Eliminators (2016) Enter the King Barrett

La Voltage Pictures e WWE Studios sono case specializzate in filmucoli d’azione (o supposti tali) perennemente alla ricerca di star muscolari di poche pretese ma di largo richiamo: Scott Adkins è quindi l’attore/atleta che fa per loro.
Affidata la sceneggiatura a due tizi di passaggio e la regia a James Nunn, tecnico che ogni tanto gioca a fare il regista – e che ha già diretto Adkins in Green Street 3 (2013) – siamo pronti per Eliminators.

Presentato in home video americano il 6 dicembre 2016, la Eagle Pictures lo porta in DVD e Blu-ray dall’11 gennaio 2018 nella Fighting Stars Collection.

Il film è disponibile su Prime Video e su Infinity.

Dal titolo già si capisce che ci sarà da dormire…

Thomas (Scott Adkins) ha il cuore gonfio di dolore per la morte dell’amata moglie ma deve farsi forza per accudire la figlioletta… oh mio Dio, ma è una nuova moda? Iniziare i film nel modo più banale e scontato possibile in modo che già hai voglia di mettere “stop” subito?
Possibile che non esista uno sceneggiatore così coraggioso da inventarsi, che ne so, un bambino? No, è sempre una bambina: il protagonista solitario ha sempre e solo una bambina. Questo è razzismo sessuale! Ho capito che il protagonista dovrà fare cose cattive e serve un elemento per testimoniare la sua bontà, cioè appunto prendersi cura di una bambina, ma perché se si prendesse cura di un bambino non risulterebbe parimenti amorevole?

Ma sto vedendo Elminators o l’Universal Soldier del 2012?

Il film inizia nello stesso identico modo di Universal Soldier. Il giorno del giudizio (2012), ed è la peggiore delle offese. Tizi entrano in casa di Adkins, lo pestano come una zampogna e gli minacciano la famiglia: ma cos’è, vi si è incastrato il CTRL+V sulle tastiere? Fate “copia e incolla” su tutte le sceneggiature dei film action Z degli ultimi vent’anni?
Comunque è un errore, manco fossimo in Palle in canna (1993): dopo aver distrutto tutto, i criminali si accorgono di aver sbagliato indirizzo. Adkins, per legittima difesa leghista, ammazza tutti con una mano sola.

Adkins: paladino della difesa leghista!

Questo brutto fatto di cronaca fa saltare la copertura, perché Thomas vive sotto copertura perché è un agente segreto che… ah, non ne ho la forza: tanto so’ tutte buffonate dozzinali per riempire gli spazi fra un combattimento all’altro.

Oh, a me questo sembra Dolph Lundgren grasso!

Sappiamo che il super cattivo è Dolph Lundgren grasso (James Cosmo) e che lui comanda un esercito composto da un solo uomo, Bishop, che fa tutto lui per l’intero film.

Un’altra inutile star del wrestling che perde tempo in video

Tolta di mezzo la trama imbarazzante, Eliminators si presenta per quello che è realmente: il film di lancio con il quale Stuart “Stu” Bennett meglio noto come Wade “King” Barrett si prende una pausa dalla carriera di wrestler e cerca di fallire come attore marziale. E quindi si fa trainare da Adkins, che di fallimenti marziali è un professionista. Scott ha impiegato anni di duro lavoro per arrivare ad avere l’occasione che invece a Bennett viene regalata, quindi merita un briciolo di simpatia in più. Ma tanto il risultato è lo stesso.
Al contrario di tutti gli altri wrestler, Bennett/Barrett sa combattere e lo dimostra: appena avrà un ruolo uno zinzinino meno ridicolo e magari un bravo coreografo, sono sicuro che farà faville. Basta che molli quel peso morto di Adkins…

Ma davvero a Londra ci sono uffici del genere?

Malgrado soli quattro anni di differenza d’età, Adkins e Bennett sembrano allo stesso punto di carriera: solo che Scott ha fatto il giro e ci sta riprovando.
Sono entrambi atleti in splendida forma, perfetti per le scene di combattimento coreografate dal solito Tim Man, uomo di fiducia del “nuovo” Adkins, quindi sulla carta dovrebbe essere tutto perfetto. E invece non lo è…

Per sfondare nell’action, aiuta ammucchiarsi con Adkins

Non so, forse sono io il problema, forse la delusione di veder crescere Adkins per poi perdersi per strada è stata così cocente che ora non riesco ad apprezzarlo in questo suo presunto ritorno al mondo marziale. Al di là del mio giudizio, però, c’è qualcosa di oggettivo: i combattimenti sono ottimi ma anonimi.
Un coreografo è come un compositore: posso avere il miglior strumento musicale del mondo, ma se eseguo una partitura noiosa o fiacca il risultato sarà noioso e fiacco. Adkins fa di tutto per essere uno strumento eccellente ma si ostina – o qualcuno lo fa per lui – a rivolgersi a coreografi noiosi e fiacchi, quindi il risultato sono combattimenti come questo film: abbondanti, di consistenza superiore ad un normale action tanto da poter definire il film addirittura di “arti marziali”, ma lo stesso noiosi e fiacchi.

Stop… Boyka time!

Quando hai J.J. “Loco” Perry a crearti uno stile di combattimento e un personaggio come Boyka, ci vuole un attimo a conquistare il mondo. Ora Adkins fa solo personaggi “normali” e si avvale di Tim Man che proprio non riesce a metterci neanche un pizzico di sale nei combattimenti: il risultato sono scazzottate da bar, o peggio ancora combattimenti hollywoodiani, in cui ogni tanto appare un cavallo di battaglia di Adkins. Che ovviamente non fa effetto ma addirittura sembra così forzato da risultare fuori luogo.
Un personaggio banale e anonimo fino alla nausea che fa combattimenti privi di spessore e che d’un tratto tira delle tecniche alla Boyka: è come fare il riff di Smoke on the Water con una chitarra giocattolo, non ottieni l’effetto sperato.

Adkins si impegna, ma è evidente che non basta

Adkins è coerente con se stesso e quindi dopo Undisputed 3 (2010) fa solo ed esclusivamente film inutili, quando non fastidiosi. Continua ad aumentare le scene marziali con l’unico risultato di annoiare, e quando l’ex miglior attore marziale d’Occidente annoia… vuol dire che sta proprio sbagliando di brutto.
Forse quando compirà 50 anni finalmente farà quel film marziale che tutti stanno aspettando, piantandola di interpretare stupidate su agenti segreti ed assassini e finalmente impegnandosi in un kumite o in un pit fight: per ora, si sbadiglia e basta.

L.

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27 risposte a Eliminators (2016) Enter the King Barrett

  1. Evit ha detto:

    A Palle in canna sono morto 😂
    C’era anche Bruce Willis che usciva fuori dalla roulotte sbagliata?

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  2. Austin Dove ha detto:

    I wrestler li preferisco in pellicole dove danno il meglio di sé come stazza: il collezionista di ossa, il leprecauno, ecc ecc

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono un’Armata delle Tenebre fatta di persone che hanno conquistato la notorietà fingendo di menare e quindi sembrano perfetti per un film, dove appunto si finge di menare. Fanno fare loro film da protagonisti… e non fanno niente. Neanche uno schiaffo. Molto meglio quando fanno piccoli ruoli, almeno possono contare appunto sulla stazza – e non serve essere wrestler per quello!

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  3. Austin Dove ha detto:

    Ps. Mn ossa , ma occhi 😂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Ma magari! Ma possibile che nessuno abbia le palle di dirlo in faccia ad Adkins? Io no! Lucius, vai avanti tu… 😜
    Scherzi a parte. Io, noi tutti amiamo Adkins quando fa Boyka. Ci sarà un pazzo a Hollywood con un po’ di grana in mano che prende Adkins, prende Uwais e Mad Dog, prende Jai White, prende Tony Jaa, li mette in una stanza e gli fa un bel discorsetto su “le occasione sprecate” che comincia con “volete essere ricordati come i migliori o come gli sgherri generici nelle varie saghe che si vedono 3 secondi e muoiono male?”. Gli sbatte in faccia una sceneggiature alla “Senza Esclusione di Colpi”, gli da i costumi di scena e poi sotto col girato. Tiè, prendi pure JCVD e dagli la parte dell’anfitrione del torneo. Lui organizza e Bolo Yeung (è ancora vivo? Spero di sì…) fa il boss della mala orientale.
    Al solo pensiero di quello che potrebbe essere un fil così mi vengono i brividi!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anni fa sarei stato d’accordo con te, e negli anni Novanta sognavo anch’io un film alla Bloodsport con tutti i divi marziali del periodo, il problema poi è che film del genere sono cominciati ad apparire… ed è un disastro. Il problema non sono gli atleti, ma i coreografi: Uwais e Mad Dog sono apparsi in altri film dove non fanno neanche il 10% di quello che facevano in “The Raid”, idem per il recente scontro Adkins/White, che sembrano due vecchi che si menano per l’ultimo pasticcino.
      Boyka ha conquistato il mondo perché si è avverata la congiunzione astrale perfetta: un atleta splendido, un coreografo geniale e un regista talmente coraggioso e visionario da saperli sfruttare. Senza questi tre elementi ogni film marziale è destinato a fallire, perché è come suonare la Nona di Beethoven con le pernacchie: all’inizio sarà pure divertente, ma dopo un’ora vuoi uccidere i suonatori!
      Tutti gli attori da te citati non ci stanno più a prendere calci in faccia, sono già famosi e quindi non rischiano il collo. Ecco che servirebbe sangue giovane – e sono convinto le palestre californiane ne siano piene – ma soprattutto un bravo coreografo che sappia costruire qualcosa degno d’esser visto. Tutti fattori impossibili oggi, per il cinema morto e sepolto. Meglio buttare in video Adkins e farlo girare per Londra – così si beccano pure i soldi della Proloco – a fare a botte a caso.
      Se un giorno tornerà la passione marziale nel pubblico, tipo l’ondata che ha invaso il mondo a cavallo fra ’80 e ’90, allora si potrà tornare a discutere. Ora dobbiamo accontentarci dei film asiatici e delle briciole occidentali.

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  5. Cassidy ha detto:

    Oh guarda mi consoli, penso di aver visto il film, credo la scorsa settimana, trovandolo non brutto, ma tristemente anonimo, un’idea di “A history of violence” per il passato del padre protagonista con le botte, non ho avuto nemmeno voglia di scriverne quindi sono felice che lo abbia fatto tu così bene.

    Suggerisco una cavia peruviana, il primo sceneggiatore che sostituirà la figlia (in stile Commando) del protagonista, con una cavia peruviana farà una rivoluzione copernicana del genere “Padri di menare” 😉 Cheers!

    P.S. La locandina di questo film è già pronta per la tua rubrica del week end, la faccia di Adkins sembra la maschera di cartone di Bruce Lee in “Game of death”.

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  6. Kukuviza ha detto:

    Ma quell’ufficio pazzesco sembra una riproduzione del bivio a Times Square.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so se è vero o un gioco ottico, però quest’ultimo non avrebbe senso in un film del genere. Tutta la storia spinge il protagonista e il suo inseguitore a farsi a piedi tutta Londra, così si beccano pure i soldi dell’Ente del turismo, quindi immagino che esista sul serio un ufficio fatto in quel modo…

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  7. Pietro Sabatelli ha detto:

    Non per niente l’ho evitato, e sapere ora che assomigli anche solo in piccola parte a quella cavolata (per non dire peggio) di Universal Soldier. Il giorno del giudizio, mi fa capire di aver fatto la scelta giusta 😉

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Non l’ho visto ma a fiducia pensavo meglio…tuttavia mi fido ciecamente della tua recensione anche perchè ormai c’è un legame mentale tra noi visto che ieri scrissi una recensione…citando proprio il Kumite! 🙂

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  9. Giuseppe ha detto:

    Visto che sulle “meraviglie” dell’ennesimo ruolo non all’altezza di Adkins già avete detto tutto, io mi limito ad esprimere la mia scarsissima gioia nel vedere coinvolto pure quel bravo James Cosmo che io incontrai per la prima volta nel ruolo del “doppio” tenente Anderson in un suggestivo episodio (Riflessi nell’acqua) della mitica serie U.F.O…

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