The Mandalorian 1×04 (2019) Gina Carano Superstar!

Spero che stiate seguendo la spettacolare serie TV “The Mandalorian“, che al quarto episodio è riuscita a superare se stessa: questo solo episodio – diretto dall’attrice Bryce Dallas Howard, che dimostra di aver imparato molto bene da papà Ron Howard – per me vale più dell’intera saga di Star Wars. Questo la dice lunga su quanto io NON sia fan di Star Wars.

Se già la serie mi è piaciuta da subito perché si rifà al genere “cacciatori di taglie” – dove il romanziere Mike Resnick potrebbe dettare legge, se non avesse scritto romanzi davvero scarsini – con un protagonista che sembra uscito dalle irresistibili pagine Dark Horse scritte da John Wagner (papà di Judge Dredd), se già “The Mandalorian” non fosse notevole perché è palesemente un western che finge di essere inserito in una saga quasi-fantasy e con un protagonista più vicino a Jonah Hex che a Han Solo, se già tutto questo non contribuisse a farmi adorare la serie… dal quarto episodio arriva il mio amore, Gina Carano, e tutto esplode.

Un gran bel motivo per vedere la serie!

Era intorno al 2010 che scoprii Fight Girls (2006), documentario-reality dove la giovane Carano dimostrava la sua bravura nelle mixed martial arts e poi l’ho vista crescere: nel vero senso della parola. Le sue cosce sono registrate come armi letali, e la sua grinta nel combattere la potete ammirare negli incontri sul ring. Purtroppo come attrice non ha avuto buone occasioni per risplendere, ma al fianco del mandaloriano la sua naturale gagliardiaggine può arrivare a livelli epocali.

«Siamo la coppia più tosta del mondo» (quasi-cit.)

Come dicevo, “The Mandalorian” è in tutto e per tutto un western, quindi il quarto episodio ha la trama più classica dei classici, cioè presa da I magnifici sette (1960), a sua volta fotocopia de I sette samurai (1954) del maestro Kurosawa. Tutti l’hanno rielaborata, c’è pure un pazzo che ha scritto una fan fiction con dei coloni umani così disperati da chiamare sette Predator in disgrazia ad aiutarli… ma questa è un’altra storia.
Visto però che non ci sono sette eroi ma solo due – il mandaloriano protagonista e Cara Dune (Gina nostra, gagliarda e tosta) – la storia assume un altro sapore…

Dovrei fare causa alla Disney perché un protagonista rude e tosto e la sua grintosa alleata che aiutano degli innocenti insegnando loro tecniche da guerriglia viene tutto da Chi muore per primo, muore due volte (2015), la mia avventura dove Giona Sei-Colpi ricicla battutacce degli eroi anni Ottanta per aiutare dei poveri monaci assediati dalle forze del male.
Ovviamente sto scherzando: sia io che “The Mandalorian” siamo figli del Maestro di tutti. Sam Raimi e il suo Army of Darkness (1993), che è una spremuta di cinema come non è mai apparsa su schermo. Non a caso come nemici di quest’episodio abbiamo i Klatooinian: sarebbe stato geniale batterli gridando «Klaatu Barada Nikto»!

Gina come Ash: aggiungete un milione di punti in più

Gina entra in scena seduta al bar, come fossimo tornati ai tempi dell’esordio nel deludentissimo Knockout. Resa dei conti (2011), ma in realtà è un classicone: l’eroe dei western – da Tex a Hex – prima o poi si siede sempre al saloon, in attesa che esploda l’azione.

Quando Gina aspetta al bar, le botte stanno per arrivare

All’apice dell’episodio, quando per la prima volta nella mia vita sono appassionato da un prodotto di Star Wars – l’ultima volta forse avevo 12 anni! – Gina decide di farmi morire. Si rivolge al mandaloriano e grida: «Dammi il fucile a impulsi» (Give me the pulse rifle).
Fucile a impulsi? Pulse Rifle? Ma questi sono termini dell’universo di Aliens! Il nerdgasm scatta potente…

Quando una donna imbraccia un pulse rifle, l’universo esplode

Avrò modo nel mio blog alieno di raccontare come Star Wars si rifaccia ad Aliens, visto che il pulse rifle appare in manuali tecnici dal 1994 mentre Cameron l’ha sdoganato nel 1986. (No, non il Cameron di Alita e Terminator 6, parlo del Cameron quando era Cameron!)

Per ora mi limito a consigliare caldamente di ammirare Gina Carano muovere il suo corpaccione in questa serie spettacolare, dove può essere libera di picchiare la gente e fare sguardi carichi di gagliardiaggine. Una perfetta alleata per il mandaloriano.

Ahò, ma nun te suda la capoccia?

Chiudo con un mistero degno di X-Files: come mai dal 4 ottobre 2019 Amazon ha in vendita questo modello Lego che ricrea esattamente quanto visto nel quarto episodio di “The Mandalorian”… che però è andato in onda il 29 novembre successivo???

L’Impero (Disney-Fox-Lucasfilm) sa con due mesi di anticipo cosa piacerà ai bambini

Possibile che l’Impero (Disney-Fox-Lucasfilm) fosse così sicuro del successo dell’episodio da organizzare già una corposa confezione Lego apposita? Diavoli del marketing

L.

– Ultimi post su Gina Carano:

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21 risposte a The Mandalorian 1×04 (2019) Gina Carano Superstar!

  1. Zio Portillo ha detto:

    Due-parole-due su questo “The Mandalorian”. Trama semplice semplice ma realizzata da Dio e con amore per il materiale trattato. C’è più libertà perché non si va ad intaccare i protagonisti “canon”? Onestamente mi interessa poco, so solo che sono prodotti come questo o come “Rogue One” che mi fanno fare pace con Star Wars dopo che la serie “ufficiale” mi aveva di fatto allontanato definitivamente dal franchise. Questa serie me la sto divorando episodio dopo episodio in spasmodica attesa per l’uscita della nuova puntata.

    P.S.: probabilmente sono l’unico che guarda “9-1-1” (inizialmente non mi dispiaceva, ora lo guarda “per inerzia”…). Volevo segnalarti che un paio di episodi fa ricrearono uno tsunami che colpì L.A. e alla squadra protagonista si aggiunse Ronda Rousey/Lena. E fin qua… Quello che però ti può interessare è che nell’episodio successivo la Rousey conduce il suo collega/love interest Edmundo Diaz/Ryan in un posto dove praticano il pit fight. Occasione per mostrare la Rousey in azione (lei contro un tizio che le prende di brutto) e introdurre Ryan nel mondo del pit fight per sfogare lo stress. Non so se la cosa proseguirà perché è da due episodi che la storia ha preso altre strade (e la Rousey è sparita) tranne che per un dettaglio. Un collega dei due (Buck) nota dei lividi sulle nocche di Ryan e gli chiede cos’ha combinato. La risposta del novello fighter è evasiva ma lascia aperta la porta ad un possibile prosieguo del pit fight.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ghiottissima segnalazione! Sia per Ronda che è sempre un bel piacere, sia per la trama da pit fight, che sai quanto adoro il genere.
      Mi vado subito a gustare gli episodi in questione ^_^

      Quando devono gestire personaggi “canonici” gli autori di solito hanno così tanti limiti che la narrazione ne risente. Invece qui mi sembra ci sia più libertà e soprattutto voglia di divertirsi.
      Forse “The Mandalorian” mi piace perché non c’entra niente con Star Wars – infatti ho notato qualche esitazione nei fan (o presunti tali) della saga – e la trama “semplice” è in realtà puro canone western, genere che non ha mai brillato per trame chissà che complesse, in quanto sono i personaggi a fare la storia.
      Quando il cacciatore di taglie che non guarda in faccia a nessuno arriva in paese e si rende conto di non poter eseguire l’incarico, è puro western classico, di quello che mi sa non piace ai fan di Star Wars. Eppure è l’essenza stessa del franchise: “La fortezza nascosta” di Kurosawa, l’originale di Star Wars, non era un chanbara ma gli elementi del “western giapponese” c’erano tutti.

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  2. Cassidy ha detto:

    Volevo scriverti per dirti della presenza di Ginona, ma tanto ero sicuro che eri già in azione con gli occhi a forma di cuore 😉 Ti faccio il riassunto in breve delle mia vita recente. Sono sul bus, sono a casa, sono lavoro, e costantemente penso: «Uffa, perché non è già uscita la nuova puntata di The Mandalorian?» (storia vera).

    Dallas BRUCE Howard qui ha diretto meglio di sua papà quando ha fatto quella solà di film su Han Solo giovane. Le citazioni a Kurosawa, all’Armata delle Tenebre, ai Magnifci Sette sono il motivo per cui aspetto i venerdì per un nuovo episodio di questa serie. Non mi succedeva da “Rogue One” di essere così gasato per qualcosa a tema “Guerre Stellari”, lì recitava il Maestro Donnie Yen, qui Ginona, e considerando che nell’orrendo “Episodio VII comparivano per due secondi Iko Uwais e Yayan “Mad Dog” Ruhian, io ora ho solo un grande sogno: i magnifici sette (di menare) nello spazio, un po’ come il vecchio film di Roger Corman 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Prendere i personaggi secondari buttati a caso e farci dei magnifici sette: allora sì che la galassia esploderebbe!
      Il problema con la serie è che al quarto episodio è salita talmente in alto… che ho una paura fottuta di vederla cascare di brutto e – come hai citato tu ieri – più sono grossi e più fanno rumore quando cadono…
      Spero di cuore che mantenga questa qualità e questo livello altissimo di citazioni-rimandi-omaggi.
      Ma soprattutto spero che si sbrighino a cacciar fuori fumetti e romanzi con le avventure dei due protagonisti: dopo l’uscita dei film di Gei-Gei anche la guardia notturna del set ha avuto un fumetto a lui dedicato! 😀

      Intanto continua il conto alla rovescia per il nuovo episodio.
      Vista la quantità di spoiler di cui è piena la Rete, come fanno quelli che stanno aspettando marzo per vedere la serie???

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  3. Il Moro ha detto:

    mi permetto di dire che il format del duo che insegna a difendersi a un gruppo sotto attacco è ben precedente ad Army of Darkness, io lo farei risalire almeno a “Trinità” (e si torna nel western), e sono più che sicuro che ci siano dei precedenti anche a quello… 😉
    Scherzi a parte, ho sentito parlare un po’ dappertutto “abbastanza” bene di questa serie, sebbene pochi gridino al miracolo. Certo che per essere meglio degli ultimi prodotti legati a Guerre Stellari serve poco… Prima o poi la guarderò.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il “duo” era riferito al plagio del mio racconto, ovviamente per scherzo 😛
      Anche se in realtà i “dui” nel western sono sempre maschili: raramente le donne hanno un peso da co-protagoniste, anche in tempi di pari opportunità: ecco perché mi sono divertiro a fare il collegamento col mio racconto, la cui formazione è appunto “uomo rude + alleata più comunicativa che aiutano indifesi a prepararsi contro cattivi in arrivo”.

      Army of Darkness è un one man show, quindi niente duo 😛

      Anch’io ho trovato commenti straordinariamente blandi, e penso perché “The Mandalorian” è puro western che finge di far parte di una saga quasi-fantasy, lo dimostra il fatto che gli esperti su YouTube hanno identificato tutte le citazioni dell’episodio all’interno di Star Wars, ma la palese citazione dei Magnifici Sette non è nominata. I fan vanno a compartimenti stagni, difficile trovare fan talebani di Star Wars che apprezzino il western classico 😉
      Per non parlare di fan di Star Wars disposti ad ammettere che il pulse rifle è copiato da Aliens…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    L’inizio della rece dove ribadisci il tuo NON amore per Star Wars mi ha fatto restar male, però ho cominciato a perdonarti leggendo il post interessante su una serie altrettanto interessante. Poi, quando alla fine hai messo le immagini LEGO…abbiamo fatto definitivamente pace!!! 🙂 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahaha proprio perché non sono fan è strana questa mia passione per la serie, ma in fondo – come già detto – è un puro western classico infilato a forza in Star Wars, e mi sa che ai fan più “duri” questo non scompiffera più di tanto 😛

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  5. Giuseppe ha detto:

    Questa è una serie sul successo della quale non mi ci sarei giocato le palle, detto papale papale, considerando io Star Wars una saga molto più cinematografica/fumettistica/videoludica che non televisiva (a proposito, quel tentativo di serie animata anni ’80 dal titolo “Droid adventures” chi se lo ricorda più, ormai?)… invece sembra proprio un prodotto riuscito, forse anche in funzione di quanto si allontana dallo SW dei fan duri e puri 😉

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