Piranha 3D (2010) 3P: Pischelli, Poppe e Piranha

Da tempo volevo rinfoltire la categoria “Killer Fish” con questo film, ma non trovavo mai il coraggio di rivedermelo: è dall’agosto 2017 che aspettavo un momento giusto che non arrivava mai. Quando mercoledì 26 settembre 2018 il consueto Cielo l’ha presentato nel suo “Monster Night” (o Mercoledì Filmacci), l’ho preso come un segno dell’Universo: era ora che riaffrontassi di nuovo i miei demoni acquatici…

Solo il peggio, su Cielo!

Oggi è facile fare battutine e puntare il ditino, ma fino a qualche anno fa la Dimension Films dei fratelli Bob ed Harvey Weinstein non la si poteva accusare di avere solo la patonza in mente: quello è l’unico genere cinematografico che vende bene da cento anni a questa parte, e non è certo colpa dei produttori. Però non si può fare a meno di notare che l’horror più sciabordante di donne nude del Duemila è targato Dimension Films…
Ora chiudete gli occhi e immaginatevi che faccia hanno fatto i fratelloni Weinstein quando davanti a loro si sono presentati Pete Goldfinger (che pare uscito da un film di Bond) e Josh Stolberg, che hanno appena firmato Patto di sangue (Sorority Row, 2009), un thriller-horror pieno di donne, e mettono sulla scrivania un copione: uno spring break pieno di donne nude viene attaccato dai piranha. Quanti secondi avranno impiegato ad accettare?

Uscito in patria il 20 agosto 2010, la BiM Distribuzione porta Piranha 3D nelle sale italiane dal 4 marzo 2011 (fonte: ComingSoon.it).
Dal 31 agosto successivo 01 Distribution lo presenta in DVD e Blu-ray.

Quanto sono brutti i titoli in 3D

Siamo nell’immaginario Lake Victoria dell’Arizona. È strano dire “immaginario”, perché il lago c’è davvero e mi sembra anche bello, ma si chiama Lake Havasu, e nel 1995 ha avuto l’onore della cronaca per aver ospitato uno dei celebri speciali di MTV Spring Break. Con la svolta del Duemila diventa location di Flash Fest: Wild Party Girls 1 (2002) e 2 (2003) quindi mi sembra davvero il luogo giusto dove ambientare una “festa di primavera” con donnine svestite che si contorcono come tarantolate.
Ovviamente un cartello all’entrata del paese vieta l’ingresso a donne men che attraenti e men che poppute, quasi fosse una zona di selezione natural-siliconica.

A quanto pare, se non sei così lo spring break non lo puoi fare…

Qui arriva anche il parigino Alexandre Aja, che ha iniziato la sua carriera da regista prodotto da Canal+, passando per l’autorevole EuropaCorp e sfondando gli Stati Uniti con la Fox, con due evitabilissimi remake: Le colline hanno gli occhi (2006) e Riflessi di paura (2008). Non è certo la qualità di questi film che gli fa da biglietto da visita, ma una gestione della scena che denota uno sguardo fresco.
Come però sia sceso fino ai livelli della Dimension Films rimane un mistero, visto poi che è stato l’orlo del precipizio in cui è caduto: cos’avrà fatto mai per meritarsi questa fine?

Ad Aja, da buon europeo, ’sta roba dello spring break fa strabuzzare gli occhi: so’ proprio matti ’sti americani. Si presenta a Lake Havasu con le cineprese per girare un po’ di scene riempitive e si rende conto che il vero film horror è la parte della storia ripresa dal vivo…

Al giornalista Ace Masters di “Fangoria” (n. 296, settembre 2010) Aja racconta che la sua intenzione è di fare un film alla Gremlins (1984), cioè un horror con venature di umorismo nero che sia però in realtà una critica divertita della società americana. Quindi ha pensato: ora vado lì e organizzo il più pazzo e squilibrato spring break che esista. Presentatosi alla vera festa con le cineprese, si è subito reso conto che era impossibile: il livello di imbarazzante follia che i giovani già dimostravano nessuno sarebbe stato in grado di superarla!

«Il segreto della vita: birra, sole e fighette depilate che si toccano sott’acqua»

Qualcuno potrebbe pensare che il cineasta soft porno Derrick Jones (Jerry O’Connell) sia un personaggio esagerato, sopra le righe, ma temo invece che sia anzi una versione molto castigata ed elegante di persone fuori di capoccia che agiscono esattamente come i propri spettatori vogliono che agiscano.
Ovviamente la moralità cinematografica fa sì che tutti gli “zozzi” che hanno visto donnine nude e avuto pensieri impuri siano prontamente maciullati, insieme alle suddette donnine – essendo esse implicitamente schiave di Satana – ma la parata mammellaria rimane: è una strana morale, quella che mostra poppe al vento per poi sottolineare che chi lo fa merita la morte.

In quest’ottica sembra perfetta la modella britannica Kelly Brook, che dal natio Kent se ne va in vacanza ed entrando in un ristorante si sente gli occhi addosso. Due tizi la stanno squadrando da capo a piedi, e ad un certo punto uno dei due si avvicina e le chiede se sia un’attrice. Kelly risponde di sì ed ottiene questa strana proposta: «Siamo i produttori di un film chiamato Piranha, le interessa lavorarci?»
Questo è stato l’incontro dell’attrice con il regista Aja e la produttrice Alix Taylor, che come due maniaci l’hanno fissata ad occhi sgranati in un luogo pubblico. O almeno è quanto lei racconta al citato giornalista.
Kelly legge il copione e dice di trovare divertente il film così accetta:

«Sentii che poteva essere la cosa migliore che avrei mai fatto… o la peggiore.»

Gran bel ragionamento. In fondo l’attrice si dice «fortunata» di avere una scena in cui, completamente nuda ed inquadrata in ogni possibile angolatura, lesbicheggia con la pornostar Riley Steele. Come si fa a rifiutare una proposta di lavoro di questo livello?

Queste sì che sono scelte attoriali che spingono una carriera…

Mentre la Steele è un grissino che mai avrei scambiato per una pornostar, ben diverso è il cameo dedicato alla procace Gianna Michaels, la cui giunonica mammellosità non può essere contenuta dal misero costumino che le hanno dato. (Rimanete sintonizzati, che oggi pomeriggio scatta lo speciale del Zinnefilo su questo film!)

La trovate nei migliori YouPorn!

Non si “cameizzano” solo pornostar, ci sono anche piccoli ruoli per grandi nomi del tutto inutili, ma che facevano piacere al regista. «Volevo avere una citazione de Lo Squalo in questo film», racconta Aja al giornalista John W. Bowen per “Rue Morgue” (n. 103, agosto 2010), «perché il nostro Piranha è più lo Squalo della nuova generazione che un remake dell’originale Piranha»: tutto questo per giustificare un paio di inutili minuti in cui Richard Dreyfuss viene mangiato dai piranha.
Non l’ha mica fatto per avere un nome importante in locandina, no, ma che andate a pensare? È solo un regista così pieno di sé da non accorgersi che dal Duemila non nasce niente per le nuove generazioni: sono solo vecchi prodotti che si ripropongono come i peperoni.

Dreyfuss è in alto a sinistra: non vale la pena vederlo meglio

Visto che ogni convention è infestata da adoratori di Ritorno al futuro, che fai, non ce lo metti un cameo di Christopher Lloyd?

Grande Giove Piranha!

E già che ci siamo, mettiamoci Eli Roth che fa il giudice delle magliette bagnate e finisce con la capoccia troncata, che lui ci si diverte e manda gli amici al cinema.

Quando in un film fanno fuori Eli Roth, sono sempre felice…

La citata “Rue Morgue” rivela che erano originariamente previsti camei anche di Joe Dante e James Cameron, ma problemi logistici li hanno impediti. O forse i due mostri sacri hanno mandato Aja al suo paese parlando con l’alfabeto spernacchiante?
Decisamente più divertente il minuscolo ruolo di Ving Rhames, che almeno ha la possibilità di una scena mitica: quando con l’elica del motore di un motoscafo comincia a trinciare piranha, il che fa il paio con la scena dell’anno successivo quando prende i morti viventi a motosegate in Zombie Apocalypse (2011).

Venite, che Ving Rhames vi dà una sforbiciatina!

Un ruolo un pochino più importante è ricoperto da Elisabeth Shue, che viene bellamente ignorata dai giornalisti che invece vanno dall’attore protagonista, che interpreta il di lei figlio: Steven R. McQueen, nipote di Steve McQueen. “Fangoria” ipotizza che questo film sia quello che è stato Blob (1958) per suo nonno: un horror che lancia la carriera. Quindi facciamo finta che il successo di McQueen sia nato con quel film e non con I magnifici sette (1960)? Giochiamo pure, basta che non confondiamo i McQueen: il nipote è quello che fa il vampirello in TV, giusto per fare mente locale.

Neanche a minacciarli i giornalisti si sono occupati della povera Shue

La cosa divertente è che il giovane Steven fa sembrare questo film come un ritorno “in famiglia”, visto che lavora insieme alla Shue, che nel 1984 era in Karate Kid insieme a suo padre, Chad McQueen. Sì, ma andiamoci piano: Chad lì era solo il bullo biondo con gli occhi da matto, poco più di una comparsa. La sua vera grande occasione è Codice marziale (1990) contro il cattivo David Carradine, che probabilmente a casa McQueen non è mai stato visto.

Si vede il pesce?

Dei piranha preistorici sono rimasti per milioni di anni prigionieri sotto terra, sopravvivendo mangiandosi l’un l’altro – trovata delirante che all’epoca mi fece incazzare non poco – finché un giorno escono a miliardi da una grotta e cominciano a mangiarsi i ragazzi festaioli di un lago.
Le uniche misure di sicurezza che i poliziotti locali sanno adottare è… sparare in acqua, uccidendo un piranha alla volta. Va be’ che gli americani amano sparare, ma siamo davvero nella follia più imbarazzante. La seconda misura è far esplodere cose, seconda passione dei film. Diciamo che i protagonisti non fanno una mazza di niente per arginare il pericolo, ben consci di lasciarsi aperta la strada ai sequel.

È come se la situazione sia sfuggita di mano…

All’epoca della sua uscita in Italia, facebook impazzì. Ai tempi avevo un ben nutrito gruppo di amici su quel social – tutti volatilizzati non appena ne sono stato estromesso – e ricordo che questo film esplose potente: tutti si sbrigarono a considerarlo il più grande film della storia del mondo, per poi ovviamente dimenticarsene il giorno dopo.

Sarà una citazione xenomorfica?

Non mi affrettai certo a vederlo, e quando arrivò il momento mi strappai parecchi capelli: come faceva questa stupidata a far impazzire la gente? Da notare che ancora non ero un “zinefilo professionista”, cioè non avevo ancora iniziato a studiare le dinamiche della Z quindi considerai questo film un titolo “normale”, il che stonava con il letame che gronda dalla sceneggiatura.
Come dicevo, da più di un anno mi prefiggevo di rivederlo ma non riuscivo a trovare il coraggio, convinto di ritrovare l’abominio più abominevole. Invece a rivederlo è stato meno peggio di quanto mi aspettassi: forse perché dalla prima visione ad oggi la Z è entrata potente in me e quindi questo titolo non mi sembra più di qualità infima come all’epoca. È una semplice stupidata eccezionalmente curata dal punto di vista tecnico.

Non salite sui barconi, che se vi vede Salvini so’ cazzi!

Aja è un registino niente male, ce la mette tutta e basta guardarsi il backstage che trovate su YouTube per capire quanto impegno, quanti soldi e quanto talento è stato impiegato per questo film. Tutto sprecato, ovviamente: mi piange il cuore a vedere tutta quell’energia al servizio del Nulla.
Di sicuro il film ha tanto sangue – pare siano stati versati 300 mila litri di sangue organico nel lago! – e corpi maciullati come non se ne ricordano in un prodotto americano, almeno dai tempi del Romero buono. Tutto girato così bene che sembra davvero abbiano massacrato decine di comparse per le riprese, così come dev’essere costato uno sproposito chiamare più di trenta stuntmen professionisti a fingersi festaioli solo per farli penzolare dalle strutture pendenti sul lago.
Roba tecnicamente buona, dicevo, ma per uno scopo davvero minuscolo. Cioè un inutile filmucolo di pesci assassini che copia il finale da Piranha 2 (1981), che se permettete è molto più corposo. Invece di chiamare lo yacht “Barracuda” (sarà mica una citazione del film omonimo?) avrebbero dovuto chiamarlo Piraña Paura.

Belle le poppe al vento, bello lo splatter, tanto il sangue, ma i pesci al computer e il 3D da videogioco davvero smontano tutto, oltre ad avere una sceneggiatura che nei momenti migliori è solo assente: negli altri è urticante.
«Ho letto per la prima volta il copione cinque anni fa e me ne sono innamorato. Questo è il film che ho sempre sognato di vedere». Grazie, Aja, per questa dichiarazione: ci rendi meno doloroso constatare che è stato anche il tuo ultimo film: che sia stato il karma a fermarti? Va’, e torna quando sogni di vedere cose migliori.

L.

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18 risposte a Piranha 3D (2010) 3P: Pischelli, Poppe e Piranha

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Effettivamente, nonostante i camei, le poppe e gli sbudellamenti, mi ricordo che ad un certo punto la visione si faceva difficoltosa, stentavo ad andare avanti nonostante le cose citate sopra debbano far pensare il contrario, segno che ad una certa si svacca di brutto. E con svacca, ahimé, non intendo solo la presenza di notorie “vacche” da mungere 🙂

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  2. Cassidy ha detto:

    Se penso a questo film la mia prima reazione è: Kelly Brook! Con tanto di sbavazzo alla Homer Simpson davanti alle ciambelle, nell’orgia di poppe di questo film mi sono perso Gianna Michaels, giusto per dire che dal punto di vista “Zinnefilo” il film è notevole, infatti il titolo dell’insipido seguito (3DD) è l’unica intuizione notevole della pellicola e batte proprio sul punto di forza del film.

    Detto questo, la prima volta che l’ho visto l’ho odiato, il cameo di Richard Dreyfuss che strizzava l’occhio a “Lo Squalo” l’ho trovato urticante, crede di averlo visto una seconda volta godendomelo di più, Alexandre Aja sa davvero il fatto suo ma non è Joe Dante, se toglie le poppe a questo film resta veramente poco, la critica sociale di Dante il buon Aja se la sogna. Cheers!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Credo che non faccia per me: quando saltano fuori nudi e sesso a caso, inizio a cercare i buchi di trama, e qui la trama non sembra esserci 😛

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Se Pete Goldfinger esce dai film di Bond, il giornalista ACE MASTERS di Fangoria chi è?!?! Sembra il Max Power di Simpsoniana memoria…

    Tolto il dente, passo al film. Lo vidi al cinema e uscii soddisfatto e divertito. Non mi ricordo se per la pellicola in se o per le procaci figliuole che apparivano mezze nude. Opto per la seconda ipotesi perché non l’ho più visto da qulla volta e ne ho un ricordo annebbiato.

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  5. Pingback: [Il Zinnefilo] Piranha 3D (2010) | Il Zinefilo

  6. Giuseppe ha detto:

    Puttanata senza capo né coda (a parte quelle dei piranhas) che, tra l’altro, puzza tantissimo di una serie Z fin troppo studiata a tavolino nella sua idiozia decerebrata (parliamo pure di sceneggiatura abolita intenzionalmente? Ma sì, dai, che sembra tutto così spontaneo) per risultarmi anche solo lontanamente divertente… questo film proprio non ha fatto la fortuna di Aja, che avrebbe meritato qualcosa di meglio. Il sequel, comunque, riesce pure ad essere peggiore di così 😦

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so quando avrò il coraggio di vedere il 3DD, se per questo ho avuto bisogno di un anno e mezzo di concentramento… mi sa che per il sequel ce ne vorranno tre 😛
      All’epoca Aja era quotatissimo, tutti su facebook urlavano la loro eterna sudditanza al nuovo Signore dell’Horror, per poi rinnegarlo tre secondi dopo e far finta non sia mai esistito. Purtroppo è finita la monarchia del cinema, i Re e i Signori sono tutti caduti e viviamo nella Repubblica delle Banane Annerite, dove il primo stronzo che si alza fa il suo film e c’è spazio per tutti, che tanto niente dura più di venti giorni. Forse negli anni Ottanta Aja avrebbe sfondato, invece ora è solo stato sfondato…

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      • Giuseppe ha detto:

        Aja avrebbe avuto qualche possibilità anche di questi tempi, se solo non l’avessero “americanizzato” anzitempo (e sì che almeno come sceneggiatore e produttore di Maniac sembrava essersi quasi risollevato dal pantano)… 😦
        P.S. Tre anni di concentramento (per il sequel)? Solo tre? Sei un ottimista 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Maniac è davvero una bomba, per come è girato, ma davvero non ha fatto molta differenza…

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  7. Pietro Sabatelli ha detto:

    Tra un po’ mi vado a rinfrescare la memoria…ma nel frattempo dico solo che in questo film il divertimento non manca affatto e in certi casi può bastare 😉

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  8. Sam ha detto:

    Io trovo che Piranha 3DD per quanto fatto in economia sia più divertente di questo ( già solo la presenza di Mitch di Baywatch che si prende per il culo da solo vale il prezzo del biglietto ). lL film di Aja, per quanto ben curato tecnicamente e la comparsata di attori di un certo richiamo, è un pò troppo “modello Asylum”, nel senso che per la primA parte del film si chiacchera tanto per allungare il brodo e si fanno vedere procaci fanciulle così che lo spettatore nel frattempo non si addormenti.
    Però dai, non è malaccio, lo splatter c’è, le scene grottesche pure , c’è un laido Jerry O’Connell ( da noi ricordato per la parte del bravo ragazzo ne ” il mio amico Ultraman ” ) che sembra proprio un Harvey Weinstein diversamene grasso… chissà se è una cosa voluta da Aja ?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, lo splatter c’è e in dosi massicce: nessuna saga slasher ha mai avuto anche solo la metà delle scene “forti” di questo film. Per questo brucia maggiormente il vederle sprecate così, quasi buttate via. Come dicevo è un film fatto con un impegno enorme e gravoso, ma del tutto inutile.
      Paradossalmente nel 2010 la Asylum ha cavalcato l’onda presentando i suoi, di piranha, con il mega-divertentissimo “Mega-Piranha“, quello sì divertente perché cialtrone al punto giusto. 😛

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