Snake Eater 3 (1992) Il guerriero della strada 2

Continua il viaggio negli “anni maschi” di un attore oggi noto esclusivamente per una dimenticabile serie TV.

Gli anni Novanta sono ufficialmente iniziati, il cinema marziale di serie B (ma anche qualche lettera più giù) è esploso ed ogni attore americano che abbia fatto almeno un giorno di palestra in vita sua si riscopre “attore marziale”, in uno dei rarissimi momenti storici in cui non è una vergogna dirlo.
Come vedremo più avanti, Lorenzo Lamas si è lanciato senza paracadute nei filmacci marziali e – potete anche non crederci – ha fatto la sua porca figura: anche se in effetti, a paragone con i primi due Snake Eater era difficile fare peggio! Non saprei dire perché voglia girare un terzo film con il suo personaggio del Soldato, visto che la sua carriera sta andando decisamente altrove, ma tant’è: il 7 ottobre 1992 esce in patria americana Snake Eater III: His Law, diretto per la terza volta da George Erschbamer.

Multivision ed Eagle Pictures lo portano in VHS in data ignota con il titolo Il guerriero della strada 2.
Il primo passaggio televisivo noto è del 14 maggio 1993 in prima serata su Italia1.

Chissà cos’aveva fumato, il grafico dei titoli

Se il primo film era divertente perché sembrava una parodia del genere action hero, con il protagonista ben sopra le righe e che soprattutto sbagliava tutto ciò che faceva, e mentre il secondo film invece si butta sul “durismo”, con un protagonista mucho macho che fa ridere perché crede troppo alle stupidate che fa, questo terzo è una via di mezzo. Ad essere preso di mira stavolta è il genere “giustiziere della notte” (un personaggio accusa il protagonista di avere il death wish), il cui quarto episodio risale al 1987: chissà se è un caso se Charles Bronson torna per la quinta volta nei panni di Paul Kersey nel successivo 1994…
Questa impressione viene confermata dal fatto che il film è dichiaratamente ispirato al romanzo Rafferty’s Rules (1987) di W. Glenn Duncan (inedito in Italia), giornalista americano emigrato in Australia con la famiglia che ha iniziato a raccontare le avventure di un ex poliziotto del Texas, che diventa manesco investigatore privato con la battuta (e la pistola) sempre pronta. Il nome dell’eroe palesemente ispirato ai “duri” degli anni Settanta è nato proprio per dare al romanzo un titolo da gioco di parole: nel football australiano infatti Rafferty’s Rules significa “niente regole”.

Con soli sei romanzi, fra il 1987 e il 1990 – non ho capito se la serie TV omonima dello stesso periodo vi sia collegata – W. Glenn Duncan si conquista uno spazio nel cuore dei fan del “durismo” narrativo che ormai è agli sgoccioli, dopo vent’anni di gloria.
Il produttore canadese John Dunning, che si è finto sceneggiatore rare volte nella sua carriera, tre delle quali per la saga di Snake Eater, trasforma il romanzo in un curioso gioco: sebbene il personaggio di Lamas sia palesemente ispirato ai duri dell’action – sia narrativo che cinematografico – da solo non basta. Così gli affianca un investigatore privato ex poliziotto, con tanto di cappello da cowboy, dalle maniere spicciole e il nomignolo di Cowboy. Così Soldato può combattere al fianco di Rafferty in persona!
Idea intrigante, se quest’ultimo personaggio non fosse interpretato da un ciocco di legno di nome Minor Mustain, che di professione fa lo stuntman e che recita in modo tale da far sembrare Lamas Laurence Olivier!

Un duro da romanzo insieme ad un duro da film

Torna dunque Soldato per la terza volta, ma ormai nessuno lo chiama più così: è solo Kelly. Ammazza che nome maschio!

L’irresistibile faccia da mascalzone latino

Con una scena d’apertura girata nell’ottica di vincere il Nobel della Bruttezza, il nostro eroe si fa cacciare per l’ennesima volta dalla polizia, quasi rispettando una sorta di rito per cui ogni film si apre con Kelly che vola via a pedate dalle forze dell’ordine.
Subito però viene chiamato da una famigliola disperata, la cui figlia è stata tenuta prigioniera di una banda di motociclisti e a forza di essere stuprata è diventata pazza. La missione per Kelly è: distruggere la banda dei cattivi motociclisti. A quanto ho capito, questa è proprio la trama base del romanzo di Duncan.

Tranquilla, famigliola: Soldato sta sul pezzo!

Indossati i panni del mestiere, cioè una maglietta sbracciata in puro stile tamarro così da non sfigurare con i motociclisti, Kelly comincia le sue noiose indagini e altre robe che fanno sbadigliare.

Il macho col giacchetto e il duro col cappello

Incontra in un bar Cowboy (Minor Mustain) e uniscono le forze contro i motociclisti, non prima d’aver detto un mare di stupidate. Ah, e non vorrei che vi faceste un’opinione sbagliata: la pericolosissima banda di motociclisti è formata da tre coglioni che fanno le boccacce.
Scenette imbarazzanti al limite della parodia – non c’è niente di più triste di un eroe d’azione che vuole far ridere – e la banda è sgominata, nella noia più sbadigliosa.

Uno dei momenti più “alti”: pensate il resto…

Nulla può essere salvato di questa fetecchia di film, sbagliato in ogni sua parte, ma rimane un’ottima testimonianza del percorso marziale di Lamas. Dal mezzo calcio del primo film e dal calcio e mezzo del secondo si arriva ad un uso costante di marzialità.

Tirato male, ma intanto l’ha tirato

Ogni volta che Kelly si scontra coi cattivi ci scappa una tecnica marziale. Rozza, pensata male ed eseguita peggio, ma è innegabilmente una tecnica marziale. A dimostrazione di quanto il genere stia permeando in generi vicini.

Incredibile: la spazzata di Hard Target (1993) ma eseguita meno di un anno prima!

L’action hero anni Novanta non può presentarsi in video senza inserire tecniche marziali nel suo repertorio, e questo film pensato non certo per un pubblico marziale lo dimostra.
Dopo questo sbaglio su pellicola, Lamas dimostrerà di aver capito bene da che parte tira il vento, come vedremo nelle prossime settimane.

L.

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12 risposte a Snake Eater 3 (1992) Il guerriero della strada 2

  1. Cassidy ha detto:

    L’idea dell’eroe cinematografico e quello letterario insieme, non è niente male, questa saga gioca con la struttura narrativa, ma mi viene da pensare che lo faccia più per puro caso che in maniera cosciente 😉 Cheers!

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Comunque quando leggo le tue recensioni di film attinenti anche al mio “campo” non posso fare a meno di notare come tu, a differenza mia, riesca a dare uno spessore culturale al tutto. Se non fosse roba inguardabile la nobiliteresti quasi 🙂
    (Era un modo bislacco per palesarti la mia ammirazione 🙂 )

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahahah ti ringrazio, aprendo il Zinefilo ho messo in chiaro con me stesso che era inutile sparare a zero sui filmacci, a che serve? Meglio cercare di capirli e nel caso inserirli nella moda del momento in cui sono nati. Poi va be’, alcuni meritano di essere linciati, ma Lamas alla fine due risate te le strappa sempre 😛

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Concordo sia con Cassidy (l’idea dei due eroi action in teoria non sarebbe male. Peccato sia sviluppata da cani…) che con Willy (ogni film che tratti sembra importante anche se in realtà è concime fumante!).
    Curiosità: visto adesso è alquanto indecente. Ma visto nel 1992 era un film valido?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo all’epoca non l’ho visto, ma di film similari Italia1 ce ne regalava parecchi e non era affatto uno spettacolo indegno. All’epoca la serie B era onesta e dava sano intrattenimento di bassa lega, sempre mille volte meglio della robaccia Z di oggi. Erano film che almeno ti divertivano…
      Quando Lamas passava in TV me lo vedevo sempre, ma poi la sua insopportabile serie TV ha distrutto tutto: a forza di replicarla ogni giorno sono scomparsi tutti i suoi film…

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      • Giuseppe ha detto:

        … quando invece avrebbero potuto benissimo fare delle repliche in parallelo (serie e film) senza “mancare di rispetto” a nessuno: il problema probabilmente sta nell’alto numero di spettatori che devono aver fatto conoscenza con Lamas praticamente solo tramite la serie tv -nemmeno brutta, per me, ma di certo “innocua” e distante dai suoi film di allora- finendo poi per orientare gli ascolti esclusivamente su quella. Sempre ben accette le smentite, ovvio, ma dubito che il fan duro e puro di Lorenzo/Renegade sia mai stato a conoscenza dei tre Snake Eater nonché del successivo filone marziale…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti ne sono convinto anch’io, anche perché per conoscere i suoi ormai rarissimi film marziali bisogna aver bazzicato la Italia1 dei primi anni Novanta, e non è da tutti. Le infinite repliche di Renegade sicuramente hanno aiutato a fidelizzare il personaggio, che è infinitamente più di noto rispetto ai suoi film marziali che saranno andati in onda forse tre o quattro volte l’uno e poi scomparsi nel nulla. Non tutti poi andavano a recuperare in videoteca 😉

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  4. cumbrugliume ha detto:

    Penso di averlo visto proprio alla prima tv italiana, visto che in quel periodo ero in piena ossessione da action hero e arti marziali. Ricordo di averlo apprezzato, quindi molto probabilmente è bene che non lo riguardi 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti invidio! All’epoca non avevo molto controllo del videoregistratore, quindi anche se beccavo un film sulla guida TV non è detto che poi potessi registrarlo. Action e marziali erano anche il mio pane, ma questo non mi è mai capitato di vederlo prima

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