Slinger: Cyborg Director’s Cut

SlingerL’8 ottobre 1988 la casa di produzione Cannon prende il regista Albert Pyun per la collottola e lo caccia a pedate dalla sala di montaggio: se lo finiscono di montare da soli quel guazzabuglio informe che il regista continua a chiamare Slinger ma che in seguito sarà noto come Cyborg.
Il 5 ottobre 2012 dal blog Malastrana VHS Andrea K. Lanza con questo post mi porta a conoscenza del fatto che Pyun ha finalmente tirato fuori il suo film, o almeno la copia a bassa risoluzione di ciò che lui stava preparando.
Per informazioni tecniche e quant’altro rimando al blog in questione: io mi limito solo a considerazioni personali una volta visto il fatidico Director’s Cut di Pyun in versione beta: scopro ora che è stato rilasciato in DVD e Blu-ray in Francia e Germania. Non so se queste versioni rimasterizzate corrispondano alla versione beta che ho visto io, ma per il succo del mio discorso non cambia molto.

J.C. non sapeva usare quel coltello, ma almeno riusciva a tenerlo in bocca!

J.C. non sapeva usare quel coltello, ma almeno riusciva a tenerlo in bocca!

Capire con quale spirito noi fan malati di Jean-Claude Van Damme vedemmo Cyborg all’epoca è difficile. Oggi puoi nominare l’attore belga e tutti ti capiscono: nei primissimi anni Novanta non solo nessuno sapeva chi diavolo fosse, ma il cinema marziale era considerato peggio dei porno e chi lo vedeva era un pervertito. Di tutt’altra opinione era il mondo dell’home video. Non parlo della barbarie immonda dei Blockbuster, mostri orripilanti che hanno distrutto il mercato dei film: parlo di un periodo precedente in cui ogni quartiere aveva dieci videoteche, di cui almeno una prendeva TUTTE le uscite in home video! (Non solo l’Harry Potter o il Signore degli Anelli di turno, ma anche le peggiori bojate, che poi erano quelle che vendevano di più!)
Cyborg_DC0Era un periodo in cui ti toccava fare le poste alle videoteche, per cercare di intercettare il cliente che riportava il film e prendertelo tu. In questo mondo, l’uscita di Senza esclusione di Colpi! e Kickboxer era stata salutata con un successo travolgente. Nessuna rivista li ha mai nominati, nessun critico italiano sapeva della loro esistenza per ancora molti anni, ma la gente faceva a botte in videoteca per affittarsene una copia. Nell’aria c’erano capolavori come Lionheart e Double Impact e tutti i fan – di nascosto – smaniavano. In questo ambiente un giorno uscì a sorpresa Cyborg: un film che nessuno conosceva ma non importava. C’era Van Damme e tanto bastava.

Andavi a casa tutto eccitato, infilavi la tua copia nel videoregistratore e ti preparavi a vedere Van Damme volare. Ok, pensavi, ho già preso una fregatura con Kickboxers (No Retreat, No Surrender) e non potrà essere peggio di quella minchiata di Aquila Nera: tutti film apparsi in Italia solo perché J.C. imperversava in ogni videoteca. Comincia il film e avevi già capito: è una minchiata peggiore di tutte le altre…

La vista alla Terminator imperava

La vista alla Terminator imperava

Cyborg è un film sbagliato sotto tanti punti di vista: è un progetto abortito, è vero, ma non è solo questo il problema. Gli attori sono tutti sbagliati, le location sono sbagliate, gli stunt fatti malissimo, la storia è ridicola e il regista ha dimostrato di essere un pazzo. Ma attenzione: tutto questo non avrebbe la benché minima importanza se avessero permesso a Van Damme di volare, che è stato l’unico motivo per cui il belga ha riscosso successo planetario fra il 1990 e il 1993 (data in cui è morto professionalmente, diventando attore d’azione).
Cyborg_DC0AInvece la Cannon, proprio la grande Cannon, che ha inventato i ninja occidentali, che ha dato spazio a Chuck Norris e Dolph Lundgren, ha sbagliato tutto perché non ha capito chi era Van Damme e cosa poteva fare su schermo. Farlo camminare e farlo recitare è il più grande errore che un regista possa fare…

E arriviamo al regista. Cos’ha tanto da lamentarsi Albert Pyun? Perché lo hanno estromesso dal montaggio e gli hanno impedito di presentare l’immane sporcizia che stava preparando?
Le due versioni del film – quella che Pyun stava preparando e quella distribuita in seguito – sono identiche al 95%: quel 5% differente fa talmente ribrezzo che Pyun deve ringraziare non sia mai stato visto prima!
Ora mi chiedo: Pyun non è l’ultimo arrivato, è un regista che stimo molto perché ha una visione cinematografica geniale applicata a minchiate di serie Z. A fare un filmaccio sono bravi tutti, anche registi da Oscar, ma farlo in maniera orgogliosamente brutta è roba da pochi eletti. Studiare una bella inquadratura di una brutta scena è un pregio che Pyun ha sempre avuto: perché allora nel suo montaggio il film diventa mooooolto più brutto di quello ufficiale?

Classica geniale inquadratura alla Pyun, che ti fa sciogliere il cuore

Classica geniale inquadratura alla Pyun, che ti fa sciogliere il cuore

Al di là di un numero improponibile di flashback fulminei, che disturbano la visione e indispettiscono lo spettatore, il più grande e imperdonabile errore di Pyun è l’ignominioso atto di… non mostrare Van Damme che combatte!
Ogni scena di combattimento del film (e sono pochine) è stata o cancellata o moncata o rovinata nel montaggio di Pyun. Il motivo? Non lo so, forse una profonda pazzia del regista…
Se la Cannon – all’epoca l’unica casa al mondo a presentare buoni film di arti marziali – ti affida un attore marziale protagonista, contornato da ottimi artisti marziali come cast, secondo te vuole fare un film intellettualoide basato sui flashback? Credo proprio di no: perché allora rifiutarsi minuziosamente di mostrare quel poco di marzialità che è prevista?
Ti danno Ralph Möller e lo fai morire al buio; ti danno quel capolavoro vivente di Stefanos Miltsakakis e prima lo fai combattere come un coglione e poi lo fai sparire nel nulla, dimenticandolo nella sceneggiatura; ti danno Vincent Klyn, attore feticcio di Pyun che all’epoca spaccava come cattivo in vari film, e gli fai fare l’idiota che mette e leva gli occhiali scuri. Ti danno Van Damme… e NON lo fai vedere che combatte… A Pyun, ma va’ a girare un po’ di soap opera che ti fa bene…

Mezzo secondo di marzialità, non di più...

Mezzo secondo di marzialità, non di più…

Ci sono solo alcuni momenti marziali che vanno salvati da quella schifezza di film:

1) Van Damme nello stagno che tira un calcio alto a spazzata al cattivo, che vola via. Bello, potente, marzialmente scorretto ma di impatto visivo immenso. L’acqua scroscia, la caduta di entrambi esalta la tecnica. La scena al tramonto acquista un colore oro che è stupendo.
Come la rovina Pyun? La tronca a metà! Ma che, ti pesava la pellicola? In compenso ne aggiunge una assente nel film ufficiale: il classico calcio volante di Van Damme, tirato talmente male e inquadrato talmente peggio che è comprensibile che poi l’abbiamo cancellato!

2) Van Damme che tira un calcio circolare al cattivo in fiamme (il cattivo che dice «I kill slingers»). Non è un calcio d’impatto, ma una spazzata che serve ad allontanare l’incendiato, ed è una tecnica data talmente veloce che J.C. alza la gamba d’appoggio: un calcio volante doppiamente volante. Veloce, dura un nanosecondo, ma vale tutta la scena.
Come lo rovina Pyun? Usa un’inquadratura in cui NON si vede il calcio…

3) La seconda volta che Klyn si rialza, il combattimento finisce in un mattatoio e Van Damme prende la rincorsa: colpisce Klyn con una tecnica assolutamente non chiara, a metà fra la spazzata e il calcio volante, una roba confusa. L’effetto è stupendo, anche se zoppicante, ma essendo la classica tecnica finale dei martial movies, ci piace e rimane nel cuore.
Come la rovina Pyun? Semplice: Klyn muore una volta sola… Dopo un intero film a cazzeggiare, si prende un coltellino in pancia e muore in un secondo…

Prendete Ombre rosse, toglietegli gli indiani, i cowboy e la diligenza. Che rimane? La pazzia di Pyun, ecco cosa rimane.

Perché continuate a dare a J.C. armi che non sa usare?

Perché continuate a dare a J.C. armi che non sa usare?

Voi potreste dirmi: «andiamo, Pyun non voleva dirigere immondizia marziale, né la solita robaccia sul mondo post-atomico. Ci è stato costretto e infatti dopo ha cambiato genere.»
Magari! Pyun ha continuato a menarcela con la saga di Nemesis, Cyborg Terminator e titoli pazzi vari, immonda robaccia di fantascemenza-postapocalittica con spesso incontri marziali. Ha diretto quel gioiellino di Heatseeker, su un torneo marziale fra uomini-robot, e via dicendo. Tutta roba di infima qualità ma che regala emozioni ai fan: Albert Pyun è un ottimo regista, ma in quel 1988 ha preso una cantonata titanica. La cosa curiosa è che si lamenta!

Per finire, si dice che all’epoca fu Van Damme a cacciare il regista dalla sala di montaggio. In quel 1988 non era ancora uscito in patria Senza esclusione di colpi!, quindi J.C. era un nome totalmente ignoto al pubblico. Contava quanto il due di picche, e lo dimostra la sua partecipazione ad Aquila Nera, oltre a dirlo nelle varie interviste. Dubito fortemente che avesse il pur minimo peso alla Cannon…

L.

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13 risposte a Slinger: Cyborg Director’s Cut

  1. Cassidy ha detto:

    Il tuo paragone con Ombre Rosse riassume tutto il disastro nel miglior modo possibile. Ti ringrazio per averci riportati indietro all’era delle VHS e delle videoteche, ho avuto flash della mia infanzia di cercatore di filmacci 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Negli anni ’80 le videoteche erano scrigni di immani porcherie, dove case sconosciute presentavano film che non valevano il nastro magnetico su cui erano incisi: bei tempi… 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        … Che ricordo benissimo anch’io 🙂
        Quanto a “Cyborg” (ce l’ho pure in dvd, mica credere), forse che Pyun qui abbia voluto omaggiare Ed Wood? 😉

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        “Cyborg” è stato uno dei primissimi DVD, e dopo “Double Team” credo sia stato il secondo film di Van Damme a conoscere questa nuova tecnologia, almeno in Italia. Costava uno sproposito e non valeva assolutamente il prezzo, ma che ci vuoi fare? Noi fan marziali siamo condannati in partenza 😛

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  2. loscalzo1979 ha detto:

    “Prendete Ombre rosse, toglietegli gli indiani, i cowboy e la diligenza. Che rimane? La pazzia di Pyun, ecco cosa rimane.”

    E nulla, ti adoro ❤

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