Terminator Woman (1993) Strambi sbirri dai mille titoli

È davvero difficile parlare di un film che cambia titolo ogni volta che appare da qualche parte, quindi dovrò farmi aiutare dalle immagini per evitare “sentito dire” e leggende varie.

Il film di “strambi sbirri marziali” di questa settimana è uscito nelle videoteche americane nel giugno del 1993 (stando ad IMDb) con il titolo Terminator Woman, e qui già nasce un bel casino, perché questa informazione è confermata dal saggio The Psychotronic Video Guide (1996) ma poi il sito VHSCollector.com presenta la videocassetta d’annata del film… con il titolo Eliminator Woman.

VHS del 1995 (forse) grazie al sito VHSCollector.com

Di sicuro, grazie a una guida TV americana dell’epoca, sappiamo che il 1° aprile 1995 è andato in onda sul canale americano TNT con il titolo Eliminator Woman

Sarà pure un pesce d’aprile, ma il titolo è bello chiaro e netto

… mentre al momento di distribuirlo in DVD il titolo è tornato Terminator Woman.

Tre edizioni digitali che per lo meno usano lo stesso titolo

Partito già male in patria, il film non può che peggiorare in Italia. Domenica 24 aprile 1994 Italia1 lo trasmette in prima visione pensando bene di cambiare il titolo in Double Target.

da “La Stampa” del 24 aprile 1994, che scrive “Quissi” con la “u”…

La Number One Video, nella mitica collana “Cintura Nera”, lo presenta in VHS di data ignota con il titolo Un testimone da proteggere

Foto trova su eBay

… ma anche con il titolo Uno scomodo ostaggio.

Dovrebbe essere l’edizione per la vendita

Arriviamo infine al DVD Stormovie del 2007, con un più frizzante titolo T-W: Terminator Woman, la cui locandina ho usato in apertura del post. Di nuovo mi trasformo in “fonte” per testimoniare il passaggio del film sul canale a pagamento Duel TV, giusto in tempo per catturarne schermate e tecniche marziali.

La prova che il film è passato anche su Duel TV

Se qualcuno dovesse scoprire altri titoli per questo film, mi faccia sapere che allunghiamo la lista.


Eroi d’aZione appena forgiati

Racconta la leggenda che un giorno dei primi anni Ottanta due giovani amici vendettero la loro videoteca a Bruxelles per partire alla volta di Hollywood e diventare famosi attori d’azione: uno era il belga Jean-Claude Van Varenberg e l’altro il marocchino Michel Qissi, che ben lontani da Hollywood nel 1984 si ritrovano a ballare in costume da bagno sullo sfondo del film Breakdance della Cannon.

Breakdance (1984)
Da sinistra: Van Damme, Michel “Tong Po” Qissi e Lucinda “Ninja III” Dickey

Appena il primo riesce a ottenere buoni ruoli, con lo pseudonimo di Van Damme, il secondo gli va dietro ma solo in piccoli ruoli, sebbene tutti stabili nei cuori dei fan. Le loro strade si separano quando Qissi decide di sfruttare il successo del suo cattivo Tong Po e torna ad interpretarlo (male) in Kickboxer 2 (1991): da quel momento Qissi prova la sua strada ricoprendo varie mansioni (regista, sceneggiatore, produttore, ecc.): è durata pochissimo, ma ha fatto in tempo a riempire gli occhiucci di noi fan malati marziali dei primi Novanta.

Tutti noi fan marziali anni Novanta adoriamo quel capoccione pelato

Qui in Terminator Woman si presenta come regista e attore, mentre quella che credo fosse la moglie – Jeanette Francesca Qissi, oggi Jeanette Agaronoff – è sceneggiatrice e co-produttrice, insieme al decano Avi Lerner, compianta eminenza grigia della mitica Millennium Films.


Oggi lo trovate a vagare senza meta fra cinema e TV, sempre in piccoli ruoli di contorno, anche se in grandi produzioni hollywoodiane, da Heat (1995) a Charlie’s Angels (2000) a La Guerra dei Mondi (2005), e se siete stati attenti potreste averlo riconosciuto nel ruolo del demone Ramiel nell’episodio 12×12 (2017) di “Supernatural“: sto parlando di Jerry Trimble, nome che temo non vi dica niente se non avete vissuto la gloriosa stagione marziale degli anni Novanta.

Negli Ottanta con il nomignolo di “Golden Boy” Trimble girava i campionati americani di kickboxing facendo faville, e al suo ritiro dall’agonismo nel 1990 era ovvio che il cinema marziale, appena esploso, fosse lì ad attenderlo.

Grande speranza biondo-castana dell’epoca

È durato poco e si è ritrovato subito in produzioni drammaticamente cialtronesche, ma lo stesso ha fatto breccia nel cuore di chi sapeva apprezzare il suo grandissimo talento atletico.

Quando gli eroi si allenavano a torso nudo nelle stanze d’albergo…


Dal 1969 Malia Bernal era un nome importante del karate femminile americano e internazionale, e la rivista “Professional Karate” nel 1974 la inserisce fra le migliori dieci donne marziali in attività. Nel 1975 Malia – moglie del maestro Al Dacascos e madre dell’attore marziale Mark Dacascos – si ritira dall’agonismo e inizia a insegnare privatamente: fra le sue tante allieve, stando al saggio Martial arts (1982) di Farkas e Corcoran, c’è la giovane Karen Sheperd. Sul numero di agosto 1999 della rivista “Black Belt” Al Dacascos non esita a nominare la Sheperd ed Eric Lee come gli allievi più talentuosi allenati dalla sua famiglia marziale.

Karen inserita come atleta marziale nel saggio Winning Women (1983)

Sulla scena agonistica internazionale Karen e Cynthia Rothrock erano “avversarie”, quindi una volta che i produttori di Hong Kong hanno iniziato a usare Cynthia come eroina filmica… perché non divertirsi a chiamare pure Karen per affrontarla “per finta”? (Come raccontano tutti i testimoni, sui set di Hong Kong non si combatte mai per finta!) Rimane un gioiellino il loro scontro in Righting Wrongs (1986).

Cynthia e Karen, due regine marziali che colpiscono duro… coi loro vestiti!

Atletica al punto giusto, Karen si è subito divisa tra cinema di genere e spettacoli “barbarici”: ha interpretato infatti Red Sonja per più di tremila repliche dello spettacolo “The Adventures of Conan” agli Universal Studios.
Purtroppo ha lavorato molto poco nel cinema marziale anni Novanta, i suoi ruoli per ci è principalmente ricordata sono due: la stramba sbirra marziale di Codice marziale 3 (1992) e la stramba sbirra marziale di Terminator Woman.

Karen sa come piombare in scena facendosi subito notare

I giovani lettori potranno non crederci, ma nei primi anni Novanta bastava molto meno per tirar su un ghiotto film marziale, per noi fan malati che tanto mandavamo già tutto, felicissimi.


Strambi sbirri in Sud Africa

Negli anni Novanta il governo sudafricano ha fatto prezzoni scontati per qualsiasi produzione cinematografica straniera volesse venire a girare il proprio film sul suo suolo, rilanciando sia l’immagine che l’economia locale ma facendo arrabbiare i registi sudafricani, che loro lo sconto non ce l’avevano mica. Quindi dai film con gli squali ai film coi ninja, è facile che in questo decennio vediate spuntare qualche panorama sudafricano da produzioni piccole e grandi.

La scusa per questo film è che il sergente Jay Handlin (Trimble) e Julie A. Parish (Sheperde), «la “A” sta per “affascinante”», arrivano in Sud Africa scortando un testimone che può far cadere il potente boss Alex Gatelee (Qissi): peccato che un minuto dopo aver messo piede in Sud Africa i due si perdano il testimone. Ammazza che professionisti!

Jay e Julie mettono subito in chiaro che qui niente è sul serio

Visto che ci sarà da menare per recuperare il testimone e per sbaragliare l’organizzazione di Gatelee, mi sembra chiaro che Jay e Julie siano perfetti strambi sbirri marziali.

Si fa subito evidente che a Qissi della trama non freghi molto, com’è tradizione per i prodotti marziali dell’epoca: due o tre parole di presentazione e poi ci si va a menare. Nella doppia veste di regista e coreografo dei combattimenti però Qissi vuole alzarsi dalla media, non vuole mettere in scena quelle pessime “scazzottate” che ammorbano alcuni film sedicenti marziali: si sente che ha messo impegno nella costruzione delle scene di combattimento e vuole lasciare il segno.

Rifare le tecniche famose di Cynthia Rothrock e Cyntha Rothrock muta!

Avere due splendidi atleti in forma smagliante sicuramente aiuta, ma non è detto, anzi Qissi paradossalmente sbaglia dove meno ce lo si aspetterebbe.
Karen Sheperd viene dal mondo dei kata, delle “forme”, il che significa che è abituata ad una precisione millimetrica dei movimenti, che nell’asiatico Righting Wrongs (1986) si può notare perché a dirigerla c’è un maestro come Corey Yuen. Qissi forse la lascia troppo “libera” di combattere e troppo spesso l’attrice sembra superficiale, poco equilibrata nelle sue tecniche, anche se è solo una sensazione: rimane una fenomenale atleta, la colpa è del coreografo Qissi che non sa valorizzarla.
Discorso opposto per Trimble, che invece proviene dai combattimenti e alla mancanza di precisione “da kata” sa mettere la grinta giusta per rendere credibili e gradevoli i suoi scontri, impreziositi da un Qissi attento alle inquadrature.

Una scena simile a quella in Senza tregua, chissà chi viene prima

A parte questi particolari, e a parte gli sghignazzi che si fanno quando ogni tanto provano a inserire un po’ di trama fra un combattimento e l’altro, la visione è piacevolissima ma potrei non essere di parte, visto che adoro questo film sin dalla sua prima visione. Sono abbastanza sicuro sia stata quella citata di Italia1 del 1994, ma di sicuro quando l’ho beccato anni dopo su Duel TV me lo sono studiato ben bene.

Perché Karen non ha lavorato molto di più nel cinema marziale?

Sin da allora mi è rimasto nel cuore il doppio calcio volante in cui entrambi i protagonisti si lanciano: quello della Shepard si perde in un’ambientazione infelice, mentre quello di Trimble rimane un tocco di grande cinema marziale. È un peccato che Qissi non riuscisse a valorizzare allo stesso modo entrambi i suoi protagonisti.

Per me questa è pura storia del cinema marziale

Potrei provare a parlarvi di quel minimo di trama che rimane sullo sfondo del film, ma mi viene troppo da ridere: e poi già l’ha fatto per me Willy l’Orbo, fratello marziale anche lui appassionato di Zintage (cioè la serie Z d’annata).

Certe gioie solo gli strambi sbirri marziali te le sanno dare

Trimble e Sheperd sono due perfetti strambi sbirri marziali, di quelli che non ne fanno più: erano due ex agonisti passati al cinema d’azione di basso profilo nel momento migliore che potessero beccare, ed è bastato loro pochissimo per entrare nella storia del genere. Ad avercene oggi di Eroi della Z di quel calibro…

Terminator Woman dimostra che Qissi aveva molto più talento come regista che come attore marziale, quindi è davvero un peccato abbia avuto pochissime altre occasioni per tornare dietro la cinepresa. È però anche vero che ormai sono lontani i tempi in cui anche un minuscolo prodottino sgangherato come questo faceva vibrare il cuore di milioni di fan marziali nel mondo. Altri tempi, altri atleti, altri sbirri marziali…

L.

amazon– Ultimi strambi sbirri marziali:

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11 risposte a Terminator Woman (1993) Strambi sbirri dai mille titoli

  1. Cassidy ha detto:

    Poesia di calci volanti come non se ne vedono più, sono sicuro di averlo visto perché leggendoti mi tornava tutto alla mente, però non chiedermi con che titolo ho visto il film, sarebbe impossibile identificarlo 😉 Cheers

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie per la citazione e che dire? Siamo proprio fratelli marziali e zintage, in quanto entrambi proviamo passione, entusiasmo, nostalgia e chi più ne ha più ne metta, di fronte a prodotti zeppi di difetti, privi di trama, criticabili sotto ogni punto di vista, infarciti di prove attoriali scarse, però, oh, quanto ci si diverte, a vederli e a commentarli! 🙂
    Un doppio calcio volante…e passa ogni dolore, eccetto che per quelli che lo subiscono! 🙂

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  3. Ninjoe ha detto:

    Personalmente il film l’ho visto col titolo del dvd Stormovie.
    Ai tempi delle videocassette ho seguito solo i movimenti a scaffale dal mio videotecaro di fiducia, ma l’ho sempre snobbato.
    In dvd poi pensavo fosse chissà quale novità, e invece…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Avendo fatto all’epoca la scheda del film per il mio archivio conoscevo il suo titolo “Terminator Woman”, così l’ho riconosciuto una volta visto il DVD. Dal trio di eroi coinvolti era lecito aspettarsi un po’ di più ma lo porto sempre nel cuore 😉

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  4. Zio Portillo ha detto:

    No, niente. Questo titolo non mi evoca alcun ricordo sinonimo che lo devo aver bucato completamente. E mi pare sia un peccato perché si “ciccia” in questo caso ce n’era parecchia… E vabbè, amen.

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  5. Giuseppe ha detto:

    E come potrei non ricordarmi di qualcosa di cui ha già parlato Willy (pur se sono già passati ben cinque anni)? 😉
    L’unica cosa che anch’io faccio fatica a ricordare è il titolo con cui l’ho visto ai tempi (però sono sicuro che NON fosse “Terminator Woman”, no)…

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