The Final Sanction (1990) L’ultima sfida di Prior

Terzo film di Davd A. Prior a finire nella collana “Uomini contro”: magari ce ne sono altri, ma fra i DVD che negli anno ho trovato su bancarella – di cui questo è uno dei primi comprati – non ne ho trovati altri.
Ricordo che questa collana raccoglie filmacci di serie Z della AIP (Action International Pictures) dimenticati dalla distribuzione italiana e riesumati dalla USA Home Entertainment di Abano Terme.

E l’articolo iniziale? Gli hanno sparato?

Stando ad IMDb il film arriva nelle videoteche americane nel novembre 1990, mentre in quelle italiane la VHS ce la porta la mitica Number One Video, purtroppo in data ignota, con il titolo Ultima sfida.
Non ho trovato prove di un suo qualsiasi passaggio televisivo, anche se va ricordato come nello stesso periodo ci fossero almeno dieci film che in Italia avevano come titolo o sottotitolo “L’ultima sfida”.
Almeno dal 2005 (stando alla data di Amazon) la citata USA HE lo riesuma in DVD.

Lo sapevo che prima o poi uno di questi filmacci avrebbe fatto il danno grosso

Il peggior incubo della Guerra Fredda, che cioè l’equilibrio del terrore tra USA e URSS finisse con uno scambio di bombe atomiche, si è avverato, ma Prior – che di solito è anche sceneggiatore dei suoi film – decide che non vuole seguire la strada di tanti altri prodotti dell’epoca, anche perché non ha i soldi per farlo.
Per evitare spese scenografiche e per ridurre al minimo l’uso di attori, Prior ha un’idea geniale e prende come spunto il celebre racconto Arena (1944) di Fredric Brown, da cui un mitologico episodio di “Star Trek”.
L’idea è che USA e URSS vogliano evitare la distruzione planetaria che sicuramente seguirebbe all’uso delle loro armi nucleari e decidano quindi di affidare le sorti della guerra… a due soli uomini, uno per ogni superpotenza.

Le cartucce non stanno su… senza i peli del petto a tenerle!

Per questo compito servono i migliori, oppure i peggiori, i migliori dei peggiori o i peggiori dei migliori… insomma, servono due umanoidi che costino poco: a Prior andrebbero bene anche due cartonati, ma poi i tecnici per muoverli costano troppo.
Così per l’eroe americano si va nel carcere di Fort Levenworth a raccogliere da per terra il sergente Tom Botanic, interpretato da quel Ted Prior che essendo il fratello del regista viene via a due spicci.

Si è fatto crescere la “barbetta maschia”, ma la capacità di recitare ancora no

Poi si va nel campo Rokitno di addestramento spetsnaz, dove i sovietici – avendo da poco visto Rocky IV (1985) – stanno facendo addestrare elettronicamente una forma vivente senza nulla di umano: Sergej Schvazkov, che ha l’aborme mandibolone di Robert Z’Dar.
Essendo specializzato in ruoli minuscoli di contorno forse non è notissimo da noi, ma Z’Dar ha la Z nel nome e nel cuore: proprio in quel periodo l’ho conosciuto fra i carcerati di Tango & Cash (1989) e di lì a poco l’ho visto su Italia1 in Maniac Cop (1988). Però di solito il film medio dove appare è della Z spinta.

Vi giuro, non è una protesi: è davvero la sua mandibola!

Senza chiedergli il permesso, a Botanic viene fatto un intervento chirurgico e gli viene impiantata una ricetrasmittente nel cervello: oh, ma non erano i sovietici quelli cattivi e disumani?

Comunque ora Botanic – tipico nome ammmaricano – oltre ad avere superiori che lo trattano male perché ha disobbedito agli ordini ha anche la tenente Tavlin (Renée Cline) che lo spia e gli impartisce altri ordini. Il commento di Botanic è geniale:

«Fantastico! Ho una donna dentro la testa e uno stronzo attaccato al culo: in galera stavo meglio.»

Quando poi la Tavlin gli ricorda che quella missione gli è stata affidata da un alto papavero del Pentagono, Botanic racchiude in una sola frase l’intera filosofia dell’autorità:

«Uno stronzo resta uno stronzo, nonostante le patacche che ha sul petto.»

D’un tratto David Prior ha cominciato a scrivere “frasi maschie” per i suoi film! Già solo per queste due L’ultima sfida merita una visione.

La povera Tavlin, che deve subire “frasi maschie” per tutto il film

Il combattimento comincia subito e mi sembra scontato che si svolga su territorio americano. Forse altri autori avrebbero pensato ad un Paese di mezzo fra le due superpotenze, che so l’Italia, e forse Prior è proprio questo ciò che ha fatto… visto che l’intero combattimento, come Jungle Assault (1989), si svolge di nuovo nella pineta di Ostia!

Gira che ti rigira, si finisce sempre nella Pineta di Ostia!

A parte la divertente particolarità del russo che usa le palette da spiaggia come armi di precisione, il combattimento in sé non ha molta attrattiva. Sicuramente è la parte per cui Prior ha speso di più, vista la quantità di pallottole sparate e di esplosioni, però è tutto un po’ buttato via.
Per fortuna Botanic è sempre lì pronto a regalarci le sue pirle di saggezza, così alla Tavlin comunica:

«Fermalo, voglio fare la pipì.»

Anche in un combattimento da cui dipenderanno le vite di milioni di persone è prevista la pausa-pipì, no?

Te la do io la Perestrojka!

A forza di spararsi addosso, Botanic e Schvazkov fanno amicizia. Mi ricorda un vecchio film con Bud Spencer, credo fosse Bomber (1982), in cui uno dei tanti personaggi che veniva picchiato da Bud affermava che proprio per quello si era affezionato a lui.
D’un tratto il russo decide che le armi da fuoco non sono onorevoli e che la vera lotta sia solo quella a mani nude. Ecco, bravo, così risparmiamo pure sui proiettili. Peccato cominci un combattimento più simile ad una baruffa di ubriachi. L’unico momento alto della scena è quando i due si scambiano questo dialogo:

«Cosa ti hanno fatto mangiare?»
«Americani!»

Ci ha messo un po’, ma finalmente Prior ha capito come si fanno i film d’azione anni Ottanta!

Ahio, m’hai fatto male! Ma che sei scemo?

Non vi rivelo come finisce perché è un “colpo di scena” simpatico, anche se facilmente intuibile. A sorpresa questo L’ultima sfida si rivela di una qualità molto più alta rispetto ai filmacci a cui Prior ci ha abituati, e certo dopo l’abominio di Furia Bianca (1989) era impossibile fare di peggio.
Sebbene con un budget assente e in pratica tre personaggi per tutta la vicenda – uno dei quali è una tizia seduta al computer – è comunque un film divertente, non fastidioso né odioso, con la giusta dose di trovate ridicole per farsi due risate e mandare giù i suoi 80 minuti con un sorso solo.
Ad avercene di filmacci così!

L.

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25 risposte a The Final Sanction (1990) L’ultima sfida di Prior

  1. Cassidy ha detto:

    Il mascellone di Robert Z’Dar ha salvato più film con la sola presenza della sua mascella che altri fattori spesso più considerati. Certo che la dieta a base di americani è una gran “Frase Maschia”, dalla collana “Uomini contro il buongusto” finalmente è uscito fuori un titolo divertente 😉 Cheers!

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  2. Sam Simon ha detto:

    C’è una scarica di one liner allucinante in questo film! Poi quella mandibola da sola vale la visione… X–D

    Grazie per il link! :–)

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  3. SAM ha detto:

    La piccola Tavlin mi ricorda troppo Mei Ling di Metal Gear.
    Vuoi vedere che Kojima, per il suo videogame culto, si è ispirato anche a questo filmaccio ( i nipponici hanno una fissa per i filmacci , spesso citati apertamente in molti manga )

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  4. Lorenzo ha detto:

    Ted Prior ha sempre quella smorfia come se stesse succhiando una mentina, vedi copertina del DVD 😀

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Hai ragione, ad avercene di film così!!! E non perché l’ho visto (ma presto eseguirò il gaudioso compito) ma perché, in attesa di ciò, mi godo una recensione strepitosa: le citazioni di Maniac Cop e Bud Spencer, il mandibolone di Z’Dar, i dialoghi del film, le pirle di saggezza, la pineta di Ostia…in questo post c’è tutto quello che vorrei leggere e su cui vorrei sorridere ogni giorno!!! 🙂 🙂 🙂

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  6. Zio Portillo ha detto:

    Il mascellone di Z’Dar mi ha ipnotizzato. Più delle frasi maschie, più della Pineta di Ostia*, più del film in sè. Sento che devo recuperarlo.

    *pensa che figata se un film serio (non una bulgarata made in Seagal) ambientasse la resa dei conti alla Pineta di Ostia. Per contratto gli alieni sbarcano in USA, i meteoriti devastano la Russia e le rese dei conti tra buoni e cattivi devastano la Pineta di Ostia. “Mission Impossible VII – Pine Forest Crisis” con Tom Cruise che salva il mondo all’ultimo secondo direttamente dalla Pineta!

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  7. Iuri Vit ha detto:

    Robert D’Zar sembra Schumacher disegnato da Matitaccia.

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  8. Giuseppe ha detto:

    Tom Botanic? Un nome credibile come la recitazione del suo interprete Ted Prior, quindi direi proprio che ci sta tutto 😛 E qui Ted è affiancato nientepopodimeno che dal mitico e compianto Robert Z’Dar, il cui cherubismo mandibolare l’ha reso difficilmente dimenticabile nei ruoli di villain di contorno (e anche non di contorno, vedi il terribile Matt Cordell di Maniac Cop): di lui ho visto un bel po’ di roba, ma The Final Sanction proprio non lo ricordo, per cui temo che nessuno dei vari “Ultima sfida” circolanti all’epoca facesse riferimento a questo film sotto mentite spoglie… tra l’altro qui David A. Prior è davvero in forma (dialoghi maschi e “pirle” di saggezza a valanga 😀 ), la qual cosa non mi sarebbe certo sfuggita se il tutto fosse passato in tv.
    Certo è interessante notare ancora una volta come la Pineta di Ostia sia fondamentale per mantenere i delicati equilibri internazionali 😉
    P.S. Credo che il film di Bud Spencer in questione fosse “Lo chiamavano Bulldozer” (1978), dove il personaggio dell’affezionato post-menata era interpretato dall’ex pugile Joe Bugner…

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  9. Conte Gracula ha detto:

    Mi sembra un filmaccio più intelligente della media: è da anni che penso che le guerre si potrebbero risolvere, che so, con una partita a Tekken, anziché spargendo sangue reale 😛
    A proposito di sangue reale, il mascellone dell’attore mi ha fatto pensare agli Asburgo, che con l’endogamia stretta sono riusciti ad arrivare a parafanghi anche più marcati.
    Avranno scelto il signor Z’Dar (oh, ‘sta Z XD ) per dare un tocco di virilità in più grazie ai suoi lineamenti marcati?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari si chiama Roberto Asburgo ma facendo filmacci “Z D’ARtista” ha scelto il nome Z’Dar 😀
      Non la sapevo quella cosa degli Asburgo, avevo sentito che il famoso “sangue blu” si riferiva appunto al pessimo sangue di famiglie con troppi incroci fra consanguinei. Ma Ridge di “Beautiful” vale come mandibola da competizione? 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ho pensato pure a lui, ma quest’attore mi sembra addirittura più marcato.
        Riguardo agli Asburgo, tornando più seri, avevano il mento lungo e sporgente, più che altro. A me, i loro ritratti fanno venire in mente quei disegni dei cartoni animati, con la mezzaluna che ha la faccia…

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