Rapid Fire (1989) Fuoco incrociato

La Z è come una droga, crea dipendenza e anche se sai che ti fa male continui a cercarne, ripetendoti “smetto quando voglio”. Dopo tre filmacci di Davd A. Prior mi ero detto “ora basta”… e poi ne ho comprato un altro, perché la dipendenza ti spinge a spendere soldi per cose che ti fanno male.

Visto che probabilmente neanche la madre di Prior ha visto quattro suoi film uno appresso all’altro, mi ero detto che era abbastanza – in fondo, smetto quando voglio – ma poi arriva l’amico del tossico, quello che lo fa ricadere nel vizio quando stava per uscirne. In questo caso è Evit del blog Doppiaggi italioti, che ho incontrato una notte buia e tempestosa, nascosto in un vicolo. Mi si avvicina lentamente, leggendomi il viZio negli occhi, apre la giacca e mi chiede: «Vuoi un altro film di Prior?»
Un fulmine che squarcia l’oscurità della notte sottolinea la sua proposta, a cui non posso resistere. Dài, ancora un altro film poi basta. Tanto smetto quando voglio…

Inoltre Zio – il dio della Z – ha fatto sì che Evit mi consegnasse proprio un film di cui il nostro Lorenzo mi aveva accennato tempo fa, a dimostrazione che quando tenti di uscire da una dipendenza sono proprio gli amici che ti ci ributtano dentro.
Parafrasando Marilyn Manson, io non cerco la Z… è la Z che cerca me!

La fonte del viZio!

Questo quinto film di Prior – sfido qualsiasi sito o blog ad avere dedicato così tanta attenzione ai titoli d’azione del regista! – ha un titolo straordinariamente anonimo, Rapid Fire, che si può facilmente confondere con altri come l’omonimo di Brandon Lee del 1992. Per fortuna i distributori italiani hanno pensato bene di tradurlo con Fuoco incrociato, così lo si può confondere con altri dieci film.
La sempre attenta Number One Video lo porta in VHS di datazione ignota e l’unico passaggio televisivo sicuro è quello nella prima serata di venerdì 15 luglio 1994 sul piccolo canale CinqueStelle.
Come gli altri titoli AIP fin qui presentati, la USA HE lo ha portato in DVD nel 2005.

Il figlio di John Wayne entra in scena e ammazza tutti…

Si inizia con il figlio di John Wayne che ammazza tutti. Detta così sembra una cosa buona, ma non lo è. Anche perché dubito fortemente che il Michael Wayne che interpreta il cattivo Williams sia davvero quello che dice IMDb, cioè il 55enne erede del Duca nonché capo della Wayne Enterprises, che non è mai stato interessato alla carriera d’attore: sospetto un’omonimia. Comunque con la sua faccia segnata dalla Z più profonda questo Williams è mascherato da ufficiale della Marina, sale a bordo con una valigetta da cui estrae un fucilone con il quale ammazza tutti. Sulla questione, come dice Cassidy, “lasciatemi l’icona aperta” che poi ci ritorno.

Il film è dedicato a Joe Spinell, morto d’infarto poco dopo le riprese: troppa Z nella vita…

Il cattivo Williams ha liberato Mustafa Ahmed (Del Zamora, un altro con la Z nel nome!) che è un terrorista internazionale così pericoloso che… esce subito dalla vicenda. Non si sa perché ce l’abbiano raccontato.
Ora i più alti vertici del Pentagono, che per motivi ignoti hanno l’ufficio in un magazzino, decidono di richiamare il migliore di tutti: potete non crederci – io non lo faccio – ma si tratta di Mike Thompson, il Nulla con la Z intorno interpretato da Ron Waldron.

Cioè… questo sarebbe l’eroe della storia?

Per giocarsi la carta del reduce del Vietnam, ci fanno vedere che Mike tutte le notti ha gli incubi brutti, nel senso che sono girati male: cosa ne pensano gli psicologi di uno con sogni così terribilmente costruiti male? Di cosa è segno? Ma gli attori di Prior sognano scene girate da lui?
Comunque Mike sogna il Vietnam e di quando Williams gli ha sparato vigliaccamente: è inevitabile dunque lo scontro finale.

Ma è un sogno del Vietnam o una visita di Freddy Krueger?

Come prima mossa Mike va da Pappy (Douglas Harter, il pelato barbone che a sua volta fa il reduce del Vietnam in Forza da sbarco), e i due cominciano a… boh. In realtà non c’è una trama. Mike cammina, vede gente, parla con ragazze mezze nude, conosce una tizia che non si sa chi è, poi è una mercenaria esperta in guerra, che però è impedita e quindi Prior riprende per soli due fotogrammi, e finisce per dire che è stanca di tutta questa guerra. Ma dove? Ma quale guerra?

Non si sa chi sia né perché sia armata da Ramba

Pappy fa il simpatico, Mike dorme, il cattivo Williams parla con se stesso manco fosse un altro Williams, cioè Ash di Evil Dead, e si arriva a fine film che non c’è una trama: ma il terrorista Mustapha Ahmed? Che fine ha fatto? Perché ci sono dei tizi che vogliono ammazzare il protagonista? Chi è quella gente che ogni tanto entra in scena? Nessuna risposta, il film finisce così come è iniziato: nel nulla.

I due eroi contro i cattivi… O Zio nel basso dei cieli…

Prior stavolta si fa aiutare nella sceneggiatura da William Zipp, un altro che – mi è stato fatto notare – ha la Z nel nome, e che abbiamo visto recitare (va be’, non esageriamo) in Morte nella giungla (1987), ma qui è chiaro che nessuno dei due sceneggiatori ha fatto nulla. Probabilmente sul set girava un copione bianco.

«Hai mai sentito il detto “i soldi parlano e le stronzate volano”?»

A parte questo sedicente proverbio che m’ha fatto ridere, non c’è altro da ricordare del film, vista anche una regia svogliata e totalmente incapace. Prior sa fare di meglio… o di peggio… o meglio del peggio!

Una scena che più di mille parole descrive il film

Avevo un’icona lasciata aperta, ma prima metto le mani avanti: sono una persona pacifica, non violenta e sono contento di vivere in un Paese dove servano motivi più che validi per portare armi. Sebbene non abbia mai impugnato alcun tipo di arma da fuoco, lo stesso provo una candida passione per le armi nei film, soprattutto se condite da un po’ di sana fantasia.
A sorpresa, questa cialtronata di film ci regala uno spettacolare “fanta-fucile”. Per motivi ignoti e non spiegati, il cattivo Williams si è inventato un’arma personalizzata: un fucile componibile con tanto di codice di sicurezza, così se qualcun altro cerca di usarlo… finisce colpito l’incauto sparatore.

L’unico motivo per vedere il film è il “fanta-fucile”

Oltre ad una linea accattivante, molto cinematografica, il fucile ha la particolarità di fondere due fucili insieme: cambiando modalità, Williams può sparare colpi da mitragliatore oppure lanciare granate. In pratica è un fucile ad impulsi di Aliens (1986) impreziosito da un mirino laser. Perché c’è anche la modalità per il tiro di precisione. Un mitragliatore-cecchino-lancia-granate!

Un po’ mitraglia, un po’ lancia-granate

Mi stupisce la creatività di dotare il cattivo di un’arma inventata, delizioso gioco cinematografico che solamente pochi autori ispirati hanno osato adottare, chissà perché Prior ha buttato via quest’invenzione in un film la cui trama non ha motivo di parlare di armi inventate, però è un particolare degno di menzione. Quando inizierò la mia “Enciclopedia delle Armi Fantastiche”, dovrò per forza tenere conto del “Fucilone di Prior”!

Il Fucilone di Prior è già sulla via dell’Enciclopedia

Ora basta, però, eh? Smetto quando voglio ed ora voglio smettere: cinque film di David A. Prior sono una dose che va ben al di là di qualsiasi overdose, ora basta. Non recensirò più film di questo regista… Anche se… Chissà… Magari una volta ancora e poi basta, l’ultima recensione e poi smetto, e poi vuoi mettere il sapore di una recensione dopo pranzo o prima di dormire?
Ci sarà un motivo se “vizio” e “dipendenza” hanno la Z nel nome.

L.

amazon– Ultimi filmacci della AIP:

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17 risposte a Rapid Fire (1989) Fuoco incrociato

  1. Zio Portillo ha detto:

    “Il fucilone di Prior” comunque pare una cosa un po’ ambigua, io ti avviso…
    Del film non so proprio cosa dire perché pensavo che già avessimo raschiato il fondo in altre pellicole del nostro, pardon, del tuo “regista preferito”. Evidentemente mi sbagliavo!

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  2. Cassidy ha detto:

    “With a little help from my friends” cantavano i Beatles, solo che Lennon e soci non erano dipendenti dalla Z 😉 Uno spasso questo post, tra Ramba e sgherri che sembrano Braccio di Ferro Zio ti ha messo sulla sua strada una vera prova, ma hai risposto bene, con il post con più alto numero di “Z” forse di sempre 😉 Tutte quelle energie per inventarsi un’arma per il protagonista, chiaro che poi il resto non film sia rimasto con il fiato corto, hanno dato tutto subito! Cheers

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  3. Sam Simon ha detto:

    Questi uomini contro (il buon gusto) ti stanno facendo male! E questa pineta di Ostia (Pardon, questi Alabama pines) che appare ovunque pure! X–D

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahaha! Detto che attendo con ansia l’enciclopedia della armi fantastiche, che anche io sono figlio di viZio e dipendenZa, che il film e la tua recensione contengono perle che vanificano ogni volontà di “smetto quando voglio” (non smetteremo mai, ahinoi 🙂 ), detto tutto ciò…mi sento un po’ in colpa. Perché, in ossequio al magnifico aneddoto iniziale con protagonisti te ed Evit, temo che il mio entusiasmo per le porcherie di Prior abbia contribuito un pochino a farti precipitare in cotanto tunnel. Ora ti vorrei aiutare ad uscirne, il problema è che ci sguazzo anche io fino al collo! 🙂 🙂

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Però questo film ha un elemento originale: un protagonista che, dalla locandina, sembra pesare 50 kg coi vestiti bagnati (a meno che non sia alto due metri e dieci).

    L’enciclopedia delle Zarmi è una bella idea ^^

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti il suo ruolo da super-cattivo è pura barzelletta, forse per questo l’autore gli ha dato il fanta-fucilone, per farlo sembrare più minaccioso: obiettivo mancato!
      Vista la narrativa fantascientifica dei vari media, compilare un’enciclopedia delle armi fantastiche sarebbe bel di fuori delle facoltà umane, ma mi piacerebbe intanto fare quella delle armi particolari che mi sono piaciute, da integrare volta per volta, come quella delle Bevande Fantastiche che devo decidermi a pubblicare.

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  6. Slum King ha detto:

    Lucius sei un eroe. Comunque il fucilone fa molto videogame ante-litteram.

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  7. armiere guns ha detto:

    Molto interessante bravo

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