[Multi-Recensioni] Uscite Eagle Pictures in DVD (3)

Tengo sempre d’occhio le uscite in DVD targate Eagle Pictures e “sua figlia” Blue Swan, con titoli che poi dopo un po’ usciranno su Prime Video: ecco il meglio di quanto ho visto a novembre del 2021.



The Misfits
(2021)
In DVD Eagle Pictures da novembre 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Un nero, un mediorientale, una coreana che sembra una cinese e un thailandese che sembra un coreano decidono di fondare una banda criminale politicamente corretta ed etnicamente comprensiva, ma poi tutto finisce in pernacchia, perché tanto a comandare è un bianco caucasico anziano con immancabile co-protagonista bionda, giovane e magra, facente funzioni di carta da parati.
Niente, Renny Harlin non ne azzecca una manco per sbaglio.

I Misfits sono dei maghi della rapina che decidono di fare un colpaccio per ragioni umanitarie: hanno scoperto che un ingente carico d’oro d’un vago principe arabo sta per essere investito in un attacco terroristico, così se i nostri eroici criminali lo rubano l’attentato non si potrà fare. Fino al prossimo attentato, visto che non mancano mai i soldi per questa fatale attività. Chi può guidare questi giovani dementi nel loro piano imbarazzante? Il pensionato Pierce Brosnan, che ovviamente interpreta il super-ladro gentiluomo ed elegante.

Nell’operazione viene appiccicato con lo sputo Schultz (Tim Roth), un proprietario di galere che da anni dà la caccia a Richard Pace (Pierce Brosnan), ma è un personaggio buffonesco che regala solo ennesimo imbarazzo a un film che non ne era certo carente.

L’aplomb britannico alle prese con il pop coreano.

Il genere “film di rapina brillante con tanti protagonisti che fanno i brillanti e dicono stupidate brillanti” ha davvero sfondato gli zebedei già alla nascita: la forza di Ocean’s Eleven (2001) non era la trama, ma la paccata di grandi nomi coinvolti. Tolti i nomi, sono film che non vanno bene manco per asciugare il pavimento. Qui non abbiamo altri nomi se non il solito Brosnan che fa il solito Brosnan, e al massimo il regista Renny Harlin intento a sbagliare film, com’è sua storica abitudine.

La vicenda è corale, abbiamo una decina di personaggi attivi che però sono totalmente assenti, perché tutto lo spazio se lo dividono Brosnan e Nick Cannon: se almeno Pierce ha il carisma dell’attore consumato dalla sua, il giovane Nick (che credo sia una stellina della musica) ha solo l’encefalogramma piatto da offrire a un film vuoto, dove quindi non stona di certo. Il resto del cast è solo rumore di fondo.

La storia inconsistente è firmata da Kurt Wimmer, curioso sceneggiatore che alterna ottimi lavori a stupidate immani: il suo prossimo film sarà dunque ottimo…



Fantasmi di guerra
(Ghosts of War, 2020)
In DVD Eagle Pictures da ottobre 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Eric Bress, autore di Final Destination 2 (2003) e di The Butterfly Effect (2004), una sera di pioggia deve aver noleggiato su piattaforma La casa maledetta (Dead Birds, 2004) di Alex Turner e alla fine ha gridato: lo voglio rifare, uguale ma diverso!

Così abbiamo di nuovo un manipolo di soldati dispersi, stavolta della Seconda guerra mondiale, che dopo tanto girovagare decide di passare la notte in una grande casa abbandonata: sempre meglio che dormire all’addiaccio. Subito è chiaro che la magione ha qualche problemino di “infestazione”, e non parlo di insetti: strani rumori, porte che si muovono da sole, finestre dallo strano comportamento e tutto il resto lascia intuire che qualche anima dannata sia rimasta bloccata nella villa.

Siamo nel pieno di una guerra che ha falcidiato il Novecento, quindi non stupisce che l’aria risuoni delle grida di anime perse, che ora sembrano volersi vendicare dei soldati incauti, ospiti inattesi, ma forse c’è qualcos’altro in ballo. Perché le varie vittime sembra vogliano lasciare dei “messaggi” agli altri… dicendo qualcosa di impossibile.

Bella rega, che ne dite se passiamo la notte in una villa oscura e disabitata, sicuramente infestata?

Quello di Bress è un prodotto davvero curioso e indefinibile. Per tre quarti è il fedele riproponimento del noiosissimo La casa maledetta, con dei soldati della Seconda guerra mondiale invece che della Guerra civile americana, ma poi succede qualcosa: non posso svelare nulla, ma l’ultimo quarto di film è una sorpresa continua. E addirittura l’idea di fondo è davvero spettacolare!

La domanda è: vale la pena sopportare tre quarti di filmaccio fetente per gustarsi un finale da antologia? Bress dissemina “indizi” per tutta la vicenda, con la dabbenaggine del peggior regista di serie Z, poi però li raccoglie tutti con discreta bravura: è un bravo regista che ha finto di essere di serie Z, o è un pessimo regista che però ha avuto una bella idea, e quindi la sua è stata solo fortuna?

Non è un capolavoro, come detto per tre quarti è un filmaccio noioso e cialtronesco, ma solo per l’ultimo quarto – per il colpone di scena finale – consiglio caldamente di dargli un’occhiata.



Songbird
(2020)
In DVD Eagle Pictures da ottobre 2021.

È il primo film che vedo sull’argomento Covid-19, credevo non ne avrebbero mai fatti! Non esiste film storico del Novecento senza l’eco di una guerra mondiale, ma dopo un anno il cinema continua ad ignorare la pandemia: il regista di filmacci Adam Mason colma questo vuoto e a dicembre del 2020 presenta un film di quasi-fantascienza che racconta una storia futura del Covid… purtroppo attuale.

Siamo in un futuro non così lontano come si potrebbe pensare, dove il Covid-23 assomiglia dannatamente alle varianti che sono iniziate a fioccare dopo la lavorazione di questo film, e il Governatorato della California impone la serrata totale: solamente chi è stato certificato immune può mettere il naso fuori di casa, dotato di un braccialetto giallo “lasciapassare”. Questi fortunelli, condannati ad una vita solitaria in quanto portatori sani e quindi scansati da tutti, sono chiamati songbird, “canarini”.

Visto che i “canarini” possono girare per la città, sono tutti corrieri di Amazon, e invece di apprezzare il loro “sacrificio” i clienti si lamentano dei ritardi. La malattia non rende mai migliori. Lo sa bene l’infame dottor Harland (Peter Stormare), che fa fuori “canarini” per rubare loro i braccialetti gialli e rivenderli a ricchi senza scrupoli come Piper Griffin (Demi Moore), così che suo marito William (Bradley Whitford) possa girare fingendo di essere immune.

In questi giorni i TG ci informano che tramite i social c’è un mercato nero di green pass fasulli, quindi non posso fare altro che sottolineare come l’immagine preceda sempre il reale: la finzione arriva sempre prima della realtà, la quale non è altro che una sua volgare imitazione.

Fatemi entrare, ho lo yellow pass: vale di più del green pass!

Essendo probabilmente il primo film ambientato in pandemia, il prodotto è ancora grezzo e in futuro avremo sicuramente lavori migliori, comunque la regia è al bacio, gli attori tutti azzeccati e le motivazioni per tenerli isolati nel giusto distanziamento sociale dell’epoca sono tutte valide. Sicuramente è un piccolo film, ma curato molto bene sotto i vari punti di vista.

L’essere fatto bene non vuol dire che la vicenda appassioni, ma forse il problema è l’effetto straniante di vedere un film di neanche un anno fa che sembra vecchio di dieci: il “pandemico mondo nuovo” che ritrae è già arrivato, anche se i babbei dei nostri Governi credono ancora che “ne usciremo”, le brutture che la vicenda racconta sono già là, avveratesi molto prima del previsto: spero solo che uno degli elementi più cruenti del film – cioè che gli infetti vengano soppressi dal Governo – sia solo una trovata di grana grossa. Lo speriamo tutti.

Non certo un film memorabile ma di sicuro è il primo vagito di una nuova cinematografia da Covid che curiosamente ancora non è esplosa.



Lockdown all’italiana
(2020)
In DVD Eagle Pictures da novembre 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Mi correggo, il primo film che ho visto sulla pandemia è questo di Enrico Vanzina, ma come tutte le commedie italiane tende così alla nullità che l’ho dimenticato già mentre lo vedevo: mi sovviene della sua esistenza solo ora che lo vedo nel catalogo Eagle Pictures.

Non è facile fondere un evento profondamente drammatico e destabilizzante come una pandemia, e relativa prima serrata obbligatoria in casa della storia italiana, con la solita commedia boccaccesca scritta con il copia-e-incolla, eppure Vanzina c’è riuscito, per di più ottimizzando le risorse e girando tutto in interni. Che si risparmia pure.

Due coppie stavano per divorziare proprio un attimo prima che il Covid-19 bloccasse il Paese in casa: se c’è il divieto di uscire, come si fa a tradire la moglie? Recarsi dall’amante lo si può scrivere sull’autocertificazione? Il resto è solo la consueta rassegna di battutine tristi tipiche di questo genere di film, drammatici nel loro umorismo.

Dopo quarant’anni di carriera, ancora a fare il merlo maschio come agli inizi…

Come al solito abbiamo stagionati merli maschi con l’eterno prurito addosso circondati da giovani bellezze da concupire, che – nella tradizione quattrocentesca del Boccaccio – non si lasciano conquistare così facilmente e anzi trombano il trombatore. Tutto va come deve andare, per dirla alla Max Pezzali, e tutto si svolge nel modo più ovvio e scontato, coi vecchi comici che fanno battute vecchie e le ragazze che si mostrano provocanti.

Lungi da me il criticare il genere, che storicamente ha sempre funzionato in Italia e di sicuro incassa di più di tutti i “film artistici” italiani di sempre sommati insieme, quindi è un prodotto che ha il suo perché e soprattutto ha il suo pubblico: fra cui me, dato che l’ho visto. Speravo che una pandemia spingesse un prodotto banale ad esserlo meno, invece niente. Neanche il Covid fermerà la commediola all’italiana.



La casa in fondo al lago
(The Deep House, 2021)
In DVD Eagle Pictures da novembre 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

La coppia artistica dei due francesi Alexandre Bustillo e Julien Maury, che ha esordito con il capolavoro À l’intérieur (2007), ci regala un film davvero particolare, forse non proprio apprezzabile a livello di storia, trama e sceneggiatura (tutta roba dimenticabile) bensì per la trovata stilistica con cui è interamente creato.

La solita coppia in gita in un posto sconosciuto fa quello che generazioni di film horror ci hanno insegnato a non fare mai: seguire le indicazioni di uno sconosciuto locale. Come dicevo, non è la parte narrativa la forza del film, infatti in una guerra di banalità scontate i nostri eroi seguono il consiglio di un lugubre e palesemente inaffidabile sconosciuto incontrato per caso e si buttano nella “casa in fondo al lago”.

I nostri due eroi sono infatti sommozzatori provetti e durante la loro vacanza vogliono immergersi in un qualche posticino pittoresco: appena scoprono che nel fondo del lago locale c’è una casa interamente conservata, appartenente a un periodo in cui la zona era ancora abitabile, i due coniugi non resistono e ci si infilano di corsa. Scoprendo poi con orrore che la porta è bloccata e non ci sono altre uscite… con la scorta d’aria in veloce diminuzione.

La casa è bella, ma c’è un’umidità che t’ammazza…

L’idea è decisamente intrigante, dopo decenni di protagonisti che entrano in case misteriose e infestate è divertente vedere ripetuto lo spunto, identico, ma stavolta ambientandolo in una casa completamente sommersa, con i due protagonisti che ora hanno tre dimensioni in cui scappare dalle prove a cui la casa indemoniata li sottoporrà.

Purtroppo la bella trovata non corrisponde poi ad una consequenziale bravura nel metterla in pratica, così abbiamo il semplicissimo e banalissimo “apri la porta, chiudi la porta” di qualsiasi altro film di case stregate esistente al mondo, perciò appena i due entrano nella casa la noia è loro compagna di viaggio fino alla fine.

Spero qualcuno recuperi lo spunto e sappia tirarci fuori un film meno noioso.


The Knight of Shadows
(2019)
In DVD Eagle Pictures da settembre 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Visto che arriva in Italia questo film, che all’epoca ho visto con i sottotitoli, ripeto la recensione zinefila, all’interno del ciclo su Jackie Chan:

Tonnellate di effetti speciali di prima categoria permettono a questa favola per bambini di sublimare il genere wuxiapian, che è sempre stato favolistico ma doveva scontrarsi contro bazzecole come la gravità terrestre e i limiti dell’essere umano: superati questi vincoli, non c’è più freno alla fantasia cinese.

In questa favoletta che credo affondi le radici nel folklore cinese – non so quanto creando e quanto inventando per l’occasione – il nostro Jackie interpreta Pu Songling, un cacciatore di demoni volante: colpisce gli esserini con la sua bacchetta dotata della potenza dello yin e yang e mediante sortilegi racchiusi in un libro magico. La parte divertente è che poi scrive le sue avventure in libri per l’infanzia che vende con stratagemmi di puro marketing spietato.

Tutto finisce sempre in un libro, di solito falso, che qualcuno poi venderà facendoci bei soldi

Malgrado ogni tanto qualcuno lo scopra e finga di apprezzarlo, dagli anni Settanta ad oggi il wuxiapian non ha mai attecchito in Italia, malgrado ne siano usciti titoli a valanga, semplicemente perché non fa parte del nostro immaginario, ma è giusto che la Cina si appropri di qualcosa che affonda le radici nel proprio folklore, sebbene poi sia stato reso celebre da Hong Kong.

Se non fosse per la presenza di Jackie forse questa favoletta per bambini, strapiena di roboanti effetti speciali, non sarebbe mai arrivata in Italia, così come non arrivano le decine di film similari che escono in Asia ogni anno, ma direi che è un titolo che si può benissimo ignorare in modo sereno.


L.

– Ultimi film su Prime Video:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

12 risposte a [Multi-Recensioni] Uscite Eagle Pictures in DVD (3)

  1. Il+Moro ha detto:

    Ma jackie Chan ce la fa ancora? Quanti anni aveva quando è uscito questo film, 65? Direi che il principale motivo per cui si guardavano i suoi film, e cioè le sue doti atletiche, è ormai andato… Però l’idea della favola per bambini con i combattimenti mi attira, magari potrei provare a guardarlo con mio figlio.
    Songbird mi sembra interessante e inquietante. Anche se non pare essere ‘sto gran film, credo che lo cercherò lo stesso. Giusto per abituarmi all’idea, nel caso le cose continuino su questo andazzo.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sembra incredibile che un film del dicembre 2020 ambientato nel futuro… sembri così vecchio! Le cose peggiorano così in fretta e i Governi sono così cialtroni che sembra un film di vent’anni fa!
      Jackie Chan ha smesso di essere Jackie Chan da vent’anni, da quando cioè è riuscito a fare film in America dove però gli è tutto vietato – che le assicurazioni se no lo menano! – quindi può solo fingere di fare quelle cose che un tempo faceva (quasi) sul serio. E allora che differenza c’è con eroi molto più giovani e talentuosi?
      Questi fantasy cinesi sono tutti film per bambini, quindi vai tranquillo. C’è solo un problema: è tutta propaganda di regime per indottrinare le giovani generazioni. Quindi appena vedi che tuo figlio comincia a dire che il Partito ha sempre ragione magari spegni la TV 😀

      Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    Volevo vedere l’ultimo di Renny Harlin ma ho temporeggiato, perché il mio “senso di Cassidy” pizzicava, grazie per avermi confermato il perché. L’altro che volevo vedere era “La casa in fondo al lago” che a questo punto vedrò con tutta calma e senza fretta, tanto ero sicuro che non sarebbe stato al livello di quella bomba di “À l’intérieur”. Il film prodotto da Michael Bay sul Covid-23 si è beccato un sacco di pernacchi preventive, più che altro perché il nome del produttore agita sempre i cinefili, però aveva qualcosina da dire, sicuramente ne vedremo molti altri di film così. Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sapevo di MIchael Bay alla produzione, anzi mi sembra un prodotto troppo piccolo per i suoi soldi, sembra più una roba girata fra amici (anche se gli “amici” sono star di Hollywood), comunque è da vedere per aver predetto il green pass e le sue storture.

      "Mi piace"

  3. Lorenzo ha detto:

    Da super fan dei cinepanettoni (quelli veri, i vari “Natale” in giro per il mondo 😛 ) ho guardato Lockdown all’Italiana, che però non rientra nella categoria. La cosa più grottesca sono le pillole di moralismo spicciole, perché siamo nella fase in cui guai scherzare su un argomento tanto sensibile, così come su Bin Laden anni fa.
    Ho l’impressione che Vanzina fu ottimista, pensava che la cosa sarebbe finita in pochi mesi e che tutti sarebbero andati a vederlo a Natale a emegenza conclusa. Invece gli richiusero i cinema per mesi e questo film finì direttamente in digitale, ma sarebbe stato un flop comunque 😀

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      In fondo era un film perfetto: da girare al chiuso in pieno obbligo di stare al chiuso, con pochi attori così da non avere casini coi tamponi e il distanziamento sociale, senza sceneggiatura che tanto le commedie italiane si scrivono da sole, senza pubblico che tanto nessuna commedia italiana ne ha più da vent’anni, e via così. Ogni euro incassato così è un euro guadagnato ^_^

      "Mi piace"

  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Songbird e, soprattutto, Fantasmi di guerra (nonostante la prima parte noiosetta) sembrano interessanti, peccato per La casa in fondo al lago, spunto intrigante ma, leggendo la tua recensione, sa proprio di occasione persa…
    Ah, e mi guarderei pure Lockdown all’italiana, ma solo per capire fin dove possa giungere l’abominio di un certo tipo di commedia (lo sai, ho una vena masochistica per l’orrido)! 🙂

    Piace a 1 persona

  5. Giuseppe ha detto:

    “Fantasmi di guerra”? Verissimo, se si ha la pazienza necessaria la parte finale ripaga di tutto il resto (a questo punto, il dubbio circa l’essere un bravo regista che ha solo finto di essere di serie Z -e NON viceversa- è parecchio forte) 😉
    “La casa in fondo al lago”? Un film horror che fa acqua da tutte le parti ma detto in senso buono, visto che qui l’acqua la fa da padrona e amplifica quel senso di soprannaturale minaccia già caratteristico delle case stregate “a secco”, rendendo il susseguirsi di eventi talmente impegnativo da non avermi concesso il tempo materiale per annoiarmi… Alexandre Bustillo e Julien Maury si sono accollati il rischio di cambiare registro rispetto alle opere precedenti (“À l’intérieur” in testa) e, personalmente, devo dire di aver apprezzato la loro invasione di campo in un genere più classico.
    Gli altri titoli mi mancano ma, considerato che
    1) Mi addolora vedere l’ulteriore inciampo di quel Renny Harlin da me molto amato (sperando sempre in un suo vero ritorno)
    2) Mi addolora non meno vedere Jackie Chan perdersi in ruoli sempre più macchiettistici (si tratti di wuxiapian o altro)
    3) Con i Vanzina ho chiuso ormai da più di vent’anni
    penso di recuperare solo “Songbird”, giusto per la sua attualità…

    Piace a 1 persona

  6. Pingback: The House (2016-2021) – Fumetti Etruschi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.