Paradiso e Inferno della Z in TV (2022)

Quando il mese di maggio 2022 si apre con due Eroi della Z trasmessi in TV a distanza ravvicinata, significa che Zio (il dio della serie Z) non solo ci è propizio ma vuole un sacrificio da tutti gli appassionati, cioè vedersi i rispettivi filmacci.

Lungi da me l’idea di indispettire Zio, quindi ecco le due perle marroni andate in onda nei giorni scorsi.


Deadly Paradise
Inganno in Paradiso

Lo “Zetometro” schizza fuori misura quando una casa produttrice specializzata in Z come la MarVista Entertainment affida a un artigiano della Z come Michael Feifer (la versione maschile di Michelle Pfeiffer!) non solo la regia ma persino la sceneggiatura e la produzione di un film con protagonista quella grandissima faccia da serie Z come Antonio Sabato jr.. Tre nomi che pochi spettatori potrebbero sopportare in un unico prodotto: bisogna essere zinefili nel cuore per uscire indenni dalla visione!

Nato a Roma da cotanto padre – un attore palermitano attivo in ogni genere cinematografico fra gli anni Sessanta e Ottanta e scomparso lo scorso 2021 per via del Covid, temo con ben poca eco mediatica – Antonio Sabato jr. esordisce con Fabrizio De Angelis che lo dirige ne Il ragazzo delle mani d’acciaio (1990): fra tutti i battesimi del fuoco Z, non poteva averne uno più potente.
Fra i suoi cento film potete trovare di tutto, ma ovviamente anche lui è dovuto entrare nel grande universo dei filmetti televisivi, dal natalizio al romantichello al thrillerino.
Nella notte fra il 2 e il 3 maggio Rai2 ripesca questo Deadly (o Dark) Paradise, trasmesso in patria sul canale Lifetime nell’ottobre 2016, e lo presenta con il titolo Inganno in Paradiso.

Se vi sbrigate, lo trovate ancora su RaiPlay.

Essendo un film televisivo contemporaneo, la protagonista è per forza femminile, in questo caso Tamara (Boti Bliss, doppiata da Laura Lenghi) che vede avverarsi quella che Totòtruffa ’62 (1961) ci ha insegnato invece essere una nota truffa: il solito lontano parente che muore e lascia un sacco di soldi.
Stavolta invece è vero e così Tamara si ritrova otto milioni di dollari in tasca: cosa fai per prima cosa? Ovvio, inviti due tue amiche per una settimana alle Hawaii. Ammazza, con otto milioni si poteva anche fare qualche giorno in più di vacanza: siamo nelle vicinanze del cappotto di cachemire di Al bar dello sport (1983).

Con otto milioni in tasca, finalmente puoi sfoggiare un costume da bagno di classe…

Appena arrivate alle Hawaii, le ragazze incontrano uno “stallone italiano” impaccato di soldi: a bordo del suo yacht entra in scena Dario Pizzini (Antonio Sabato jr. con la voce di Alessio Cigliano), imprenditore italiano che va a svernare alle Hawaii dove noleggia lo yacht per i turisti. Se è un ricco imprenditore… perché ha bisogno di noleggiare lo yacht?
Tamara non fa caso ai tanti segnali che testimoniano quanto Dario sia un mascalzone, e di questo le sono grato: da più di un secolo la narrativa nera e criminale si basa su maschi beoti che cadono nelle “trappole al miele” delle femme fatale, in tempi di pari opportunità tocca alla donna protagonista essere così ingenua da lasciarsi infinocchiare dallo “stallone italiano”.

Tie’, con una faccia così chi mai può dubitare delle buone intenzioni?

Dopo una notte di passione, Tamara è cotta a puntino ed è pronta a trasferirsi alle Hawaii per stare vicina al suo manzo dal sorriso che uccide. Ma che gli fa Dario alle donne?

Antonio porta nel mondo la fama dell’italian stallion

Mentre aspetta che il suo ammmòre torni da una gita in barca per portare dei clienti a pescare al largo, la donna si appisola e dormirà parecchio: del suo stallone non c’è più traccia all’orizzonte. E quando Tamara va a pagare la stanza scopre che non ha più un solo centesimo nel conto.
Feifer non è uno sceneggiatore di precisione, non ci spiega come abbia fatto quel mascalzone di Dario a sottrarre otto milioni di dollari in un unico movimento bancario nel giro di poche ore, quando io devo caricare venti euro sulla mia carta mi passa la fantasia, visto il mare di operazioni noiose e il tempo che dovrà passare, quindi l’aspetto “tecnico” della trama lascia parecchio a desiderare.
Sappiamo solo che Dario non è chi dice di essere e che è scappato col malloppo. Ma tranquilli, sulle sue tracce c’è il miglior poliziotto delle Hawaii, Clyde Kusatsu, che una volta era un comprimario di rilievo e ora fa le comparsate di pochi secondi nei filmetti televisivi.

Sì sì, ha proprio la faccia di uno che ora si mette subito a inseguire il cattivo

Se la prima metà del film arranca, la seconda è più divertente perché Feifer ci regala una Tamara furiosa: non vuole giustizia, non vuole vendetta… lei vuole la punizione!
Con tecniche da agente segreto consumato, riesce a trovare l’uomo che più polizie stanno cercando senza successo, lo tampina e prepara per lui una trappola al miele piena di piombo caldo: Dario dovrà subire quanto ha subìto lei, e si fotta la giustizia istituzionale.

Se Feifer non fosse un autore troppo distratto, direi che sta citando la “narrativa dei punitori” dei primi anni Ottanta, quando le donne non erano più disposte a subire e facevano vedere i sorci verdi ai propri aggressori.
Un film scontato e spesso piatto, ma la parte finale è ghiotta e da sola giustifica la visione.


Party from Hell
Una festa infernale

Come ormai sappiamo, anche la serie Z ha le sue cinquanta sfumature, e il regista Jared Cohn se le è ripassate tutte: in soli dieci anni si è riempito il curriculum di così tanti filmacci da bastare per più carriere.
Da film pencolanti ma dalle idee giuste come Hold Your Breath (2012) alle stupidate Asylum come Atlantic Rim (2013), finché anche Cohn è finito nella fossa comune di tutti i registi: i thrillerini televisivi.

Dopo il famigerato Evil Nanny (2016) targato Asylum – che il nostro amico Willy l’Orbo sa a memoria! – Cohn ha cominciato ad alternare filmacci in videoteca e in TV, senza dimenticare scopiazzate aliene come Alien Predator (2018), che malgrado il titolo ricopia il solo Predator (1987).

Cohn potete trovarlo tranquillamente su TV8, dove i suoi thrillerini veloci veloci sono comprati e doppiati in esclusiva. Così il 3 maggio 2022 l’emittente ha presentato in Prima TV il suo Party from Hell (2021, targato Mutiny Films) ribattezzandolo Una festa infernale.

Con la sceneggiatura di John Burd (che in realtà di mestiere fa il produttore), la storia ci racconta di Denise Allen (April Martucci), un’imprenditrice coraggiosa che non si accontenta più di gestire un’app di successo ma vuole fare un salto di qualità, per il quale però servono tanti dollaroni fumanti che lei non ha.
Per ingraziarsi e lisciarsi smaccatamente un ricco investitore, Denise vuole organizzare una festa di classe: chi mai potrà aiutarla? Chi mai al mondo conoscerà quest’arte misteriosa nota come “organizzare una festa”? Per fortuna arriva in suo soccorso una party planner.

Una organizzatrice di feste di cui ci si può proprio fidare…

Con lo sguardo perennemente da assassina, Molly Cole (Jackie Moore) entra per caso nella vita di Denise e la salva, visto che di mestiere organizza feste, ma in realtà nulla è per caso: sin da subito sappiamo che Molly è la vostra (poco) amichevole assassina psicopatica di quartiere, che pian piano sta massacrando le amiche del liceo che avevano tutte la puzza sotto il naso e non la invitavano mai alle feste. Tutto qua? Mi pare un po’ poco come movente per sterminare la gente, ma in fondo Molly è pazzerella quindi pecca di pensiero razionale.
Quindi Denise, senza saperlo, ha affidato a una pazza squilibrata il compito di organizzare la festa da cui dipenderà la sua carriera: riuscirà infatti a ricevere l’investimento di sette milioni di dollari dal ricco Peter?

Eccomi: a chi devo dare sette milioni?

I film televisivi contemporanei sono tutti femminicentrici, ma poi per forza di cose devono lasciare qualche briciola di spazio alle minoranze, cioè i neri e i maschi. Qui abbiamo due personaggi neri a caso e i maschi stanno giusto sullo sfondo. Eric però è un’eminenza grigia e può permettersi di gigioneggiare in video, che è così famoso da esulare da questioni genitali.

Ogni volta che entra in scena Eric si mangia tutto e tutti

Purtroppo lo spazio dedicato a questo giovanotto di 65 anni è molto poco, siamo ai livelli di una “comparsata illustre”, giusto il tempo essere vittima degli attacchi omicidi di Molly.
Vicino alla quota di 700 film in carriera, Eric non può essere sempre protagonista, quindi appare giusto per ricordarci che lui è ovunque.

Ai miei tempi, qui era tutta serie B!

Visto che sin dal primo minuto sappiamo che Molly è un’assassina che organizza feste dove ucciderà la gente, passare i successivi ottanta a spiegarcelo per bene mi è sembrato un tantino noioso, con piccoli momenti interessanti che però sono troppo pochi per tenere in piedi l’intero film.
Quando negli ultimi istanti di vicenda arriva lo scontro finale, viene sbrigato in due secondi quando invece sarebbe stato il momento topico dell’intera vicenda.

A parte un’assassina con la faccia perennemente da pazza ed Eric Roberts che gigioneggia in giro, non ci sono altri motivi per vedere il film… se non per un sacrificio a Zio!

L.

– Ultimi film con Eric Roberts:

– Ultimi film con Antonio Sabato jr.:

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Informazioni su Lucius Etruscus

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13 risposte a Paradiso e Inferno della Z in TV (2022)

  1. Cassidy ha detto:

    Jackie Moore ci dà dentro con la sguardo da matta, anche un po’ troppo, dovrebbe prendere ripetizioni di come si fa il matto in questi film dal Roberts giusto, in ogni caso gran doppietta di Z, per iniZiare la settimana alla grande 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dare a Roberts una semplice comparsata è un vero crimine, al cui confronto gli ammazzamenti della party planner sono robbetta 😀
      Ormai i nostri eroi Z li si becca solo in TV, quindi i radar sono sempre in funzione.

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  2. Fabio ha detto:

    Evvai che ritorna la faccia super Z di Antonio Sabato JR.! Nella mia umile videoteca personale ho anche il film con lui protagonista “Bugs”,ovviamente genere “animaloni assassini”,un mischione tra “Aliens” e “Mimic”,c’e’ pura la regina😀!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sabato jr. è una garanzia: è passato ieri pomeriggio su TopCrime con un altro thrillerino che però non ho fato in tempo a registrare. Sarà per un’altra volta.
      Grazie per avermi ricordato “Bugs”, visto tantisimo tempo fa e non lo ricordo per nulla. E’ da mettere in lavrazione, viste le sue “sgommate aliene” ^_^

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Il film con Sabato Jr. quasi quasi me lo guardo stasera. Non che mi attiri particolarmente ma se mi dici che il finale è valido, un’occhiata veloce posso anche concedergliela. Il secondo, quello con la party-planner pazza, nonostante ci sia il buon vecchio Eric Roberts non mi ispira granché. Già sapere da subito che la Moore è la colpevole senza twist finale mi smonta l’entusiasmo già in partenza.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I thrillerini televisivi contemporanei devono essere lineari fino all’ossessione, forse pensano che il proprio pubblico sia fatto da gente così poco intelligente che non capirebbe un “colpo di scena” 😀
      Già solo vedere Sabato jr. merita una visione.

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Lucius, devo sentitamente e ripetutamente ringraziarti!
    Intanto, per il post, che ho letto con goduriosa voracità e piacere sommo, in secondo luogo per i film, che ho visto, e a proposito dei quali condivido i commenti (il primo ha un’evoluzione che lo rende più appetibile, il secondo ha i suoi, non molti, momenti che non bastano a renderlo così valido ma Eric…è sempre Eric anche in brevi comparsate!), infine, vedere citato il mio nome legato a Evil Nanny in questo profluvio di Z è motivo di grande orgoglio! 🙂
    Cerco di ripagarti, in parte, con una notizia che conferma quanto Zio sia propizio: su youtube hanno caricato Ossessione senza fine – Frammenti di un incubo!!! INCREDIBILE!!! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Intendi il quarto introvabile episodio??? Me lo sono dovuto vedere in inglese, per colpa dell’oscurantista RAI 😀 Notiziona!
      Ricordo ancora quell’Evil Nanny, credo che sia stato in quel momento che ho cominciato a capire l’entità dei thrillerini televisivi che avevo sempre ignorato, quindi ti considero “colpevole” con quel titolo di avermi aperto un intero universo ^_^

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Il quarto, sì, proprio lui!!! (almeno credo 🙂 )
        E sì, vostro onore, mi accollo volentieri la responsabilità di averla trascinata nel mondo dei thrillerini televisivi, giacché tale responsabilità appare non come una colpa bensì come un ineguagliabile merito! Ahahah! 🙂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Qui c’è materia per un buon cross-over fra i due filmaZZi. Mentre Tamara è a caccia del nostro Dario/Sabato jr. per punirlo a dovere, Molly Cole scopre perché le amiche con la puzza sotto al naso non la invitavano mai alle feste: perché invitavano ogni volta Dario al posto suo! E lui, già ai tempi del liceo, le truffava regolarmente tutte lasciandole desiderose di vendetta senza però la possibilità di portarla a termine, essendo loro poi state uccise da Molly. Che ora vuol raggiungere Dario per riservargli lo stesso destino, e ci riesce… contemporaneamente a Tamara, dopodiché le due si alleano per allestirgli una dipartita esemplare. E in quel momento torna in scena Eric Roberts, che ovviamente è sempre stato il Dr. Albert Beck sotto falso nome, dopo aver fatto solo credere a Molly di averlo tolto di mezzo: in realtà voleva che lei lo portasse fino a Dario, con cui aveva un conto in sospeso fin dai tempi delle suddette feste: pur venendo invitato assieme a Dario, era sempre quest’ultimo ad avere tutte le ragazze ai suoi piedi, lasciandolo regolarmente in bianco: “Hai lasciato che mi spezzassero il cuore, e adesso sarò io a spezzare il tuo. Come cardiologo conosco certi trucchetti…” 😛

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  6. Ninjoe ha detto:

    Ho preso coraggio e ho guardato il primo: lascio perdere il girato, proprio no comment, e mi concentro sul doppiaggio italiano che presenta un Alessio Cigliano parecchio in forma, ma che fa troppo Semir Gerkhan, e che ultimamente si sente un po’ dappertutto. Il resto del cast vocale non convince affatto…
    Si è parecchio lontanti dai doppiaggi della CVD o CDC sui b-movie anni 80-90, che nonostante la mosceria delle produzioni, alzavano di parecchio l’attenzione.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Appunto, quella era serie B di lusso, ora siamo nella Z profonda, dove nessuno può sentirti urlare 😀
      Mi sono capitati doppiaggi da strapparsi i capelli, temo che a volte usino questi filmetti come “palestra” per le nuove leve…

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