Hellraiser 8 (2005) Hellworld

Continua il ciclo dedicato ad una saga che fa male… perché fatta male!

Se già Deader ancora ancora si meritava qualche trafiletto su rivista – più che altro per chiedersi come fosse possibile che ancora apparissero film di Hellraiser nelle peggiori videoteche di Caracas – un silenzio assordante accoglie il suo fratello gemello Hellraiser: Hellworld, girato in contemporanea ed uscito giusto qualche mese dopo, il 6 settembre del 2005.
Non ho trovato alcun tipo di distribuzione italiana quindi considero inedito il film: se qualcuno invece l’avesse visto in italiano su qualche canale TV mi faccia sapere.

Ormai non perdono neanche tempo con la grafica dei titoli

L’unica spiegazione che riesco a concepire per cui ancora una volta i fratelli Weinstein con le loro Miramax e Dimension Films sfornino film così scarsi è per mere ragioni fiscali (come si parlava tempo fa nei commenti qui nel blog). In fondo la casa ormai è di papà Disney che la usa per non sporcarsi le mani coi filmacci, e in questo 2005 dopo il Bruce Willis di Hostage (marzo) e il Russell Crowe di Cinderella Man (giugno), per non parlare del pittoresco I fratelli Grimm e l’incantevole strega (agosto) di Terry Gilliam – peraltro tutti flop al botteghino, oltre che film a mio giudizio venuti particolarmente male – di sicuro i soldi sono finiti e quindi c’è spazio giusto per una secchiata di piccole produzioni.
Quindi che il registino Rick Bota giri in Romania due Hellraiser al prezzo di uno con mezzi di fortuna sta bene a tutti. Anche perché non scordiamo che siamo in puro fan service, con filmucoli girati solo ed esclusivamente per i fan più stretti del ciclo di Hellraiser: non saranno tanti ma comunque ce ne sono. E i gadget vanno “spinti”.

Ma davvero esistono fan di Hellraiser?

Sebbene da noi dubito esistano veri e propri fan di Hellraiser, negli Stati Uniti incredibilmente esiste davvero un fandom dalla consistenza tale da giustificare sempre nuovi filmacci.
Inoltre nei primi anni del Duemila è successo qualcosa che apre nuovi inferni: il pubblico ha (ri)scoperto i pericoli della Rete!

Ora la scatola è pure digitale!

Nel 2004 i fratelli Hillenbrand hanno tirato fuori il minuscolo Gamebox 1.0 – Gioca o muori mentre la Columbia nel 2006 rispolvera The Net (1995) e sforna The Net 2.0. La Rete, i videogiochi, la realtà virtuale, la multimedialità, tutto un universo da riscoprire – perché già nel 1995 c’era stata una prima passata di “paura in rete” – e tutto materiale che l’artigiano del dolore Carl V. Dupré si gioca all’inizio del film.

Tranquillo, amico, i neri nei film horror si salvano sempre…

In due o tre minuti lo sceneggiatore ci racconta di un gioco on line, “Hellworld”, in cui fra varie attività – che non ci vengono spiegate – c’è quella di aprire la scatola di Lemarchand. Siccome ormai quella scatola è l’oggetto più semplice al mondo da aprire, ci riescono tutti e tutti ricevono un invito a passare una notte esclusiva in un posto segreto, così segreto che quando i giovani dementi protagonisti ci arrivano ci sono già duemila persone.

Benvenuti ad Hellworld

Conosciamo così la Leviathan House al numero 86 di Hillbound road, “la seconda opera più bella di Philip Lemarchand”: la prima è ovviamente la ben nota scatoletta. Perché ora Lemarchand non è più un toymaker, un creatore di giocattoli, ma è stato promosso architetto.

«La Chiesa commissionò a Lemarchand un convento e per decenni il palazzo di Lemarchand rimase intatto, fino all’arrivo dell’ultima Madre Superiora del convento, sorella Ursula, i cui voti furono sciolti da un’ossessione per una scatoletta rompicapo e i piaceri diabolici racchiusi in essa.»

Siamo testimoni di una vera e propria mitologia work in progress, un culto che si inventa strada facendo intorno a Lemarchand, un personaggio che in ogni film viene totalmente reinventato nei modi più buffoneschi: la scatola gli viene commissionata da un vizioso nobile per evocarci i demoni, ora scopriamo che pure la Chiesa usava la sua arte. Ma tanto è tutta roba che nei prossimi film verrà dimenticata.

Gira la carta e il buon gusto non c’è più

Comunque dopo una tragedia del 1809 il convento diventa manicomio criminale: e come ti sbagli? Nei film horror ci sono più manicomi criminali che in tutta la galassia! In realtà è solo lo spunto per il gioco di parole dell’anno: «From nuns to nuts», da suore a matti. O da monache a maniaci, come traduce l’ispirato fan che ha creato dei sottotitoli italiani per i film, dimostrando come gli appassionati sappiano sfornare versioni italiane a volte meglio dei professionisti!

La reazione degli spettatori dell’anteprima del film

Inizia il nulla condito dal dolore di vedere per due o tre fotogrammi quel fastidioso Pinhead, un buffone che ormai mi fa scattare la violenza ogni volta che lo vedo. Per fortuna Doug Bradley ha finalmente estinto il mutuo di vent’anni e può dare l’addio alla saga: questo è l’ultimo Hellraiser che si avvale della sua insopportabile e totalmente inutile presenza.

Aiutiamo Doug Bradley a casa sua!

Non credo ci sia bisogno di sottolineare come la storia di questo film non abbia assolutamente nulla a che vedere con Hellraiser, l’inferno, Clive Barker e altre immonde creature infernali. Ma proprio niente niente!

Ma… è lui?

È lui o non è lui?

Nooooooo! Anche Superman ha un passato vergognoso!

Il film racconta di cinque giovani decerebrati – cioè i protagonisti tipici dell’horror americano – che dopo aver sepolto un loro amico, che non s’è mica capito com’è morto, si consolano facendo le cose stupide che in America (e purtroppo anche da noi) sono considerate socialmente lodevoli. Ubriacarsi e mettere le corna con sconosciuti.
C’era bisogno di un lungo viaggio per andare in una casa sconosciuta, ospiti di un inquietante padrone di casa, per fare la stessa baldoria che la sera prima si è fatta a casa propria? A quanto pare sì. Poi uno dovrebbe dispiacersi man mano che i protagonisti muoiono…

Quando Lance ti invita all’inferno… come fai a resistere?

Il vero grande protagonista di questo film è il mitologico Lance Henriksen, che vale da solo l’intera visione. Purtroppo non sembra aver parlato molto in giro di questo film – e lo capisco pure, eh? – ma per fortuna ha speso due parole nella sua biografia Not Bad for a Human (2011).

Interpretavo un tizio a corto di tempo, perché i cattivi hanno sempre un ciclo di vita ben specifico. Iniziano con niente e si aprono la strada con le proprie forze. Acquistano potere e poi, siccome ognuno è geloso del potere, vengono uccisi da qualcuno dietro di loro che vuole aprirsi la strada. Il mio personaggio sa bene tutto questo. Quindi me ne sto seduto in una stanza e mi ubriaco. Perché ci si ubriaca? Perché non si vuole provare il dolore del momento in cui si pagano tutti i conti. Come sono arrivato qui? E poi entrano quei cazzo di pagliacci coi loro vestiti di pelle e le loro voci wagneriane… Ho pensato semplicemente: Ahhh, fanculo.

Quest’ultima dichiarazione di Lance credo sia la migliore recensione possibile sull’intero film. (E l’intera saga di Hellraiser!)
Comunque l’attore si riferisce all’ultimissima scena di Hellworld, appiccicata con lo sputo solo per giustificare la presenza di quel rompipalle di Pinhead. Il ruolo del personaggio di Lance ha ben altro spessore.

Lance con la scatola di Lemarchand: un brivido per sempre!

Di solito non spoilero i colpi di scena, ma parliamo di una fetecchia di film che dubito abbiano visto molti in Italia e di cui sconsiglio caldamente la visione. Visto che però l’unico momento degno di nota è la fine, mi va di raccontarvela. Per correttezza, scrivo INIZIO SPOILER.

Da Hellraiser a Saw in un attimo

Tutte le buffonate noiose che vediamo per l’intero film sono solo un’allucinazione – e te pareva? – quindi ignorate tutto il film per almeno il 90% della sua durata, andando avanti veloce fino allo spiegone di Lance.
Esce fuori che lui ha fatto in modo di riunire a Leviathan House i cinque ragazzi dementi perché li incolpa della morte del proprio figlio, che è appunto il loro amico morto ad inizio film. Non sappiamo né come sia morto ’sto tizio né di chi sia la colpa – la sceneggiatura è solo uno sfintere rosa fra le parole “Hell” e “raiser” – ma Lance ha drogato i ragazzi e poi li ha sepolti vivi con un telefono acceso: tramite quello ha ascoltato i loro deliri, deliziandosi della crudele vendetta.
Al netto dell’imbarazzante cumulo di escrementi del film, questa trovata finale la trovo apprezzabile, e solo quella faccia di cuoio di Lance poteva renderla migliore durante lo spiegone finale.
FINE DELLO SPOILER

Non male… per un umano…

In conclusione, mi riallaccio al discorso del fandom. Le scenografie del film grondano omaggi alla saga, con quadri di Lemarchand, scatole in ogni forma e dimensione, magliette e quant’altro. I giovani protagonisti si dicono grandissimi estimatori della saga e al di là della fiction temo davvero che il numero dei fan americani di questo universo puzzoso sia in numero tale da asssicurare un nuovo film ogni tot anni.
Quindi il viaggio è ancora lontano dall’essere concluso…

Quanto sangue di spettatori su questa semplice scatola…

L.

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24 risposte a Hellraiser 8 (2005) Hellworld

  1. Zio Portillo ha detto:

    Prossimo titolo? Magic-Hellraiser? Lemarchand ha pure creato un gioco di care collezionabili dove se le cali giù in un ordine particolare, esce Pinhead da sotto il tavolo e calando giù l’asso di bastoni ti urla in faccia per l’eternita “Scopa! E con questa ho fatto pure primiera e settebello!”. Per i vecchietti che giocano a carte sarebbe un supplizio terribile. Altro che catene, sangue e squartamenti!

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  2. Denis ha detto:

    Mamma mia avevo letto Diprè^_^
    In pratica e veramente come avevo scritto in un commento prendono sceneggiature che non c’entrano niente le alterano per mettere i riferimenti alla saga e via.
    Comunque hanno travisato tutto il sunto di Barker che si riferiva al piacere estremo.
    I fan sono la salvezza per tante cose perdonano ogni efferratezza che fanno nei loro confronti.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Eh sì, sono davvero di bocca buona. Anche le riviste – quando si occupavano di Hellraiser – facevano notare che sono tutte storie che non c’entrano nulla ma trasformate in seguito in episodi della saga.
      Vorrei stupirmi davanti al fatto che i fan non si lamentino di un così pessimo servizio, ma conoscendo i fan alieni – che mandano giù filmacci assurdi che andrebbero denunciati – non mi stupisce affatto…

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Sinceramente? Un finale così mi farebbe girare le balle! -_-
    Sto rivalutando quel filmaccio con il videogame della Bàthory… il problema del mangiare pattume è che ti rovina il gusto, col tempo, facendoti sembrare buono persino il cibo scaduto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Alla fine ti abitua a non pensare più per assoluti, che di solito è un’usanza pessima, e a mettere tutto in relazione. Non c’è più la Z ma cinquanta sfumature di Z, perciò ci sono filmacci brutti che però sono miglori rispetto ad altri filmacci e scopri che si possono avere buone idee anche se poi eseguite male 😉

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  4. Giuseppe ha detto:

    Gli omaggi alla saga li ho notati tutti quanti quando (purtroppo) l’ho visto, d’accordo, ma cosa cazzo me ne faccio degli omaggi quando poi la saga è ridotta COSI’? 😦 A maggior ragione, quindi, come non condividere ogni virgola di quanto detto da Lance? Almeno avessero imperniato il film su di un confronto diretto fra LUI e Pinhead… forse allora sì che oggi avremmo avuto qualcosa di cui valesse la pena discutere.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Hanno avuto un’ottima carta fra le mani, Lance, ma hanno preferito giocarla su tutt’altro tavolo. Invece sarebbe stato bello un confronto on Pinhead, e visto che era l’ultima volta che appariva potevano fare la mattata: Lance ammazza Pinhead e diventa lui il signore dei Supplizianti! ^_^
      (In fondo nel 2011 a fumetti Pinhead torna umano mentre il suo posto è preso da Kirsty Cotton…)

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      • Giuseppe ha detto:

        QUELLO sì che sarebbe stato un degno capitolo! Dopodiché avrebbe potuto trovarsi a dover affrontare il nuovo possessore della scatola, un certo Chance Boudreaux, in Hellraiser 8: Helltarget 😀
        Van Damme/Boudreaux: “Non avevo ancora finito con te, stronzo”
        Lance/Cenobita (sarcastico): “Vuoi mandarmi all’inferno… un’altra volta?”
        Arnold Vosloo/Cenobita (sogghigno divertito): “Boudreaux, Boudreaux, Boudreaux” 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah una stagione di caccia all’inferno 😛

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  5. Cassidy ha detto:

    Era da ieri che volevo dirtelo, ho visto il bannerone nuovo di questa saga nella pagina principale del Zinefilo ed è davvero un colpo di genio, fa ridere perché da vero masochista, Pinhead per mettersi una mano sulla faccia, nell’universale gesto del “Facciapalmo” come minimo di traforerà i palmi con i chiodi, la vera metafora di questa saga 😉

    L’esordio di Superman in un filmaccio è una vera chicca, ma la sfida vera è riuscire a tirare fuori un commento a questo film, dopo la frase del mitico Lance, che sa tanto di pietra tombale sulla pellicola, tu ci sei decisamente riuscito 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Spulciando la saga a fumetti iniziata nel 2011 trovo il numero 8 con questa splendida illustrazione di Tim Bradstreet che sembra pensata proprio per la saga filmica ^_^
      A parte la miticità di vedere Lance con la scatola di Lemarchand, questo film non offre proprio altro…

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  6. Kukuviza ha detto:

    Cioè, vuoi dire che questo non è l’ultimo??

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Tornato ora a casa con l’idea di fiondarmi nel letto poi…scopro questo film mai visto e credo che il letto attenderà! Provo a leggerla prima che il son…zzzzzz….😂😂😂

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