S.W.A.T. Under Siege (2017) Sotto assedio

Può sembrare incredibile, ma ad una casa che raccatta la spazzatura da ogni angolo di strada come la Sony Pictures può capitare di distribuire anche prodotti della Original Film, specializzata nella produzione di film di serie A o al massimo di buona B.
Oddio, anche alla Original capita di volare basso, così mentre produce la saga di Fast & Furious nel 2003 presenta il non riuscitissimo S.W.A.T. di Clark Johnson, molto vagamente ispirato alla serie TV omonima del 1975. Malgrado sia tutt’altro che un successo la casa continua regolarmente a sfornare film più piccoli ma similari.
Così abbiamo S.W.A.T.: Firefight (2011) ed ora questo S.W.A.T.: Under Siege, presentato il 1° agosto 2017 in patria americana.
Non so stabilire l’esatta distribuzione italiana e non sembra essere prevista un’uscita in DVD, ma di sicuro lo trovate su iTunes.

Terza avventura della squadra della Sony Pictures

Alla regia troviamo quel Tony Giglio ben noto ai lettori di questo blog, perché ha diretto U-429. Senza via di fuga (2004) ma soprattutto ha partecipato alla sceneggiatura di Death Race 2 (2010) e Death Race: Inferno (2013).
Per questo film lascia invece la sceneggiatura a Jonas Barnes e Keith Domingue, due tizi di passaggio che si limitano a rielaborare il primo film della serie fondendolo con elementi sicuramente presi da Distretto 13 (1976) del Maestro Carpenter.

Protagonista americano dal ciuffo perfetto, con partner di minoranza etnica (cioè donna!)

Il bello e bravo e dal ciuffo perfetto Travis Hall (Sam Jaeger) è un agente S.W.A.T. che non dorme mai, e pure quando dorme è pronto all’azione.
All’alba del 4 luglio, mentre si appresta ad iniziare una giornata di festa in seno alla famiglia, Travis viene chiamato per un’azione suicida: si alza e parte con la stessa determinazione di uno dei Busto Garolfo Cops di Aldo, Giovanni e Giacomo.

— Ma oggi è festa…
— I criminali non fanno mai festa

Con questa frase maschia il film si aggiudica subito il Premio “Ma che belle paroooole”, dedicato a Luciano Rispoli.
Travis esce di casa sparando: perché perdere tempo?

Adrianne Palicki è credibilissima nel ruolo di capo degli S.W.A.T.!

Arrivato a lavoro la capa Ellen Dwyer (una Adrianne Palicki particolarmente impegnata a fare boccucce come se da questo dipendesse la sua vita) informa gli S.W.A.T. che c’è un problema al Monfell Shipping Center: è chiuso da sei mesi ed è quindi diventato base operativa della banda São Paulo Locos. (Oh, le bande americane sono fatte così: appena un edificio è chiuso da un po’ subito ci fanno il loro quartier generale!)
Per fermare questo traffico criminale, la DEA (pronunciato così, dea, come dio al femminile: ma non era dìa?) vuole che gli uomini vadano a sparare alla gente a caso, che è ciò che sanno fare meglio.
Travis nel dubbio spara a tutti i suoi compagni così il film finisce prima. Purtroppo no, si va avanti…

Pronti all’azione ma anche alla posa plastica

Insieme ai suoi compagni di squadra – anonimi figuranti che non vale la pena citare tanto sono inutili – libera la zona fra bombe a mano e bazooka. (Mancano giusto i carri armati.)
Una volta finita l’azione sanguinosa, gli S.W.A.T. tornano alla centrale con un misterioso uomo tenuto prigioniero dai São Paulo Locos…

È lui o non è lui?

… Un uomo misterioso che tutti chiamano solamente Scorpione…

È lui o non è lui?

… Un uomo di poche parole che possiede informazioni che fanno gola al super criminale Lars (Matthew Marsden)…

È lui o non è lui?

… Cento chili di muscoli neri incazzati che rispondono al nome di Michael Jai White, mito assoluto della Z contemporanea e che regge da solo l’intero film.
Scorpion non ha bisogno di parlare: scrive le parole sui suoi piedi e te le manda nella mente prendendo la via più lunga…

Don’t fuck with Michael

Quando il nostro amato Michael entra in scena il film crolla, nel senso che lui è talmente cazzuto e perfetto che gli altri per forza di cose sembrano semplici cartonati che gli fanno da sfondo.
La storia che ne nasce è semplice, un classicone: il super cattivo vuole Scorpion e manda una secchiata di criminali armati a tenere d’assedio la centrale S.W.A.T., mentre i buoni dovranno tentare di resistere.
Purtroppo questo è solo nelle intenzioni, perché l’assedio ricopre giusto il 5 o al massimo il 10% del film.

Non sono loro ad assediare noi, sono io che vi assedio tutti!

I proiettili messi in prost-produzione e il sangue fatto col Photoshop rovinano un po’ l’atmosfera, però non bisogna essere ingiusti: nel panorama diarroico dell’action di serie Z che governa gli anni Duemila questo è un onesto prodotto, che intrattiene quanto basta e usa al meglio quel poco che ha.
E quando hai Michael Jai White che prende a calci dei culi, direi che hai parecchio.

Hanno mandato solo dieci criminali contro Michael: ottimisti!

Un momento di raccoglimento per il catfight fra la capa Ellen e la cattiva killer Sophia (Kyra Zagorsky): due donnine efebiche, vestite da fighette, su tacchi a spillo e con acconciatura perfetta… che combattono l’un l’altra. Ok, diciamo che è meglio non guardare la scena, perché è davvero imbarazzante.
Invece agli amici di Girls With Guns regalo una compilation di faccette della Palicki che spara.

Ripeto, prodotto di basso profilo ma dignitoso, sicuramente migliore della media dei filmacci d’azione (o presunta tale) che girano in home video.

L.

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15 risposte a S.W.A.T. Under Siege (2017) Sotto assedio

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Non posso che concordare: gran parte della dignità del prodotto dipende dall’avere nel cast l’uomo nero col cognome bianco 🙂

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  2. Vincenzo ha detto:

    Gli swat erano un mio mito quando ero bambino e quindi mi incuriosiscono ancora oggi, quanto meno per spirito nostalgico… la prima immagine con la scena dell’armadietto e il distintivo alla cintura della capa dicono tutto o quasi sul film, eppure mi hai fatto venir voglia di recuperarlo per l’appunto per i motivi di cui sopra…👍 ah dimenticavo, la squadra disposta in posa come l’ultima cena di Leonardo, fantastico…😁😁

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  3. Cassidy ha detto:

    Si può sempre contare sul Zinefilo! 😀 Non so se avrò il tempo per commentarlo, ma tanto non avrei mai potuto fare meglio di così, quindi doppi rigraziamenti, per la citazione e per aver messo una parola definitiva su questo film 😉

    Se ci metti un assedio (purtroppo solo nel titolo), Michael Jai White e Adrianne Palicki nel cast mi hai già venduto il film, peccato che l’assedio si veda poco, per fortuna si vede moltissimo il grande Michael impegnato a fare il Napoleone Wilson della situazione, ci mancava soltanto che dicesse “Call me Scorpion!” e poi il riferimento al modello originale sarebbe stato palese 😉

    La Palicki non è credibile a fare nulla perché è semplicemente troppo bella per fare tutto, se solo sapesse recitare bene la metà di quanto è bella (o capace a far faccette) sarebbe Charlize Theron una decina di anni in meno 😉 Sui “Busto Garolfo Cops” sono caduto dalla sedia dal ridere! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per fortuna quel carciofone del protagonista ha una parte molto secondaria, perché il vero spazio è giustamente per Michael e la sua gagliardiaggine 😛
      Ovviamente quando ti capita ti consiglio almeno una visione, perché la somma non sarà un capolavoro ma le singole parti del film sono tutte buone 😉

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Ma che caruccia la Palicki quando spara! Ci crede davvero!

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Non mi sorprenderebbe per nulla sapere che in qualche angolo di mondo ci sono i feticisti delle “faccette delle tizie che sparano”. Se beccano sto post con il musetto della Palicki fanno festa un mese!
    Solo perché c’è White che prende a calci la gente quasi quasi me lo segno e alla prima oretta libera me lo guardo sull’Ipad.

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  6. Cumbrugliume ha detto:

    Il grugnetto dolce della Palicki, i calcioni di Michael Jai White… sei quasi riuscito a vendermi il film!

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  7. Giuseppe ha detto:

    Penso che DEA, in questo caso, più che all’organizzazione fosse un riferimento diretto alla bellezza della Palicki (divina come sempre) 😛
    Qui, poi, è nientemeno che al comando della S.W.A.T., quindi deve insegnare ai suoi uomini il modo corretto di sparare:
    Ellen: “Uomini, quando mettete mano a un’arma vi prendete sempre la piena responsabilità di quello che fate, perché nessun’altro lo potrà fare per voi… dovete metterci la faccia, come me!
    BANG! MGRRR(faccetta)!
    BANG! MGRRR(faccetta)!
    BANG! GRMMMFFH(faccetta accentuata per tiro altamente impegnativo)!
    E’ tutto chiaro?”
    Squadra Leonardo: “Sì, tesoro… cara… SI’, SIGNORA! SIGNORE! COMANDANTE!”
    Ellen: GRMMMGHRRRAAH (faccetta di disappunto, trattenendosi a fatica dal puntare la pistola sui suoi sottoposti)
    Scorpion: “Tutte queste armi mi annoiano anche se, a pensarci bene, non posso arrivare a dire che siano delle vere rotture… perché le uniche vere rotture qua dentro le procuro solo io, con i miei calci volanti e massacranti!” 😀

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