge l’uomo, gli punta un’arma contro… e poi scoppia l’inferno. Tony è l’unico che scampa al massacro, e mentre lo curano continua a dire che… quello non era Kamill.


Double Bang (2001)

Con un gioco di flashback che in un’altra opera sarebbe risultato gradevole, scopriamo che Billy Brennan (William Baldwin) ha cercato in tutti i modi di impedire che il collega Vinnie (Adam Baldwin) si fregasse la vita lasciandosi corrompere: la storia si apre con un killer che lo fa fuori, quindi sappiamo che è andata male.
Ogni speranza di passare del tempo a spernacchiare un Baldwin è infranta, visto che a parte le facciuzze per cui è famoso non otteniamo altro dal nostro William se non addirittura una recitazione convincente.


Watchtower (2001) Il guardiano

Il film inizia con Art Stoner (Tom Berenger), orsacchiottone pelosone che dopo una notte di passione coccola la sua fidanzata e le promette rose e fiori, oltre ad una vita da sogno. Lei chiude gli occhi gustandosi la felicità… e con un coltello lui la uccide.
Mentre ci riprendiamo dallo stupore, man mano scopriamo questa curiosissima figura di serial killer, un uomo che uccide le donne dopo averle fatte innamorare: dona loro la felicità, o almeno una sua immagine, così che muoiano felici e appagate. Non me l’aspettavo da Tom un ruolo del genere.


Strike Force (2003)

Il Genio si mette al centro dell’azione, senza nulla a proteggerlo, e spara con un fucile a carica singola. Un colpo ogni dieci secondi mentre i cattivi ne sparano cento al secondo. Il Genio purtroppo ha la faccia di Daniel Bernhardt, che dovrebbe menare e non sparare.
Il biondo si chiama Simon e ha la faccia da Z di William Forsythe.
In mezzo a una masnada di comparse che fanno cose discutibili troviamo i due cattivi e respiriamo una bella ventata d’aria Z: perché sono Matthias Hues e Andrew “Wishmaster” Divoff. Due volti che hanno inciso gli anni Novanta nel cuore di tutti gli amanti del cinema di genere.


Liberty & Bash (1989) Crime Task Force

Liberty (Miles O’Keeffe) è un avvocato della comunità che ha un modo tutto suo per recuperare i giovani spiantati della città: si impegna con il giudice a riaddrizzarli così da evitare loro una galera che non farebbe altro che rovinarli. Quale sarà mai il segreto di Liberty? Come fa a convincere i teppistelli cittadini ad abbandonare la via del crimine?
Semplice, una volta presi in custodia li infila sotto le ascelle muscolose del suo amico Bash, interpretato dai bicipiti di Lou Ferrigno.


Street Hunter (1990) Cacciatore di taglie

Steve James ha un rigurgito di blackspoitation (ma gli anni Settanta sono lontani) e crea Logan Blade, eroe solitario dal nome tanto figo quanto posticcio che – indovinate un po? – non segue le regole se non le proprie. Un tempo poliziotto per tradizione familiare, dopo essere stato accusato ingiustamente e poi scagionato ha deciso di seguire la via del cacciatore di taglie, vivendo con un furgone come casa e un cane come amico.
L’antagonista di un buffone non può che essere un buffone molto più esagerato, così abbiamo il boss Angel (un giovane John Leguizamo) che strilla come una ragazzina e ha un esercito formato da un solo uomo: il colonnello Walsh con la faccia vuota di Reb Brown.


Captive (1998) Prigioniera

«Forse non è piaciuta la sua linea primavera»: chi è che si permette di fare battutine davanti al cadavere ancora caldo? È il detective Briscoe e può dire quel che vuole, visto che è interpretato da sua maestà Michael Ironside.
Il classico investigatore con il classico spolverino va a casa della vittima e scopre una classica situazione: la vedova inconsolabile Samantha con l’acca, bionda e con il fisico da bagnina di Erika Eleniak, e il cognato che se la consola (Stewart Bick): per citare Albertone, lei fa la scarpa e lui la sòla.


L.

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Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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7 risposte a Gennaio 2020: gli eroi della Z

  1. Conte Gracula ha detto:

    Vederli così, tutti in fila, fa ancora più male XD

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Carrellata magnifica con attori magnifici. Sono recensioni che ho letto con devozione zinefila ma rivederle tutte insieme è come riguardare l’album fotografico della vacanza più bella della tua vita! Oh, prima che mi diate giustamente dello sciroccato, parlo in un’ottica Z, eh! 🙂 🙂 🙂

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  3. Kukuviza ha detto:

    Oddio, mi ero persa Lamas bibliofilo! Ma dai, credibilità sotto i tacchi. E che abbinamento è Tommaso d’Aquino e Mickey Spillane? Strizziamo l’occhio a tutti.

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