L.A. Zombie (2014) L’ultima apocalisse

Ma perché, qual’è stata la prima? Se questa è l’ultima apocalisse vuol dire che ce ne sono state altre: e com’è che un evento così definitivo per eccellenza e definizione come l’Apocalisse ora… diventa una serie di eventi, di cui questo è l’ultimo?
Tutte domande che nascono ammirando la splendida locandina di questo film, e ormai la regola la conosciamo tutti: più è bella la locandina, più fa schifo il film.

Presentato in home video americano il 23 settembre 2014 come Apocalypse L.A. o Disaster L.A., e scomparso subito da Amazon per la vergogna, questo filmino amatoriale è sufficientemente cialtrone per finire subito nei radar dei distributori italiani, che non spendono certo per stamparlo in DVD o Blu-ray ma si limitano a doppiarlo e buttarlo in TV.
Dopo diversi passaggi, finalmente l’ho visto domenica 26 agosto 2018 su Italia2.

L’intero palinsesto di Italia2 nuoce ai minori, e ai maggiori

Una zoomata dalla Luna alla periferia di Hollywood ci lascia subito spiazzati: mi sa che il solerte regista e sceneggiatore Turner Clay aveva sul PC di casa quelle belle animazioni di Terra e Luna e moriva dalla voglia di usarle in qualcosa.
Comunque nella scena dopo vediamo degli orripilanti morti viventi che consumano inutilmente la propria carne ed emettono fastidiosi versi senza alcun significato che umiliano la propria razza… Ah no, aspetta, sono normali ragazzi di Los Angeles… però il discorso è lo stesso. Ho molta più simpatia per i morti viventi.

Non riesco a capire se è uno zombie o un normale giovane di Hollywood

Dopo la solita notte di bagordi, sbornie e donne lasciate che si presentano con il nuovo fidanzato stronzo – aspetto fondamentale di qualsiasi sceneggiatura di qualsiasi genere – ci si sveglia sotto le meteoriti che cascano solo su Los Angeles. Capite che mira hanno? Potevano scegliere tutto l’universo e invece sono andate a cadere nella Babilonia del cinema: sarà un giudizio universale? Ah, ecco perché si parla di Apocalisse, è una roba religiosa!
No, scusate, è la mia predisposizione da barbone per cui cerco sempre roba buona nei secchioni della spazzatura…

Come ci hanno insegnato un mitico episodio de I Simpson prima e il film di SpongeBob (2015) poi, bastano 30 secondi di sospensione della civiltà per passare alla barbarie: solo che in questi due casi la trovata faceva ridere, nei filmucoli dei registini californiani fa tanta tristezza.
Mentre ancora i meteoriti sono a mezz’aria, già la città è nel panico e bande di criminali mascherati rubano le autoradio: mi spieghi che cazzo ci fai con le autoradio nell’Apocalisse? Oh, è la barbarie e ha le sue regole.

Forza, che ci sono i tergicristalli da rubare!

Con l’autorevolezza che solo un neolaureato in veterinaria sbronzo può avere, uno dei morti viventi protagonisti – che altri chiamano “giovani festaioli” – ci spiega che i meteoriti cadenti hanno portato una spora che, inalata, fa “qualcosa” all’organismo delle persone. C’è da lodare una diagnosi emessa a 15 secondi dall’inizio di un sintomo visto per la prima volta, ma giustamente lo sceneggiatore Clay non è che può stare a perder tempo con la sceneggiatura: ha ben altro da fare.
Per esempio passare cinque minuti a far discutere due beoti sulle modalità di fuga: uno vuole scappare e basta, l’altro dice “No, portiamoci appresso il cadavere della mia ragazza”. Da ciò si evince che spiegare perché la gente si trasforma in zombie è secondario rispetto a spiegarci i motivi per cui un coglione vuole fuggire sotto i meteoriti con un cadavere sulle spalle.
Fortunatamente detto cadavere, non sopportando più i dialoghi dementi del film, si risveglia e ammazza la gente: oh, finalmente uno che si comporta in modo logico!

Questi chiacchierano, è ora di farli smettere

D’un tratto tutta Los Angeles è formata da zombie, neanche il tempo di inalare il misterioso morbo meteoritico che gli zigomi si accentuano e le occhiaie si affossano, diventando zombie brutti. Eh, mica sono tutti uguali gli zombie, queste meteoriti in particolare hanno portato il morbo della zombite brutta.
I morti viventi che invece vogliono farci credere siano ragazzi normali hanno il morbo della demenza acuta, così iniziano a fare tutte le stupidate già viste mille volte in qualsaiasi film, di qualsiasi genere.

Tipico caso di zombite brutta

Qual è il piano, ragazzi? Usciamo di casa e andiamo verso il mare, che lì l’aria è più buona e poi c’è un posticino dove si mangia bene e si spende poco. Ok, va bene, prossima tappa: ristorante Er Buciardo di Santa Monica. Partono, e non riescono a fare neanche tre passi che si sono già separati e ognuno è andato ad infilarsi in una stanza buia. Ma perché? Il piano non era di andare verso il mare? Sì ma devo scendere un attimo in cantina da solo: non so perché, sono spinto da una forza arcana e misteriosa. Dalla demenza da film zombie.
Il film è appena iniziato e già la percentuale di coglioni soli in stanze buie è al 120%.

Puoi girare quanto vuoi, sempre in una stanza buia devi finire

Nel cervelletto smangiucchiato del regista-sceneggiatore Turner Clay questo dovrebbe essere un film cupo, disperato, crepuscolare, ma è palese il fallimento totale della sua visione: l’esecuzione tecnica è talmente cialtronesca che qualsiasi obiettivo è sfumato già al secondo fotogramma dall’inizio.
È più che palese che questo sia un filmettino amatoriale girato da quattro amici disoccupati di Hollywood che, fra un provino e l’altro in attesa di veri ruoli, si siano detti “Oh, rega, perché non facciamo una roba zombie nel nostro quartiere, girando di notte nel parcheggio, che ’ste cazzate vendono sempre? Abbiamo già Italia2 al telefono che scalpita”.
Metà film, e non sto esagerando, è ambientata in un parcheggio con scene di una lentezza che disarmerebbe Kurosawa: i personaggi non possono uscire dal parcheggio perché non ci sono altre location, se non le stanzette minuscole in cui vanno ad infilarsi nella successiva metà del film.

Scusi, c’è spazio nella stanza buia?

Vuoi passare il tempo a fare un film zombie, così con la scusa provini giovani attrici per provarci con loro? Ok, ma allora fai un film zombie: non una mosceria mariomerolesca dove ogni scena passa dallo stupido al ridicolo in rapida sequenza. Che senso ha oggi, quando siamo a quota dieci milioni di film zombie che escono ogni mese, mostrare personaggi che non capiscono cosa succeda, che chiamino dieci volte l’amico fermo in mezzo alla stanza chiedendo «Stai bene?» Ma sei coglione? Questa roba faceva schifo già negli anni Settanta e rappresentava la scolatura della serie Z: quarant’anni dopo siamo esattamente allo stesso punto, non un solo centimetro avanti ma abbiamo fatto parecchi passi indietro.

Ragazzi morti viventi all’ascolto, quando avete finito di drogarvi ed ubriacarvi in omaggio alla vostra gioventù, ecco un consiglio: prendete lo smartphone e fate finta di girare un film zombie nel vostro parcheggio. Italia2 ve lo compra a scatola chiusa!

L.

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24 risposte a L.A. Zombie (2014) L’ultima apocalisse

  1. Cassidy ha detto:

    Impeccabile, ormai provare a guardare tutti i film di zombie che vengono prodotti è un impegno a tempo pieno, eppure siamo ancora lì a vedere sempre le stesse dinamiche. Persino il popolare autore di fumetti Zerocalcare ha detto la sua sui non morti nel fumetto “Dodici”, in cui però ha inserito una questione mica da ridere, secondo lui l’invasione zombie è l’unico evento per cui l’uomo si è preparato prima nell’immaginario che nella realtà. Il che ha senso perché vedendo qualcuno caracollante per la strada, il paragone con gli zombie arriva subito, tranne per i personaggi nei film, che negano l’evidenza e sprecano pallottole sparando al corpo e non dritto alla testa. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo ogni film zombie sembra obbligato a partire da zero, e quindi dobbiamo ancora perdere mezzo film a convincere i beoti protagonisti di quello che noi già sappiamo dalla locandina: dopo cinquant’anni di genere, con miliardi di titoli, potremmo per favore andare avanti? 😀

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahahahah!
    Ahahahahahaha!
    Ahahahahaha!
    La rece mi ha fatto scompisciare (si capiva?)!
    E meno male perché io ormai detesto vivamente tutti questi film di zombi, anzi appena annuso la presenza di qualche morto vivente ne cestino la visione!

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  3. Sam ha detto:

    Cacchio, mi sono perso stò capolavoro.
    Ma poi, perché nella realtà tutti sanno cosa è uno zombi e come faro fuori, mentre nei film non sanno mai cosa sono e come comportarsi ?
    E’ una dimensione parallela dove Romero non è mai esistito ?

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Quando l’Inferno sarà pieno, i produttori con 150 dollari in tasca (e uno sceneggiatore di tredici anni) gireranno film di zombie sulla Terra…
    Ormai è chiaro, l’aldilà non farà entrare più nessuno! 😛

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  5. Zio Portillo ha detto:

    “Mò bbasta veramente però!” cit. Maccio

    Non se ne può veramente più di film sugli zombie. E’ stato detto tutto e il contrario di tutto con morti viventi che corrono, che camminano, che zompano, che te magnano e che te schifano. Pure gli zombie che si innamorano hanno avuto il coraggio di fare! Hanno fatto pellicole comiche, drammatiche, apocalittiche, metaforiche, splatter, drammi in costume arricchiti con morti viventi (l’agghiacciante “PPZ”) e qualche volta, ma molto raramente, pure qualche film horror. Gli zombie poi di volta in volta sono diventati morti resuscitati tramite magia nera o voo-doo, infetti di una qualche piaga o malattia, punti da qualche animale strano, colpiti da meteoriti, figli di esperimenti segreti sfuggiti al controllo degli scienziati e perfino ospiti di qualche fungo o parassita. Come si uccidono? Si possono bruciare, decapitare, sparare in testa, sciogliere nell’acido o trattarli con farmaci sperimentali mai testati prima. Ma a volte nessuna delle soluzioni funziona. E come si trasmette il “morbo dello zombie”? Saliva, sangue, morso, starnuto o esposizione alla tossina, al parassita o alla radiazione fatale.

    Mi sono dimenticato qualcosa?

    Ora, alla luce di questa pappardella logorroica, credo che all’enciclopedia zombie non si posso aggiungere altro e per questo dovrebbe chiudere baracca per i prossimi 20 anni almeno. Un po’ come i film sulla guerra del Vietnam che dopo l’indigestione anni ’70-’80 hanno capito che era una mucca alla quale non si poteva più attingere perché era stata prosciugata da ogni briciolo di idea. La stessa sorte la auspico ai morti viventi perché non ne posso (possiamo) veramente più!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per fortuna ci sono ancora autori geniali che almeno in narrativa sanno tirar fuori idee gagliardi ed intriganti, con gli zombie, come l’idea di reinventare il celebre assedio di Roma del 1849 aggiungendo agli insorti… anche i risorti! Parlo ovviamente del bestseller “La notte dei risorti viventi” di un certo Lucius Etruscus 😛
      Chiusa la parentesi marchettaria, purtroppo lo zombie al cinema troppo spesso è sinonimo di “fai un film al volo di sicuro successo, che tanto gli zombie piacciono sempre”, e così hanno riempito il mercato di spazzatura e non si riesce più a distinguere il simpatico fillm con una bella inventiva dalla cacchiata modaiola. Curiosamente queste mode sono passeggere eppure ‘sti zombie stanno ancora tutti qua…

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    • Zio Portillo ha detto:

      Beh, ma ovviamente il mio intervento era un perfetto aggancio per farti fare la marchetta! 😛
      Scherzi a parte, trovo anch’io incredibile che il filone “morti viventi” sia ancora così vivo e vegeto (battutona!).
      Ti chiedo al volo qual è stato l’ultimo film a tema zombie divertente che hai visto. Così, di getto, senza pensarci troppo. I miei (vado a memoria) credo siano “Zombieland” solo per la partecipazione di Bill Murray e il primo “REC” ma stiamo parlando di roba di circa 10 anni fa. Nel mezzo lo schifo accompagnato dalla monnezza. Toh, salvo pure la prima metà di “World War Z”.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi dicono che “World War Z” sia un ottimo romanzo, ma il film mi ha dato l’orticaria.
        Così, al volo:
        – mi ha commosso “Cargo” (2017) con Martin Freeman, perché se ne frega di spiegarci perché e per-come e ci racconta una storia di cuore, di famiglia e di paternità in un ambiente zombie;
        – mi ha intrigato “The Girl with All the Gifts” (2016) perché mi ha colto di sorpresa: la seconda parte non è bella però come la prima;
        – mi ha divertito il coreano “Train to Busan” (2016), puro intrattenimento zombie a sfondo ferroviario;
        giusto per rimanere a prodotti recenti che mi sono capitati sotto gli occhi. 😉

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      • Zio Portillo ha detto:

        Segnati tutti e tre. Vedi che qualcosa di buono mi sono perso per strada?

        E sì, il romanzo di “WWZ” di Brooks è originale quanto basta per emergere dalla mediocrità (in due giorni te lo leggi facile). Cupo, amaro, disperato e molto molto cinico. Infatti il film prende solo spunto dal libro mettendo sullo sfondo le parti peggiori (Yonkers e Mosca). Anche se il vero capolavoro è il “Manuale” (scritto prima di WWZ) che è il Bignami definitivo sull’apocalisse zombie.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ricordo che all’epoca i libri di Max Brooks provocavano grande entusiasmo tra i fan, ma ovviamente al cinema è difficile discostarsi dal pattume medio.
        Già che ci sono, se te lo sei perso ti consiglio il delizioso “Night of the Living Deb” (2015) che in Italia è uscito con il ridicolo titolo “Zombie Love”. E’ una commedia ma fatta bene, tipo “Shawn of the Dead”: non un film comico ma una storia frizzante in salsa zombie.

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  6. Sven ha detto:

    In generale gli zombie non dicono granché però mi ha abbastanza divertito Dead Snow

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’epoca ricordo che ero sommerso, ogni forma di vita esistente mi rincorreva per dirmi che Dead Snow era il più grande capolavoro mai apparso al mondo, non sapevo più dove andare a nascondermi, essendo io l’unico al mondo che ancora non l’aveva visto. Alla fine ho ceduto, mi sono uniformato e sono divetato Borg anch’io, guardando il film. E rimanendo ovviamente deluso: l’unico suo pregio era l’essere un film della Z divertente in un periodo in cui non era ancora così platealmente sdoganata, ma in realtà è davvero un film troppo sovrastimato…

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  7. Giuseppe ha detto:

    Questa volta mi arrendo: con il “morbo della zombite brutta” hai vinto tutto 😀
    P.S. Sì, direi che hai consigliato un quartetto di buoni titoli zombeschi recenti… 😉

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  8. Pietro Sabatelli ha detto:

    Quando intravedo un film del genere penso sempre a te e dico: ma chi glielo fa fare? 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah sappi che è una domanda che mi ripeto spesso anch’io! 😀
      Oltre il senso di responsabilità, che mi spinge ad avvertire il mondo dell’esistenza di più filmacci di quanto sia immaginabile, c’è sempre la segreta speranza di trovare la stupidata divertente che ti fa morir dal ridere. Di solito purtroppo i filmacci sono invece fastidiosi e deprimenti, ma quando trovi capolavori di comicità involontaria come Interrocation (2016) o piccoli gioielli come Summer Shark Attack (2016), allora sento che ne è valsa la pena 😛

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