Fled (1996) Inseguiti

Incredibile come siano passati già quasi due anni da quando Evit del blog Doppiaggi Italioti mi ha contagiato con gli Italian Credits, e ho cominciato a cercare disperatamente in giro vecchie VHS per schedarle e scoprire se avessero titolazioni italiane. La prima che ho trovato, in un polveroso mercatino che per un periodo limitatissimo ha presentato videocassette, è il segno che l’Universo mi chiamava: infatti vede protagonista il Principe della Z!

Il regista Kevin Hooks ha una filmografia sterminata e quasi del tutto televisiva: dite una serie TV qualsiasi, e probabilmente Hooks ne ha diretto un episodio. Poi ogni tanto gli è capitato di dirigere dei film, tipo Passenger 57. Terrore ad alta quota (1992), ma sono casi sporadici: questo Fled è appunto una di queste rarità.
Uscito in patria americana il 19 luglio 1996, arriva nelle sale italiane il 20 giugno 1997 con il titolo Inseguiti, destinato a rimanerci giusto un paio di mesetti.
La MGM lo presenta in VHS dal dicembre dello stesso anno, ristampandolo nel 2000 nella serie economica “Contemporary Classics”. In realtà dietro il marchio MGM c’è la Fox Video, che lo presenta in DVD dal 21 maggio 2002, sempre con l’etichetta MGM in locandina.
Il primo passaggio televisivo noto è quello del 12 dicembre 1998 su Tele+, dove probabilmente l’ho visto per la prima volta, anche se non ne sono sicurissimo. Ho trovato traccia di un passaggio in chiaro su Rai3 in prima serata il 2 dicembre 1999.

Titolo italiano appiccicato al volo su quello originale

Sono anni ruggenti, per il genere action, e le grandi major investono bei dollaroni: qui la MGM mette sul tavolo addirittura 25 milioni di bigliettoni fruscianti, assicurandosi così che il flop sia di quelli che fanno male sul serio.

Nell’ottobre dello stesso anno i 65 milioni di SPY incasseranno 9 milioni nel primo weekend, mentre nel precedente luglio questo Fled con schema molto simile – coppia multi-etnica corre di qua e di là, fra esplosioni e inseguimenti, sfuggendo a polizia e cattivi – anticipa il certificato di morte del genere: 25 milioni spesi, 5 incassati nel primo weekend. E non c’è neanche Shane Black alla sceneggiatura!

Va ricordato che è lo stesso 1996 in cui a giugno la Warner Bros toppa di brutto con lo Schwarzenegger di Eraser – 100 milioni spesi, 24 incassati nel primo weekend – e la Fox a novembre replica la toppata sempre con Schwarzenegger, stavolta con Una promessa è una promessa – 60 milioni per 12 al primo weekend – per non parlare della Universal che ha dato 80 milioni a Stallone per Daylight e a dicembre ne incassa 10. Il 1996 è l’anno del disastro, che dimostra inequivocabilmente come l’action costoso, esplosivo e dal grande cast non se lo fili più nessuno. Tutti a chiacchiere lo amano, ben pochi pagano effettivamente il biglietto. (Almeno in America.)
Potrei ricordare che a settembre la Columbia Pictures ha presentato Maximum Risk con Van Damme, costato 25 milioni e fruttato 5, o che la Warner Bros ha messo 45 milioni nelle tozze manine di Seagal per Delitti inquietanti, che alla sua uscita ad ottobre ne incassa 7, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa…
Insomma, dove hanno fallito i grandi esperti del genere… come può spuntarla Stephen Baldwin?

Baldwin ingabbiato, anche se per poco

Com’è usanza ripetitiva fino all’imbarazzo, c’è un signore della droga – Frank Mantajano (Michael Nader) – da incastrare in tribunale ma i testimoni muoiono uno dopo l’altro. Un soggetto freschissimo, mai utilizzato al cinema o in TV…
Le uniche prove esistenti che potrebbero incastrare il boss sono racchiuse in un floppy disk da 2,5 pollici… Ok, a dirlo oggi fa ridere, ma vi ricordo che a maggio dello stesso 1996 un floppy identico è lo scopo della Mission Impossible di Tom Cruise, costato 80 milioni alla Paramount e fruttati solo 45 nel primo weekend, tanto per ricordare che la maledizione del 1996 è implacabile. (Purtroppo la major ne ha incassati poi 180 in totale e ha deciso di dar vita ad una saga filmica particolarmente sterile.)
C’è dunque ’sto floppy da recuperare e solo un pirata informatico può farlo. E secondo voi, chi è il genio dell’informatica in questo film? Lo so, fa ridere anche me…

Genio informatico tu, Stephen? Tie’, prendi e va’ a zappare!

Un’evasione rocambolesca fa sì che inizi la lunga e tribolata fuga di due detenuti molto particolari: il nero e duro Piper (Laurence Fishburne quando era ancora cazzuto) e il bianchissimo genio del computer Dodge (sua maestà Stephen Baldwin).
Incatenati insieme come una vecchia gag di Woody Allen, dopo varie avventure riusciranno a liberarsi grazie all’aiuto della pepata Cora (la sempre bella Salma Hayek), che si unirà alla fuga dai cattivi del boss ma anche dai poliziotti corrotti – capeggiati dal sempre bravo Robert Burke, che si sta ancora sgranchendo dopo aver indossato l’armatura di Robocop 3 (1993) – e da quelli buoni come Gibson (il super prolifico caratterista Will Patton).

Robert Burke e la sua faccia da infame

La trama è quella che è, lo sceneggiatore Preston A. Whitmore II è in pratica un passante, però le linee guida che usa sono tutte quelle del periodo. Che può sembrare una critica, visto che tutti i film action del periodo sono sonori flop al bottechino, invece è un pregio. Oggi, con il cinema defunto dall’inizio del Duemila e il 90% dei film prodotti con mezzi di fortuna, vedere un corposo film di genere, con un grande cast e sostanziosi mezzi a disposizione, scalda davvero il cuore.

Il film è quello che è, ma il cast è apprezzabile

Inseguiti è palesemente un dimenticabile film d’azione molto datato, che si può sfottere in mille modi, ma è indiscutibile che ha un impianto tecnico assolutamente di serie A: esplosioni a iosa riprese benissimo, scene d’azione molto ben studiate e inseguimenti davvero da applauso. Non ultimo l’utilizzo di due fiammanti Ducati 916 rosse, pura gioia per gli occhi nell’inseguimento finale: dubito che a guidarle siano i due attori protagonisti!
La Ducati stava spingendo molto quel modello, visto che grazie a IMCDb (Internet Movie Cars Database) scopro che quel modello 916 appare identico in Fino alla fine (1995) e Speed 2 (1997).

Ma proprio una marchetta leggera leggera…

Siamo ad un solo anno di distanza da I soliti sospetti (1995) quindi Stephen Baldwin è ancora un attore sulla cresta dell’onda. Qui fa ancora il ganzo, se la tira parecchio ma si possono scorgere tutti quei difetti goffi che lo renderanno mitico dopo il Duemila. Insieme a Fishburne tira fuori una coppia “colorata” molto ben riuscita, che due mesi dopo – a settembre dello stesso anno – ritroviamo in Bulletproof con la copppia Adam Sandler e Damon Wayans, in un film della Universal costato 25 milioni e fruttato 6, tanto per cambiare.

Ecco che succede quando riconoscono i due attori per strada

La parte ghiotta e da lodare del personaggio di Stephen è che… è un citatore! Durante tutta la storia si ritroverà a fare cose strane, poi a girarsi e a chiedere a Fishburne se ha capito la citazione. Un gioco metanarrativo che ho molto apprezzato e che non mi aspettavo in un prodotto così poco curato dal punto di vista della sceneggiatura.

E via, verso nuovi filmacci!

Seguaci di sua maestà il Principe della Z, vi esorto a recuperare il film, perché Baldwin una visione la merita sempre!

L.

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39 risposte a Fled (1996) Inseguiti

  1. Evit ha detto:

    Se proprio dovesse capitare in TV ci darò un’occhiata!

    “C’è dunque ’sto floppy da recuperare e solo un pirata informatico può farlo. E secondo voi, chi è il genio dell’informatica in questo film? Lo so, fa ridere anche me…”

    Questa frase mi ha ucciso. Ahahahah!
    Mi sa che prima o poi farò una rivisitazione completa dei film di Seagal per il tuo blog, che tanto tu… dammi questa esclusiva, non so quando lo potrò fare ma penso di essere l’unico qualificato in quanto unico fan autocosciente dei limiti dell’armadio col codino chiamato Steven.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Da tempo mi riprometto di fare una rassegna di Seagal, avevo già un “banner” («Guarda negli occhi di Seagal e dispera!») ma parliamo di un fiume di film (ne gira in media dieci l’anno!) la cui totale nullità mi frena parecchio. E poi sulla scala marziale il buon Steven vale davvero poco, essendo arrivato per ultimo e ovviamente avendo corso da solo. “Perché lui le tecniche le tira sul serio”, dicevano i fan quando il suo primo film arrivò in Italia, gli stessi che non notarono che le tecniche del secondo film erano identiche, così quello del terzo e via fino al 150° 😀
      Con tutti gli ottimi attori marziali degli anni Novanta, purtroppo dimenticati finita la moda in Italia, c’è da parlare molto di più e meritano di essere riscoperti, perché hanno contribuito a tenere vivo un genere, mentre Seagal se ne fregava e ha sempre fatto solo il suo spettacolino – con gli stuntman nani che cascavano da soli quando lui agitava le manine – identico in ogni film.
      Seagal sta al cinema marziale come Carlo Verdone sta alla commedia: lui da trent’anni fa lo stesso identico film fregandosene di cosa gli succede intorno 😛 Con la differenza che Verdone non ha Mediaset che proietta suoi film ogni settimana…

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      • Evit ha detto:

        Ma tu sei di parte, brutto fan di Van Damme infame! Hai bisogno di un fan che sappia prendere con ironia i limiti di Seagal.
        Quelli post-2000 te li lascio volentieri. Sto già buttando giù qualcosa su Nico mentre sudo in autobus (che è sempre un ottima base di partenza), poi mi dici se te la senti a lasciarmi le redini di questa serie di recensioni 😄

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il problema non è essere di parte, è guardare le date e i dati. Se tu, che sei storico fan di Seagal, ignori i film post-Duemila, cioè il 90% della sua filmografia, capisci che stai automaticamente dicendo che Seagal ha fatto sì e no due o tre film buoni: Nico, Duro da uccidere e cos’altro? Le montagne rocciose? Film che non sono marziali perché hanno sì e no 3 minuti di combattimenti raffazzonati, dove Seagal fa le sue cose sbrigativamente in un periodo in cui tutti i suoi colleghi sputavano sangue per far felici i fan marziali. Al massimo sono film alla Bronson – eroe duro che fa tutto da solo e ci impartisce la sua morale – ma voglio sperare che non consideri il carisma di Seagal paragonabile a quello di Bronson, almeno quello che ha reso celebre la sua formula del “solitario contro tutti”.
        Sarò felicissimo di leggere il tuo pezzo su Nico, ma capisci che significa ammettere che Seagal non ha fatto altro di buono nei suoi 500 film successivi! 😀

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      • Evit ha detto:

        E non ti emoziona l’esplorazione di una filmografia simile? Chi ha detto che lo difendo a spada tratta! 😂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Un’esplorazione completa mi appassionerebbe, così che uscirebbe fuori la sua vera filmografia. Parlare solo dei suoi primi film, qualitativamente più alti perché gli unici prodotti da major, è come parlare di De Niro analizzando “Il cacciatore” e non “Nonno scatenato” 😀
        Quando si parla di Seagal si tirano sempre fuori le vecchie glorie, tipo appunto Nico e Duro da uccidere, e quant’è bona la LeBlock, e così sembra che sia quella la qualità media, dimenticandoci che è stato un fortunato tentativo fallito di un attore dalla filmografia sterminata di ben altro livello qualitativo.

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      • Evit ha detto:

        Ma Willy l’orbo che lo teniamo a fare altrimenti? 😜

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      • Conte Gracula ha detto:

        Non ci si può nemmeno aspettare che faccia tutto Willy L’orbo, o andrà a finire che si caverà l’unico occhio buono!
        Anche i pirati dei Goonies hanno un limite 😉

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      • Evit ha detto:

        Ahahahah! Il tesoro va pur conquistato. Io mi fermo al pozzo dei desideri.

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      • Evit ha detto:

        Ora entro in (finto) conflitto con Lucius come ci si aspetta da tutti i fan di Van Damme contro i fan di Seagal, in cerca di perenne lite per diatribe profonde e insanabili. Ai lettori piacerà.
        ===================
        Lucius parla come se Van Damme nei post-2000 avesse fatto film di cui qualcuno ricorda i titoli. Io lo ricordo solo per le pubblicità inglesi della birra Coors

        Anche di Spielberg ero fan prima del rincoglionimento totale, e lo sono ancora… ma dei film fino a Jurassic Park 2 escluso. Abbandonare i propri eroi quando questi cominciano a fare film inguardabili è sacrosanto diritto di tutti i fan del mondo. Se non tiri fuori le vecchie glorie che tiri fuori? Su una retrospettiva di Spielberg che facciamo, ignoriamo quelli buoni solo perché adesso gira soltanto cagate? Eppure numericamente vedrai che avrà fatto pari con quelli buoni ormai. Questo per dire che nessuno dimentica che Seagal adesso faccia pietà, né lo nega… sceglie solo di ignorare gli aborti a cui partecipa adesso. Non lo vedo incoerente.
        Poi parliamo sempre di Seagal doppiato, che è un attore migliore di qualsiasi Seagal originale perché almeno si capisce cosa dice. Come vedi, a differenza dei fan di Van Damme, quelli di Seagal sanno essere ironici sul loro eroe-armadio.

        Adesso anche noi faremo a botte come Seagal e Van Damme, a una festa, per fare scena.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah ricordo ancora uno sketch del SNL con Seagal e Van Damme in azione fianco a fianco: geniale 😀
        Di nessuno degli eroi d’azione anni Novanta si ricordano i titoli post-Duemila, a parte chi come li segue da sempre, esattamente come io non ricordo una sola canzone del Tiziano Ferro degli ultimi 15 anni: e infatti non sono suo fan. Siccome 15 anni fa mi è tanto piaciuta “Perdono” di Ferro, allora sono suo grande fan e ho il diritto di ignorare le cagate che ha scritto dopo… Sembra strano, ma è il ragionamento che fanno tutti. Soprattutto i fan di Seagal 😛
        E’ un problema lessicale: come si fa a dirsi fan di un attore di cui si ignora volutamente il 99% della filmografia? (Dei più di 55 film interpretati, solo due o tre si citano sempre) Sono più onesti i fan di Dolph Lundgren, che se ne sbattono di lui e sono fan solo di Ivan Drago: tutto ciò che non è Ivan Drago, non esiste.
        Se tu mi dicessi che sei fan di “Nico”, ti capirei: quando uscì in Italia ebbe davvero molto richiamo, grazie anche ai bei soldi della Warner alle sue spalle. Se mi dici che sei fan di Seagal allora no, non ti capisco, perché Seagal non è un bravo attore che è finito male, è solo uno che coi soldi delle major ha avuto visibilità – che altri suoi colleghi migliori non hanno avuto – e appena le major si sono ritirate è finito a fare il Big in Romania. Dire di essere fan del Seagal dei primi due o tre film non mi sembra proponibile, perché lui è lui anche negli altri, sebbene viva di rendita sin da subito. Non è che ora faccia film brutti, lui ha sempre fatto film identici, solo che Nico e gli altri sembrano migliori perché hanno i soldi e vengono trasmessi ogni giorno da Rete4: i film marziali dello stesso periodo fatti dalle major sono tutti belli, anche di più, ma vengono trasmessi una volta ogni trent’anni, quindi nella percezione generale sembrano non esistere.
        Spielberg è un discorso diverso, come autore è ancora più responsabile quando fa qualcosa di sbagliato. Lui è diventato famoso quando inventava, poi ha deciso di andare sul sicuro – buonismo, nazismo, moralismo – ed è di una noia mortale, tanto da aver ora bisogno di leccare il culo ai videogiocatori per alzare due dollari. E’ lui che decide e ha pacchi di soldi a disposizione, quindi se sbaglia è perché non è capace. Gli attori marziali possono solo tirare tecniche e sperare di essere inquadrati bene, di più non possono…
        Spero che un giorno Mediaset dedichi alle decine e decine di film che lei stessa trasmise insieme a Seagal anche solo un decimo del trattamento che dedica a Steven, così che ci si ricordi dei grandi prodotti ormai del tutto cancellati che invece meriterebbero di essere riscoperti, soprattutto oggi con la qualità demenziale del genere. Mark Dacascos, Jeff Wincott, Billy Blanks, Don “The Dragon” Wilson, Gary Daniels, tutti grandissimi atleti che nello stesso identico periodo di Seagal hanno girato piccoli ma onesti film, con almeno una perla nella propria filmografia, e addirittura qualche titolo coi soldi di una major: tutti dimenticati semplicemente perché le TV li hanno totalmente cancellati dai palinsesti sul finire dei ’90. Ecco perché non capisco i fan di Seagal, perché non hanno idea di chi avesse lui intorno eppure sanno per certo che lui era migliore…

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      • Evit ha detto:

        Sì, posso dirti di essere fan di specifici film di Seagal, questo è innegabile. Mi autodefinisco “fan” solo per indispettire un fan di Van Damme (e di Lungdren che te lo guardi solo tu e altre quattro persone in Italia perché ha un buco nero di carisma che non basta provare una simpatia personale verso l’attore per giustificarne i suoi film). Quindi hai ragione quando dici che è un problema lessicale, mio ovviamente. Sono fan DI ALCUNI SUOI FILM. Contento, Vendemmia?

        Il problema degli appassionati di arti marziali è che giudicano i film con un metro di giudizio che si applica a pochi altri spettatori. Come puoi lontanamente immaginare che Rete4 possa dare lo stesso spazio a film di Dacascos che a quelli di Seagal? Sono più meritevoli solo perché si impegna di più nonostante il budget risicato? Non puoi aspettarti che Dacascos possa avere lo stesso spazio di Seagal su Rete4 perché gli spettatori normali a vedere quella faccia e quei budget cambierebbero subito canale, non resterebbero incollati, come ricordo capitò persino a mia madre, a Trappola in alto mare.
        Cioè, da quando è deprecabile avere un budget dietro che eleva un film a film degno della prima serata? Voi fan di Van Damme vi arrampicate proprio sugli specchi per andare contro Seagal eh. 😉
        E quando fa film decenti, “ehhh c’è il budget altissimo!”, e quando fa film di merda “ehh visto, fa film di merda!”. E allora vedi che si deve finire solo a botte?! I nostri lettori lo esigono

        Ma lo sai di chi sei fan tu, biondooooo? Sei un gran fan di puttAH-A-A-Aaaa. Wah wah wah! Citazioni altissime.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E chi decide cosa sia degno della prima serata? Temo invece che un’emittente non usi il “piacere” degli spettatori come giudizio, lo dimostra il fatto che negli anni Novanta andavano in prima serata i film di Dacascos, Lundgren, Lamas e addirittura Billy Blanks e Roddy Piper, e non su TeleMazza ma sulla RAI e Italia1. E avevano un seguito molto largo perché il grande pubblico segue quello che la TV offre loro: non sono molti i fan che seguono gli attori sugli altri canali e vanno a rovistare nelle videoteche NON Blockbuster.
        Un fan di Seagal non dovrebbe neanche pensarla la parola “carisma”, visto che addirittura Bronson da morto ha più espressioni di Steven 😀 E Bronson lo descrivevano come un “posacenere”…
        E’ lo stesso discorso di Agatha Christie, la scrittrice più pubblicata d’Italia semplicemente perché costa due soldi e la Mondadori ogni anno ristampa tutti i suoi romanzi da quarant’anni, cancellando qualsiasi altro autore a lei coevo, semplicemente perché costa due centesimi di più. Non venirmi a dire che gli italiani amano la Christie – come tutti dicono – semplicemente gli italiani sono troppo svogliati e pigri per chiedere altro da ciò che viene loro presentato, così ogni passata edizione di altri autori, magari più bravi, è stata dimenticata perché nessuno la comprava.
        Spero non vorrai dirmi che un film targato Warner Bros ha lo stesso trattamento di uno targato Pizza&Fichi: ha più trailer, ha più cartelloni in giro, ha più mesi di programmazione, ha più sale a disposizione e la videocassetta la trovi pure in pizzeria. Così pensi che ti piaccia solo perché ti è familiare: gli altri film, che invece magari ti piacerebbero di più, devi cercarli tu e ben pochi italiani lo fanno. Meglio il film che mi trasmettono comodamente ogni giorno in TV.
        Curioso poi che denigri Dolph, visto che ha seguito esattamente, passo per passo, la carriera di Seagal dagli anni Novanta, sebbene avesse già sulle spalle dieci anni di carriera, ed avendo molta più bravura sotto ogni aspetto, dal recitativo all’atletico.
        Usando lo stesso tuo ragionamento, alla mia famiglia non piace Seagal, quindi nessun italiano segue Seagal: capisci che non è un ragionamento valido…
        E Lundgren è molto trasmesso dalla TV, mai come Seagal ma comunque ad alti livelli, quindi vuol dire che ha moltissimo seguito in Italia: vedi che le emittenti se ne fregano di ciò che piace e pensano solo ai film più economici da replicare ad nauseam?

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      • Evit ha detto:

        Non mi tirare in ballo i poteri forti che decidono quali film vanno in onda per giustificare l’assenza di altri merluzzi in TV.

        Certo che siete rancorosi voi fan di Van Damme! Guarda che lungo post atto a mettere sullo stesso livello Lundgren e Seagal, una cosa che non sta né in cielo né in terra, da quando l’uomo inventò la coda di cavallo. Per quanto cosciente dei limiti di Seagal con il quale ho proprio cominciato l’articolo che ti sto scrivendo e che temo a questo punto non mi pubblicherai mai ahah.

        Ora secondo te trasmettere “Trappola in alto mare” costa MENO di un qualsiasi film di Dacascos? Fatti dare una spinta virtuale sulla spalla come a dire “ma vaaaa”. La tastiera si dev’essere ribellata quando hai premuto invio.
        E che facessero tanti ascolti tale e quale a Seagal (o addirittura di più) lo dici tu ma dove sono i dati per poterlo dire con più autorevolezza del mio “persino mia madre se li guarda”? Capisci anche tu che non è un ragionamento valido (cit.).
        Negli anni ’90 dei film di Seagal se ne parlava in giro, così come di Van Damme (quando bisogna dirlo, bisogna dirlo). Gli altri non se li filava nessuno e non perché non venissero trasmessi, qualitativamente non erano comparabili e in generale non interessavano allo stesso modo. Tranne quattro gatti, uno dei quali poi fondò un blog chiamato Il Zinefilo dedicato al cinema di serie Z, quindi non mi sorprende che per te fossero di equiparabile importanza, altrimenti avresti fondato “Il Cinefilo” dove parlavi solo di film famosi che piacciono a tutti. È un complimento ovviamente! Di “il cinefilo” ce ne sono anche troppi, che vadano a morì ammazzati.

        Di Lundgren ne ho visti, ci ho provato almeno. Ahimè ricordo soltanto Arma non convenzionale (1990), che è il più hollywoodiano che abbia mai fatto e anche quello è comunque un ombra delle produzioni dell’epoca, già in ritardo cronico sul genere.
        Non dimentichiamo che come attore Dolphino inizia praticamente con He-Man nel 1987 quindi ndo’ stanno i 10 anni di esperienza da attore più di Seagal, che sul set lo sfotteva pure Stallone! Dai che ce lo sai bene pure tu! Già He-Man era un ruolo al di là delle sue possibilità nel 1987 e il ragazzo s’è impegnato perché 3 anni dopo era un attore decente. L’anno dopo di He Man invece cominciava la carriera di Seagal che tutti conosciamo. Avrà un “range” limitatissimo ma per 10 anni buoni sono riusciti quasi sempre a trovargli da fare film fatti appositamente per lui.

        Mi tira fuori Aghata Christie, mi tira fuori… che ne sto leggendo uno adesso che m’ha rotto li cojoni, m’ha rotto.

        Vai a letto, ce menamo domani.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Eh sì, la conversazione sta diventando davvero inutile oltre imbarazzante, visto che parliamo due lingue diverse. Purtroppo stai giudicando secondo i tuoi gusti e quindi non c’è alcuna base su cui poter costruire una discussione; siccome a te Dolph non piace automaticamente non piace a nessuno, siccome tu l’hai conosciuto con He-Man allora è iniziato con He-Man, siccome tu non hai mai seguito né addirittura percepito il cinema action allora il cinema action fa schifo e nessuno lo segue, siccome a te non sta piacendo un libro della Christie allora non è un buon esempio: siamo alla tifoseria da bar dello sport, e quelle sono chiacchiere inutili e particolarmente fastidiose.
        Il bello è che non ho mai citato Van Damme in questa discussione eppure continui a chiamarmi fan di Van Damme, vorrà dire che dovrò abbassare il livello alla chiacchiera da bar: voi fan di Seagal conoscete solo i suoi primi due o tre film e credete che quello sia tutto il cinema action. State bene lì, cantava Ligabue, ma per lo meno non giudicate gli altri, che hanno una visione leggermente più ampia e non parlano per partiti presi.

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      • Cristian Maritano ha detto:

        Giustizia a tutti costi è sempre stato un buon film per me..;)…ed anche il suo piccolo ruolo in Decisione critica mi è sempre piaciuto…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Certo, sono film con le major alle spalle quindi ci sono soldi, poi ci sono tecnici bravi e il prodotto è di qualità, ma come lo sono i prodotti dell’epoca: a parte qualche minchiata di serie Z che girava in cassetta e in TV, la qualità dei film action/marziali è davvero buona. Soprattutto quelli che hanno grandi case alle spalle: Brandon Lee ha fatto in tempo a fare film con Fox e Warner di prima qualità tecnica (sulla trama ci sarebbe da parlarne) perché le grandi case all’epoca avevano visto nell’enorme richiesta marziale un terreno da sfruttare. (Non dimentichiamoci che la Warner è sempre stata in prima linea sul fronte marziale, e già negli anni Settanta distribuiva in Italia film di Hong Kong!)
        “Giustizia a mani nude” poi può contare su un geniale cameo di Dan Inosanto, che affronta Seagal con le stecche da biliardo in una deliziosa scena di escrima: parliamo però di due o tre secondi ispirati in un film che è solo uno dei tanti polizieschi d’azione dell’epoca. (Pure Chuck Norris è passato subito a quel genere, appena finiti i ruggenti anni della Cannon.)
        La qualità di questi primissimi film di Seagal è innegabile, il problema è che sono rimasti casi isolati e appena l’omaccione ha litigato con le case se ne è andato per conto suo a girare 1000 film di cui nessuno ricorda il titolo, neanche i suoi fan, che infatti ricordano solo i film girati per le major 😛

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      • Evit ha detto:

        Vedo che il mio sfottò ha fatto arrabbiare davvero il padrone di casa, ma non mi conosci ormai?

        Allora rispondo seriamente.
        Anche se condisco le mie risposte con opinioni personali non vuol dire che mi basi solo su quelle. Faccio riferimento alla cultura cinematografica popolare (italiana ma soprattutto americana) che, bello o no, serve da riferimento per capire ciò che ha successo e ciò che non lo ha. Le trasmissioni in prima serata saranno pure documentate ma non danno un’idea dell’impatto di certi film sul grande pubblico. Se chiedi ad un qualsiasi americano (ma anche italiano) se ha mai sentito parlare di Seagal la risposta sarà ben diversa da altri nomi come Dacascos e altri nomi che reputi equiparabili solo perché in certi anni della tv italiana hanno avuto anche spazio in prima serata. Oserei dire che quasi tutti ad un certo punto hanno avuto spazio in prima serata ma se poi non ci sono mai tornati non è certo una questione di costo dei diritti televisivi, sono certo che Terminator 2 e Titanic costino un botto ma sono sempre lì, evidentemente gli ascolti e la pubblicità ripagano ampiamente più di quanto possa un Lamas qualsiasi. Pensare che film di serie C-Z possano costare di più di un qualsiasi Warner deve avere delle basi documentate prima di poter essere anche supposto. Lì sei tu che va sull’opinione personale.

        È ovvio che ciascun attore e film ha i suoi fan e per loro saranno sempre film degni della prima serata e, certo, ci sono anche film che sarebbero più noti al grande pubblico se fossero anch’essi ripetuti fino alla nausea dalle emittenti nazionali ma si tratta di pochissimi casi.
        Aggiungerei (perché l’ho appena rivisto) che anche “Agguato alle Hawaii” è stato dato in prima serata negli anni ’90 e oggi trova spazio solo nella mia scatola della videotortura, incomparabile con qualsiasi film d’azione con un budget. Che io brami che i film di serie C tornino in prima serata? Ma è ovvio, mi conosci. Ma non posso certo illudermi che Samurai Cop possa essere maggiormente apprezzato se solo Rete4 lo desse più spesso di Arma Letale! Perché è questo il discorso che fai tu. Alla fine alle emittenti interessa che ci siano persone che li guardino per piazzare la pubblicità, se Seagal degli anni ’90 va più spesso di altri è evidente che per l’emittente televisiva è una scelta più sicura rispetto ad altri che in passato hanno portato meno ascolti. Ma se vuoi chiedo ad un dipendente Mediaset che conosco, addetto alla programmazione, e vediamo perché Seagal degli anni ’90 passa sempre in tv e Lamas no.
        Che la debbano abbozzare con Seagal su Rete4? Ma concordo anche io! Solo che non ci metto l’opinione personale di mezzo.

        La frase sulla Christie l’ho usata solo per sottolineare che l’esempio dei libri stampati che hai tirato fuori non c’entra molto con il motivo dei passaggi televisivi. Lo supponi tu che costi meno passare Seagal di altri.

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  2. Cassidy ha detto:

    L’altro giorno facendo ordine mi é spuntata una confezione da dieci intona di floppy disk (storia vera), pensa quanti seguiti di questo film potremmo produrre! Tanto i tre protagonisti tutto sommato accettano ruoli come nel 1996, compresa Salma che trovo sempre guardabile. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Seeeee glie piaceresse! Laurence e Baldwin potrebbero pure accettare quei ruoli, ma i soldi spesi nel 1996 se li scordano! Oggi il loro budget si aggira sulla stretta di mano 😀
      E comunque anch’io conservo per ricordo diversi floppy, da 5 e 2,5: così se fanno un altro film posso essere utile 😛

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  3. Cristian Maritano ha detto:

    McManus non perdona!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Oh, pensavo ti fossi dimenticato del principe della Z, da troppo non ci deliziavi! Per fortuna mi ero sbagliato! 🙂
    Ovviamente mai visto ma rientrando nel mio campo lo vedo come un peccato (mortale o veniale?)!

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Mai visto… Eppure tutti i film che hai citato in recensione me li sono gustati (alcuni anche al cinema!).
    Però per quanto riguarda l’action non hai citato la classica eccezione che conferma la regola. Nel 1996 hanno fatto bingo con “The Rock”. Sembrano passati secoli da quando uscivano decide di prodotti action più o meno decenti e Nicholas Cage faceva film di serie “Tripla A”.
    Fun fact che probabilmente sapete tutti ma non si sa mai. Lo sapevate che la figlia di Laurence Fishburne, Montana, è un’attrice hard? Se non eravate a conoscenza di ciò, ora potete vantarvi con gli amici con questa perla.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Premettendo che considero “The Rock” un capolavoro, non da ultimo una colonna sonora da applauso, lo stesso è costato 75 milioni e nel primo weekend ne ha guadagnati 25. Per carità, poi è rimontando e alla fine la Hollywood Pictures ha sicuramente guadagnato parecchio, ma è il sintomo di un fenomeno chiaro: i filmoni action costosi non fanno più il botto, come un tempo. Non è più il caso di spendere fantastilioni perché ci vorrà un po’ per rientrarci, a meno di non avere carte sicure in mano. E questo ha fatto sì che tanti progetti non sicuri siano slittati dalla serie B alla Z!

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    • Zio Portillo ha detto:

      Vedo che hai chiosato sulla figlia di Fishburne…;-P

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  6. Giuseppe ha detto:

    Ah, il floppy disk da 2,5 pollici… che ricordi! Probabilmente in questo caso conteneva anche la sceneggiatura nonché i miei ricordi a proposito del film (e quindi era praticamente vuoto) 😉
    P.S. Morpheus/Fishburne a Neo/Reeves: “Pillola rossa o pillola blu? Oppure vuoi che ti faccia conoscere mia figlia?”
    Sulla Nabucodonosor: “Sono Montana, Neo: i tuoi muscoli sono completamente atrofizzati e saranno sottoposti a ricostruzione. Io mi occuperò di un muscolo in particolare, mentre gli altri penseranno al resto”
    Morpheus e equipaggio (constatando i risultati della terapia): “E’ lui… è l’Eretto!” 😀

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