Book of Swords (1996) Dal mondo di Mortal Kombat

Grazie al guest post del Moro ho scoperto di avere in casa un gioiellino senza saperlo, quindi è il momento di rispolverare il film fatto dagli stessi attori del videogioco di Mortal Kombat.

L’usanza di lasciare nella confezione dei DVD lo scontrino relativo all’acquisto sta dando i suoi frutti, così da poter datare film a parecchi anni di distanza. Dunque posso affermare che risale al 2 aprile 2007 (come passa il tempo!) l’acquisto del DVD in questione, pagato addirittura 9,90 euro: è raro che io spenda così tanto per un film, soprattutto in quel periodo in cui ne compravo a secchiate sulle bancarelle a tre euro, ma visto che film marziali in lingua italiana sono merce rara ho ceduto al prezzo esoso.

Ristampa del 2010

Avrei scommesso di aver comprato il disco su bancarella, onestamente, invece lo scontrino mi ricorda che l’ho comprato da MelBookStore, la splendida grande libreria mediateca di Roma (su Via Nazionale proprio allo sbocco su Piazza della Repubblica, davanti alla Stazione Termini) che in seguito è diventata una libreria ibs e mi chiedo se oggi sia ancora in vita. L’essere a dieci minuti di distanza dalla stazione dei treni era una posizione perfetta per un pendolare come me.

Il programma sabatino era: 1) uscita da lavoro alle 12 e via di corsa dalla pizzettaia argentina che faceva una pizza bassa e scrocchiarella da applauso; 2) puntina dall’egiziano della bancarella “DVD a tre euro”; 3) attento studio degli scaffali dell’usato di MelBookStore (“tutto a metà prezzo”); 4) avvicinandomi alla stazione, capatina per le storiche bancarelle di Piazza della Repubblica, quelle dal pungente odore d’urina dei barboni che lì vivono ma in cui potreste trovare chicche da collezione; 5) corsa a perdifiato per prendere il treno, con sulle spalle uno zaino pieno di libri e DVD, e con la pancia piena di pizza argentina.

Questo era il sabato che vivevo ogni due settimane all’epoca, quando ho beccato l’edizione italiana del film fatto dagli attori di Mortal Kombat.

Già si capisce che il prodotto è di quelli ruspanti

Prodotto da case invisibili ad occhio nudo, Book of Swords esce in un vago 1996 e in generale la sua distribuzione risulta fumosa.
Il DVD italiano che posseggo, targato Eagle Pictures e intitolato Book of Swords. La spada e la vendetta, riporta il 2005 come data del copyright, ma millanta per il film uno strano 2002: immagino che questa data sia quella in cui abbia conosciuto una distribuzione un po’ più corposa e soprattutto su supporto digitale.

È facile immaginare che dopo l’immotivato ma indiscutibile successo di Mortal Kombat (1995) alcuni attori che avevano prestato il proprio corpo alla serie videoludica abbiano pensato di sfruttare la situazione entrando anche loro nel grande gioco del cinema, con un piccolo prodotto marziale per sfruttare la moda dell’epoca.

Il prescelto: colui che passeggia per prati senza un cacchio da fare

Un’antica profezia vuole che nel ventesimo secolo tornerà sulla Terra una razza di assassini cattivi cattivi, ma allo stesso tempo lo spirito del dragone (o qualche parola che fa rima con “dragone”) si reincarnerà, scegliendo di albergare nel primo guerriero che passeggia per i prati. Perché il dragone pensa: se uno non ha proprio una mazza da fare nella vita tanto da passeggiare per i prati, allora glielo trovo io un lavoro, a ’sto barbone.
Ecco dunque Lang, colui che passeggia per i prati senza niente da fare, interpretato dal bravo atleta Ho-Sung Pak: nato a Chicago ma di origine sud-coreana.

Gustatevi questa espressione, è l’unica che l’attore conosca

Entrato nel “Black Belt Hall of Fame” nel 1991, l’atleta – ci racconta il Moro – nel 1992 ha prestato il corpo a Liu Kang nei primi due giochi di Mortal Kombat, e a Shang Tsung solo nel primo.
Nello stesso periodo esegue i combattimenti di Raffaello in Tartarughe Ninja 2 (1991) e Tartarughe Ninja 3 (1993), ma in realtà la sua professione di stuntman decolla sul serio solo dopo il Duemila.
Ogni tanto ha provato a fare l’attore, come in Drunken Master II (1994) o piccoli ruoli in BloodRayne (2005) e Game of Death (2011), che però sono più comparsate che ruoli. Diciamo che Book of Swords rimane il suo film della vita. Ed è tutto dire!

Ecco da dove arriva tutta la capacità recitativa dell’attore

Dopo aver affrontato i pericolosissimi ninja dei prati, scopriamo che è solo un sogno: le notte agitati di Lang cercano di fargli capire che è il prescelto, e che la sua vita di prima è finita. Per esempio deve smetterla di frequentare ristoranti come il Mandar-Inn… no, sul serio: Mandar-Inn???? Basta, per me il film finisce qui!

Ci sono trovate che gridano vendetta…

Va be’, proseguo la visione. Lang fa il poliziotto e ovviamente è impegnato in un’operazione sotto copertura che ovviamente va male e ovviamente il suo collega ci lascia le penne: si vede che l’originalità è al potere di questa storia.
Di sfuggita cito la comparsata, nel ruolo dello sfortunato collega di Lang, di Taimak: il più grande interprete della blackspoitation vera, quella non citata nei manuali del genere. Tranquilli, avrò modo di parlarvene per bene in altra occasione.

Il genio marziale in questa inquadratura non ha gli occhi a mandorla

Per consolarti una volta che tutto andato è male, dove vai? Dove tutti sanno il tuo nome, cantava la sigla di “Cheers”, cioè… in Mongolia. Curiosamente nel film viene dato per scontato che i coreani vadano in Mongolia: non è che credono sia una regione della Corea?

Appena avete un problema, tutti a meditare in Mongolia

Dopo tre anni a meditare, Lang non ha altro da meditare e torna a casa, per fare quello che in realtà avrebbe dovuto fare tre anni prima: andare a caccia del criminale che gli ha ammazzato il collega. Visto che la storia di vendetta che ne nasce è all’insegna di botte e sparatorie, possiamo dire che tre anni di meditazione mongolica sono stati solo una gran perdita di tempo.

Arriva il super cattivo con la faccia da ebete

Il super-cattivo che domina Chicago è Taz, interpretato… ahahah non scherziamo, che il verbo prevederebbe un interprete, cioè un attore, cosa che Richard Divizio palesemente non è.

Mortal Kapatonda!

Però – ci spiega il Moro – Divizio ha prestato il corpo a Kano in tutti i Mortal Kombat, dal primo al Trilogy, Quan Chi e Shang Tsung in MK Mythologies: Sub-Zero, Baraka in MK II e MK Trilogy, Kabal e Noob Saibot in MK3, UMK3 e MK Trilogy, oltre ad aver fatto qualche motion capture per MK4 e MK: Deadly Alliance. Questo (ci spiega sempre il Moro) «fa di lui l’unico attore ad aver recitato in tutti i capitoli di Mortal Kombat che hanno fatto uso di attori digitalizzati».

C’era anche lui in Tartarughe ninja 2 (1991), sotto la maschera di alcuni membri del Clan del Piede.

Lo pseudo-regista Peter Allen e lo pseudo-attore Ho-Sung Pak devono essere due amiconi che si sono divertiti a fingere di girare un film, che palesemente non è un film ma una riproposizione di robe viste in TV, girate male ma male sul serio. Tre quarti della vicenda si svolge di notte, per ovvi motivi (così possono girare per strada senza gente in giro) ma questo significa che tre quarti di film è al buio e non si capisce una mazza. E per fortuna, visto che il protagonista è un attore devastante.
In compenso quando combatte è pure peggio, perché accentua ogni mossa come se fosse una fatality di Mortal Kombat, gridando come un pazzo ad ogni pugnetto che tira, il che diventa subito imbarazzante.

Oh, ma che te strilli?

Lo scontro finale con Taz è niente con il vuoto intorno, dopo aver passato mezz’ora a sfondarci gli zebedei con ’sto Libro delle Spade che dà potere a chi ce l’ha – non si sa come – finisce tutto con una rissa tra ubriachi: il super cattivo muore con uno schiaffo e fine del film.

Fa tutto il super-cattivo, poi muore di raffreddore

Un’ora di trama con personaggi farseschi che ci parlano del grande potere che deriva dal Libro delle Spade, decine e decine di morti uccisi perché non riuscivano a trovarlo, popolazioni sterminate in nome di un libro che – guarda caso – stava lì al palazzo vicino, conservato da uno storico. Però allo storico non ha portato potere, visto che l’hanno ammazzato. Quand’è che il Libro delle Spade dà potere? Boh.

Ancora che strilli?

Onestamente da quella prima visione del 2007 non ricordavo un livello di spazzatura così olezzante, e combattimenti inguardabili e inquadrati malissimo.
Però, d’altro canto, è un film che parla di tre mie grandi passioni – arti marziali, libri falsi e scacchi – quindi mi tocca volergli bene, anche se mi fa ribrezzo. (Dello pseudobiblion ne parlo oggi sul mio blog “Non quel Marlowe“, mentre la scena scacchistica la trovate sul mio blog “CitaScacchi“.)

E vai con il terzo attore da Mortal Kombat

Per due o tre fotogrammi, ovviamente la buio, si intravede qualcosa di indistinto che forse potrebbe essere Daniel Pesina, ovvero Johnny Cage, Scorpion, Sub Zero e Reptile nei primi due videogiochi, e nel secondo è anche i due personaggi segreti di Noob Saibot e Smoke.

Ho-Sung Pak già è stato picchiato da Daniel Pesina, nel videogioco (Courtesy of Daniel Pesina)

Però l’accurata regia di Peter Allen riesce a sbagliare ogni singola inquadratura in modo che mostri sempre il vuoto oscuro. Guardate che non è facile riuscire ad inquadrare un attore sempre di spalle, ma Allen da questo punto di vista è un maestro.

Nel film c’è anche Katalin Zamiar, cioè Kitana, Mileena e Jade nel secondo videogioco, ma il suo ruolo di “female ninja” è indistinguibile.

Visto che tutti e quattro gli attori di Mortal Kombat riuniti in questo film sono nati a Chicago, dov’è ambientata la vicenda, forse è stato questo il motivo principale per il loro ritorno insieme dai tempi delle pose per il videogioco: erano tutti vicini di casa ed è stato facile organizzare le riprese.

Sin da quando il Moro ha fatto la sua ricerca su questi “modelli” mi sono chiesto se non sarebbe stato molto più divertente un film di Mortal Kombat costruito con gli attori del videogioco, cioè una versione filmica davvero fedele all’originale: ora che ho visto alcuni di loro in azione, so che no… non sarebbe stato affatto divertente.

L.

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18 risposte a Book of Swords (1996) Dal mondo di Mortal Kombat

  1. Pingback: Book of Swords (1996) | CitaScacchi

  2. Il Moro ha detto:

    Non so se essere felice di aver ispirato ben tre post sui tuoi blog, vista la qualità del materiale… 😁
    Il mistero del perché nessuno sia finito nel film di Mortal Kombat è ora chiarito, quindi ci è pure andata bene!
    Ho notato anch’io che la maggior parte degli attori (“attori”, va beh) di MK è di chicago e dintorni, da qui la mia teoria che li abbiano reclutati in un tour delle palestre nelle vicinanze.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se avessero investito di più e avessero reclutato nelle palestre di Los Angeles sarebbe andata molto meglio, ma forse se li erano già prenotati tutti i tanti filmetti marziali dell’epoca 😛

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      • Il Moro ha detto:

        Nel frattempo sono usciti i primi poster e il teaser trailer del prossimo Mortal Kombat. Il trailer da solo è già foriero di imbarazzo, e il fatto che i ruoli principali siano stati affidati ad attori senza nessuna esperienza marziale fa scendere già da subito qualsiasi aspettativa sotto le scarpe.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        In fondo è giusto, il primo “Mortal Kombat” non aveva marzialità ed è stato un grande successo, il secondo aveva ottima marzialità e lo odiano tutti: la formula mi sembra ovvia 😛

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  3. Cassidy ha detto:

    Mi piace questa deriva approfondita nel mondo di “Mortal Kombat” e suoi derivati, di sicuro trovo più cura in questi post che in quasi tutti i film che portano il nome del videogioco, se non altro questo film fa rivalutare le capacità attoriali dei personaggi del gioco poco espressivi e legnosi ma comunque loro, hanno la scusa di essere fatti di pixel 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha sicuramente questi attori recitano meglio in pixel che dal vivo 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        A questo punto credo di dover concordare anch’io, visto che condividevo l’ipotesi di un Mortal Kombat più divertente se interpretato dagli attori del videogioco 😛
        Comunque, il tuo programma sabatino d’epoca (e MelBookStore mi ha nostalgicamente ricordato le ormai defunte e altrettanto fornite Messaggerie Musicali, dov’era praticamente impossibile NON trovare il DVD che cercavi, qualsiasi fosse) è senz’altro mille volte più interessante del film in questione, a cui non possono bastare trovate come il dragone che si reincarna negli aventi molto tempo libero al parco o il Mandar-Inn per farci dimenticare quanto il livello marziale sia pari al potere del Libro delle Spade, e cioè zero assoluto 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Qualche anno dopo purtroppo la sede dell’ufficio è cambiata e ho dovuto rinunciare a quel consueto giro sabatino, senza contare tutte le edicole e le librerie in cui passavo hanno tutte chiuso, sostituite – indovina un po’? – da negozi di vestiti. Quindi in ogni caso è stato un periodo destinato a chiudersi, ma è stato bello finché è durato. E mi ha riempito di casa di libri e film a due spicci 😛

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Se alla prima copertina aggiungessi una donna che abbraccia il protagonista, sembrerebbe un tipico romanzo d’amore da edicola XD

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Ci ho pensato solo ora: se questo è il “guerriero dragone”, in pratica è parente di Kung Fu Panda XD

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahha! Un tripudio di applausi per questo post che racchiude peculiarità che lo rendono di mio apicale gradimento! Dai riferimenti a Mortal Kombat (lodevole come tu abbia colto lo spunto del Moro e ne abbia tratto ciò) alla Z la cui aura pervade il film con modalità potenti (Mandar-Inn in primis 🙂 ) senza dimenticare il mitico aneddoto iniziale sul tuo programma sabatino! Spet-ta-co-la-re! 🙂 🙂 🙂

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  7. loscalzo1979 ha detto:

    queste sono le vere chicche zinefile !!!!

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