Miller 5. Silent Night (2012)

Arriva la fine, per la carriera artistica più che promettente del nostro eroe.

La maglietta è un chiaro omaggio al nostro Willy l’Orbo!

Il 2012 è un annus mirabilis per il nostro Steven C. Miller.
Il 10 marzo The Aggression Scale viene presentato al South by Southwest Film Festival e il 19 luglio Under the Bed viene presentato al canadese Fantasia International Film Festival.
Intanto negli Stati Uniti il 30 novembre esce in edizione limitata (espressione con cui credo IMDb intenda “in poche sale”) Silent Night, che il 4 dicembre successivo inizierà la sua vita in home video americano.
Per un autore rimasto quasi fermo per anni, direi che c’è stata un’esplosione artistica.

Il nome già comincia ad essere un po’ sfocato…

Saltate le sale italiane, il 2 luglio 2010 la Koch Media lo porta direttamente in DVD e Blu-ray con lo stesso titolo.

Il silenzio è il doloroso commento del film

Jayson Rothwell è il vostro peggior sceneggiatore preferito. Iniziare con quella roba di Blessed (2004), con Heather Graham incinta del Diavolo, stroncherebbe sul nascere la carriera di chiunque, ma Rothwell persiste ed ottiene l’onore degli onori: sceneggia Van Damme nel suo romeno Second in Command (2006), segno che Heather Graham ha partorito il diavolo e gli fa fare lo sceneggiatore.
Fra i pochi altri film scritti da Rothwell c’è la recente super-minchiata insopportabile di Polar (2019), la tarantinata definitiva che ammazza ogni tarantinata precedente facendo a gara di rutti o peti, a seconda del verso in cui guardate il film.
Come ho già detto, Miller dà il massimo se ha un bravo sceneggiatore. Rothwell è il peggior sceneggiatore che potesse capitargli. Questa cosa non finirà bene…

L’entusiasmo con cui Jaime King ha accettato di partecipare al film

Un uomo misterioso, chiaramente cattivo visto che si fa la barba mentre le sue vittime gemono, legate come salami, si veste da Babbo Natale usando la “vestizione particolareggiata”, tecnica in voga a cavallo fra ’80 e ’90 ma che trattandosi di Miller sappiamo cosa significhi: è la stessa identica scena con cui inizia il film Un minuto a mezzanotte (36.15 code Père Noël, 1989), solo che in quel caso era il piccolo Thomas a “vestirsi” per affrontare il Babbo Natale assassino, invece qui è il contrario.
Bel modo di cominciare? Se fosse un qualsiasi altro autore sì, ma trattandosi di Miller è un segnale negativo. Perché corrisponde alla motosega di Under the Bed: l’autore ci sta dicendo che sa come farci divertire, ma non lo potrà fare. Ci mostra i suoi giocattoli solo per poi riporli subito nel cassetto.
Perché ora Miller è un “regista serio”, non è più tempo di imitare Sam Raimi o anche solo divertirsi: ora bisogna annoiare. E qui la noia uccide.

Questo Natale farà male…

C’è un uomo misterioso vestito da Babbo Natale che uccide gente. Fine del film.

Lo ripeto: il silenzio è il doloroso commento del film

Dal mio archivio personale scopro che questo film l’ho visto nel dicembre del 2012, quasi sicuramente con i sottotitoli, e non mi ha lasciato alcuna memoria. All’epoca credevo ancora nel cinema e come voto gli ho dato solo 4 (su 10), che per il mio metro di allora significava: “ma che è ’sta cazzata?” Poi ho conosciuto meglio la Z e la mia scala dei valori si è abbassata così tanto che fra un po’ dovrò usare le frazioni e i millesimi.
Oggi ai filmacci fatti bene ma stupidi, do 4, e ai filmacci fatti male e stupidi do 3, quindi Silent Night dovrebbe confermare il 4, essendo fatto tecnicamente in modo perfetto sebbene stupido fino alla nausea. Non so, io propendo per 2. Perché se un tizio qualsiasi fa una stupidata, è una stupidata; se uno bravo fa una stupidata, c’è l’aggravante della bravura.
Miller si è rovinato perché con i primi film ha dimostrato di essere un registone capace, che ha imparato dai migliori e vuole divertirsi con gli spettatori: tirare fuori questo inutile liquame maleodorante è una delusione troppo cocente.

La falce è giusta: è il martello che ti manca…

Disperato dalla totale nullità di questo Babbo Niente, provo a spulciare qualche rivista, e su “Rue Morgue” n. 129 (dicembre 2012) trovo una breve intervista a Miller.

«Crescendo negli anni Ottanta, io e mio fratello prendevamo in videoteca i più oscuri film che riuscivamo a trovare: Natale di sangue è stato uno dei primi noleggiati, quando avevo circa sette o otto anni. Il titolo era grandioso ma soprattutto è stata la locandina a conquistarci. Probabilmente l’abbiamo noleggiato ogni Natale, come rituale. Era uno di quei film che ho sempre pensato avesse del potenziale inespresso.»

E quindi ne ha fatto un remake? O un reboot? O qualche altra parola inglese per indicare il nulla?

«C’è molta differenza [nel mio film] con l’originale, perché Natale di sangue si concentrava sul passato di Billy. Per la prima ora del film eravamo concentrati sul ragazzino e tutta quella storia in chiesa. Io invece volevo un film su Babbo Natale e la sua ascia, che era tutto ciò che ricordavo dell’originale.
Quando ho ricevuto il copione, era abbastanza vicino alla mia idea. Ci sono degli omaggi, ma a parte questo è molto lontano dal vecchio film.»

Ora però sono curioso, e mi vedo questo “vecchio film” che tanto successo pare abbia avuto. E mi deprimo ancora di più, perché d’un tratto è chiaro quanto Miller abbia detto solo un mare di stupidaggini nell’intervista.

Uscito il 9 novembre 1984 in patria, Silent Night, Deadly Night di Charles E. Sellier jr. – portato in Italia direttamente in VHS dalla AVO Film – è la diseducazione di un bambino, Billy, che vede la propria famiglia venir massacrata da uno psicopatico vestito da Babbo Natale. Cresciuto da una Madre Superiora molto più cattiva di qualsiasi psicopatico, Billy non ha altro destino che diventare un serial killer. Ormai adulto, alto e muscoloso, costretto a vestirsi da Babbo Natale esce di capoccia e comincia a “punire” chi lo merita: sia i cattivi che i fornicatori, come gli ha insegnato la crudele Madre.
Sono gli anni Ottanta quindi lo slasher / splatter regna: Billy segue per filo e per segno le orme di Jason e Michael Myers, regalandoci uccisioni cruente e smaciullanti che ovviamente sono state tutte tagliate. E tagliare un taglio è davvero cattiveria! Per fortuna oggi sono state “riattaccate” nelle edizioni in DVD.

Natale di sangue è uno splendido film splatter tipico della sua epoca, con una storia e un finale da applauso, ma Miller non l’ha capito e pensa che protagonista della vicenda sia un Babbo Natale che uccide: spero di cuore che non sia così, che cioè il regista abbia fatto il finto tonto perché non può davvero aver capito questo, di quel film.
Protagonista è la discesa nella follia di una vittima, torturata dal perbenismo bacchettone che permea la società, violentato prima da una figura negativa e poi da una che la società considera positiva. Le uccisioni sono solo una conseguenza della trama, non il motore principale, il che sarebbe noiosissimo.
E soprattutto, ciò che rende interessanti le uccisioni sono gli effetti splatter, tutti assolutamente vietati negli anni Duemila, così come trattare male i bambini: oh Miller, e te che ci fai vedere? Niente, infatti…

Se è Natale… perché fa i coriandoli?

Tolte due scene – il vecchio in coma che si risveglia solo per dire che bisogna correre via da Babbo Natale e la ragazza a petto nudo “inchiodata” alla testa d’alce – i due film non hanno assolutamente nulla in comune, se non un Babbo Natale che uccide con un’ascia.
Nell’intervista Miller ci dice che avrebbe voluto chiamare alcuni attori-simbolo del film del 1984 a fare piccoli ruoli, ma erano tutti occupati e non si sono trovati con i tempi. Seeeee, va be’, questo è quello che hanno detto a te, Steven: ci avevano messo trent’anni a strapparsi di dosso la fama di quel film, e ora ti pare che si vendono per due spicci di cameo? Mica fanno Miller di cognome…

La nuova forma del nulla

Chiamare il sempre titanicamente inutile Malcolm McDowell, al suo due milionesimo film quell’anno, per giocare la carta “attore famoso = vuoi vedere che è lui il cattivo?” sarebbe dozzinale se lo facesse un cialtrone, fatto da Miller invece fa più male. Perché lui sa bene che i propri spettatori non cadranno mai in trucchetti così imbarazzanti, ma non può farci niente.
È ormai un regista imbrigliato, un artista che deve comportarsi come un buffone se vuole stare al gioco della mediocrità cinematografica.

Devi sempre comportarti come fossi non fossi tu l’assassino, cioè fossi tu, cioè no, cioè forse…

Silent Night ha guadagnato molto bene, ma è tutto relativo. Costato 5 milioni di dollari, è ovvio che incassarne 15 in totale sembra un gran successo. È la formula Bloomhouse, investi poco e guadagna poco ma in attivo.

Addio, genialità di Miller…

Se voleva lavorare in una catena di montaggio sforna-schifezze, Miller poteva cercare lavoro in un fast food, e nel tempo libero girare capolavori come ha dimostrato di saper fare, senza frenarsi per sembrare “serio”.
Spero che abbia guadagnato tanti soldi da questo film, e che svendersi gli sia convenuto. In effetti, di solito conviene…

L.

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20 risposte a Miller 5. Silent Night (2012)

  1. Conte Gracula ha detto:

    Già l’idea del Babbo Natale assassino mi annoia un po’, devo dire. Mi sa che non devo vederlo 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Non ho modo di recuperare il mio commento di allora, quindi devo affidarmi alla memoria, dopo aver visto questo ho pensato una cosa tipo: Toh, uno che ha visto “Silent Night, Deadly Night” e ci teneva a provare a rifarlo. Film che è ben poca cosa, con omicidi almeno ben fatti, la scena dei “coriandoli” secondo me è una strizzata d’occhio a “Fargo” dei Fratelli Coen, ma più che quello poco roba. Certo che dopo aver dato prova di saperci fare, per Miller questo è un passo indietro anche grosso.

    Mi sono perso il film con Heather “Rosemary” Graham, un giorno la carriera della Graham andrà approfondita, penso che sia l’attrice con più ruoli da prostituta oppure da donna maltrattata in carriera. Cheers!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Visto e, come spesso accade con gli slasher, sono più largo di manica nel giudizio: detto che Natale di sangue, l’originale, è ben altra fattura e questo non gli lega i lacci delle scarpe, devo dire che a me non lasciò un ricordo disprezzabilissimo, nel senso che me lo bevvi come si beve una bevanda dissetante in estate e poi chiusa lì, diventa una bevanda come tante altre che hai bevuto (perdonate la ridondanza del concetto di bere 🙂 ). Premetto che magari quella giornata cercavo solo di assuefare istinti primordiali di sangue e putrescenza e quindi fu la banalità basica delle mie esigenze a farmelo tollerare 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente il problema è il mio, perché trovo noiosissimo lo slasher senza splatter: Miller purtroppo ad ogni film riduce sempre più lo splatter – se vuole diventare regista serio – e quindi vedo solo gente che esce di scena semplicemente perché è cambiata l’inquadratura.
      Perché continuare a fare un genere che non si può mostrare? Come dico sempre, che senso ha fare un porno dove sono tutti vestiti? Speriamo Miller si sbrighi a cambiare genere…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Comunque sulla critica alle minori dosi di splatter sono assolutamente concorde! Lo slasher con lo splatter è better (per fare la rima in inglese)…anche se io lo sopporto pure nella versione più edulcorata! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sicuramente la censura non ha mai amato lo splatter, e finiti gli ’80 la morte del cinema ha spazzato via i generi: quei quattro ragazzini che ancora pagano un biglietto non bastano per far rimanere in vita generi di nicchia come una volta. Però Miller è un animale da festival del cinema horror, e lì sì che i fan spendono: avrebbe anche potuto lasciarsi andare, in prodotti come questo…

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      • Anonimo ha detto:

        Anche su questo concordo: al di là della clemenza o meno che si può avere col film si è trattato certamente di un’occasione persa 😣

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Questo è il Miller che ho conosciuto e che ho schifato da subito! Film pessimo che non consiglio a nessuno. Ora bisogna capire qual’è il vero Miller: il bravo costretto a girare col nulla o quello scemo che fa incassi con pellicole di m@rda?

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  5. Giuseppe ha detto:

    Sinceramente non me lo ricordo ma, essendoci di mezzo Malcolm McDowell, credo che invece dovrei… recupererò per verificare i miei non ricordi, magari anche prima del prossimo Natale 😉

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  6. Kuku ha detto:

    Mi ricordo la locandina di sto Babbo con le occhiaie quando ravanavo in cerca di cose natalizie. Che schifezza dev’essere. Ma da ridere assai per la scusa che gli attori del primo film hanno affibbiato a Miller! Forse invece gli hanno proprio detto di smammare ma lui ha inventato la scusa per l’intervista. IN ogni caso, la cosa è ridicola!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Considera che parliamo di attori di serie B degli anni Ottanta, sconosciuti se non fosse per quel film natalizio, contattati vent’anni dopo: per quanto tutti ancora in carriera, dubito che avessero tutti produzioni in corso così importanti da non poter fare una comparata 😛

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