Krocodylus (2000)

KrocodylusNell’agosto del 1999 la Trimark Pictures compra una sceneggiatura dal titolo Salty, con i titoli alternativi Crocodile e Blood Surf, firmata da una curiosa sigla: Writers on the Wave. Chissà che non sia una storia “parente” del Blood Surf scritto da Maria Centrella e Daniel J. Blackburn nel 1987, all’apparenza tuttora inedito.
La casa, che chiuderà i battenti di lì a poco, affida al regista di serie Z James D.R. Hickox il compito di portare la storia in video ed ecco che nasce Blood Surf, noto anche come Krocodylus.
Il film gira sin dal 2000 ma l’uscita negli USA risulta essere del 26 giugno 2001. A sorpresa il precedente 14 giugno esce in VHS italiana, targata CVC, con il titolo Blood Surf: è noto da noi anche come Surf rosso sangue ma non è chiaro a cosa si riferisca questo titolo, se a un passaggio TV o a qualche edizione DVD sconosciuta.

Ammazza che quartetto da paura...

Un mercoledì… da coglioni!

Un giorno a Palm Island arriva un tifone devastante chiamato “giovani deficienti americani con il surf”, un gruppetto di dementi che vuole surfare e rockeggiare sulle onde mentre una troupe guidata dal regista Zack Jardine (Matthew Borlenghi) li riprende per fare uno speciale televisivo.
Per aggiungere pepe all’iniziativa, l’idea è di raggiungere Lilo Cay e surfare… in mezzo agli squali che infestano quelle acque.
Servirebbe una guida locale che accompagni i buffoni a farsi mangiare dagli squali, servirebbe il solito ridicolo occidentale che vive in Asia per sfuggire ai demoni del proprio passato, servirebbe uno stereotipo ambulante interpretato da un attore di seconda scelta, insomma servirebbe il primo stronzo che passa… ed ecco il capitano John Dirks (Duncan Regehr)!

Barba da duro, gilet da duro... peccato l'espressione da fesso!

Barba da duro, gilet da duro… peccato l’espressione da fesso!

Come vuole il copione, Dirks è un uomo rude ma dai sani princìpi e non vuole accompagnare i surfisti a morire, però è impegnato sentimentalmente con Artemis (Taryn Reif) e questa ha tutt’altri princìpi: vuole i soldi che gli americani portano, e così ci pensa lei a convincere il rude capitano. Inizia a ballare sensualmente nel locale, attirando gli sguardi di tutti…
Ok, se già la scelta di sceneggiatura non fosse ridicola, aggiungiamo pure il fatto che la povera attrice è la donna con meno curve del mondo: è come vedere un ragazzino rachitico che fa le mossette sexy. L’espressione vogliosa degli uomini che la circondano è totalmente posticcia e inappropriata.
Alternando sequenze rubate a vari documentari di Discovery Channel e con trovate di pessimo gusto, arriviamo finalmente tra le onde piene di squali di Lilo Cay.

Posa plastica, please...

Posa plastica, please…

L’operatrice Cecily (Kate Fischer) è pronta in acqua: i surfisti Bog Hall (Dax Miller) e Jeremy (Joel West) possono iniziare a solcare le onde facendo ciò che sanno fare meglio. Cioè i coglioni.
Poi d’un tratto succede l’imprevisto: nuotando tra gli squali… uno squalo attacca. Incredibile, chi se lo sarebbe mai immaginato? In realtà struscia solo la gamba della coraggiosa Cecily, che un secondo prima sfotteva chi aveva paura degli squali.
Finirà mai il cattivo gusto in questo filmaccio? Temo di no.

Finalmente, a tre quarti di film, arriva il coccodrillone!

Finalmente, a tre quarti di film, arriva il coccodrillone!

Tra pirati e altre scene rubate ai documentari sugli squali, arriva in campo il super-coccodrillone mangione che inizia a papparsi il cast del film. E qui scatta il sorpresone: il capitano Dirks aveva già incontrato il coccodrillo quando gli distrusse la barca ed uccise i turisti che stava trasportando.
Da allora il corrucciato Dirks – a metà tra il Quint de Lo Squalo e l’Achab di Moby Dick – dà la caccia all’ultimo esemplare di Crocodylus porosus, animalone gigantone – che gli australiani chiamano Saltie, da cui il nome alternativo della sceneggiatura – che ora diventa perfetto materiale per un documentario: altro che surfisti tra gli squali!

Una dieta ricca, a base di surfisti...

Una dieta ricca, a base di surfisti…

Tra pupazzoni di coccodrilli immobili nell’acqua mentre gli attori gli cascano in bocca – titanica la scena del regista che, surfando, finisce direttamente nella gola del mostro! – e modellini mossi con lo spago, la qualità del film crolla miseramente e il surfista demente riesce dove Dirks provava da decenni.
Con un semplice candelotto di dinamite fa crollare una montagna che seppellisce il povero Krocodylus…

Ragazzi, ma questa scena non è troppo uguale a "Lo Squalo"?

Ragazzi, ma questa scena non è troppo uguale a Lo Squalo?

Certe creature mettono i brividi e fanno tremare da capo a piedi… sono i surfisti e gli sceneggiatori di filmacci con bestiacce!

L.

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8 risposte a Krocodylus (2000)

  1. Cassidy ha detto:

    Se Discovery Channel iniziasse a far pagare le scene dei suoi documentari molte case di produzione di serie Z chiuderebbero i battenti 😉 Certo che un mostro che si chiama “Salato” può dire della grandi verità, ma di far paura con quel nome, la vedo molto difficile. Cheers! 😉

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