L’orca assassina (1977) 40 anni sotto il mare

«Signor De Laurentiis, Spielberg con Lo Squalo (1975) ha superato i cento milioni di incasso.»
Dino molla il Crodino e grida: «Orca!»
Così nel 1977 nasce Orca

Probabilmente non è andata così, comunque il film esordisce a New York il 15 luglio 1977, il che vuol dire che compie quarant’anni uno dei film più immediatamente dimenticati del grande Dino.

Protagonista del Natale italiano del 1976 è stata la grande operazione commerciale di King Kong, ma Dino è gargarozzone e per il 1977 vuole fare il bis.
Le danze si aprono il 25 novembre, quando la sempre attenta Editoriale Corno porta in libreria L’orca assassina (1976) di Arthur Herzog (228 pagine, Lire 4.500, traduzione di Hilia Brinis): io che impazzisco per le novelization, perciò vado fuori di melone a pensare a questo libro dimenticato…

«Intelligente, sensibile, vendicativa, l’orca ingaggia una battaglia senza colpo ferire con colui che ritiene responsabile della morte della sua compagna. Già sugli schermi in un film prodotto da Dino De Laurentiis.»

Così viene pubblicizzato su “La Stampa” quel 25 novembre, e dal 4 dicembre successivo inizia una copertura pubblicitaria martellante finché il film esordisce nei cinema il 23 dicembre 1977.
Gira per anni ed anni in ogni sala d’Italia, dalle prime visioni ai cinema parrocchiali, finché il 13 gennaio 1982 il neonato canale televisivo Rete Quattro (che all’epoca ancora molti chiamano Telestudio) lo trasmette alle 21.15, facendo iniziare la sua vita in TV.
Sbarcata in VHS Domovideo in data ignota, la compianta Stormvideo lo porta in DVD il 6 aprile 2010 millantando un'”edizione restaurata” (altamente implausibile), poi la CG Entertainment lo ripresenta il 7 giugno 2011 finché la Pulp Video lo ristampa il 3 novembre 2015, dichiarandola una “versione integrale”.

Un nome latino esotico, per gli americani

Nel febbraio del 1977 un’altra produzione riconducibile all’Italia aveva già tentato di sfruttare il successo dei mostri marini: mi riferisco all’imbarazzante Tentacoli (1977) di Ovidio Assonitis, che se da una parte aveva una trama pari a zero – a cui rimediava con un gran cast – dall’altra probabilmente è il primo a sdoganare il tema “scorie industriali creano animali assassini”, che verrà ripreso da Joe Dante con Piranha (1978).
Questo Orca inizia con scene che sembrano rubate di netto dal film di Assonitis, ma poi passa subito a rifarsi direttamente Spielberg.

È abbastanza chiara la marchetta?

Luciano Vincenzoni e Sergio Donati non è che si sforzino tanto, scrivendo il loro soggetto. In fondo le direttive di Dino devono essere state particolarmente ferree: la storia deve vertere sullo scontro “personale” di un uomo contro un mostro marino come ne Lo Squalo ma senza tutte quelle scene che arricchiscono il film di Spielberg. Con tutti i soldi che è costato quello scimmione dell’anno scorso, è il momento di tirare un po’ la cinghia.
Il risultato è il film credo più minimalista di un produttore noto invece per la grandiosità della propria visione cinematografica.

Un’attrice davvero fuori parte…

La seriosa e puntigliosa dottoressa Rachel Bedford (Charlotte Rampling) spiega a noi e alla platea di tutto il mondo che non esistono animali marini così pericolosi, violenti e assetati di sangue come le orche. Lo deve fare perché fino al 1977 e dal 1977 in poi a nessuno frega una mazza di niente di quest’animale, che sballonzola nei grandi parchi acquatici americani e che con quella macchia bianca sul manto nero fa tanta tenerezza.
Inoltre “orca” è il nome latino, mentre per gli americani si chiama “killer whale”: sarà pure assassina, ma sempre balena rimane… e le balene non mettono paura.
Così il film inizia con un’orca che fa fuori un grande squalo bianco, per far capire quanto sia pericoloso l’animale. Per saperne di più su questo e su altri mostri del mare, vi ho già consigliato un saggio strepitoso…

Ma anche un attore che non c’entra niente

Il capitano Nolan (Richard Harris) è un… boh, non s’è capito. Diciamo che fondamentlmente è il solito idiota che dà il via alle trame dei film horror. Fa una cosa stupida come cercare di mettere in trappola un’orca gigante, perché vuole venderla agli zoo marini, e il risultato è che ferisce un’orca maschio e uccide un’orca femmina. Incinta.
L’orca maschio assiste allo spettacolo dello scempio della propria femmina che muore mentre il suo piccolo rantola sul ponte della barca del capitano Nolan: è ben comprensibile la voglia di vendetta che spingerà l’animale per tutto il resto del film.

Sembra un Alien, ma è un cucciolo d’orca

Inizia una storia alla Rambo, con l’orca-rambo che dopo essere stata cacciata dallo sceriffo-capitano ora si trasforma in cacciatrice: come Frankenstein, il duello finale si svolgerà fra i ghiacci polari…

L’occhio della tigre dell’orca!

Se già questa trama non fosse delirante di suo, ci si aggiunga il fatto che Dino non sembra aver speso più di un paio di dollari per il budget, così da avere non solo immagini davvero brutte e una fotografia buttata via, ma soprattutto trucchetti tristi che non ci si aspetterebbe da un produttore che ci ha abituati alla grandiosità.

Bo Derek, che fa un piccolo ruolo… ma è tanto bona!

Per metà film l’orca prende a nasate ogni costruzione umana e distrugge un’intera città – ve l’ho detto che era Rambo! – ma visto che soldi per un’orca finta non ci sono, vediamo immagini girate in un qualche acquario con un’orca ammaestrata che dà nasate in giro, e poi dopo uno stacco vediamo barche e case galleggianti venir giù. Un trucco che neanche il peggiore regista Z metterebbe in atto!

Un’orca giocherellona che dovrebbe mettere paura

Gli attori sono bravi ma tutti sprecati, compresa l’inutile presenza di Will Sampson, l’indiano di Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975): serve solo ad inventare che secondo gli indiani le orche bla bla bla, e giù stupidate.
Ogni scena è datata ma soprattutto ogni scena è fatta male. E sì che Michael Anderson è regista di grandi film come Il giro del mondo in 80 giorni (1956) e La fuga di Logan (1976), non proprio il primo che passa. Forse la fotografia svogliata e un budget assente hanno affossato la sua voglia di dirigere, e il blando temino musicale di Ennio Morricone non aiuta di certo.

Pure l’orca ride in faccia a Dino!

Un film da dimenticare e giustamente dimenticato, che dimostra quanto Dino sia grande in tutto: è grande ad azzeccarci come è grande a toppare di brutto, come dimostrerà ampiamente in Yado (1985)…

L.

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33 risposte a L’orca assassina (1977) 40 anni sotto il mare

  1. Zio Portillo ha detto:

    Anderson alla regia, la Rampling e Harris a recitare, Morricone a buttare giù un tema musicale. Aggiungiamoci le particine per la Derek e Sampson. Risultato: film mediocre, per non dire di peggio. Peccato perché da piccolo mi piacque tantissimo e (magie dei canali regionali) lo vidi prima del famoso “Lo Squalo”. Però saranno 30 anni che non passa più in TV in canali nazionali e qualcosa vorrà pur dire…
    Non ho idea degli incassi ma non credo siano stati stellari. Se De Laurentis avesse cacciato quelle due Lire in più, con questo cast e una trama così banale, avrebbe potuto sfruttare meglio la scia del film di Spielberg e tirare fuori un prodotto onesto e migliore che fosse rimasto nella memoria di tutti.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La grande lezione dello Squalo è che il mostro fa più paura se non lo vedi: Ridley Scott ne ha fatto tesoro per Alien, prima di rincoglionirsi completamente.
      Invece Dino fa iniziare il film con le orche che sballonzolano, e l’orca protagonista è inquadrata ogni due secondi: come può far paura quel panda acquatico che dà nasate in giro? E’ davvero un film buttato via, e non stupisce che sia giustamente dimenticato…

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      • Giuseppe ha detto:

        Eh, io non l’ho dimenticato. E non mi piacque solo da bambino, ma pure dopo (ORCA miseria, anche in riferimento al budget contenuto) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sarà che l’ho scoperto troppo tardi – l’ho sempre sentito nominare ma non sono mai riuscito a vederlo – ma proprio non mi ha convinto: per essere un Dino d’annata è davvero troppo sotto tono e con uno stile troppo ruvido.

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  2. Kukuviza ha detto:

    Ahah che ridere, l’orca che ride in faccia a Dino! 😀
    E Bo Derek sembra si stia facendo un selfie.
    Comunque un film di serie Z stra blasonato. Non credo di averlo mai visto ma deve avermi influenzato subliminalmente per vie traverse perché ho sempre pensato all’orca come animale pericoloso. Scopro ora quindi che è per via di questo film!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Pensa se De Laurentis, anziché dire orca, avesse detto “cazzo!”: chissà che film sarebbe venuto fuori…
    (Scusa per il rilancio triviale, ma non ho resistito)
    Comunque, come film mi manca, anche se l’orca power ranger che svruscia i palazzi grazie alla magia del montaggio potrebbe avere il suo perché…
    Per la precisione: perché?! -_-

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Ci saranno altre occasioni, ne sono sicuro: lo Zetaverso è un luogo enorme e ricco di possibilità 😉

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  5. Cassidy ha detto:

    Su Bo Derek, cinque alto, veramente strepitosa quella donna. Sul resto, sono certo di aver visto il film, e leggendoti avevo dei piccoli flash, ma vigliacca se me lo ricordo per bene, devo averlo proprio rimosso.

    Guardando l’Orca de “Lo Squalo” (grazie per la citazione!) il mitico Dino deve aver pensato “Orca! Ecco la soluzione” ma mi piace molto di più il tuo intro iniziale con tanto di crodino 😀 Anche il paragone con Rambo mi ha fatto morire, oh comunque, molto meglio qui che in “Free Willy” dai! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Che m’hai ricordato, con Free Willy… sarà abbastanza Z? 😛
      Comunque sembra davvero una storia presa da Rambo (romanzo, che il film ancora non c’era) ma in formato acquatico!

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      • Cassidy ha detto:

        Strano che Dinone non si sia poi rifatto su David Morrell, portandogli questo film come prova 😉 “Free Willy” secondo me è ben oltre, me lo ricordo poco (per fortuna) ma davvero tremendo! Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Inoltre inaugura un filone di “mostrini coi ragazzini”..

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      • Zio Portillo ha detto:

        Free Willy merita la serie Z solo ed esclusivamente per la parodia fatta da I Simpson (quando ancora aveva un senso guardarli…).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ma ancora li fanno i Simpson? Io non li guardo più da quando sono diventati un necrologio a cielo aperto… E già da anni non mi sembrava avessero più nulla da dire

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      • Conte Gracula ha detto:

        Era una vecchia puntata, Homer faceva il giurato. Vede una versione rimasticata di Free Willy in cui l’orca salta l’ostacolo senza superarlo e schiaccia il bambino XD

        I Simpson li fanno ancora, ma ormai è questione di cercare le gag carine, piuttosto che le puntate carine… con un’eccezione: l’episodio che in originale si intitola The Book Job, in cui Homer mette su una squadra per sbancare scrivendo uno young adult, come se fosse uno heist movie.
        Fa ridere dal primo minuto, imho. Nemmeno sembra la 23a stagione!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ah, ma allora questo lo devo cercare! ^_^ Grazie della dritta…

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  6. Denis ha detto:

    Non l’ho mai visto,ma ieri sera Dmax ti ha dedicato la serata c’era il bruttissimo Robocroc e Z nation anche li la Z li ha contagiati…

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  7. loscalzo1979 ha detto:

    Un film definibile solo così:

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  8. theobsidianmirror ha detto:

    Vado ancora una volta controcorrente. A me è piaciuto quando da bambino l’ho visto al cinema due volte di seguito…

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  9. Mahatma K. B. ha detto:

    E’ sempre stato il principale problema di De Laurentiis:aveva le ambizioni di Selznick e il braccino corto di Corman.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Eppure per King Kong ha sparato alto, con ottimi risultati: solo che oltre al pupazzone gigantesco aveva pure un direttore della fotografia che ti devi togliere il cappello ancora oggi. “Orca” invece sembra girato al volo da un tizio che passava, pieno di difettucci se non proprio di ingenuità: forse era talmente andato sotto con lo scimmione che voleva poi risparmiare col pescione 😀

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