The Crow 4 (2005) Preghiera maledetta

Il 2005 i fratelloni Weinstein decidono che la Dimension Films, la loro raccolta differenziata di film, lasci un attimo da parte i grandi franchise per dedicarsi ai minori.
Abbandonata la saga di Children of the Corn e messo in pausa Halloween in attesa che arrivi Rob Zombie, ci si può concentrare sulla doppia dose di Hellraiser, coi deliranti e vomitevoli capitoli 7 e 8 da girare in contemporanea nelle peggiori location romene.
La casa poi si compra il marchio Amityville per fare il remake del primo film, e sforna un altro doppio film con Il libro non scritto e Prima della fine, terzo e quarto e capitolo del franchise La Profezia nato nel 1995. Vogliamo metterci pure Dracula III Il testamento con cui Patrick Lussier firma il terzo film di una saga che non doveva mai nascere?

In questa secchiata di immondi filmacci inadatti alla vita umana, lo vuoi recuperare Il Corvo? Sta lì morto dal 2000, su, un’altra pataccata ci sta bene: ecco pronto The Crow: Wicked Prayer.
Presentato a Washington il 3 giugno 2005, DNC lo porta in DVD italiano dal marzo 2006 con il titolo Il Corvo. Preghiera maledetta. Non ho trovato traccia di qualsiasi altra distribuzione.

Il fenomenale collezionista Phil, nuovo amico del blog, mi segnala che questo film è stato ristampato in DVD dalla DNC con il truffaldino titolo The Cult, senza alcun riferimento alla saga del Corvo.

La preghiera è quella degli spettatori: Weinstein, abbasta!

Per la prima volta nella saga non si fa finta di rifarsi al fumetto di James O’Barr, ma la sceneggiatura del regista Lance Mungia, con l’aiuto del consueto produttore Jeff Most e di Sean Hood (autore di tutti i film sbagliati dell’epoca), è ispirata ad un romanzo del Corvo firmato da Norman Partridge: Wicked Prayer (2000), inedito in Italia perché dal Duemila è scomparsa la narrativa di genere.

All’interno del romanzo si specifica che Stephen King ha definito l’autore «un nuovo grande talento», e Joe R. Lansdale «il nuovo scrittore più caldo in circolazione», per quanto possano valere queste dichiarazioni “da fascetta pubblicitaria”.

Partridge ci racconta di un incidente stradale su un’autostrada dell’Arizona in cui perdono la vita due amanti, e l’ultima cosa che vede il morente Dan Cody è il sangue della sua amata bagnare la sabbia del deserto. Diventato Corvo, si metterà alla ricerca della Mercury del ’49 (la celebre auto-icona di James Dean) su cui Johnny Church e Kyra Damon, due amanti che hanno abbracciato il male come stile di vita, hanno tamponato la sua auto provocando il fatale incidente.
Mungia e i suoi scagnozzi decidono che è una trama troppo semplice, per la Dimension Films ci vuole ben altro: bisogna aggiungere molta più Z, molte più scelte sbagliate, personaggi improbabili e tante boccacce. I fan del primo film adorano le boccacce dei cattivi.
Solo dopo averci riversato tutta la spazzatura possibile allora il romanzo può raggiungere gli elevanti standard degli Weinstein. Cos’è romanzo della storia originale? Niente, giusto una coppia di amanti che vogliono fare carriera nei regni infernali.

Signore, dammi la forza di essere sempre Danny Trejo, anche in questo film!

Città mineraria di Lake Ravasu: perché finire quaggiù? Perché siamo nella riserva azteca di… Raven! La grande creatività non ha confini.
Qui i discendenti aztechi – guidati da Danny Trejo! – con l’approvazione del Governo vogliono costruire il Raven Aztecs Resort Casino e per farlo devono cacciare i minatori. In mezzo a questa guerra locale, arrivano i Quattro Buffoni dell’Apocalisse. Guerra (Marcus Chong), Carestia (Tito Ortiz), Pestilenza (Yuji Okumoto) e infine Morte (David Boreanaz), con la sua amante satanica Lola Byrne (Tara Reid).
Ma chi sono? Perché fanno quello che fanno? Domande inutili, in una produzione Dimension Films.

David “Angel” Boreanaz a capo dei Quattro Buffoni dell’Apocalisse

Questi personaggi in libertà non hanno altro scopo se non riciclare volti noti, come per esempio Boreanaz che aveva appena finito di interpretare per sette anni Angel nella serie TV “Buffy” e relativo spin off e stava per tuffarsi in dodici anni di “Bones”: un filmaccio horror per farsi due risate ci sta bene.
Tara Reid era la bombettina sexy dell’epoca, grazie alle torte americane e al suo ruolo ricorrente in “Scrubs”, appena concluso: perché non darsi ai filmacci horror da due soldi? Incubus (2006) è dietro l’angolo…

Edward… ehm… non tutti possono portare la canotta

Questi due “amanti diabolici”, o meglio la versione demenziale del canone, cominciano a sterminare tutti in città, a sparare, bombardare, strappare occhi, cuore, milza e parte del pancreas, con l’aiuto dei loro dementi compagni che fanno le boccacce amate dai fan del Corvo, adducendo in tutto questo motivazioni vaghe e insufficienti.
Tra le prime vittime ovviamente c’è la coppia d’amanti che dovrà mandare avanti il soggetto corvino, quindi abbiamo la tipa inutile che non conta niente e il protagonista ’nnammurato: Jimmy Cuervo. Oh Signore, dammi la forza…
Draven, Corven, Corvis e Cuervo: per il prossimo sicuro nuovo film propongo Uccello Nero, scommettiamo che avrà molti più spettatori?

Credo sia proprio così che gli Weinstein hanno trovato Furlong

Inutile girarci attorno, il morto nella stanza che sto facendo finta di non vedere è Edward Furlong: parlare male di lui è come menare uno che caga. Il silenzio misericordioso copra l’uomo che Cameron convinse di essere un attore.

Uh, che paura, che angelo vendicatore da brividi…

Ogni singolo fotogramma dove appare è sbagliato e fallisce. Non posso credere che nessuno alla produzione se ne sia accorto, o che qualcuno abbia davvero scelto lui per fare l’eroe romantico, o qualsiasi altro ruolo. L’unica ipotesi è che questo film doveva essere una bojata assurda, per contratto, e quindi è stata una scelta di casting ben studiata.

Lascia stare, Edward, per favore…

Un’altra mia ipotesi complottistica è che alla sceneggiatura sia stato chiamato Ridley Scott: credevo che nessuno potesse batterlo in quanto a dialoghi stereotipati, banali e qualunquisti, invece qui si attenta al suo primato. Come Walter/David in Alien: Covenant (2017), tutti i personaggi del quarto Corvo parlano per frasi fatte, dicendo banalità che svettano potenti fino in cielo e fanno piovere lacrime amare.
Quella faccia da pacioccone pastasciuttaro di Boreanaz ogni volta che apre bocca fa venire la pelle d’oca, perché fa il filosofo alla Ridley Scott, snocciolando proverbi, modi di dire, baci Perugina, spigolature da settimana enigmistca e un bagaglio di stupidate ovvie che solo in un film di Scott potreste trovare. Curiosamente non cita Paradiso Perduto, unica opera letteraria nota a Ridley, ma questo potrebbe essere un abile trucco per sviare i sospetti.
Ogni singola riga di dialogo de Il Corvo 4 potreste trovarla nel Manuale del Petomane Citatore, anzi credo che sia stato usato quello come base per la sceneggiatura.

Furlong fa le boccacce, Boreanaz filosofeggia con lo sfintere che ha nella testa, Tara Reid fa Tara Reid, i comprimari urlano e fanno boccacce – questa però è una firma della saga del Corvo – e quindi è un’altra immane porcata che chiude perfettamente il ciclo.
Ah, c’è pure una comparsata di Dennis Hopper col pizzetto tinto: sarà un omaggio a Steven Seagal? Ma tanto Hopper va con tutti, quindi è come se non ci fosse.

Dennis Hopper s’è fatto prestare il pizzetto da Steven Seagal

Qui finisce l’avventura di una saga che a vedersi è dura. Sicuramente l’uccellaccio nero con la faccia bianca tornerà ad imperversare in nuovi filmacci inguardabili, ma speriamo il più tardi possibile: è venuta la faccia bianca pure a me a forza di vedere ’sta roba!

L.

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18 risposte a The Crow 4 (2005) Preghiera maledetta

  1. Giona ha detto:

    Non ho mai visto nessun corvo tranne il primo, per cui tra l’altro non ho mai sbavato a differenza di molti negli anni 90. Comunque non immaginavo che Furlong dopo il film di Pupi Avati avesse continuato a lavorare, adesso e’ ridotto davvero male, grassoccio con le occhiaie e i vestiti lerci.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dopo T2 non ne ha più azzeccata una, non ha proprio il fisico né il volto da attore: dispiace, ma in quei pochi film in cui appare fa sempre una figura indecorosa…

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      • Giona ha detto:

        Pero’ almeno in T3 potevano prenderlo, almeno ci sarebbe stata un po’ di continuita’ con il secondo episodio, tanto John Connor era un barbone tanto valeva chiamare lui.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anche perché quel musetto buffo di T3 non era assolutamente credibile come leader futuro del mondo. Mi sono sempre chiesto perché tutti i John Connor al cinema abbiano fatto pena e pietà: perché non hanno chiamato l’attore che faceva John da adulto in T2? Aveva la faccia da duro ed era carismatico: perché invece chiamare gente con la faccia da buono come in T4? O da fesso come in T3. O da spacciatore davanti la scuola, come in T5.
        Mi piacerebbe dire che quando Cameron ha abbandonato il franchise le cose sono crollate, ma non posso: quando è tornato, in quell’abominevole T6, è riuscito a fare peggio di tutti i suoi colleghi, quindi temo sia proprio il Terminator ad essere morto nel 1991. Da quel metallo fuso non è mai più tornato…

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  2. Cassidy ha detto:

    Con una trilogia di nomi così in locandina, nemmeno Trejo e Hooper potevano davvero fare niente, e stiamo parlando di due capaci di andare molto sopra le righe. Penso di averlo visto una volta rotolandomi dal ridere, esattamente come ho fatto leggendo questo post, sappi che hai scritto l’epitaffio di Edward Furlong, sulla sua lapide scriveranno «Parlare male di lui è come menare uno che caga», definitivo! 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Povero Edward, il primo nemico di se stesso…
      Nessun essere umano può aver scritto e prodotto questo film pensando che in qualsiasi modo funzionasse: è chiaro che è un piano diabolico per fallire miseramente e convincere i due attori protagonisti a tornare a recitare in TV 😛

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  3. Austin Dove ha detto:

    nononono
    la tua didascalia è slimshame xD

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  4. The Butcher ha detto:

    Mi ero completamente dimenticato della presenza di Danny Trejo in questo film. Come del resto anche del film.

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Dopo la secchiata iniziale di filmacci immondi ho temuto di non avere le forze per addentrarmi nella selva oscura della recensione, poi ho visto comparire Virgilio-Trejo e ho trovato una guida, però, andando avanti, tra demoni che facevano le boccacce, lui non bastava più, dunque è giunta Beatrice-“Hopper omaggiante Seagal” e mi sono un po’ ripreso, finché, saputo che era l’ultimo film della serie, ho rivisto alfine le stelle! 🙂 🙂 🙂

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  6. Giuseppe ha detto:

    The Crow: a ogni gracchiata successiva l’indifferenza aumenta… beh, in questo caso accompagnata pure dal dolore di vedere Edward Furlong ridotto in quel modo (a confronto, persino tutti gli altri mal stereotipati personaggi diventano quasi divertenti) 😦
    P.S. Non è che hanno girato davvero anche una scena in cui Boreanaz e Trejo lo menano quand’è sul cesso, per poi tagliarla in fase di montaggio considerando quanto il povero Edward così conciato facesse già cagare a sufficienza? 😛

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  7. Conte Gracula ha detto:

    Jimmy Cuervo (ah ha ha ha ha!) sembra più un Pierrot gotico che il Corvo.

    Il prossimo film lo voglio più cristiano: ammazzano il tizio e la fidanzata, lui viene corvinato, ma perdona tutti chiudendo la storia al minuto 8. Il resto del minutaggio lo occupa una storia in stile Hallmark, in cui lui va nella città di The Good Witch e la bella “strega” lo aiuta a trovare l’ammore con una bella vedova, che dopo la morte del marito per colpa di un palazzinaro esperto di boccacce è diventata la Cocorita.

    E voglio il matrimonio con i due pittati in modo assurdo! So anche chi celebrerà le nozze: il sindaco, una donna avanti con gli anni w grassottella, vestita con un’eleganza repubblicana d’altri tempi.

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  8. Il Moro ha detto:

    E’ finita? OH, grazie al cielo!

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