Deadly Bet (1992) L’addio di Willy!

Lascio la parola – per l’ultima volta! – a Willy l’Orbo, che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Ebbene, signori miei, il “mestiere” dello zintage equivale ad una scommessa mortale: se perdi, sorbendoti film inverecondi, ne va della vita tua e delle tue appendici cerebrali; se vinci, visionando pellicole poco più che indecenti, avrai salva la stessa vita… per poco. E nell’assolvere questo lavoro gramo ed irto di pericoli, in ossequio alla tesi appena pronunciata, non posso certo esimermi dal recensire proprio un lungometraggio che nel titolo reca impressa la mission medesima della Z: Deadly Bet – Scommessa mortale. Con la speranza, ovviamente, che l’azzardo non sia di quelli fatali fatali.

L’inizio è caratterizzato dalle luci di Las Vegas e da una luce ancor più splendente, per noi zinefili: Jeff Wincott. Peccato che scenda il buio pesto quando, nei panni di Angelo, spiega al fratello della fidanzata Isabella (Charlene Tilton) perché vanno a vivere in Colorado: «Il cielo è azzurro, c’è la neve, le montagne». Wow, con queste eccezionali e introvabili attrattive sarebbe più stimolante una vacanza tra le cime dell’Afghanistan. Comunque, il problema del protagonista è che punterebbe su qualsiasi cosa e così, quando si reca dal boss Rico (Steven Vincent Leigh) per rendergli dei soldi, si fa convincere a fare un’ultima scommessa su un match di lotta clandestina; la ragazza, penserete voi, lo porterà a recedere dall’insano proposito. Sie. Esprime un po’ di scetticismo solo allorché il compagno decide di investire tutti i loro averi. TUTTI. Una coppia di aquile, non c’è che dire.

Una classe da vero Wincott!

Eppure il peggio deve arrivare. Perché il nostro vincerebbe pure la scommessa (tra l’altro grazie alla prestazione di Gary Daniels), dunque, magico Colorado arriviamo. Sie 2.0. Jeff realizza un vero capolavoro combattendo contro Rico dopo le provocazioni verbali di quest’ultimo, da ubriaco, scommettendo Isabella (!!!) e buscandone come un ciuco. Angelo di nome, fesso di fatto. Comunque Dio li fa e poi li accoppia in quanto a comportamenti rivedibili perché la fidanzata, dopo la comprensibile delusione, se ne va mano nella mano col boss per poi coccolarsi con esso stesso come due piccioncini. Quando si dice voltare pagina… con rapidità disarmante. Mentre l’antagonista pare il personaggio più assennato ed ammirevole del film. Anche perché la sua controparte continua a comportarsi tale e quale una capra: scommette come se non ci fosse un domani, fa lo splendido con la fauna femminile (alla faccia di Isabella), sboroneggia lottando contemporaneamente contro due sparring partner.

L’occhio da vero Wincott

Per fortuna la parte più coerente, onesta e a tratti esaltante del film è giustappunto il lottato. Ne sarà rimasto ammirato pure Wincott il quale, dopo l’1vs2 sopra menzionato, osserva svariati incontri senza muovere un muscolo. O meglio, muove le mascelle per sgranocchiare noccioline e bere birra nonché i padiglioni auricolari per ascoltare la radiolina. E cerca di riappacificarsi con Isabella, con risultati disastrosi. Va da lei e, come se nulla fosse, propone «Saltiamo in macchina e andiamocene», poi, non pago, cita vari luoghi tra cui il Colorado. E la sua ex, giustamente, smusa: ne ho fin sopra i capelli pure io, del Colorado. Ma in seguito, sempre la stessa, aggiunge che le piace Rico; ricordo che si tratta di colui che “l’ha vinta” con una scommessa: mah.

I boccoli biondi di Gary Daniels!

Poco dopo (alleluia) il cornutazzo protagonista torna a menare perché incontra buzzurri prepotenti e perché deve soldi a così tante persone che gli avranno fatto pagare anche i risarcimenti di guerra per il secondo conflitto mondiale. Tuttavia, nel frattempo, non c’è evoluzione o ravvedimento, se non tardivo, nel suo personaggio salvo quando le suona a Ian Jacklin, coinvolto in un piccolo cameo. E suonarle a Ian è sempre cosa buona e giusta. A proposito del tardivo ravvedimento, durante questo, decide di andarsene «a cercare una capanna in Colorado». Non sto scherzando. Non prima però di torneo e scontro finale con Rico. Scontro finale che contribuisce a far propendere il piatto positivo della bilancia dalla parte di un lottato che, come accennato in precedenza, lava con fare esimio i peccati della pellicola. Quindi, mi sento di affermare, con soddisfazione, che poteva andare molto peggio. Ad esempio, qualcuno poteva invitarmi… in Colorado.


Cari zinefili,

annuncio, con un po’ di mestizia ma ponderata convinzione, la fine della rubrica zintage. Non per noia o mancanza di tempo, ma semplicemente perché sento di aver concluso un percorso, ricco di tanto, tanto divertimento. Oltretutto l’ultimo post è il numero 100 (!) e tratta un film di Jeff Wincott, come il primo: direi proprio che il cerchio si chiude. Non tornerò sui miei passi (mi conosco) ma resterò lettore e commentatore assiduo. Poi, in futuro, magari aprirò un nuovo ciclo su qualche tipologia di film diversa… chissà. Per ora mi limito a ringraziare tutti coloro che, in qualsiasi veste, hanno contribuito a dare dignità al lavorio del sottoscritto. Consentitemi una menzione speciale per Giuseppe che ha arricchito ogni mio articolo con una spassosa ed elaborata “contro-recensione”. E ovviamente grazie di cuore a Lucius: sono sempre stato molto scettico a proposito delle amicizie esclusivamente online ma devo dire che, dopo la sua conoscenza, mi sono davvero ravveduto.

Willy l’Orbo

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per tutte le sue recensioni e spero di cuore tornerà a raccontarci altri film.
L.

– Altri post di Willy l’Orbo:

Informazioni su Lucius Etruscus

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35 risposte a Deadly Bet (1992) L’addio di Willy!

  1. Conte Gracula ha detto:

    Mi spiace che si chiuda qui il ciclo, ma è anche giusto dedicarsi a qualcosa di diverso – specie se è diverso da certi film 😛
    Ma non vorrai andartene pure tu in Colorado, ora? XD

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  2. Denis ha detto:

    Guarda che una volta ho incontrato due studenti americani a Catania che erano di Denver, Colorado potrestti finire a South Park, anche in Darkman la fidanzata del protagonista “la dava volontariamente al cattivo, Charlene Tilton l’ho gia sentita sarà stata una stellina dell’epoca.
    Good Luck Willy, mission complete.

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  3. Cassidy ha detto:

    Perdonami Willy se il film passerà in secondo piano, arrivo pronto a leggermi il giovedì Zintage e boom! Tra capo e collo. Apprezzo la scelta, cento è un gran numero e ci sta chiudere un ciclo, non vedo l’ora di vederti alle prese con il prossimo! 😉 Cheers

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie ancora a Lucius, per lo spazio e le mitiche didascalie! Anche se talvolta ho scovato film così sconosciuti da essere senza immagini!!! 🙂

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  5. Vincenzo ha detto:

    Ho letto sempre con interesse i tuoi articoli, nonostante, lo confesso, la maggioranza dei film di cui parlavi non li avevo visti (incluso questo)😞…
    Spero, come gli altri, che si apra un nuovo ciclo perché è sempre brutto quando viene a mancare una voce dalla rete e dalla blogosfera cinefila in particolare!

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  6. theobsidianmirror ha detto:

    A volte si finisce per rimpiangere che non ci siano più lettere oltre la Z…..

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Posso tralasciare il film e concentrarmi sul nostro Willy? Nostro perché anche se non ti conosciamo, ormai fai parte delle nostre giornate, come quel cugino pazzo che si sente una volta ogni tanto. Ecco, tu sei quel cugino eccentrico che si spara filmacci e te li racconta con la stessa enfasi di chi ha visto per la prima volta “Quarto Potere”. Grazie Willy per questi giovedì serie Z, grazie per le chicche che hai scovato e grazie per il coraggio dimostrato nel sottoporti a queste torture per il bene nostro. Stasera me ne berrò un paio alla tua salute!

    Ciao Willy! Ora insegna agli angeli come guardare un film Z senza sentirsi male. 😀

    Oh, non è che adesso che hai fatto il grano sparisci e non ci vediamo più? Guarda che il mondo ha bisogno di eroi e noi (e credo anche Lucius…) abbiamo bisogno di Willy che si butta in un nuovo progetto.

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Comunque non tralasciate troppo il film perché merita e credo che Lucius potrebbe confermare! 😉💪

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  9. Giuseppe ha detto:

    Angelo/Wincott e Isabella/Tilton sono in auto, pronti a partire per… beh, per quel posto che è stato nominato in continuazione.
    Angelo (al volante) non riesce a nascondere la tristezza: “Credevo che non si sarebbe mai fermato, e invece…”
    Isabella (triste a sua volta): “Non ci avresti scommesso, vero?”
    Angelo non risponde (con un evidente groppo in gola), portandosi alle labbra una sigaretta e cercando l’accendino che non riesce a trovare: Isabella gli offre da accendere, con gli occhi gonfi.
    Angelo tira una profonda boccata tra le lacrime: “Mi è entrato il fumo negli occhi… eh, queste sigarette non sono come…”
    Isabella (trattenendo i singhiozzi a fatica): “Come quelle del Colorado, che non fanno fumo a fanno bene alla salute!”
    Angelo (rivolgendosi a lei): “Willy…”
    Isabella (commossa ma comprensiva): “Mi hai chiamato…”
    Angelo: “Lo so, scusa… senti, non ti secca se qualche volta ti chiamerò Willy?”
    Willy (alzandosi dal sedile posteriore): “BASTA CHE A ME NON MI CHIAMI ISABELLA!”
    Angelo e Isabella, colti di sorpresa, rimangono increduli per un lungo istante sotto lo guardo sornione di Willy per poi aprirsi a una risata liberatoria che cancella ogni malinconia.
    Willy: “Beh, dove si va?”
    Angelo: “Dimmelo tu: io già guido!”
    Isabella: “Che non ti venga ancora in mente il Colorado, EH?”
    Angelo (ammiccando): “E va bene, lasciamo perdere quella capanna: si parte per il fiabesco regno di Imprevisto!”
    La macchina parte all’imbrunire, lasciandosi alle spalle la villa di Merhi che sta prendendo fuoco…
    Willy: “Joseph mi ha detto che non voleva che questo film fosse una scommessa al buio… pfffAAAH AH AH AH AH!”
    Angelo e Isabella (all’unisono, dopo aver afferrato): “AAAH AH AH AH AH AH!”
    Siamo ai titoli di coda: così com’è arrivato -con Jeff Wincott- Willy riparte ma il viaggio continua e, un giorno, chissà dove lo/ci porterà… 😉
    P.S. Ho pensato bene di ripagarti per la menzione speciale dedicandoti un saluto costituito da una “fusione” di due finali ovviamente rivisti e adattati a modo mio, che certo avrai riconosciuto: parlo di “Lui è peggio di me” (Celentano e Pozzetto al servizio di un Oldoini non ancora sputtanato dal cinepanettonismo) e di “I vicini di casa” di Avildsen (quindi, per un attimo, sei stato pure il John Belushi della situazione) 😉

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Grazie Giuseppe! Con questa geniale fusione di arte, Z e biografia hai fatto capire il perché della citazione speciale! 😉👏👏👏
      Sappi comunque che, in virtù dei tuoi interventi, su quel sedile posteriore direzione Colorado ci sei anche tu! ❤😂

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  10. Kukuviza ha detto:

    Mi dispiace della chiusura di questa rubrica. Dì la verità, è tutta colpa di Fracchia vs Dracula!

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