The War – Il pianeta delle scimmie (2017)

Spero di cuore che questo sia l’ultimo film peloso del lungo Ciclo del Pianeta delle Scimmie, perché sotto la perfetta computer graphic comincia a farsi troppo forte l’eco del nulla.
La Chernin Entertainment dunque sforna il suo terzo film scimmiesco, War for the Planet of the Apes: vi invito subito a leggere le più entusiastiche recensioni di chi mi ha preceduto, come La Bara Volante, Il Cumbrugliume, L’Ultimo Spettacolo e CineFatti.

Ecco, scrivetelo piccolo: vi vergognate, eh?

La 20th Century Fox presenta il film a New York il 10 luglio 2017, pronto ad uscire solo tre giorni dopo anche nei cinema italiani con il solito stupido titolo sballato The War – Il pianeta delle scimmie. Una stanza piena di scimmie alla macchina da scrivere non avrebbe mai potuto produrre titolazione più disgraziata di questa saga.
Il 22 novembre la Fox Video lo presenta in DVD, Blu-ray e addirittura in Blu-ray 3D e in cofanetto 4K Ultra HD. A quando il Monkey-ray?

Full Monkey Jacket

Quando gli umani fanno oh, che meraviglia: c’è chi le dà, c’è chi le piglia. E di sicuro le pigliano le scimmie, che curiosamente anche loro fanno oh. Ma non erano scimmie parlanti? Tanto non parlano neanche gli umani.
Perché siamo nel solito futuro postapocalittico tipico della cultura pop, un futuro dove l’umanità è morta e quindi c’è acqua corrente, elettricità gratis, le pile non si scaricano mai e le case sono fatte di marzapane. Un mondo dove gli umani sopravvissuti sono rimasti in pochini ma in compenso le fabbriche di proiettili mantengono il loro ritmo indiavolato, visto che si buttano via colpi come se niente fosse.
Che fanno gli ultimi uomini al mondo? Si danno al sesso libero e celebrano l’Età dell’Aquario, quando la luna entra nella settima casa? No, diventano tutti soldati e marciano. E muoiono. E fanno oh. E ogni tanto fanno ah.

Tutti i soldati fanno ah

Le scimmie sono state guidate da Cesare ad attraversare l’ideale Rubicone: ora non si torna più indietro, ora il mondo è loro. E cosa fanno le scimmie che parlano? Tornano alla vita bucolica che un tempo era dei loro antenati umani? Avendo appena compiuto una rivoluzione proletaria contro i padroni oppressori si danno al socialismo reale? In fondo stanno facendo finta che tutte le razze di scimmie non contino, che uno scimpanzé può essere amico di un gorilla – quando nella realtà si ammazzerebbero in un secondo – quindi hanno abbattuto ogni divisione di razza. Quindi si lanciano in riti orgiastici inneggiando all’Età dell’Aquario, quando Giove è allineato a Marte e la pace guida i pianeti? No, diventano tutti soldati e marciano. E muoiono. E fanno oh. Ogni tanto si ricordano che sono scimmie, e fanno pure uh.
È il futuro postapocalittimo pop, dolcezza: dove la stupidità abbatte tutte le frontiere.

Siamo tutti fratelli, tranne la scimmia bianca: si sa che lei non sa saltare!

Il mondo è vuoto, sono rimasti quattro umani al bar che potrebbero andare dove vogliono, tanto c’è corrente elettrica ovunque, acqua potabile, generi di conforto autogenerantesi, la botte piena e la moglie ubriaca. Ma gli umani non hanno mai brillato per le loro buone idee, così i pochi umani rimasti vogliono stare… dove? Proprio dove stanno le scimmie. Ma proprio là, eh? Non due metri più indietro, no: vogliono stare dove stanno le scimmie.
Scimmie che ora parlano inglese e si sa, con l’inglese vai dove vuoi. E parlano coi gesti che si sa, esprimendoti a gesti vai dove vuoi. Che poi parlano pure scimmiesco – che una doppia lingua serve sempre – e si sa, nel pianeta delle scimmie con lo scimmiesco vai dove vuoi. Ma loro non vogliono andare da nessuna parte, pur avendo l’intero pianeta a disposizione. No, loro vogliono stare là dove stanno gli umani. Non un paio di metri indietro, no: esattamente dove sono gli umani.
Sono dieci metri quadrati di ghiaccio in una squallida location canadese, potrebbero stare in un paese caldo a crogiolarsi al sole – visto poi che le scimmie di solito le si trova nei paesi caldi – ma no, loro vogliono stare esattamente lì.
E allora ammazzàteve cor gas…

Tempi duri per il buon gusto

Gli umani marciano e fanno ah. Le scimmie marciano e fanno uh. Gli spettatori applaudono e fanno eh. Io sono allibito e faccio oh! ma che siete tutti scemi? Possibile che una roba del genere possa davvero aver generato tutte quelle critiche positive?
Mentre mi pongo questa domanda un plotone umano è partito alla carica, e le citazioni si sprecano. Se Full Metal Jacket (1987) ci ha insegnato qualcosa è che i soldati si mettono le scritte sui caschi. Ma chi le legge? Non si fanno domande, coi film di Kubrick. E comunque già lo facevano i Colonial Marines di James Cameron in Aliens (1986), dove uno degli elicotteri del futuro portava la scritta «We endanger species» (“facciamo estinguere le specie”), e uno dei soldati di questo War ha scritto sull’elmetto «Endangered species».
War sta citando Aliens? No, perché ‘sto filmucolo non si deve neanche azzardare a nominarlo, quel capolavoro di Cameron: tirasse le sue insulse cacchette da qualche altra parte…

E sciacquatevi la bocca prima di citare Aliens!

Il plotone è composto dai tipici umani del mondo postapocalittico: armati fino ai denti e con un equipaggiamento tecnologico di prima scelta. Si addentrano nella foresta e non hanno bisogno di dire niente: lasciano la parola ai loro mitra stracarichi di proiettili e alle loro mitragliatrici.
Il fuoco inonda l’aria, fiumi di piombo si riversano sulle scimmie che fanno uh – ma non avevano imparato a parlare? – la superiorità tecnologica è schiacciante, è come sparare ad un passerotto con un cannone, è come menare uno che caga, il massacro procede ed è impossibile che una scimmia possa reagire a dei mitragliatori. Finché…
Arriva lui. Cesare. Che è uguale a qualsiasi altra scimmia, anzi è pure più basso della media, ma tutti lo venerano perché ha la saggezza. (È scientificamente provato che un virus può generare saggezza.) Cesare sa come rispondere agli umani… coi bastoni!

Nuoooooooooooooooooooooooooooooo!!!

L’urlo dei soldati è agghiacciante: «Nooooooooooooooooooooooooooo hanno i bastoni!» Ma ormai nulla può salvarli: quando un uomo con la mitragliatrice incontra una scimmia con un bastone, l’uomo con la mitragliatrice ha perso.
Il massacro è immediato, soldati superaddestrati muoiono come tonni esattamente come ogni altro soldato superaddestrato in un qualsiasi film americano: ma che li addestrano a fare? Prendete dei passanti a caso, tanto è lo stesso. Forse i passanti sono pure militarmente più preparati.
Cesare non ha iniziato questa ridicola saga, ma di sicuro vuole fare di tutto per renderla più ridicola.

Ho bisogno di un altro film della saga come di un buco in testa…

Dopo esattamente 30 secondi è finita la prima di solo due scene di guerra di un film che si chiama The War: in pratica se avete visto il trailer avete visto tutto ciò che di guerra il film offre. Dovevano chiamarlo The Peace, avrebbe avuto più senso.
Perché il film è tutta una sottile critica alla società contemporanea, che detta così sembra qualcosa di interessante se non fosse che TUTTI i film di fantascienza sono una critica alla società contemporanea, e MAI è stato messo in questione il fatto che una storia di fantascienza non fosse una critica alla società contemporanea: l’importante è che sia una storia scritta bene. E War è scritto da mille scimmie chiuse in una stanza, senza aria. Cioè scritto in fretta e male.

Ecco gli sceneggiatori del film a pieno regime

A sorpresa, senza che nessuno se l’aspettasse, gli geniali sceneggiatori Mark Bomback e Matt Reeves – autori di tutti i film più sbagliati degli ultimi quindici anni, da Die Hard 4 (2007) a Wolverine l’immortale (2013) – fanno qualcosa di davvero nuovo: gli umani che rendono schiave le scimmie. Ammazza, ma vi chiamano per i paesi a inventare ‘ste cose? Vi prego, date l’Oscar a questi due sceneggiatori: ma prendete bene la mira, prima.

Ignorate ‘sta ragazzina, è solo un buco di sceneggiatura

È soltanto dal 1972 che le scimmie sono schiave degli uomini, ma tanto lo spettatore medio non ha memoria quindi rifacciamo uguale sempre lo stesso film. Diciamo pure che gli umani sono così cattivi da negare ai loro schiavi cibo ed acqua: è noto che uno schiavo che sta morendo di fame lavora di più.

Ho come la sensazione di aver già visto ‘sta roba tipo un milione e mezzo di volte…

Non c’è bisogno di dire che il film ha tipo tre metafore per ogni scimmia mostrata, quindi niente è per caso. Da Cesare crocifisso al cattivo che fa il segno della croce col rasoio, fino al motivo per cui le scimmie sono tenute in schiavitù: devono costruire un muro. Trump, dove sei? Esci fuori con il parrucchino in alto!

Ragazzi, non stiamo esagerando con le metafore?

Scopriamo che per arginare l’arrivo di altre scimmie gli umani hanno una di quelle pensate che ti fa parteggiare per l’estinzione: alziamo un muro di sassi e legno. Funziona sempre, no? Prendete un qualunque libro di storia e pensate a tutte le grandi civiltà che hanno arginato l’avanzata dei barbari con un muretto di sassi. L’impero romano e quello cinese sono ancora lì, no? Che stupidi i russi, a non aver mai alzato muri…

Farsi la barba in testa in barba ai soldati: fatto!

Un grande film si misura con la grandezza del suo supercattivo, e qui per l’occasione hanno chiamato un Woody Harrelson particolarmente svogliato: come dargli torto? Andiamo, è uno dei sudisti più noti del cinema chiamato a trattare male scimmie nere… Andiamo, ma devo proprio scrivere “razzismo” in linguaggio scimmiesco?
Woody non ha voglia di fare questo film e per fortuna è in scena tipo cinque minuti: giusto il tempo di sparare le solite quattro cazzate pseudo-scientifiche che tanto piacciono ad Hollywood (e al suo pubblico): visto che si parla di estinzione, buttiamo lì due supercazzole scappellate e il pubblico applaude facendo eh. E fa pure oh.

Te tu se’ estinto tu o mi m’estinguo mi?

War è ovviamente una scusa per mostrare l’altissimo livello raggiunto dagli effetti speciali, ed evidentemente piace perché tutti parlano bene di quanto siano fatte bene le scimmie: ammazza quanto sono fatte bene le scimmie, parono vere! Tipo come hai presente un film di scimmie? Ecco, è un film di scimmie dove le scimmie parono scimmie. Hai presente le scimmie? Eh, uguale!
Ogni volta che leggo commenti entusiastici su come siano fatte bene le scimmie ripenso a quelli che vanno al circo e si stupiscono di come mai i trapezisti non caschino. Cazzo, è il loro mestiere!

Scusa, tu al centro: ma perché sei l’unica scimmia col cappello?

Al di là di recensioni entusiastiche, il film però non ottiene altro: come sempre, nessuno di quelli che lodano il film paga poi il biglietto, quindi War è l’ennesimo roboante flop della Fox, che già deve pagare le folli spese del vecchio pazzo Scott e dei suoi alienini di cacca espansa, poi deve sborsare 150 milioni per delle scimmie finte e intanto riversare oro su Kingsman: Il cerchio d’oro.
Sono tutti film che a mesi dall’uscita ancora non hanno coperto le spese: in questo sfortunatissimo 2017 pare aver fatto un bel successo immediato solo il recente Assassinio sull’Orient Express. Questa manciata di dollari che entrano in cassa serve a coprire le spese assurde di scimmie ed alieni.

Scusa, tu al centro: ma perché sei l’unica scimmia col giacchetto?

L’evidenza dei fatti è che fare film con grandi effetti speciali conviene, perché la trama non c’è bisogno di scriverla, si prende un’unica location e magari un attore noto che non sta troppo in video. Ai giornalisti si dice che il film è costato 150 milioni di dollari ma in realtà bastano 150 dollari per comprare i cheeseburger ai nerd seduti ai PC, a disegnare scimmie.
In conclusione, tutto ciò dimostra che l’umanità si è già estinta e le scimmie hanno vinto: il fatto che non abbiano molti peli è solo un problema di alopecia…

No woman, no cry

Se Dio Cesare vuole, questa saga è finita: andate in pace a cantare il nuovo inno del Pianeta delle Scimmie. Andate là… a cantare il sacro aummammà!

L.

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69 risposte a The War – Il pianeta delle scimmie (2017)

  1. Zio Portillo ha detto:

    L’ho perso sta estate al cinema, ce l’ho in chiavetta da un pezzo ma non ho tempo di mettermi in pari. Il capitolo precedente non mi aveva entusiasmato, forse è per questo che la sto tirando così lunga?

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  2. Austin Dove ha detto:

    “Se Dio Cesare vuole, questa saga è finita: andate in pace a cantare il nuovo inno del Pianeta delle Scimmie. Andate là… a cantare il sacro aummammà!”
    Quindi ti è piaciuto e consigli a tutti questa “sonora stupidata”!^^
    LOOL

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  3. Cassidy ha detto:

    Sulla Bara, tra i commenti a questo film (a proposito, grazie per la citazione!) avevo tentato il pronostico: Pollice verso Zinefilo per il film ma arriverà un tuo grande post. Per una volta ne ho azzeccata una! 😉

    Ero abbastanza sicuro che non ti sarebbe piaciuto, non ho nemmeno capito se è piaciuto nemmeno a me se devo dirla tutta, non fare metafora dell’anno 2017, ma limitarsi a citare tanti classici del cinema è stata una gran occasione persa, la trovata del muro Trumpiano poi è un idiozia gigante, così come la valanga finale.

    Ma sto qui a parlare della fuffa, perché mi hai salvato la giornata con un colpo di genio, ma davevro un colpo di genio: «Siamo tutti fratelli, tranne la scimmia bianca: si sa che lei non sa saltare!»

    Mentre ti leggevo sul bus ho iniziato a “Nuuuuuoooooooo” come nella didascalia per questa genialata TOTALE! Cacchio, Woody, le scimmie dalla pelliccia nera, hai vinto tutto! 😀 Ora per il resto delal giornata avrò solo in mente il gorilla bianco Billy con il berretto girato, e la scimmia nera Sidney con la canotta e i pantaloncini fluo che gli dice: «A volte il sole batte anche sul culo di un babbuino» 😀 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      eh be’, avendo stroncato tutti gli altri film era molto difficile che avrei apprezzato questo: ti piace vincere facile 😛
      Ti ringrazio e ovviamente non posso prendermi il merito di aver rivelato una verità nota: white apes can’t jump! 😀

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      • Cassidy ha detto:

        Questo film è identico al secondo, con giusto la trovata scema del muro, era un pronostico che persino io avrei potuto azzeccare 😉 White apes can’t jump è da far stampare su una t-shirt! 😉 Cheers

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Il concetto del pianeta delle scimmie non mi ha mai attratto dagli anni che furono – credo di averlo già scritto anche qui – così ho evitato anche questi. Cesare è figo come espressività, batte decine di attori bellocci ma senz’anima degli ultimi anni ed è solo una scimmia in CG, ma se la trama spoilerata non mi convince, non bastano i virtuosismi tecnici ad attirarmi alla visione.

    Comunque, mi hai fatto fare grassissime risate XD la recensione era perfida e spassosa, e le didascalie erano assassine! ^^

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  5. Denis ha detto:

    In pratica stai spiegando benissimo la crisi del cinema Usa,immagine con fotografia curattissima e e effetti speciali curatissimi fin troppo perfetti la confezione che supera il contenuto,esempio ieri ho visto Sicario ma non capisco tutto l’entusiasmo per quel film,come anche l’ultimo Mad Max ipercostoso ma senza trama.
    Ai azzecato tutta la disamina che mi ha ricordato un post sul wrestling che diceva che la parte più facile e curare le scene,l’entrate i costumi ma non curavano le storyline o avevano insensatezze,ma ai produttori non interessava cosi come al cinema non curano proprio più un minimo le sceneggiature pensano solo alla fotografia e ha all’effettistica la parte più facile ai giorni nostri.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono totalmente d’accordo con te, anche se i titoli che citi li sento venerare in giro. Sono prodotti confezionati splendidamente ma che non hanno impiegato il minimo sforzo in una sceneggiatura. Con Sicario la noia totale mi ha ucciso mentre Mad Max non ho proprio capito quale fosse la trama: sicuramente sono fighissimi gli inseguimenti, ma tolti quelli il film non esiste. Eppure sono prodotti che hanno raccolto larghissimo consenso e sono molto amati, non stiamo parlando di filmetti di genere ma della serie A. Figuriamoci il resto!

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    • Zio Portillo ha detto:

      @Denis: teoria e parallelo con il wrestling molto interessante. La condivido quasi in toto (Mad Max non mi ha entusiasmato… Mi ha esaltato!).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah visto? Denis, mi sa che solo a me e a te non è piaciuto il film 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Dai, la trama di Mad Max forse è lunga quanto un haiku e vi do ragione. Però il film è una bomba.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sì sì, è quello che dicevamo: sono confezioni perfette, fatte benissimo sotto ogni punto di vista. Se poi si sforzassero un briciolo per metterci dentro del contenuto, allora sì che sarebbero bombe 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        E non è un punto di forza? Tirar fuori un film esaltante con una trama che si può scrivere sui bigliettini dei Baci Perugina. Ne parlavamo su “The Raid”: un frigorifero, una stanza e degli agenti. Scena memorabile con 2 cose messe in croce.
        Mad Max: inseguimenti su e giù nel deserto = due ore a cannone.

        Comunque stiamo andando fuori focus rispetto al Pianeta delle Scimmie…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Raid non aveva bisogno di un soppalco strutturale che spiegasse il perché di metà film e lasciasse l’altra metà senza spiegazione: sappiano cosa sono i poliziotti, sappiano cosa siano i criminali, sappiamo cosa sia un frigo e quindi il film può iniziare subito. Mad Max ha solo cose da spiegare e non sempre spiegate, quindi già così servirebbe una sceneggiatura molto più forte e corposa. Magari con quei colpi di scena o intrecci di Raid, anche se piccoli.
        Comunque siamo forse in due al mondo a non amare Mad Max, io e Denis, quindi non è un problema: il film è amato perciò il risultato l’ha portato a casa 😛

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      • Denis ha detto:

        Si la scenografia del nuovo Mad Max sarebbe stata perfetta per un film su Ken Shiro, di cui tra l’altro ruba la trama del tiranno che asseta la popolazione presa da 3 film usciti in dvd ma più che Mad,Max sembrava depresso,la mancanza di Mel Gibson e devastante poi che senso ha arrivare in un punto e tornare indietro ,Miller aveva finito la sceneggiatura e quel tipo di film funziona se dura un’ora e mezzo come The Raid,non discuto le scenografie d’assedio alla blindocisterna ma per un paio di fighe sprechi tutta quella benzina e mezzi?

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      • Evit ha detto:

        Ci tengo a precisare che Ken Shiro nasce proprio da Mad Max! In giappone videro il 2 e questo diventò subito lo standard giapponese per il genere post apocalittico, specialmente in quanto a luoghi aridi e costumi, sottolineo i costumi. Non è che me lo invento io, lo disse il creatore stesso di Ken Shiro. Ma è palese! Dai costumi da culturisti omosessuali ai mantelli svolazzanti, viene tutto da “il guerriero della strada”. Solo che molti della mia generazione sono venuti in contatto prima con il cartone di Ken che con Mad Max 2 quindi capisco che possa sembrare ovvio il contrario ma non possiamo certo accusare Miller di proporre scenari che sono più adatti a Ken Shiro quando questi erano suoi da sempre! Non caschiamo nell’errore di pensare che i giapponesi siano sempre i primi ad inventare qualcosa e che l’occidente rubi sempre da loro. Persino il loro “tentacle porn” è roba che videro in un film italiano ma questa storia è per un’altra volta.

        Insomma, parlando di Fury Road, arriva il rompipalle (me). Ahah!

        In Mad Max Fury Road la trama sarà semplice ma le sottotrame sono molto interessanti (a dir poco), anzi, sono quelle che danno spessore a tutto il film. Del resto anche i precedenti film non erano certo dei labirinti di Borges. I temi trattati sono interessanti ed affrontati con intelligenza, non la solita acqua di risciacquo a cui ci ha abituati Hollywood negli ultimi anni. Questo secondo la mia personale sensibilità e interessi personali ovviamente, ognuno viene da esperienze diverse e percepisce quindi i film in maniera differente, e capisco anche chi lo percepisce unicamente come un semplice lungo inseguimento andata-e-ritorno con tante esplosioni e stunt. Come intuite parlerei di questo film per ore. ;D
        Detto questo, anche a me come a Denis manca molto la presenza di Gibson. Il film era stato scritto per lui e avrebbe avuto senso che tornasse un Mad Max più anziano invece di creare un’ennesima storia che è un sequel ma non è veramente un sequel (una cosa che riesce solo a Miller e alla serie 007). Per fortuna il film parla a stento di Max, chiaramente la protagonista è Furiosa… altro punto di forza, per me.
        Ho finito di rompere le scatole.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sei sempre gradito e apprezzato. Questo mi spiega perché non ho mai amato Ken Shiro: ci rivedevo troppo Mad Max, che non ho mai sopportato! 😀 Che ci devo fare? Sarò nato con dei geni in meno, ma in quella saga non ci trovo nulla di vagamente interessante 😛

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      • Evit ha detto:

        Se non ti interessano neanche i precedenti allora ha molto senso che possa non interessarti neanche Fury Road, ci mancherebbe!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Qui nel blog ho recensito anche le colonne sonore della tetralogia: manco quelle mi poacciono! 😀 Invece scopro che la ost di Fury Road è considerata di prim qualità: boh, mi sembrano dei rumori fastidiosi e basta 😛

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      • Evit ha detto:

        non ti piace il BWAAAAAAH BWAAAAAAh BWAAAAAAAAAAAAA? Ammettilo, ti ha sorpreso. Non lo avevi mai sentito prima! ;DDDDD

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ahahah hai reso benissimo l’intera colonna sonora 😀

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      • Evit ha detto:

        Non sapevo recensissi anche colonne sonore. Mi è sfuggita o me la sono dimenticata?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non esiste nulla che io non recensisca! 😀
        Scherzi a parte, ecco la lista (in continuo aggiornamento)

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      • Evit ha detto:

        Com’è che mi sono sempre sfuggite???

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahaha non mi guardi più come un tempo! 😀
        Scherzo, è da un po’ che non aggiorno la rubrica, l’ho ripresa giusto per Dunkirk come testimonianza di come anche Hans Zimmer possa volutamente fare il nulla per seguire un film che è nulla 😛

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      • Evit ha detto:

        Forse il titolo mi ha sempre fatto pensare ad un altro genere di “post”. Mi dispiace di essermeli persi. Dovrò recuperare.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ci sono glorie del passato e titoli più “sul pezzo”. Vivendo io in pratica di colonne sonore – che rappresentano un buon 80% della musica che ascolto! – ogni tanto sento la voglia di parlarne 😛

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      • Evit ha detto:

        Vedi, non sapevo assolutamente niente di questa tua passione per le colonne sonore. Ti farebbe piacere vedere la mia (piccolissima) collezione

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      • Evit ha detto:

        PS: per fortuna che sono stato tra i primi a vedere Fury Road al cinema, quindi diciamo che l’ho amato per cavoli miei, senza subire l’influenza dell’onda di reazioni positive che sono venute dopo e che a volte possono avere proprio l’effetto opposto, creando un’aspettativa esagerata che porta all’inevitabile “beh, tutto qui?”. Andai al cinema aspettandomi il peggio del peggio e ne uscii veramente soddisfatto.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Io l’ho visto in home video, tempo dopo, curioso infatti di scoprire questo grande capolavoro del millennio, scoprendo invece che era proprio come gli altri Mad Max: totalmente incomprensibili ai miei occhi 😀

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      • Evit ha detto:

        Sì, per questo dico che le critiche che si possono fare a Fury Road sono in larga parte già applicabili ai precedenti, quindi niente di nuovo su quel fronte. Apprezzando già i primi tre mi è risultato facile apprezzare anche il quarto. Anzi, mi sono sorpreso che ne parlassero tutti benissimo, pensavo di essere tra i pochi che amano la serie ma forse stavolta le esplosioni erano tanto roboanti quanto quelle di un qualsiasi Fast & Furious e quindi è arrivato ad un pubblico anche più vasto… un caso veramente curioso.

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Mi concentro infantilmente sull’aspetto ludico della rece e delle didascalie: “E fanno oh. Ogni tanto si ricordano che sono scimmie, e fanno pure uh”. E cito solo questa per non citarne mille altre 🙂 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sai quanto ho riso scrivendo 😛

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    • Evit ha detto:

      Anche perché ce n’è almeno una da citare ogni PARAGRAFO!

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      • Denis ha detto:

        Si lo sapevo che Ken Shiro a rubato tutto da Mad Max 2,ma se il tuo film e tutto una scena madre continua secondo il mio parere perde d’impatto dopo un pò, poi lo spostamento dal deserto australiano o quello africano mi ha tolto un pò di fascino poi questo era un film costossimo i primi 2 erano b movie,poi l’ho trovato in un cestone a 5 euro più di un anno fa la versione bluray 3d quindi non riesco a stimarti il vero successo del film

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Cioè, non è lo stesso deserto per tutto il film???? ahahaha pensa che grado di attenzione mi ha generato 😀 Ricordo solo che c’era Trump e una tizia monca che mica ho capito perché era monca 😛 Ah, e c’era Megan Gale che non vedevo dai tempi dei telefonini…

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      • Evit ha detto:

        Va be’, qualsiasi film Warner finisce presto a 5 euro in blu ray (durante le offerte, non certo prezzo di listino normale) perché nessuno altrimenti si comprerebbe il blu ray. Loro sono abbastanza grandi da poter fare simili prezzi.

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  7. Elfoscuro ha detto:

    Strano che non hanno chiamato Steve Austin per qualche ruolo…ahahah scherzi a parte, io ho visto solo il primo film dove mi ricordo la presenza di Franco e Lithgow.

    Forse prima o poi la vedrò ma il regista mi è piaciurlto solo per Cloverfield.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Nooooooo ora VOGLIO Austin in un film con le scimmie! 😀 Fra lui che lotta e le scimmie che parlano davvero avremo il Circo Togni in 3D!!
      Malgrado dicesse un mucchio di scempiaggini, paradossalmente aveva una trama un filino più complessa quel primo film: qui siamo proprio all’improvvisazione sul set, ripetendo uguali cose già viste in milioni di altri film.

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  8. Kukuviza ha detto:

    AH ah, che schifezza dev’essere, lo eviterò accuratamente.
    Ma i personaggi che sciano, disegnati sul giacchetto dell’unica scimmia con giacchetto, sono umani o scimmieschi?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah bella domanda! Temo siano umani, perché le scimmie sono diventate intelligenti ma ancora non hanno un’industria tessile, però in effetti portarsi addosso le immagini stilizzate dei propri nemici non mi sembra un’ideona 😀

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  9. Cumbrugliume ha detto:

    Grazie per la citazione, e per avermi fatto fare un mucchio di risate 😀 Sì era facile pronosticare che anche questo non ti sarebbe piaciuto, ma valeva la pena tu lo guardassi anche solo per scrivere una recensione così 😉

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  10. Sven ha detto:

    Ahaha recensione splendida, sei in formissima!!!

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  11. Giuseppe ha detto:

    Io con questa saga sono partito prevenuto fin dall’inizio, lo ammetto: fra alti e bassi ho sempre trovato il ciclo originale più che sufficiente ad esaurirne la tematica “scimmiesca”, tanto da non sentire nessun bisogno di un remake (solo e nient’altro che) tecnologicamente aggiornato: certo, mi si potrebbe rinfacciare a proposito di far parte della ristretta schiera di “non disprezzatori” del vituperato film di Burton, se non fosse che quest’ultimo tentava perlomeno di prendere -con tutti i limiti di un film su commissione- una propria strada che lo distanziava da un semplice e pedissequo remake attualizzato. Strada incompleta che avrebbe avuto bisogno di un sequel per chiudere definitivamente la faccenda, e sottolineo DEFINITIVAMENTE in senso ampio perché, per quanto mi riguarda, il discorso “Pianeta delle scimmie” nel nuovo millennio si poteva chiudere là e una volta per tutte… ma io e Hollywood, evidentemente, continuiamo a non pensarla allo stesso modo.
    Poi -e su questo, visto l’andazzo, non mi ripeterò mai abbastanza- in mezzo a tutto questo c’è un attore di razza come Andy Serkis che però, andando avanti di questo passo, rischia ingiustamente di essere ricordato dal pubblico solo per le sue performance in motion-capture… 😦
    Beh, almeno mi hai confortato non poco con questa recensione brillantemente smerdante 😀 E con Povia come nume tutelare, poi (le scimmie potrebbero giustamente sentirsi offese) 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Questo film si meritava un siffatto nume 😀
      D’accordissimo con te, così come il romanzo metaforico di Pierre Boulle era nato per descrivere in modo parossistico il crollo di un impero altezzoso nel secondo dopo-guerra – gli inglesi in Asia ormai si sentivano davvero come uomini in mezzo alle scimmie ribelli! – così la saga filmica rappresentava alla perfezione lo scossone debilitante nato nel ’68: Charlton Heston era il simbolo dell’autorità costituita e si ritrovava a dover affrontare giovani (scimmie) ribelli che osavano alzare la testa. Il primo era un perfetto film simbolico, sarcastico, satirico e tutto il resto, trasformato in pessima fantascienza con l’andar dei sequel ma almeno erano tutti imperniati nel sarcasmo: gli anni ’70 visti attraverso gli occhi di un estraneo con un mare di spunti su cui giocare.
      Non so cosa volesse fare Burton, non ho minimamente colto il motivo del suo film – e quel finale riesce ad essere addirittura più lontano dal romanzo sebbene si professi “uguale” – ma di sicuro la nuova trilogia (sperando di trilogia si tratti) non ha nulla alle spalle, cioè si rifà al nuovo cinema contemporaneo: nulla avvolto in immagini splendide. Rispecchia solo la profonda ignoranza scientifica imperante e ricicla vecchissimi concetti, peché tanto ciò che conta sono gli effetti speciali. Fatti bene, per carità, ma vuoti.
      Temo infine che il povero Serkis sia già bello che rovinato: fino ad oggi non l’ho mai sentito citare al di fuori delle scimmie e di Gollum. Spero non sia di quegli attori narcisisti, perché il suo volto è già scomparso dagli annali del cinema… sostituito da una scimmia!

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  12. Evit ha detto:

    Quando Lucius cade nel romanesco sai già che s’è incazzato di brutto e ci sarà da farsi delle grasse risate. Infatti per quest’anno hai finito, Lucius. Non riuscirai a battere questo tuo articolo, fino al 31 dicembre puoi riporre la tastiera. Ho riso dall’inizio alla fine! Quanta verità in questo articolo… e quante risate. Me lo sono letto un po’ la mattina in autobus, un po’ a pranzo, quindi mi avranno preso per scemo in due luoghi diversi. Mentre leggevo già pensavo di citare alcune frasi più memorabili nei commenti ma presto mi sono reso conto che ce n’erano troppe!

    Lancillotto lo scimpanzé 008 era in uno dei miei videocommenti per caso? Ricordo che lo stavo preparando ma non ricordo se lo tagliai alla fine riproponendomi di usarlo nel commento a questo terzo film. Alla fine, usciti dal cinema dopo la visione di “The War” non c’è stata neanche la voglia di prenderlo in giro.

    Il commento a “L’alba” https://www.youtube.com/watch?v=Za-h-JZfCng e a “Revolutions” https://www.youtube.com/watch?v=Z6tNDvmeuo0 ci sono bastati e avanzati. Questo non si prestava neanche ad una presa di giro divertente quindi prendo il tuo articolo come la naturale continuazione di ciò che abbiamo detto.

    Sui titoli italiani un grande “LOL”, non ne riescono ad ingarrare neanche uno. In realtà desidero altri 3 sequel solo per vedere come riescono continuare a sbagliare la titolazione italiana.

    Ancora una volta, articolo eccezionale.

    PS: Quella di Aliens penso sia una pura coincidenza. Erano troppo impegnati a copiare La Grande Fuga con riferimenti ad Apocalypse Now e Full Metal Jacket per ricordarsi anche di Aliens.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi sono accorto solo ora di questo commento, finito in spam (forse per i link). Il mitico Lancillotto 008 già lo avevo evocato recensendo la serie televisiva del Pianeta delle Scimmie: ogni tot filmacci scimmieschi mi rinfranco il cuore con l’unico vero grande prodotto peloso della TV 😀
      Scherzi a parte, i tuoi videocommenti sono presenti in ogni film del ciclo: manca solo quest’ultimo…
      Ti ringrazio ed è vero, quando esce il romano vuol dire che il cuore è pieno di rabbia. D’altronde all’epoca di Povia uscì la parodia capitolina della sua canzone: “Quando i romani fanno aoh!” 😀
      Credo fermamente che gli autori di questa baggianata non sappiano neanche dell’esistenza di Aliens e lo prendo come un vanto: trovare una citazione aliena nel film sarebbe stata un’offesa intollerabile. Però era giusto per notare la convergenza evolutiva della scritta, visto che entrambi i corpi militari dei film si prefiggevano l’obiettivo di estinguere la razza che andavano a combattere.
      La citazione de “La grande fuga” ha lo stesso spessore che se io emettessi un peto e dicessi “Ho appena citato Via col vento”. Giusto per chiudere in bellezza 😀

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  13. nik96 ha detto:

    no io spero di no basta con questi film scimmieschi non ne posso piu soltanto l’originale del 68 è un capolavoro e anche l’alba del pianeta delle scimmie 2011 è abbastanza decente ma poi spero che non ne facciano piu

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