Piranha 2 (1981) Piraña paura

Venticinque anni fa usciva in Italia questo film, che segnava l’inizio della carriera di un grande regista ma che soprattutto segnava l’inizio di una grande passione: la mia!

Estate 1990. Ormai sono un fan acclamato del cinema horror, grazie ai fumetti di Dylan Dog, e sto cercando di recuperare tutto il tempo perduto. Dal 1986 ho in casa un videoregistratore e finalmente le videocassette vergini si sono abbassate di prezzo, tanto che anche la mia paghetta da 16enne mi permette di comprarle. Inoltre da poco in casa è arrivato un videolettore, cioè un apparecchio che può solo riprodurre le VHS senza poterci registrare: attaccarlo al videoregistratore significa poter duplicare i film. E quindi… il mondo è mio!

Il mio portafoglio col velcro sciaborda di tessere di videoteche e sto dando fondo ad ogni risorsa per recuperare filmoni horror e conservarmene una copia. In quell’estate duplico Dovevi essere morta (1986) di Wes Craven ma anche un certo Terminator (1984) di cui potreste aver sentito parlare.
Sono già un fan malato di Aliens (1986) quindi sono alla ricerca di qualsiasi cosa porti la firma di James Cameron, e a quell’epoca significa che mi manca un solo film: Piranha Part Two: The Spawning.
(Con mio grande rammarico non riesco a ricordare se la prima volta l’ho registrato dalla TV o da una videocassetta affittata: propendo per la seconda ipotesi.)

E ora… si vola!

Il film vede il ritorno dell’egiziano Ovidio G. Assonitis, che abbiamo conosciuto per Tentacoli (1977): insieme a Cameron e a Charles H. Eglee scrive a sei mani la sceneggiatura firmandosi con lo pseudonimo collettivo H.A. Milton.
La casa produttrice è la minuscola Brouwersgracht Investments – misteriosa casa europea che sembra aver sfornato solo quattro film – ma non ho trovato legami certi di questa con Assonitis: di sicuro però tutte le fonti identificano nell’egiziano – che tutti chiamano italiano – l’unico “padrino” del film.

Un’altra grande produzione Assonitis…

Visto però che la storia della produzione del film è migliore del film stesso, ritengo valga la pena raccontarla per bene, grazie anche alle chicche che regala Not Bad for a Human (2011): la spettacolare biografia di Lance Henriksen.

È un non meglio precisato giorno del marzo 1980 a New York. Lance Henriksen va al cinema con degli amici a vedere il film in cui gli è capitato di recitare insieme al maestro John Huston, con cui ha passato momenti magici. Inizia il delirante Stridulum (1979) di Giulio Paradisi (mascherato da Michael J. Paradise) ed è ben presto chiaro che è pura follia. Ad un certo punto dalle spalle di Lance si alza un tizio che comincia a gridare «Stronzi, voglio indietro i miei soldi!»
Lance ha adorato chiacchierare con Huston durante le riprese e si è divertito un mondo a vedere in sala la gente insultare il filmaccio, ma crede che ormai quella sia una parentesi chiusa: niente di più falso. Il produttore di quel film, Assonitis, capisce che quello di Lance è un volto che spacca e lo vuole assolutamente come protagonista del suo prossimo film: si gira in Giamaica, per caso è interessato? Lance butta il costume in valigia e agli inizi del 1981 – durante il rigido inverno newyorkese – si ritrova seduto ad un baretto su una spiaggia giamaicana insieme a James Cameron, a buttar giù idee per il film Piranha II.

«Bevemmo caffè e ci conoscemmo meglio – ricorda Henriksen nel 2011. – Il budget era così basso che non avevamo un guardaroba. Si avvicinò un cameriere con una divisa che aveva una striscia blu sui pantaloni. Quel tizio era della mia taglia, così comprai da lui per 75 dollari il guardaroba del mio personaggio. Dovevo impersonare un poliziotto così presi una spilla “Salviamo le balene” e me l’appuntai rovesciata, a mo’ di distintivo. Presi un pezzo di legno, lo intagliai e me lo misi nella fondina come se fosse una pistola, perché non avevamo il permesso di portare vere armi. Il giorno dopo iniziammo le riprese.»

Il primo giorno di riprese è un disastro, con Lance che manda un motoscafo contro la banchina: visto che nessuno gli aveva fornito lezioni di guida di quell’apparecchio, nessuno può rimproverarlo. Poi si lancia da un elicottero e si rompe una mano: portato in ospedale e viste le norme igieniche del posto… preferisce finire le riprese con una mano rotta! Che stia parlando di se stesso, quando in Terminator racconta del tizio che va in giro con una mano rotta?

Scusa, sai come si guida ‘sta cosa?

Tutte le riprese sono una sequela di disastri e incidenti, ma qualcosa di buono nasce: l’amicizia fra Cameron ed Henriksen, destinata a durare anni. Il regista apprezza il grande impegno che l’attore mette nel suo lavoro, e l’attore riconosce al regista una grande determinazione nel fare al proprio meglio quello che, è palese, è in fondo un filmucolo.

«Passava il tempo libero nella sua stanza a fare pesci di gomma, perché la produzione non gliene dava abbastanza: non avrebbe mai mollato

da “La Stampa”, 28 agosto 1982

Assonitis, che è uno che sa riconoscere il talento, alla fine delle riprese licenzia James Cameron come regista: questa sì che è un’idea coi fiocchi!
Montato il film secondo il proprio gusto, Assonitis lo porta alla Warner Bros e quelli stanno ancora ridendo. Uscito con un segno di pedata stampato sul sedere, Assonitis con la coda fra le gambe porta le pellicole da Cameron, il quale rimonta tutto e la Columbia distribuisce il film finito: è stata una guerra ogni singolo giorno di produzione, ma alla fine James ha vinto.

IMDb fornisce come prima data di uscita del film un fantomatico dicembre 1981 in Italia: purtroppo nel nostro Paese non esistono tracce del film prima del 14 agosto 1982 con il titolo Piraña Paura. Comunque è un’uscita sempre anticipata rispetto agli USA, in cui il film sembra uscito solamente il 5 novembre successivo.
Uscito in VHS Golden Video in data imprecisata, la compianta Stormovie lo presenta in DVD dal 2001, ripresentando poi dal 16 giugno 2009 un Cofanetto DVD con anche il film di Dante.

Siamo in una generica isola caraibica: le riprese si sono svolte in Giamaica ma questa non viene mai citata per nome. I turisti, i passanti e i locali intrecciano le loro storie mentre “qualcosa” di agita nell’acqua.
Anne Kimbrough (la splendida 36enne Tricia O’Neil, dai capelli scuri e ricci come Ripley qualche anno dopo) ha un rapporto incestuoso e pedofilo con il figlio 16enne Chris (Ricky Paull Goldin). Ok, no, in effetti non è vero però le scene che aprono il film farebbero la gioia di qualsiasi psicologo freudiano: la mamma giovane ed abbronzata che dorme nuda e viene svegliata dal figlioletto sedicenne, pieno d’ormoni, che stringe in mano un pesce. Andiamo…!

E ora ditemi che non è una simil-Ripley!

Anne organizza delle gite subbaque nei fondali marini dell’isola e nota che il mollicone Tyler Sherman (Steve Marachuk) fa un po’ troppe immersioni insieme a lei. Dietro l’apparenza del galletto in vacanza, in cerca di avventure con le donne locali, c’è ben altro: un biologo che sta cercando di capire quanto brutta sia la situazione delle creature che ha contribuito a creare.

«Abbiamo integrato i geni di specie diverse per creare uno strumento di morte perfetto. Del grunion perché potesse vivere nell’aria, del dattilottero – un pesce volante molto comune, qui, in questi mari – in modo che potesse vivere in qualsiasi habitat.»

Qualche velocissima parola è tutto ciò che sappiamo dell’antefatto, perché in fondo qui si continua il discorso del primo film: che senso ha spiegare di più?

Un chestburster in salsa marina!

C’è la solita festa paesana che non si può proprio rimandare e tutto ciò che Lo Squalo (1975) ci ha insegnato e che Assonitis aveva già abbondantemente rubacchiato per Tentacoli (1977).
Solo che stavolta la mattanza finale è molto più divertente perché vediamo uno stormo di piraña – sì, ho detto “stormo”, perché volano! – aggredire i vacanzieri sulla spiaggia. È tutto di notte quindi si distingue poco, ma quando nel 1990 vidi per la prima volta la scena ne fui particolarmente esaltato.
In fondo questa per Cameron è una palestra per Aliens: prendi il primo film… e moltiplica i mostri!

Se non sapessimo che Cameron è stato allievo di Roger Corman, non troveremmo alcun riferimento al primo film di Joe Dante, nato sotto l’ala della New World Pictures. Eppure che questo sia un sequel diretto lo rivela la protagonista, che fa palese riferimento all’esperimento governativo di piraña modificati per invadere i fiumi del Vietnam.
Tutte le fonti ci dicono che Piraña Paura è il primo lavoro di Cameron non appena abbandonata Casa Corman – ecco perché ha dovuto accettare un personaggio come Assonitis alla produzione – e quindi non capisco come abbia potuto usare il soggetto del primo film senza apparentemente alcun tipo di permesso: probabilmente la New World Pictures non aveva depositato il copyright degli elementi utilizzati, e anzi ancor più probabilmente non gliene importava. I piraña non sono mostri di cui si possa vantare il possesso intellettuale…

Ho visto così tante volte questo film che rivederlo oggi è stato come ritrovare un vecchio amico. I difetti sono così tanti che alla fine non ci si fa caso: è un film quasi improvvisato in cui titaneggia supremo Lance Henriksen, e tanto basta. Per decenni il mitico attore ha cercato di contraddistinguere i propri personaggi con gesti unici, come per esempio in questo caso il modo di togliersi gli occhiali da sole: sono più che convinto che nel 1993 con Senza tregua Lance si sia autocitato, nel modo di togliersi gli occhiali!

Acerbo, ma già un mito!

Chi segue Cameron e le sue incredibili interviste sa che a tutto ciò che afferma il buon James bisogna credere al 22% – come l’IVA – ma non resisto a chiudere con una curiosità.
Nel saggio Queering The Terminator (2017) di David Greven viene raccontata di nuovo una storia che gira da anni, secondo cui un giorno Cameron si trovava a Roma per una riunione con il produttore Assonitis, proprio quella riunione alla fine della quale sarebbe stato licenziato. Durante questo soggiorno nella Capitale Cameron ha la febbre a 39 e dorme agitato: una notte ha un incubo… su un robot tagliato a metà che insegue una donna. Non importa se la storia sembra farlocca: ogni vero mito nasce da una storia falsa…

L.

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40 risposte a Piranha 2 (1981) Piraña paura

  1. Conte Gracula ha detto:

    Ok, storia produttiva folle: zero budget, arroganza del capoccia, trionfo (relativo) finale… un tipico film sul sogno americano!

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Non so se sia meglio l’amarcord iniziale, la storia della disastrata produzione o la rece vera e propria! Comunque…bene, bene, bene! 🙂

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  3. Cassidy ha detto:

    Mi é un po’ complicato commentare da telefono mentre sono in piedi ad applaudire il tuo post, mi immagino la gioia del giovane etrusco finalmente armato di doppio videoregistratore 😉 Condivido la tua passione per questo piccolo film con il fuoco dentro, la prova che Cameron fin dai suoi esordi dimostrava di essere fatto di un’altra pasta. A proposito di storie vere al 22%, Corman diceva (cito a memoria) che era in grado di riconoscere il talento sui suoi set dal passo dei suoi collaboratori “…tutti camminavano, Cameron correva” te lo aspetti da uno che fabbrica pesci di gomma un camera. Per altro ultimamente il grande Lance mi spunta ovunque in tutti i film che sto vedendo o rivedendo, sempre un piacere 😉 Cheers!

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  4. Denis ha detto:

    Quindi Cameron e il miglior regista di sequel di sempre (ne ha fatti 3),me l’ho ricordo di averlo visto una volta e se non sbaglio un sub nel finale viene divorato.
    Peccato che Cameron dal ’97 fino al 2010 non ha diretto più niente.
    Come dice John Ford tra realtà e leggenda stampa la leggenda.

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Filmaccio praticamente semi-amatoriale ma che anch’io ricordo anch’io con piacere. E non sapevo nulla dei retroscena legati alla produzione, al licenziamento e al rimontaggio finale. Quasi quasi meglio i dietro le quinte rispetto alla pellicola!

    Sai cosa? Mi sarebbe piaciuto essere invitato a cena a casa Cameron quando era sposato con la Bigelow… Non oso pensare ai racconti che sarebbero usciti! Forse solo Coppola può stare dietro a Cameron in quanto a retroscena sui film.

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  6. Giuseppe ha detto:

    Di solito, a favore, si dice “vorrei spezzare una lancia”… ma qui già c’è Lance che ha spezzato addirittura un motoscafo 😀
    Alcuni retroscena (come, ad esempio, il budget tanto inesistente da costringere il giovane James ad una grande inventiva e le disavventure di Henriksen) li conoscevo anch’io, per gli altri (vedi l’azzardato rimontaggio post- siluramento di Cameron da parte di Assonitis) il post mi ha permesso di completare il quadro della situazione: ecco, adesso posso dire di essere affezionato tanto al film in sé quanto al suo dietro le quinte 😉
    P.S. Altra cosa che non sapevo era quanto Lance Henriksen esattamente “amasse” il folle Stridulum -altro mito, a modo suo- anche se, in fondo, avrei dovuto immaginarmelo…

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  7. loscalzo1979 ha detto:

    Io la prima volta che lo vidi in tv (tarda notte, Italia 1 credo)mi sembro una cosa assurdissima.
    PIRANHA VOLANTI.

    Però scoprire moltissimi anni dopo chi c’era come regista, come protagonista e tutto quanto, unito a tutto questo postone del nostro Lucius, me lo fa rivalutare assai, al limite di tutto l’assurdo che è dei PIRANHA VOLANTI.

    Poi è arrivato Sharknado e tutto ha acquisito un suo senso…

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  13. Fra X ha detto:

    Lo vide mia mamma e me lo raccontò con io un pò impaurito ed affascinato da questi piranha voltanti! Visto anni dopo… dal racconto sembrava più interessante! XD C’ è già qualche tema di Cameron come la critica alla scienza ed alla tecnologia usate alla carlona e la questione di coppia che vedremo dopo in “The abyss”. La storia di Cameron stile Bram Stoker mi lascia sempre dubbioso!

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  17. Jena Pistol ha detto:

    Per questo film mi ero fatto l’idea che Cameron c’entrasse poco,tipo che era subentrato ad un altro regista,tipo che non l’aveva montato lui,tipo che l’avevano licenziato e sostituito con un altro regista,tipo che… ,tipo che,per saperne di più non c’è niente di meglio che rivolgersi al mio archeologo del cinema di fiducia Etruscus. Cameron considera Terminator la sua vera opera prima,eppure scopro quà che non solo l’ha girato e montato,ma l’ha addirittura sceneggiato ? Non so come mi ero fatto tutte quelle strane idee boh ? Forse propio per la ritrosia di Cameron chissa ? Per quanto riguarda il film ho il ricordo di un film che mi fece divertire,e addirittura mi piaquè più questo che quello di Dante,il problema è che li ho visti tipo 20 anni fa quindi dovrei propio ripassarli,son talmente nebulosi nella mia memoria che ero convintissimo che in questo film ci fosse Adrienne Barbeau,ma tipo che ci avrei scommesso propio.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’idea che ci fosse la Barbeau credo si spieghi con il fatto che la protagonista Tricia O’Neil è praticamente identica a lei 😛
      Una volta diventato regista di serie A, fa brutto ricordare filmacci come questo, e non saranno certo i critici a ricordarli, per questo ad un certo punto più sono famosi i registi più il loro inizio viene fatto risalire al loro primo successo, non al loro primo film.
      Per fortuna ho conosciuto Cameron quando era Cameron, e aveva solo tre film all’attivo (Piranha 2, Terminator e Aliens) e mi sono gustato l’uscita di due altri suoi capolavori prima del declino. Per me Cameron finisce con T2…
      “Piranha 2” è decisamente più divertente del primo di Dante, anche se sono due bellezze diverse.

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  18. Jena Pistol ha detto:

    Noo aspetta,ma True Lies ? E l’ultima ora di Titanic ? Per quanto mi riguarda, maledico il momento preciso in cui gli è venuta l’idea di Avatar,vorrei avere una Delorean più l’apparecchiatura di Inception per cancellargli completamente quell’idea,un idea,la singola idea di un essere umano può rovinare un regista,ed’è per questo che devo rubarla… (quasi cit.)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con “True Lies” mi sono preparato come solo un fan poteva, l’avevo già amato dal primo trailer e quando finalmente l’ho visto avevo già casa piena di poster, ritagli di giornale e quant’altro. Poi ho visto il film… e i poster e i ritagli ho dovuto darli via.
      E’ la maledizione dell’eccellenza: quando raggiungi il massimo, o cadi o rimani uguale. In entrambi i casi hai perso. Con “True Lies” Jim ha cercato di rimanere uguale con solamente più scene d’azione, dimenticandosi ciò che distingue un film d’azione da un film di Cameron: la trama d’acciaio.
      Visto che era chiaro come il Cameron scrittore avesse ormai detto tutto quanto c’era da dire, arriva la paraculata: una dozzinale storiellina d’amore, genere amato da tutti in tutto il mondo, ambientata sul Titanic, amato da Cameron. Per carità, ha vinto tutto e agli occhi di tutti è diventato il regista più grande del mondo, ma “quel” Cameron non ha assolutamente nulla a che vedere con quello fino a T2: è semplicemente un caso di omonimia.
      L’apice dell’assurdo è che plagiando “FernGully – Le avventure di Zak e Crysta” (1992) e riciclando tutto quanto già creato per “Aliens” (1986) – dal powerloader allo scontro con la Regina Aliena – Cameron sia salito di livello, segno che l’aridità creativa e la totale nullità sono valori indispensabili per un autore. A Cameron piace essere quel tipo di autore, buon per lui: io preferisco quando omaggiava e migliorava, portando nel cinema una visione così nuova da riscrivere il genere che toccava. E “quel” Cameron ha cantato l’ultima volta con T2…

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      • Jena Pistol ha detto:

        Si ti capisco,ci tengo a dire che per quanto Titanic e True Lies mi piacciano non li metterei mai davanti ai 4 film precedenti,che poi T2 è in assoluto il mio film preferito.E si,effettivamente la mancanza di soldi e mezzi,o comunque le difficoltà da affrontare aguzzano l’ingegno molto spesso,The Abyss per dire non fu certo una passeggiata girarlo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Cameron era uno di quelli che sembrano dare il meglio sotto pressione: appena è svanita la pressione ed è diventato il re del mondo, è evaporata ogni creatività.
        Non dimentichiamo che i suoi primi capolavori li ha fatti con Gale Ann Hurd, anche lei cormaniana d’acciaio: un duo di caratteri forti con cui sul set c’era poco da scherzare 😛

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      • Jena Pistol ha detto:

        Si vero,ad’esempio sul set di Aliens il tè delle cinque non era molto gradito ahahahah,meno male che il compositore della colonna sonora ha tenuto duro e ha tenuto testa al dinamico duo che in quel raro caso stava sbagliando.

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