Halloween Ends (2022) Anteprima di “Total Film”

Traduco il lungo articolo che la rivista “Total Film” (n. 329, ottobre 2022) dedica al terzo ed ultimo episodio della saga di Halloween curato da Green.

Da notare come nella campagna pubblicitaria Jamie Lee vada ripetendo che da più di quarant’anni veste i panni di Laurie Strode, il che non è: ha interpretato il personaggio due volte, poi è tornata dopo vent’anni per altri due film e poi è tornata ancora dopo altri vent’anni per tre film. Non è quello che chiamerei un impegno gravoso, visto poi che non deve neanche truccarsi per il ruolo, né continuativo. Oggi finge di essere affezionata a un ruolo che ha sempre tenuto a distanza, quando era una attrice famosa e contesa, per dedicarsi al cinema “serio”, poi una volta sfumata ogni altra occasione puf, Laurie Strode diventa il suo ruolo della vita.

Viene inoltre raccontata la forte emozione dell’attrice che dice addio al suo personaggio: non era così emozionata le altre due volte in cui ha detto addio a Laurie Strode, e non è escluso che torni ancora, visto che è l’unica carta da giocare di questa saga.


Dead End

di Jordan Farley

da “Total Film”
n. 329 (ottobre 2022)

Dopo 44 anni, la faida sanguinaria tra Laurie Strode e Michael Myers
sta per arrivare ad una conclusione omicida in “Halloween Ends”,
l’apice «appassionato» ed «inaspettato» della trilogia di Green.
La final girl definitiva Jamie Lee Curtis e la squadra di “Halloween”
rivelano la storia dietro le quinte di uno scontro
che ha richiesto decenni per concretizzarsi

Erano le 4 del mattino a Savannah, in Georgia, quando Jamie Lee Curtis ha detto addio a Laurie Strode.

A causa degli aspetti pratici della produzione, la scena finale di Curtis nei panni di Strode non è stata la conclusione di Halloween Ends, né l’attrice stava filmando la tanto attesa resa dei conti con il macellaio di babysitter Michael Myers. È stata invece una scena tranquilla e contemplativa con Laurie da sola nella sua macchina, sul ciglio della strada. Poco dopo, mentre Curtis guardava il girato nel campo base, alle spalle del regista della trilogia-sequel David Gordon Green, l’entità di ciò che stava guardando al colpì come un coltello da cucina che scivolava tra le costole.

«Mi sono resa conto che sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto Laurie Strode», ha detto Curtis a “Total Film”, sull’orlo delle lacrime – e non per l’ultima volta – mentre discuteva di un film su cui è irremovibile: sarà il suo ultimo come sopravvissuta di Halloween. «È stata un’emozione fortissima, ho pianto non solo io ma anche David: abbiamo riconosciuto in quel momento la conclusione del rapporto fra me e Laurie Strode, e anche fra me e questa squadra di artisti che ha realizzato la serie di film. È stato un momento intenso».

Né Andi Matichak (che ha interpretato Allyson Nelson, la nipote di Laurie in tutti e tre gli Halloween di Green), né James Jude Courtney (l’uomo dietro la maschera di Myers dal 2018) avrebbero dovuto lavorare quel giorno, ma entrambi hanno compiuto il pellegrinaggio mattutino al luogo delle riprese, a Savannah, per essere testimoni della storia del film. «Il mio cuore si è appena spezzato», dice Matichak. «È stato incredibile sapere che è finita per Jamie nei panni di Laurie Strode». «È stato agrodolce per tutti noi», aggiunge Courtney. «È decisamente pronta a salutare il personaggio che porta con sé da più di quarant’anni».

Green ricorda le cose in modo leggermente diverso. «[L’ultimo giorno di Jamie] è stato come il suo primo giorno», dice, chiaramente un tipo che vede il bicchiere mezzo pieno. «Si presenta con 45 minuti di anticipo, pronta a festeggiare, e lavora sodo tutto il giorno, porta il camion del caffè e il camion dei gelati e il camion dei taco, ed è la cheerleader dell’ottimismo e dell’energia. È la più grande musa ispiratrice e supporto emotivo che abbia mai avuto, lungo un duro lavoro di riprese».

Non sorprende che Curtis descriva Halloween Ends come «l’esperienza più emozionante per me di tutti i film [di Halloween]». Il significato di lasciarsi alle spalle il personaggio che ha lanciato la carriera di Curtis nel 1978, cambiando per sempre la traiettoria della sua vita, ha sicuramente avuto un ruolo in questo. Ma altrettanto importante è stata la storia che Green e il co-sceneggiatore della trilogia Danny McBride hanno scelto di raccontare con Ends. Arruolando un paio di nuove voci dietro le quinte degli sceneggiatori, Chris Bernier e Paul Brad Logan, in particolare per «darci un calcio nelle palle e aiutarci a fare qualcosa di inaspettato», Green e McBride hanno concepito Ends come un Halloween molto diverso dai film che lo hanno preceduto.

«Come regista, mi annoio a fare la stessa cosa», nota Green, un fatto evidente nella sua eclettica carriera nel cinema, che ha accolto progetti variabili come la commedia Strafumati (2008) e il drammatico Stronger (2017). «Non volevo che questo fosse un altro bagno di sangue, come l’ultimo, che è stato divertente e catartico: nessuno vuole vederne un altro. Questo titolo è più basato sui rapporti dei personaggi, ci sono storie d’amore, direi che è più passionale, in un certo senso. Farlo è stato davvero divertente ma anche spaventoso, perché alcuni vogliono solo arrivare al “tizio armato di coltello pugnala la gente”, invece qui c’è molto di più».

«È davvero audace ed inaspettato», aggiunge Matichak, una dei pochi sopravvissuti al massacro indiscriminato di Halloween Kills, che ha visto Karen Nelson (Judy Greer), Tommy Doyle (Anthony Michael Hall) e Cameron Elam (Dylan Arnold) massacrati dopo incontri fatali con Myers. Del resto del cast solo l’agente Hawkisn (Will Patton) – uno dei poliziotti in attività già nel 1978, durante il flashback di apertura del film – e Lindsey Wallace (Kyle Richards) sono sopravvissuti per combattere un altro giorno, e riprendere i loro ruoli per questo episodio finale.


Prendersi del tempo

Sebbene i primi due film si siano svolti, per la maggior parte, nell’arco di un solo giorno e una notte molto lunga, con Halloween Kills che parte pochi minuti dopo il focoso finale di Halloween (2018), il conclusivo Halloween Ends sta infrangendo le convenzioni della serie con un salto temporale di quattro anni che porterà l’azione fino ai giorni nostri e troverà Laurie, temprata dalla battaglia e sempre all’erta, in un posto molto diverso, dopo la morte di sua figlia per mano di Michael.

«Quando incontri Laurie Strode, lei ha ricevuto aiuto», rivela Curtis. «Un aiuto per elaborare il livello di violenza che è stato perpetrato contro di lei e contro la sua famiglia. Ha fatto i suoi compiti e c’è un momento all’inizio del film, quando incontrate Laurie, in cui non dico sia innocente come quando era una ragazza di diciassette anni, ma ha sviluppato uno strato di speranza. È un modo bellissimo per iniziare un finale davvero tragico e incredibilmente violento».

Laurie e Allyson vivono insieme quando ritroveremo gli Strode sopravvissuti e «hanno un buon rapporto», secondo Matichak, avendo affrontato insieme il trauma e «la perdita che hanno condiviso», sebbene Allyson non si sia impegnata abbastanza nel lavoro come invece ha fatto Laurie. Per Green, l’opportunità di evolvere e persino reinventare personaggi consolidati è stata una ragione fondamentale per portare avanti la storia in modo così drastico. Ma c’è una grande domanda che il salto temporale solleva inevitabilmente: dove è stato Michael negli ultimi quattro anni?


L’uomo del mistero

Green ammette senza mezzi termini: «Non lo spieghiamo», sostenendo, come con tutte le cose che riguardino Myers, che è meglio lasciare la cosa avvolta nel mistero. «Ad esempio non voglio vedere dove va a dormire Lo squalo la notte, mentre sto guardando un film sugli squali», dice il regista. «Voglio vederlo quando si fa vivo e ha appetito!» Invece, i personaggi del film daranno voce a domande e teorie che possono o meno essere vere, in particolare tramite il DJ radiofonico Willy the Kid interpretato da Keraun Harris (un omaggio al DJ Stevie Wayne di Adrienne Barbeau in The Fog, uno di diversi modi in cui Carpenter si insinua nel film, secondo Green). «Abbiamo un DJ radiofonico pieno di teorie del complotto su Michael: dov’è stato? È soprannaturale? Se come pubblico non ve lo siete mai chiesti, lo farete ora».

Ancora disperso all’inizio di Halloween Ends, il ritorno di Michael ad Haddonfield non è esattamente il motore scatenante del film, lo sono invece gli eventi che circondano il nuovo personaggio di Corey Cunningham (Rohan Campbell) – un giovane accusato di omicidio per la morte di un giovane che stava accudendo – sollevando ancora una volta lo spettro del massacro di un innocente ad Haddonfield. «L’attenzione della città ora è concentrata su quest’altra persona, come se ci fosse un’infezione che è stata identificata», dice Curtis, con una gravità che ci crea un brivido lungo la schiena. «Questo è un posto davvero spaventoso in cui trovarsi. Si inizia con la speranza che viene subito schiacciata».

Descrivendo Cunningham come «un personaggio centrale, se non il filo conduttore di questo nuovo film», Green sottolinea il fatto che è Cunningham che alla fine riporta Laurie, Allyson e Michael di nuovo insieme, dopo quasi mezzo decennio. «Abbiamo immaginato questo personaggio come un modo per collegare Laurie, Allyson e Michael», spiega Green, in modo criptico. «E in un modo che ha fornito informazioni a tutte e tre e ci ha permesso di sollevare domande che prima non potevamo, attraverso la loro prospettiva: Michael incluso».

Halloween Kills ha tenuto separati Michael e Laurie per tutta la durata del periodo in cui Laurie è stata all’Haddonfield Memorial Hospital, per riprendersi da una coltellata allo stomaco. Curtis plaude a quella scelta creativa e al modo in cui ha permesso di spostare l’attenzione da Laurie e la sua famiglia ai vari abitanti di Haddonfield, ma ammette: «Non puoi concludere questa storia senza che loro entrino di nuovo in contatto. Lo scontro finale tra la final girl e Michael Myers deve arrivare, e ci sarà del sangue».

«I fan avranno la resa dei conti definitiva e incredibile che stavano aspettando da molto tempo», aggiunge Matichak, che ne sa parecchio degli scontri con Myers, essendo sopravvissuta a due. Per Green, che ha già fatto crollare tutto (letteralmente) durante un gioco del gatto con il topo tra Myers e Strode in Halloween (2018), era importante offrire ai fan di vecchia data qualcosa che non avessero mai visto prima. «Volevo che non fosse solo una scena di combattimento fantastica, tosta, alla Essi vivono», afferma Green. «Volevo che fossero due personaggi che hanno passato oltre quattro decenni a guardarsi negli occhi, dicendo “Uno di noi non ce la farà”».


Lui non parla

Sebbene Myers sia stato originariamente interpretato da Nick Castle (che torna a “dare la voce” all’uomo nero ansimante in Ends), l’attore James Jude Courtney ha abitato quella tuta da lavoro per tutti e tre i film della trilogia-sequel. Nel suo metro e novanta di follia, pronto al canto del cigno di Myers, Courtney è stato messo a dura prova da Ends. «È stato incredibilmente fisico», dice Courtney allegramente, riaffermando la regola secondo cui le persone più spaventose sullo schermo sono spesso le più affabili di persona. «Sono riuscito a venirne fuori con una commozione cerebrale. È stato divertente».

Grazie alla separazione forzata durante la realizzazione di Halloween Kills, Courtney e Curtis non hanno trascorso un solo giorno sul set insieme («Ci hanno persino diviso nei nostri servizi fotografici!» osserva Courtney), mentre in Halloween (2018) lui ha scelto di stare il più lontano possibile da Curtis, in parte per darle spazio e in parte perché quando Courtney è nel personaggio di Myers non parla con nessuno, e in genere lo potete trovare in agguato in qualche angolo poco illuminato, pronto a spaventare chiunque passi di lì. «Da questo punto di vista seguo il Metodo Stanislavskij», dice con una risatina. Al contrario, Ends è stata un’esperienza di intensa collaborazione.

«Avrete la giusta dose di violenza», assicura Courtney. «Ma [in Halloween Ends] entreremo in un territorio spiritualmente più profondo, perché stiamo portando a compimento 44 anni esperienza tra Laurie Strode e Michael Myers». Ancora oggi Courtney e Curtis non possono parlare della loro scena finale insieme senza piangere. «E questo è successo quando stavamo iniziando a girare il nostro grande finale», dice. «Lei ed io ci siamo spostati di lato per parlare e siamo rimasti lì, con le lacrime che ci uscivano dagli occhi. L’intera scena, e tutto ciò che accade tra noi, era così potente, così erotico e così amorevole… c’è così tanto lì. Questo film sta portando la serie e questi personaggi in un posto in cui non sono mai stati prima».


Territorio sconosciuto

Il che, riconosce Green, è un’arma a doppio taglio quando hai a che fare con una serie e un personaggio iconico come Halloween e Michael Myers, perché «Alcune persone non amano le novità, molti letteralmente vogliono guardare di nuovo il film originale di John Carpenter». Per quelle persone, il capolavoro di Carpenter esiste ancora. Così pure l’Halloween del 2018 di Green che, ammette il regista, «ha giocato sul sicuro» per riaccendere l’entusiasmo su una serie che languiva. Ends sarà l’episodio più rischioso della serie dopo Halloween III, con Myers spinto in nuovi territori.

«Michael è un personaggio davvero difficile da scrivere perché non parla e non ha particolari motivazioni, come un tipico personaggio cattivo», osserva Green. «C’è un’assenza di emozione ed espressione nel suo personaggio che va contro ogni storia drammatica tu voglia raccontare. Quindi è necessario trovare modi nuovi e fantasiosi per calarlo in determinate circostanze. Di certo non vogliamo una spiegazione alla motivazione di Michael, penso che tradirebbe il personaggio che abbiamo onorato. Ma dobbiamo essere in grado di progettare nuove situazioni drammatiche fuori dalle sue solite attività».

Per Curtis, Ends ha anche offerto l’opportunità di esplorare una questione che le è frullata per la mente per più di quarant’anni: Laurie Strode si sente responsabile per la furia distruttrice di Myers? «Questa è in definitiva la domanda del film: chi è il responsabile?», anticipa Curtis. «Per molto tempo Laurie Strode ha creduto che, per ragioni che non avrebbe mai potuto comprendere, era lei responsabile di tutta la morte e la distruzione che circondavano la sua vita. All’inizio di questo film è stata dissuasa da questa idea, perché è solo un essere umano che ha appena fatto tutto il possibile per proteggere la sua famiglia. Era solo una ragazzina a cui è capitata una gran brutta cosa, tutto qui».

In una saga horror di lunga durata capita spesso di trovare termini come “fine” o “finale” nei titoli dei vari capitoli, parole che in genere hanno più a che fare con la strategia di vendita che con la sostanza dei film. Per esempio ci sono due Venerdì 13 “finali”, nessuno dei quali è però davvero l’ultimo titolo della serie. Durante i primissimi incontri di Green e McBride con Curtis, Carpenter e i dirigente dello studio questo Halloween Ends è stato invece presentato come un capitolo di chiusura per Laurie Strode.

E mentre la politica dello studio imporrebbe il ritorno di Michael Myers, probabilmente in una forma rinnovata, è estremamente improbabile che coinvolga questa stessa squadra. In particolare Green, Curtis e Courtney, i quali sottolineano ripetutamente che questo è il loro ultimo viaggio ad Haddonfield.

Ciò ha rappresentato un’opportunità rara per Green: un vero capitolo “finale” di una serie che ha sempre tenuto le cose aperte, sin dalla scomparsa di Michael alla fine del pionieristico slasher di Carpenter. I momenti chiave della trilogia di Green – le immagini, i suoni e le emozioni che risuonano nella testa del pubblico mentre cammina con gli occhi annebbiati nella notte – erano già ben chiari nella mente di Green quando risponde alla telefonata di “Total Film” agli inizi di agosto, tre mesi prima dell’uscita di questo film.


Aria di chiusura

«È davvero eccitante [porre fine alle cose]. Cazzo sì!» esclama Green. «Ed è snervante. Ho spostato le ultime scene del film in vari modi e ho giocato con la musica. Come voglio sentirmi l[quando] uscirò dal cinema, pensando che non ce ne sarà un altro l’anno prossimo? Questo è stato l’obiettivo». Se uscirete da Halloween Kills sentendovi brutalizzati e abbattuti, sappiate che era proprio quello il piano, ma invece per Ends le intenzioni erano altre. «Questo è un bel momento al cinema», dice Green. «Divertiamoci, saliamo sulle montagne russe con alcune svolte inaspettate e andiamo via sentendoci completi. È questo quello che voglio».

Per Green, che ha visto Halloween per la prima volta all’età di 11 anni, legato sin dai tempi del college a McBride per il loro comune amore per la serie, e che ha ancora una copia in VHS del film su uno scaffale del suo ufficio, è stata un’impresa cinematografica come nessun’altra. Spesso ciò significava «affrontare diverse paure e ansietà, così come diverse frustrazioni per un regista», o più poeticamente «fissare il mio personale uomo nero», dice Green, ma con il traguardo in vista non c’è nulla che cambierebbe. «Senza parlare di successo o fallimento che il film potrebbe ottenere, mi sento di essere stato in grado di raccontare una storia completa che è iniziata prima che io stesso mi rendessi conto di starla raccontando. E sono stato in grado di farlo con successo».

Mentre parliamo, Halloween Ends non è ancora finito. Green è a New York per finire il mixaggio sonoro del film e ha iniziato un nuovo rituale quotidiano: percorrere sempre a piedi il percorso di 45 minuti da casa sua allo studio. «Faccio quella passeggiata avanti e indietro perché è davvero emozionante concludere questa roba, e voglio davvero apprezzare ciò in cui sto entrando, all’inizio della giornata, perché finalmente abbiamo il film proprio dove volevamo che fosse», dice Green, che non ha dato per scontata nessuna delle sue esperienze in Halloween. «È un sospiro di sollievo del tipo “Stiamo davvero alla fine”».

Quel senso di fine nessuno lo sente più acuto di Jamie Lee Curtis. Quando ha interpretato per la prima volta Laurie Strode era il 1978 e non aveva nemmeno vent’anni: ora ne ha 63, e dopo aver lasciato Strode per l’ultima volta, Curtis è più riflessiva che mai.

«Di recente ho visto una fotografia di Laurie del 1978 scattata da Kim Gottlieb, che era il nostro fotografo di scena, e ad essere onesta mi commuove vedermi a quel tempo», dice Curtis, fermandosi per riprendere fiato tra le lacrime. «Nello stesso modo in cui Laurie non capisce perché le stia succedendo tutto questo, io non capisco perché mi sia successo tutto questo. Perché ho avuto quel momento nel 1978? Cosa ha fatto pensare a John e Debra [Hill] che dovessi essere Laurie? Hanno visto qualcosa che non credo di aver visto nemmeno io. È stata la capacità di John e Debra creare quel personaggio in una città simile ad ogni altra città degli Stati Uniti, che poi entra in contatto con l’epitome del male. E 44 anni dopo, siamo ancora interessati a quella confluenza di questi due fattori. Ecco perché, alla fine, Halloween è al di sopra di tutti gli altri».


L.

– Ultimi post sulla saga di Halloween:

Informazioni su Lucius Etruscus

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13 risposte a Halloween Ends (2022) Anteprima di “Total Film”

  1. Cassidy ha detto:

    Jamie Lee ha l’entusiasmo facile, per “Everything Everywhere All at Once” si è fomentato per un ruolo di contorno, anche più che per questa trilogia. Posso dirlo? Attesa per questo capitolo finale che finale non sarà meno di zero, nemmeno Carpenter ha più voglia di lanciare il nuovo singolo della colonna sonora, che poi è la stessa con alcune variazioni dal 1978, cosa che potremmo dire anche dei film 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Jamie Lee è tornata al Graham Norton Show a dominare la scena, lanciando “Everywhere…” come se fosse stata lei la regista, a spacciarsi come eroina del cinema horror (ma non era lei che lo disprezzava nelle interviste dei primi Ottanta?) e quando Robbie Williams scherzava sull’aver posato nudo per la copertina del suo nuovo CD, in una stanza piena di gente che lo fissava, Jamie Lee è intervenuta a gamba tesa dicendo “A me succede sempre”. Ma in quanti film è apparsa nuda, a parte la “Poltrona”?
      Insomma, il solito One Woman Show e temo che sul set di questo terzo film era lei e il suo entusiasmo a fare molta più paura di Myers 😀

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  2. Fabio ha detto:

    Ti diro’ Lucius che personalmente i soldi sono pur sempre soldi,se a Jamie Lee Curtis dopo un lungo periodo di oblio gli offrono una pacca di soldi facili,la tentazione di acchiapparli e’ comprensibile,ma di certo concordo che un pochino in piu’ di onesta’ intellettuale male non farebbe,che prima fosse richiestissima rende piuttosto ovvio che non volesse legarsi al personaggio di “Halloween” per dedicarsi a film che evidentemente gli interessavano di piu’ e dove veniva pagata di piu’,ora la “nostalgia canaglia” paga parecchio in fatto di assegni corposi,la cosa piu’ onesta da dire ovviamente sarebbe di aver accettato,perche’ i soldi erano tanti e non veniva chiamata piu’ per altri film,affermare di avere super entusiasmo per il ruolo e di averci dedicato 40 anni di carriera(?),effettivamente risulta una dichiarazione al limite del “paraculos”😌!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti non c’è nulla di strano che gli attori mollino i franchise appena diventano famosi, e che ci tornino quando le cose non vanno come previsto, lo hanno fatto in tantissimi: appena smetteranno di chiamare Cavill nel ruolo di Superman stai sicuro che tornerà in “Hellraiser” e dirà che lavora a quella saga da vent’anni 😀
      Quello che urta i nervi è la presa in giro di un’attrice che non fa che andarsene e poi tornare e ogni volta si comporta come se fosse la prima volta. Ma penso che lo faccia perché tanto nessuno ha mai visto la saga di Halloween, a parte i primi due titoli, quindi nessuno sa cos’è successo in seguito 😛

      Visto che sicuramente anche questo terzo episodio sarà un (immotivato) successo, vedrai che nei prossimi anni appena arriva la proposta milionaria Jamie Lee tornerà e farà finta di non essersene mai andata 😀

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Da grande appassionato degli slasher in generale e della saga di Halloween (di cui non ho perso, tra alti e bassi, un film e non perderò nemmeno questo, spero e credo) in particolare, ti ringrazio sentitamente per la traduzione e la condivisione. Si tratta di un succulento aperitivo prima del piatto forte: visionarlo…comunque esso sia! 🙂
    Diciamo che sono sicuramente più affezionato a questa icona io che Jamie Lee! 🙂

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  4. Sam Simon ha detto:

    Se non crea hype questa intervista non so cosa non lo possa creare, è fatta ad arte per essere un’enorme pubblicità! Purtroppo la sensazione è che ci sia poco di vero nelle dichiarazioni di Green, Curtis…

    Ad ogni modo mi intriga questo definirlo il capitolo più rischioso dopo Halloween III, che è tanto (ingiustamente) odiato! Vuoi vedere che recupero il secondo e poi mi vado a guardare questo terzo? :–)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ogni parola che esce dai protagonisti in campagna pubblicitaria è falsa al 100%, è un gioco che si ripete film dopo film a cui nessuno può davvero credere sul serio. Questo Halloween è meno pericoloso come lo è stato il precedente: dopo i mille miliardi incassati dal primo del 2018, ormai lo sanno che la gente se ne frega di trama e personaggi, ad Halloween va a dare miliardi al primo stronzo Halloween che gira, non importa chi ci sia. Quindi vanno col pilota automatico, tanto guadagneranno in ogni caso.
      Non ti auguro di volerti così male da vederti il secondo e poi questo terzo Halloween, visto che sono di una stupidità che travalica ogni confine umano: devi avere sangue cardassiano per trovarli anche solo vagamente guardabili 😀

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  5. Giuseppe ha detto:

    Sarò estremamente sintetico: se “Halloween Ends” sarà allo stesso livello della tua altamente professionale traduzione, allora è certo che mi piacerà 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah in un moto d’orgoglio mi sento di dire che non lo sarà 😀
      Scherzi a parte, ogni ottobre ‘sti tizi ripetono le stesse cose per poi dimenticarle, al momento di ripeterle l’anno successivo, ma proprio per dimostrare la vuota vacuità dietro gli occhi di Myers che vale la pena lasciare traccia di queste interviste.

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