[Comics] Zaroff (2019)

Cover di François Miville-Deschênes

La caccia all’uomo non finisce mai: è un tema narrativo il cui fascino non ha confini di età o di medium. Dei film sui ricconi che danno la caccia ai poveracci ho già recensito alcuni titoli importanti, accomunati dall’etichetta Hounds of Zaroff, espressione che ho rubato ad un saggio americano sull’argomento: i cani da caccia di Zaroff però sono sempre all’erta.

Nel maggio del 2019 la casa editrice di Bruxelles Le Lombard ha presentato un’incredibile avventura a fumetti che non potevo ignorare, e per fortuna è uscito anche in versione inglese (tradotto da Dan Christensen) che il francese proprio non lo mastico.
Il celebre belga Sylvain Runberg  – di cui ho adorato Riconquiste (Reconquêtes, 2011) e Droni (Drones, 2015), letti su Lanciostory e Skorpio – prende il film La pericolosa partita (1932) e soprattutto il racconto originale, rielabora la trama… e ne scrive un seguito con i meravigliosi disegni del canadese François Miville-Deschênes.

Il risultato è un capolavoro dal titolo semplice e fulminante. Zaroff.

I cani da caccia di Zaroff

L’odore del sangue, del sudore… della paura: il piacere assoluto che solo la caccia può donare ad un predatore.

21 aprile 1932, un’isola al largo delle coste brasiliane. Due uomini corrono nella fitta vegetazione, per raggiungere la loro barca e sfuggire a dei cani da caccia. Uni degli uomini finisce in una trappola nascosta fra gli alberi, l’altro si immobilizza sulla costa a fissare la sua barca distrutta.

In ogni caccia arriva quel prezioso momento… in cui la preda perde ogni speranza.

A porre fine alle sofferenze della vittima arriva il cacciatore, spiegando che secondo Marco Aurelio nulla di ciò che è legato alla natura ha bisogno di giustificazioni: cosa c’è di più naturale di un cacciatore che insegue e cattura la sua preda?

Zaroff è sempre con noi, e il suo “gioco” è sempre in corso

Entra così in scena il generale Zaroff, che con i suoi servitori-seguaci Radimir ed il colosso sordo-muto Ivan vive al di fuori del mondo: quando delle imbarcazioni finiscono sulla sua isola… si apre la caccia.
Ma il destino lo attende e da cacciatore Zaroff sta per trasformarsi in preda: l’americano Sanger Rainsford, diretto in Brasile per una stagione di caccia, sta per arrivare sull’isola, e stanno per svolgersi le vicende del film La partita pericolosa (1932).

Il 6 giugno 1932, negli Stati Uniti, Rainsford tiene una conferenza stampa dove in pratica riassume le vicende del film, e da cui scopriamo che una pattuglia americana è andata a controllare sull’isola… e non ha trovato alcun cadavere. Quindi nessuno crede alle parole dell’uomo né all’esistenza di Zaroff. Grande errore.

I cani da caccia sono ora ghepardi

5 novembre 1932, un’isola al largo delle coste venezuelane. Il grande gioco continua.
Zaroff è sopravvissuto alla furia dei suoi stessi cani uccidendoli a mani nude, rimanendo però con il volto sfregiato. Ricostruito il suo castello su un’altra isola – ma con quali soldi? – e presi due servitori identici a quelli che aveva prima, può continuare il suo hobby. O meglio, la sua ossessione.

Lo splendido studio di un cacciatore d’uomini raffinato

Malgrado i suoi servitori abbiano passato mesi a creare una riserva di caccia, Zaroff ormai sembra aver perso ogni istinto predatorio: vuole solo tornare nella madre Russia e organizzare una controrivoluzione per rovesciare Stalin.

Tutto cambia quando si mette in contatto con lui Fiona Flanaghan: la figlia di una delle sue vittime. Il generale non sapeva che quell’uomo era uno dei boss della mala di Chicago, e che sua figlia non è da meno. la conferenza di Rainsford l’ha convinta che Zaroff è ancora vivo: l’ha rintracciato e sulla sua isola ha fatto nascondere una serie di vittime. Cioè la sorella e le nipotine del generale: se le troverà, potrà cercare di salvarle, ma se le trova prima Fiona saranno spacciate.
Zaroff viene sfidato sul proprio territorio e al proprio gioco… da una donna. Questo lo fa impazzire di rabbia… ma gli fa tornare anche l’istinto della caccia.

Sfida a Zaroff

Piombata Fiona sull’isola, in compagnia di João Pedro Dos Anjos, il miglior cacciatore venezuelano: la caccia è aperta, il gioco è iniziato e quindi… servono i giocattoli giusti.

Per fare bene un lavoro serve lo strumento giusto

Comincia l’avventura, comincia la caccia all’uomo, anzi… la caccia al cacciatore. È una sfida tra due estremi troppo simili per condividere la stessa esistenza. Zaroff e Fiona sono identici e speculari, mossi dagli stessi sentimenti: l’isola, le trappole, le belve feroci e la morte sono solo manifestazioni della loro furia.

Terreno di caccia splendido ma ostile

Il sangue Zaroff non è acqua, e anche i parenti che il generale salva devono decidersi a sentirne gli effetti. Sia la sorella che i nipoti riusciranno a resistere ai ritmi e alla violenza di Zaroff, ma la mente rimane l’arma più pericolosa: tutti possono nascere cacciatori… diventarlo è ciò che separa il dilettante dal professionista.

Belva contro umano, una guerra antica

Una storia pulita e crudele, una narrazione scorrevole ma d’impatto, personaggi splendidi che dispiace aver lasciato alla fine dell’albo. Era tempo che il re dei cacciatori tornasse in vita, anche perché viviamo in un’epoca perfetta per lui.
Se Zaroff è nato negli anni Trenta in cui la caccia agli animali era amata da tutti, oggi che è osteggiata e giustamente criticata si apre una nuova epoca: c’è più tempo da dedicare alla caccia all’uomo!

L.

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7 risposte a [Comics] Zaroff (2019)

  1. Cassidy ha detto:

    I disegni sono una gioia per gli occhi, hai scovato una chicca che completa alla perfezione il tuo ciclo a tema. Zaroff caccia umani, tu fumetti, ma la caccia è sempre aperta 😉 Cheers

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Disegni davvero splendidi e storia efficace per dar vita ai nostri istinti (filmici/in questo caso cartacei) primordiali, davvero interessante e ottima ciliegina sul ciclo! La mia passione per i fumetti è più materia di età adolescenziale ma credo che se lo avessi tra le mani, questo fumetto, lo divorerei tuttora! 🙂

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  3. Giuseppe ha detto:

    Niente male davvero questo ritorno (a fumetti) del Conte Zaroff 😉

    Piace a 1 persona

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