Miller 2. The Aggression Scale (2012)

Mi rimangio tutto: Steven C. Miller è il mio nuovo regista preferito!

La maglietta è un chiaro omaggio al nostro Willy l’Orbo!

Non so quali corsi di cinema abbia seguito il nostro Miller, ma l’abbiamo lasciato ragazzino che gioca con la telecamera e lo ritroviamo sorprendente e cazzutissimo autore di thriller-horror.

Non so cosa si sia mangiato, bevuto o fumato il nostro Miller, ma da giovane che cazzeggia con gli zombie sognando il Sam Raimi anni Ottanta finisce per piombare nel genere home invasion intenzionato a scrivere la parola definitiva sull’argomento.

Non so cosa sia successo, ma sta di fatto che The Aggression Scale è un fottuto capolavoro: applausi per Miller!

Presentato in anteprima il 10 marzo 2012 al South by Southwest Film Festival, gira per vari festival prima di uscire in DVD e Blu-ray nel maggio successivo: risulta inedito in Italia.

Non so cosa sia successo, ma da “Twin Peaks” torna Bobby Briggs, che entra in scena cominciando ad ammazzare gente. Una bella podista torna a casa, e Lloyd (Dana Ashbrook) con barbetta è lì pronto a falcidiarla con una fucilata.

Questo in “Twin Peaks” non me lo facevano fare!

Nel giro di pochi secondi ammazzerà parecchie altre persone, fotografandole. Il film non è ancora iniziato e già la conta dei corpi parte altina.

Il direttore della fotografia?

Non so cosa sia successo, ma da “Twin Peaks” torna anche papà Palmer: ormai Ray Wise, oltre al papà dell’anno, è specializzato in ruoli da infame quindi è più che credibile nel ruolo di Bellavance, ricco boss che esce di galera in libertà provvisoria e raccattato il figlio giovane è pronto a partire per un Paese senza estradizione. Giusto il tempo di ammazzare un testimone che non vuol parlare e di prendere i 500 mila dollari che gli sono stati fregati.
Oh, com’è che Lloyd non è davanti a lui con una borsa piena di bigliettoni? La conta dei morti sta per salire…

Com’è che Ray Wise non ce la fa mai a fare il buono?

Non si sa chi abbia rubato il malloppo di Bellavance, così Lloyd e i suoi scagnozzi hanno 48 ore per massacrare tutti i sospettati: non importa se siano colpevoli, sospettati o magari solo antipatici, l’importante è scoprire se hanno i soldi e poi ridipingere le pareti con il loro cervello.
Lloyd non si fa alcun scrupolo ad affrontare la missione con la dovuta professionalità, e alla fine rimane solo un nome sulla lista: un certo Bill (Boyd Kestner) che guarda caso ha appena traslocato con la famigliola nella loro nuova casa. Una casa grande e costosa: mi sa che abbiamo trovato il nostro uomo.

Se può servire, non è una casa così costosa

Se questo fosse un film “normale”, Lloyd e i suoi scagnozzi inizierebbero ad assediare casa, minaccerebbero la famigliola (in)felice e tutti perderebbero un sacco di tempo in chiacchiere, con alla fine i cattivi che si ammazzano da soli perché i buoni non possono essere violenti. Però, per fortuna, questo non è un film normale: è un film di Steven C. Miller.

«Here’s Johnny!» (cit.)

Lloyd e i suoi entrano in casa e un attimo dopo la mamma è sparsa per il pavimento, mentre il papà avrà circa altri due minuti prima di uscire dalla storia sbrigativamente. Nessun assedio, niente chiacchiere: metà cast è già spalmato per terra, rimangono giusto due ragazzi e i soldi da recuperare: detta così… sembra facile.

Sono il vostro amichevole psicopatico di famiglia…

Sono più che sicuro che Miller conosca bene Un minuto a mezzanotte (36.15 code Père Noël, 1989), il capolavoro francese – malgrado non piaccia ad Evit! – che sicuramente ha generato il remake-parodia americano Mamma, ho perso l’aereo (Home Alone, 1990), e quando vediamo che il figlio della vittima è un ragazzino che non parla ma che sembra provare un certo interesse per creare trappole, pensiamo: “Ok, abbiamo un altro ragazzino che a sorpresa tenderà mille trappole ai cattivi”.
Ma, ripeto, qualsiasi cosa sia successa a Miller è roba buona, perché di nuovo siamo in errore. Il francese Thomas era una seria versione parodistica di Rambo, invece in questo film il nostro Owen… è quello che lo fa cagare addosso dalla paura, Rambo!

Avete ammazzato il padre dello psicopatico sbagliato

I soldi che Bill ha rubato al boss non sono serviti solo per la casa, ma principalmente hanno comprato un biglietto d’uscita per il figlio Owen (Ryan Hartwig) fuori dal manicomio criminale per serial killer assetati di sangue a cui era destinato: non è un bambino, è un mostro psicopatico che non parla. Perché se parlasse probabilmente ucciderebbe con le parole!

Avresti preferito Macaulay Culkin, eh?

La sua sorellastra Lauren (Fabianne Therese) non ne sapeva niente ma avrà modo di scoprirlo durante tutta la storia, in cui il ragazzino scatenerà una guerra ai cattivi come non l’hanno mai immaginata.

Che giornata di merda!

Lo sceneggiatore Ben Powell non sembra molto attivo nel cinema, ma ha fatto un ottimo lavoro, perché ad ogni scena il film fa di tutto per non risultare banale e riesce sempre a spiazzare, con trovate forti o divertenti o raccapriccianti. Il tutto diretto con mano sicura da una persona che è impensabile paragonare al regista di Automaton Transfusion (2006): ripeto, non so cosa abbia mangiato Miller ma continuasse a mangiarla, perché è passato da Roger Corman a James Cameron in soli sei anni!

Un film che consiglio caldamente, una splendida commistione di generi e di ispirazioni che riesce a trovare una sua strada e non annoia mai, con in più sangue e raccapriccio in dosi perfette: viva Miller!

L.

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11 risposte a Miller 2. The Aggression Scale (2012)

  1. Cassidy ha detto:

    Dire che mi hai venduto il film sarebbe riduttivo, il soggetto è buono, ma è proprio il classico film che se non lo gestisci bene, diventa una palla, non vedo l’ora di vederlo 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ero talmente convinto che da Miller avrei ricevuto solo Z cialtrona che sono rimasto colpito profondamente dal film: rimane sempre un piccolo prodotto, ma riesce a non essere banale e questo è già un enorme pregio, e poi ha chiacchiere ridotte al minimo, altro immenso pregio in quest’epoca di chiacchieroni seriali. Te lo consiglio caldamente 😉

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Questo è uno di quei film che appartengono alla categoria, lungometraggi che mi angustiano…spiego: perché risulta inedito in Italia? Per me, che odio cordialmente i sottotitoli, è una COLTELLATA AL CUORE! E va ad ingolfare una categoria che ne comprende molti altri tipo (se non ci sono state news ultimamente) The children, Triangle, Tucker & Dale vs evil…ma quanti ce ne sarebbero!

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Se ti sbilanci così (e a memoria non mi ricordo di casi simili…) mi sa che il film è una bomba totale. Urge il recupero!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente ha funzionato il fatto di non sapere nulla della trama, come di solito mi piace vedere i film (a parte ovviamente quelli di cui si sa in giro), ma considera che sono partito con il pregiudizio che Miller facesse solo minchiate ridicole, e già invece mi trovo davanti ad un film tecnicamente ineccepibile, che non ha nulla della rozzezza di grana grossa di “Automaton Transfusion”. Poi mi trovo davanti ad una trama che addirittura non si sbraga dopo cinque minuti, come succede purtroppo alla maggior parte dei “filmoni” del Duemila. Mi trovo davanti ad una tensione crescente e a trovate addirittura non banali, a situazioni non nuove ma affrontate in modo fresco e a un film che mi ha spinto a vederlo fino alla fine, tifando per lo psicopatico!
      Non sarà un capolavoro, è pur sempre un filmetto girato in evidente economia, ma è fatto con voglia di divertirsi e divertire, qualità che manca a troppi film, soprattutto quelli più noti.

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      • Giuseppe ha detto:

        Psicopatico sì, ma con un forte senso di appartenenza alla famiglia (come scoprono la sorellona e, molto peggio per loro, il quartetto stronzi al completo con tanto di ricco boss) che in situazioni estreme può venire molto comodo 😉
        Ma come avrà fatto Miller a passare in pochi anni dalla Z a della sana, onesta e non banale B in questo modo? Mistero…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Qualsiasi cosa abbia fatto, dovrebbe consigliarla ai suoi colleghi, che di solito fanno il contrario: azzeccano il primo film poi è tutto in discesa! 😛

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