I Spit on Your Grave 3 (2015) Vengeance is Mine

I Spit on Your Grave 3Per una recensione diametralmente opposta alla mia, segnalo il mitico blog Malastrana VHS.

Torna la mitica CineTelFilms, che abbiamo incontrato per fiere cialtronate come Hydra (2009), Sharkansas Women’s Prison Massacre (2015) e tantissime altre porcate da risate reggi-pancia. Sin dal 2010 la casa è “colpevole” dei vari stupidi remake di Non violentate Jennifer (I Spit on Your Grave, 1978), e non paga del reato commesso producendo I Spit on Your Grave 2 (2013) vuole persistere nella recidività.
Si assicura i servizi dell’economicissimo R.D. Braunstein, registino saltuario che per la Asylum ha firmato 100 gradi sotto zero (2013) ma non deve averli convinti, visto che non ha fatto altri film con quella casa (e se non vai bene per la Asylum fatti qualche domanda!), e gli fanno dirigere questo I Spit on Your Grave 3: Vengeance is Mine a patto di non spendere più di 9 dollari e un paio di liquirizie.
Il film viene sparato in rete dall’ottobre 2015 e – seguendo la regola ferrea del cinema “di cassetta” dal 2005 – ha impiegato il 90% del proprio budget nella locandina figa.

Stessa attrice, stessa espressione vacua, diverso nome

Stessa attrice, stessa espressione vacua, diverso nome

La trentenne Sarah Butler torna a vestire i panni della sfortunata Jennifer Hills, dopo esser stata protagonista del primo episodio: qui però facciamo che si chiama Angela Jitrenka, la ceca dall’anca sbilenca, e non le piace essere chiamata Angie. Come dite? Perché fare un sequel cambiando il nome alla protagonista pur se è interpretata dalla stessa attrice? Misteri della CineTelFilms…
Ovviamente è psicologicamente provata, sia dal nome affibbiatole sia dalle sevizie subite nel film del 2010, e quindi prende l’autobus di notte in quartieri isolati e va a correre sotto un ponte dove può essere aggredita dai teppisti. Si vede proprio che vive nella paura…
Però scopriamo che Jitrenka in ceco significa “luce del mattino” come Lucifero (che non vuol dire affatto “luce del mattino” bensì “portatore di luce”, ma va be’) e quindi è nell’aria l’idea che Jennifer/Angela non sia una vittima ma una predatrice.
Ah, ecco perché cambiarle il nome: Jennifer Hills è stata aggredita sulle colline (hills), mentre qui Angela Lucifero si mostra angelo ma è crudele perché decaduta… ammazza quanto è profonda la sceneggiatura, vien quasi voglia di seppellirla.

Sono Angela... ma pure Diavola. (Ammazza che sceneggiatura!)

Sono Angela… ma pure Diavola. (Ammazza che sceneggiatura!)

Partecipando svogliatamente ad uno dei soliti gruppi di sostegno che si vedono nei film (ma poi esistono sul serio?), conosce la crazy bitch Marla Finch (Jennifer Landon… ah una Jennifer c’è, alla fine!) con cui stringe una amicizia malata: le due fanno quello che fanno tutte le amiche nei film americani (si ubriacano) e cominciano a tampinare uno sporcaccione che allunga le mani: lo aspettano al parcheggio e lo riempiono di botte. Perché la sgradevole attenzione di un cafone viene paragonata allo stupro con tortura…
Per fortuna l’imbarazzante parentesi da Giustiziera della Palpata finisce presto perché Marla viene trovata uccisa: chi sarà stato? Sarà stato il Bene, sarà stato il Male o sarà stata la Bruzzoni di Virginia Raffaele? O magari è stato un bravo sceneggiatore che non sopportava quel personaggio?
Comunque Jennifer/Angela/Lucifero decide che è il momento di farsi giustizia alla vecchia maniera: cioè con primi piani sulle armi montate addosso!

«Ora mi sento una donna arsenale» (para-Cit.)

«Ora mi sento una donna arsenale» (para-Cit.)

Braunstein d’improvviso si sente Kathryn Bigelow e la Butler si sente Jamie Lee Curtis catapultata in un film di Abel Ferrara, così con primi piani degni di Blue Steel (1989) nasce la scena di Jennifer/Angela/Lucifero che si ferma un coltello nell’interno coscia con un accrocchio ridicolo: poteva usare un cappotto per tenersi il coltello! Se per caso il regista pensava alla lucida follia della vestizione de L’angelo della vendetta (1981), be’… vola basso, uccellino!
Con la determinazione che solo un pessimo personaggio può avere, la nostra eroina rimorchia l’ex ragazzo violento di Marla e, convinta che sia stato lui ad ucciderla, trasforma un rapporto orale in una scena splatter sorprendente: non bastava mordere in punta, doveva pure aprire in due con un coltello!
Tranquilli, la fase torture porn dura pochi secondi: giusto il tempo di sodomizzare uno sporcaccione con un tubo e la parte violenta è finita. Inizia quella psicologica… che è ovviamente una battuta: semplicemente ci sono dei personaggi che si muovono sullo schermo non sapendo bene cosa fare.

Uc-ci-de-re ma-schi, uc-ci-de-re ma-schi...

Uc-ci-de-re ma-schi, uc-ci-de-re ma-schi…

C’è il pennellone detective McDylan (Gabriel Hogan) che cerca di capire chi stia uccidendo gli uomini e c’è anche la detective Boyle che è una bella occasione per ritrovare Michelle Hurd, che non vedevo dai tempi dei primi episodi di Law & Order: Special Victims Unit: è suo destino trattare con casi di violenza sessuale.
Tutto si svolge di notte e in strani uffici angusti: malgrado il film sia stato girato ufficialmente a Los Angeles non so perché ma qualcosa mi fa pensare che non sia così.
L’opera di giustizia sanguigna va avanti finché Jennifer/Angela/Lucifero non perde completamente la testa e diventa una Terminatrix in cerca di maschi da evirare ed uccidere, senza peraltro riuscire in niente se non nei due casi citati.

Il fisico c'è, è tutto il resto che manca

Il fisico c’è, è tutto il resto che manca

Il produttore Daniel Gilboy prova a scrivere una sceneggiatura e il risultato è addirittura peggiore del secondo orribile film, a dimostrazione che non esiste limite alla stupidità di un copione.
A parte Sarah Butler che fa le facciuzze da dura in questo film non c’è neanche il tentativo di fare qualcosa: con un paio di scene violente crede di essere il titolo splatter dell’anno e non sente neanche il vago bisogno di riempire in qualche modo i 90 minuti canonici della durata. In fondo c’è la Butler che se la tira da fighetta assassina, di cos’altro c’è bisogno?
Siamo davvero al di sotto degli standard della CineTelFilms, che di solito almeno ci fa fare grasse risate: qui si storce solo la bocca e ci si chiede: ma davvero siete stati dieci minuti a spiegarmi l’etimologia del nome Lucifero? Possibile non c’era un altro modo di far andar avanti la trama?
Non c’è dubbio: dal 1978 si continua a violentare Jennifer…

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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16 risposte a I Spit on Your Grave 3 (2015) Vengeance is Mine

  1. andreaklanza ha detto:

    Grande rece Lucius. Preziosa anche la scoperta della traduzione del cognome di Angela. Il cambio di nome io l’ho visto tipo un programma testimoni dopo i fatti del primo film, ma forse riempio i vuoti con la fantasia.

    Liked by 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ah, è una buona spiegazione, ma rimane il fatto che chiamarla Angela Lucifero e passare tutto quel tempo a spiegarlo è una trovata di grana grossa, purtroppo in perfetta sintonia con lo stile del film 😛

      Mi piace

  2. Denis ha detto:

    Povera cippa! avanti con il girl power,tanto i lavori pesanti toccano a noi !
    La mia rece la pubbòichi domani?
    In un cestone ho trovato Dead Space 3 a 0,99 cents!,in futuro ti farò la trilogia di Dead Space:)

    Liked by 1 persona

  3. benez256 ha detto:

    Eccheccavolo Lucio Andrea Lanza ci ha dato troppe idee e mi sono anche’io preparato la recensione della trilogia di I Spit on Your Grave!!! 😦 cavolo sei sempre più rapido di me…comunque a prescindere dalla realizzazione del film…Sarah Butler non si tocca! Un giorno ci sposeremo…

    Liked by 1 persona

  4. Pingback: I spit on your grave 3: Vengeance Is Mine | Malastrana VHS

  5. Cassidy ha detto:

    Concordo con te, non mi ha detto poi molto (se non per la guardabile protagonista), un rape & revenge, senza rape, l’idea di farne un “Giustiziere delle notte” al femminile poteva essere carina, peccato che non mi sia piaciuto poi molto, ho apprezzato di più la para citazione che chiameremo Grosso guaio nel reggicalze 😉 Cheers!

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  6. Giuseppe ha detto:

    Andando avanti di questo passo, il titolo adatto diventerà “I Spit on Your Movie” 😛

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  7. Pingback: Fire Twister (2015) Uragano di fuoco | Il Zinefilo

  8. Pingback: Il meglio dell’Etrusco (agosto 2016) | nonquelmarlowe

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