[WIP] Big Doll House (1971)

big_doll_house_poster_01aComincia il viaggio del Zinefilo nel cinema WIP (Women in Prison): filone di “donne in gabbia” particolarmente sterile di trame ma ricco di trash e trovate pruriginose. Sono tutte pellicole che bene o male ho già visto (o intravisto) ma è ora di fare ordine in un mondo ancora confusionario.
Studierò man mano la cronologia quindi non sempre andrò in ordine, ma almeno i tre titoli storici con Pam Grier mi piace presentarli in sequenza.

Non vi va di entrare in cella con loro?

Non vi va di entrare in cella con loro?

Il 2 dicembre 1970 la New World Pictures di Roger Corman presenta il suo primo film, The Student Nurses: la casa è pronta a invadere il mondo cinematografico con prodotti di basso profilo ma di grande impatto.
big_doll_house_poster_02aNel novembre precedente è stata nelle Filippine a girare un film scritto da Don Spencer – un tizio che passava per caso ed è stato assunto dalla casa per scrivere un paio di sceneggiature e poi scappare veloce, prima che gli spettatori potessero agguantarlo. Il regista è Jack Hill, già maestro dell’horror da due soldi, e il film ha un titolo semplice e quasi anonimo: Big Doll House.
Presentato negli USA il 30 aprile 1971, arriva di corsa sugli schermi italiani il 4 agosto 1972 con un titolo un’anticchia ammiccante: Sesso in gabbia.

Nella prigione femminile si scatena la violenza. I loro desideri a lungo inappagati esplosero alfine con furia selvaggia.
(dalla locandina italiana)

Malgrado le scempiaggini tipiche della distribuzione italiana e un discreto successo in sala – girerà un paio d’anni per le sale nostrane, piccole e grandi – del film scompare ogni traccia nel 1974: non esistono prove di distribuzione home video o passaggi televisivi, a meno che non gli sia stato affibbiato chissà quale strano titolo alternativo.

Big Mama ti aspetta a pugni chiusi...

Big Mama ti aspetta a pugni chiusi…

«I’m a long time woman»: così la squillante voce di Pam Grier introduce gli spettatori, cantando la canzone dei titoli di testa scritta da quell’Hall Daniels che si occupa anche dell’intera colonna sonora.
Incontriamo subito un gruppo di prigioniere che arriva in un carcere all’apparenza molto duro: la povera galeotta sospesa in una gabbia non lascia dubbi riguardo la rigidità delle “regole della casa”.
La protagonista è la nuova arrivata Marnie Collier (Judith Brown o Judy Brown), condannata per omicidio e già si capisce che è una donna grintosa, che non si farà piegare dal carcere duro.

Collier nella sua nuova "casa"

Collier nella sua nuova “casa”

Si ritrova in cella con quattro americane – Alcott (Roberta Collins), Grear (Pam Grier), Bodine (Pat Woodell) e Harrad (Brooke Mills) – e un’asiatica, la strana Ferina (Gina Stuart): la riconoscete perché ha una gatta in branda…

Non aspettatevi particolare violenza in cella!

Non aspettatevi particolare violenza in cella!

Le nuove compagne si presentano e tutto sembra andare liscio. Ma quando Collier prende posto nella sua branda e chiede alla solerte Grear se può stare sotto… la potenza magnetica di Pam Grier esplode e, con occhi da pantera, squadra la donna e risponde «A me piace stare sopra…»

Come ci sistemiamo per la notte?

Come ci sistemiamo per la notte?

Il carcere è gestito da Miss Dietrich (interpretata dalla pettoruta attrice tedesca a fine carriera Christiane Schmidtmer) e all’apparenza le detenute sono occupate in vari lavori non troppo pesanti.
Però di notte avvengono strane pratiche: un uomo in divisa dal volto mascherato interroga Bodine e, visto che lei non vuole fare la spia sul proprio fidanzato che sulle colline sta organizzando la rivoluzione, la fa torturare dalla bieca secondina Lucian (Kathryn Loder).

Cosa non si fa per proteggere il fidanzato rivoluzionario

Cosa non si fa per proteggere il fidanzato rivoluzionario

A parte la bieca secondina e il misterioso figuro mascherato, il carcere protagonista è una normalissima prigione, con normalissime detenute che non fanno assolutamente nulla che giustifichi un così pruriginoso titolo italiano.

Sbaglio... o in questo carcere ci si annoia abbestia?

Sbaglio… o in questo carcere ci si annoia abbestia?

A parte una castissima lavata di schiena di cinque secondi, non c’è alcun contatto tra le detenute e anzi l’unico momento di lotta – tra la grintosa Grear e la biondina Alcott – finisce in parodia, con tanto di lotta nel fango!

C'è Pam Grier nuda sotto la doccia... ed è tutto qua quello che succede?

C’è Pam Grier nuda sotto la doccia… ed è tutto qua quello che succede?

Immancabile il piano di fuga tra i boschetti filippini, con sparatorie e sangue finto: se già le sequenze in cella non hanno gran che da lasciare ai posteri, quelle fuori sono sicuramente da dimenticare al volo.

Ramba 1971!

Ramba 1971!

The Big Doll House ha il grande difetto dei film che aprono la strada: ha fatto esplodere il genere WIP senza però avere neanche uno degli elementi principali del genere WIP! È una pellicola castissima con più di un siparietto umoristico che si poteva risparmiare: è incredibile che abbia aperto le porte a sesso e violenza…

L.

amazon

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Prison Movie, WIP e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

24 risposte a [WIP] Big Doll House (1971)

  1. Cassidy ha detto:

    Si! Si! Cacchio tu non mi vedi, ma sto facendo le capriole all’indietro per questa tua nuova Z-Rubrica 😀 WIP! Pam Grier! Sei un super eroe il martedì diventerà un altro appuntamento fisso 😉 Big Doll House è un titolone, ottima scelta per parlare di questo sottogenere piuttosto prolifico, grande! Torno a fare le capriole dalla gioia, se mi cerchi sono laggiù che balzello felice 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

  2. loscalzo1979 ha detto:

    iniziare un ciclo sul WIP senza citare questo film sarebbe stato BLASFEMIA.
    Non vedo l’ora di leggere i prossimi editoriali

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    L’ipotesi di una sua ri-titolazione post 1974 non è da scartare: sapendo come, dalla seconda metà degli anni ’70 ai primi ’80, le TV private ne trasmettessero di ogni genere (e senza particolari problemi di censura) sarebbe sembrato perlomeno plausibile un suo recupero fra un WIP e l’altro… Va da sé che, in questo caso, l’unica prova a disposizione è la memoria -non sempre di ferro- di chi può averlo visto.

    Piace a 1 persona

  4. Pingback: [WIP] Women in Cages (1971) | Il Zinefilo

  5. Pingback: [WIP] The Big Bird Cage (1972) | Il Zinefilo

  6. Pingback: [WIP] Onna-ro hizu – Island of Horrors (1970) | Il Zinefilo

  7. Pingback: [WIP] Black Mama, White Mama (1973) | Il Zinefilo

  8. Pingback: [WIP] Female Prisoner 701: Scorpion (1972) | Il Zinefilo

  9. Pingback: [WIP] Diario segreto da un carcere femminile (1973) | Il Zinefilo

  10. Pingback: [WIP] Caged Heat (1974) | Il Zinefilo

  11. Pingback: [WIP] Sweet Sugar (1972) | Il Zinefilo

  12. benez256 ha detto:

    …con una locandina STRANAMENTE simile a quella di Caged Heat…

    Piace a 1 persona

  13. Pingback: [WIP] Switchblade Sisters (1975) Rabbiosamente femmine | Il Zinefilo

  14. Pingback: Death Race 2000 (1975) Anno 2000 – La corsa della morte | Il Zinefilo

  15. Pingback: Hellraiser (1987) Da 30 anni artigiani del dolore | Il Zinefilo

  16. Pingback: Ilsa 1 (1975) La belva delle SS | Il Zinefilo

  17. Pingback: Sesso in gabbia (1971) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.