[WIP] Savage Island (1985)

Nella mia caccia ai DVD Stormovie (quelli con la “S” sulla costa) mi è capitato un film della Empire Pictures firmato da Ted Nicolaou: inserendo i relativi dati nel mio Archivio Etrusco, mi casca l’occhio su un’altra opera del regista, sempre distribuita dalla Empire di Charles Band: Savage Island, che puzza lontano un miglio di WIP (Women In Prison).
Appena scoperto che c’è Linda Blair, fra le grandi regine del cinema-spazzatura (di quella che puzza, non di quella buona!), non ho più resistito al richiamo della Z.

Già è chiaro che siamo nella Z spinta

Iniziato a vedere il film mi sono dimenticato tutto, che era distribuito dalla Empire e diretto da Nicolaou, e mentre la pellicola si impegna a prendere ogni scena dei film WIP prodotti da Roger Corman nei primi anni Settanta mi dico: chissà che questo film non sia una sorta di “precursore”? O forse è più probabile che sia una fotocopia di Corman uscita per sfruttarne il successo. Però Linda Blair se la tira, mi sa che era appena uscito L’Esorcista (1973).
Insomma, i miei sconclusionati pensieri in libertà ipotizzano alla fine un 1975 come data di questo film, con Linda già nota per il ruolo di “posseduta” e con già i grandi titoli WIP di Corman usciti: andando a vedere la scheda IMDb del film strabuzzo gli occhi: 1985????? Ma stiamo scherzando? Perché ricopiare identici film di dieci anni prima?

Scopro che a metà anni Ottanta c’è stato un rigurgito del genere “violenza esotica”, con giornalisti perduti in foreste tropicali o detenute discintamente vestite in prigioni sudamericane. O varie altre scuse per mostrare paesaggi esotici, donne nude e violenza suggerita (raramente mostrata).
Chissà che la miccia si sia riaccesa con l’eco dei “proibiti” italiani Cannibal Holocaust (1980) di Ruggero Deodato e Cannibal ferox (1981) di Umberto Lenzi, film che promettevano orge di violenza al di là di ogni sopportazione umana per poi mostrare davvero ben poco. La formula “Tropici + Violenza + Donne” deve aver riacceso l’interesse per qualcosa su cui già Corman aveva detto tutto, riportando in vita un certo interesse.
Penso per esempio a Nudo e selvaggio (1985) del nostro Michele Massimo Tarantini e scopro una sorprendente distribuzione Empire di un film italiano: Schiave bianche. Violenza in Amazzonia (1985) di Mario Gariazzo. (Ovviamente tutti titoli spacciati come ammmericani).

A tutto questo uniamo la mai sopita passione per il WIP, che negli anni Ottanta è ancora attivo e anzi Linda Blair ci sguazza, con titoli come Chained Heat (1983) e Red Heat (1985), lei che è stata “ragazzina in gabbia” con La ragazza del riformatorio (1974).

L’Empire dunque aveva subodorato l’interesse e di sicuro era in contatto con l’Est Europa, già all’epoca fonte di esterni economici da usare per i film. Non si sa nulla di Ted Nicolaou, ma dal nome oserei azzardare un’origine est-europea.
Sta di fatto che Charles Band prende Ted sotto la sua ala e lo inserisce nel grande mondo del cinema a basso costo. Nel 1985 il pupillo dirige Savage Island che la Empire distribuisce nelle sale americane, co-sceneggiandolo insieme a Mischa Tomski: e pure questo, dal nome, qualche sgommatina est-europea deve averla.

Linda Blair entra in scena sparando in fronte al portiere di un palazzo, raggiunge un ricco trafficante di diamanti e dalla pelliccia tira fuori una mitraglietta UZI: ok, Linda, hai tutta la nostra attenzione!

Linda sa come attirare la nostra attenzione

In realtà questa “intro col botto” serve solo a presentare il coro della tragedia che sarà presentata, infatti Linda si appresta a raccontare al trafficante perché è lì a vendicarsi: lo fa per tutte le donne torturate nei campi di lavoro del Sud America, da cui plausibilmente anche lei viene.
Parte la storia con la voce di Linda in sottofondo, e… la qualità del video cambia. Sarà un omaggio ai film degli anni Settanta? Perché la qualità della fotografia sembra proprio quella: ammazza che attenzione ai dettagli che ha ’sto Nicolaou. Rifare nel 1985 un film che sembri del 1975 è una bella faticata: sarà valsa la pena?

Grande attenzione ai dettagli, che viaggiano a coppie di due

Quando a fine vicenda torna Linda a chiudere il film, è troppo palese la differenza: sembra quasi che Linda nel 1985 abbia raccontato un film più vecchio… e basta una semplice ricerca in Rete per scoprire che è proprio così!
Proprio mentre il successo di Woody Allen portava in Italia l’odioso Che fai, rubi? (1966), in cui Woody presentava un film giapponese per motivi ignoti (leggenda vuole l’abbia ridoppiato, non si capisce perché, ma comunque in Italia ricevette un doppiaggio normale che non aveva nulla a che vedere con Woody), così Ted Nicolaou girava due o tre minuti con Linda sì da spacciare agli americani un filmaccio italo-spagnolo come Orinoco: Prigioniere del sesso (1980) di Edoardo Mulargia, già uscito nei Paesi anglofoni come Hotel Paradise ma che evidentemente non lo ricordavano. (Esiste anche un’edizione spagnola con dieci minuti di sequenze pornografiche aggiunte a casaccio.)
La sceneggiatura di Sergio Chiusi e Gil Carretero è palesemente un copia-e-incolla dei classici WIP di Corman – come si fa a fare la versione Z di un film già Z di suo? – e presentato in quel maggio 1980 in cui ormai il genere era di gran moda.

Quelle allegre serate nelle prigioni della Guyana

Girato nella famigerata Guyana, il film racconta di donne condannate ai lavori forzati che seguono ogni singola regola del WIP: fanno a botte fra di loro strappandosi i vestiti, lottano nel fango e soggiacciono ai bassi istinti dei secondini. Ci sono anche diverse punizioni corporali che però la versione Empire del 1985 ha tagliato via, lasciando giusto una blanda crocifissione: sarà mica una citazione di Sasori?

Ah, il gusto dei film WIP di una volta…

L’unica differenza notevole dai WIP di Corman è che nei primi anni Settanta la quantità di nudismo era centellinata, quasi sempre solo lasciata immaginare: nell’Italia e nella Spagna del 1980 si era molto più di manica larga, visto che l’intero cast femminile passa gran parte del tempo a mostrare ogni grazia a favor di camera, anche (e soprattutto) quando non c’entra niente con la scena.
Se per esempio durante la grande evasione si va in giro a tirare candelotti di dinamite, farlo a poppe all’aria non ha molta giustificazione…

Il film è identico a qualsiasi altro WIP d’annata ma in peggio, in quanto manca sia l’elemento di novità che la voglia di creare situazioni stuzzicanti: se poi uniamo il fatto che questione versione Empire taglia quasi tutte le scene “frizzanti”, rimane davvero ben poco da mostrare agli americani.
Visto che il genere “violenza esotica” a quanto pare è prettamente italiano, sarà riuscita la Empire a far appassionare gli americani allo spaghetti exotic? Ne dubito, visto che a parte All’inseguimento della pietra verde (1984) di Robert Zemeckis e La foresta di smeraldo (1985) con Powers Boothe ogni altro titolo noto ambientato in terre esotiche è italiano. Siamo un popolo di viaggiatori, no?

Linda Blair è riuscita a scendere ancora più in basso nella Z, diventando eroina di un film che non esiste e raccontando agli americani una storia italo-spagnola fatta copiando ciò che gli americani stessi avevano inventato.
È proprio vero che Linda è stata posseduta da PaZuZu… perché è Z al quadrato!

Linda PaZuZa!

L.

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23 risposte a [WIP] Savage Island (1985)

  1. Sam Simon ha detto:

    Il cosiddetto cinema del destape spagnolo post-dittatura ha lasciato tanta Z nel mondo…

    E se poi si unisce al cinema italiano di qualità, risultati esplosivi! X–D

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi sono capitate spesso edizioni spagnole di film con inserti pornografici appiccicati a caso, con una qualità della pellicola palesemente diversa, che non c’entravano nulla con la storia: si vede che è proprio l’Effetto Elastico, per cui a forza di tirare da una parte poi si ottiene per reazione l’effetto diametralmente opposto 😛

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      • Sam Simon ha detto:

        È certamente quello: dopo un’epoca coi costumi forzatamente morigerati serviva (o magari no, ma comunque ci fu) un cambio radicale!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Da noi il ’68, la rivoluzione sessuale e il movimento di liberazione della donna avevano portato ad anni Settanta molto “frizzanti” e disinibiti, di cui gli Ottanta sono un effetto un po’ attufito ma ancora presente. Il nudismo credo fosse un’arma di lotta al potere e alla censura morale, un atto di ribellione com’era stata la minigonna. Ora che da qualche decennio stiamo tornando indietro, magari vivremo un altro ’68 con le prossime generazioni e torneranno le prigioniere dal seno nudo 😛

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      • Sam Simon ha detto:

        Visto come sta andando il cinema in questi tempi, non mi stupirebbe se tornassimo davvero a quella roba lì! X–D

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  2. Cassidy ha detto:

    Penso che i vari “Cannibal” abbiano riportato un po’ in auge il genere, invece Linda non si è mai ripresa, finalmente hai spiegato la sua discesa nella Z più oscura, da Pazuzu non ha preso quell’unica “A” nel nome, ma per la legge dei grandi numeri, ha pescato una delle due “Z”. Sarebbe stato curioso se dalla ruota della sfortuna, per Linda fosse uscita la “U” 😉 Cheers

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Non ho capito: hanno girato 10 minuti di film con la Blair nel 1985 e li hanno appiccicati ad un film soft-core spagnolo di 10 anni prima?

    Se è così minima spesa massima resa!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo all’epoca era una pratica tristemente nota, portata alla perfezione ad Hong Kong dal signore del male Godfrey Ho: comprò una secchiata di filmettini sconosciuti di Taiwan, Shanghai e Corea del Sud, li fece ridoppiare da anglofoni presi per strada, ci aggiunse scene ninja a caso e li vendette in ogni più sperduto angolo del mondo (Italia compresa), guadagnando cifre da capogiro e risultando regista di film girati da altri. Gli anni Ottanta sono un’èra post-atomica…
      Quello che mi stupisce dunque non è che nel 1985 spaccino agli americani un film italo-spagnolo del 1980, ma che nel 1980 italiani e spagnoli ricopino identici i film di Corman dei primi anni Settanta!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Interessante! Non è un genere di film in cui sguazzo ma nemmeno aborro, insomma una visione gliela concedo (anzi, viste le prospere forme offerte, DOPPIA visione 🙂 ). Degna di attenzione anche la storia di simili “creazioni”/produzioni, che bello il cinema Z, sin dagli albori partorienti un film come quello suddetto! 🙂

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  5. Evit ha detto:

    Siamo al Godfrey Ho dell’est Europa? 😄

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  6. Evit ha detto:

    Una domanda mi sorge spontanea: vuol dire che quel film italo-spagnolo qui rubato è arrivato in Italia con due doppiaggi diversi? (Uno proprio del film e uno all’interno di questa godfreyhoddata)

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  7. Giuseppe ha detto:

    In pratica, Linda qui fa semplicemente da presentatrice in stile WIP per un altro WIP (se avessi detto un film nel film sarebbe potuto suonare troppo meta-cinematografico: magari fosse stato cinematografico anche solo per metà, quando invece qui non c’è mai stata nemmeno la metà dell’intenzione di girare un film intero) 😀

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