Watchers (1988) Alterazione genetica

Oggi Michael Ironside spegne 70 candeline: per festeggiarlo rispolvero un suo film d’annata in cui aveva un ruolo consistente.

Uscito in patria americana il 2 dicembre 1988, solo il 23 maggio 1990 Watchers riceve il visto della censura italiana senza alcun divieto: il 13 giugno successivo è già nelle sale italiane con il titolo Alterazione genetica.

da “La Stampa” del 13 giugno 1990

Dopo un’uscita in VHS Penta Video nel luglio del 1991 e la relativa versione economica “Pepite” (Medusa), Italia1 trasmette il film nella prima serata di giovedì 5 novembre 1992 specificando che è una prima visione TV.

Titolo originale…

… e splendido titolo italiano da VHS!

Poi scompare nel nulla: possibile che in mezzo a tanto letame che ogni giorno esce in DVD italiano, non c’era spazio per un onesto ottimo piccolo film d’annata? Eppure è nato in quegli anni Ottanta che oggi tutti credono di amare…

Mi immagino la gente che in libreria chiedeva “Watchers” non trovandolo…

Dopo Generazione Proteus (1977) il cinema fantastico si dimentica di Dean R. Koontz, prolifico romanziere che sembra cambiare pseudonimo ad ogni genere narrativo utilizzato. Non sono riuscito a capire perché dopo dieci anni d’un tratto comincino ad uscire più film tratti da sue opere, ho il sospetto che all’apice dei film tratti da King sia stato un autore fanta-horror preso in considerazione come “surrogato più economico”. Non a caso nelle nostre libreria molti suoi libri uscirono proprio in quell’epoca per la Sperling & Kupfer, la principale voce kinghiana in Italia.
Nel 1987 la Headline pubblica il suo Watchers e la citata Sperling nell’ottobre 1989 lo porta in Italia nella sua storica collana “Pandora” (n. 468) con il semplice titolo Mostri (e non Watchers, come specificano erroneamente i titoli di testa italiani), tanto per far capire ai fan di King che c’era qualcosa che poteva interessare loro. Come si può vedere dalle date, il film arriva dopo nei nostri cinema e rimanda ad un titolo di libro sbagliato: non stupisce che il libro abbia condiviso il destino del film, scomparendo nel nulla.

«Immagina il cane che vive nella casa e nell’ufficio del premier, assiste ai colloqui più segreti dei massimi funzionari di partito dell’Unione Sovietica. Una volta ogni tanto, a intervalli di settimane o di mesi, il cane dovrebbe riuscire a sgusciare fuori di notte per incontrare un nostro agente a Mosca e fare rapporto.»
(traduzione di Bruno Amato)

Ebbene sì, Koontz all’apice della Guerra Fredda immagina uno scienziatone che abbia un’idea geniale: tutti amano i cani e nessuno sospetterebbe che ne esistano creati in laboratorio con la capacità di comunicare… e quindi di spifferare segreti militari.

«Ti sto dicendo che è possibile, che un simile cane è stato effettivamente concepito con l’inseminazione in vitro di un uovo e di spermatozoi geneticamente alterati ed è stato portato a termine da una madre surrogata. E, dopo un anno di confino nei laboratori Banodyne, alle prime ore del mattino di lunedì 17 maggio, il cane è fuggito con una serie di atti incredibilmente astuti che lo hanno aiutato a superare il sistema di sicurezza.»

Come capita sempre, le creature da laboratorio scappano e portano guai. Perché gli scienziati in narrativa esagerano sempre.

«Se sappiamo fare questo, abbiamo la facoltà e, potenzialmente, la saggezza di Dio.»

Non so quanti altri occhiolini debba fare il romanziere per porre l’accento sul solito tema “giocare a fare Dio porta guai”. L’unica cosa divertente del progetto è che il suo nome in codice è Francis: ufficialmente per San Francesco d’Assisi che parlava agli animali… ma ufficiosamente per Francis il mulo parlante!

Il cane è super intelligente, ma sul giornale proprio non capisce le azioni dei politici…

Comunque meno divertente è la creatura mostruosa che è fuggita insieme al cane: l’altro esperimento del Progetto Francis: una scimmia assassina…

«Decidendo di lavorare con le scimmie a causa della loro intelligenza già alta per natura e per via delle loro mani umane, la Yarbeck finì per scegliere i babbuini come specie di base per i suoi oscuri atti di creazione. I babbuini erano tra i primati più svegli, ottima materia prima. Erano feroci ed efficacissimi lottatori per natura, dotati di zanne e artigli potenti, fortemente motivati dall’imperativo territoriale e pronti ad aggredire quelli che percepivano come nemici.»

Il piano è dunque chiaro: il cane cuccioloso e intelligente si insinua nel territorio nemico e va a sdraiarsi ai piedi degli obiettivi indicati, poi arriva la scimmia assassina potenziata geneticamente a maciullare tutto ciò che è vivo.
Il commento è tanto scontato quanto geniale:

«Ma, Cristo, la Yarbeck, qualcuno, non ha mai considerato l’immoralità di questa cosa? Nessuno di loro ha mai letto L’isola del dottor Moreau

Fidatevi di Michael Ironside: lo scienziato che quando sorride fa più paura!

La fuga delle due creature significa che chiunque adotti il cagnone tenerone… riceverà la visita del mostro scimmione! Il thriller può iniziare.

«Io non credo sia stato un grizzly: questa sembrerebbe opera di un mostro da film dell’orrore»

Malgrado si parta con una deliziosa battuta metanarrativa, la sceneggiatura del quasi esordiente Damian Lee – che poi ci regalerà Assassino nato (1994) con Jeff Wincott, Captured (2000) con Dolph Lundgren e il plagiante A Fighting Man (2014) – è così canonica che bastano i primi minuti per aver già capito l’intero film: inquadrature zoomate di un mostrone appaiono e ammazzano la gente quando è sola e si procede in modo classico fino allo scontro nei boschi. Dal divertente Critters (1986) al fiacco Pumpkinhead (1988), cambia il motivo per cui il mostro è lì ma non lo stile dell’intera storia.

Com’è che i finti anni ’80 di oggi non mostrano capelli del genere?

Il compianto Corey Haim, scomparso nel 2010 prima ancora di compiere quarant’anni, interpreta la versione giovane del protagonista del romanzo di Koontz, il ragazzo da cui il cagnolone – chiamato nel libro prima “faccia pelosa” (fur face) poi Einstein, mentre nel film è Geronimo – si fa aiutare per poi mostrare tutta la propria intelligenza.

Cane saggio, dimmi: cosa debbo fare?

Tagliate quei capelli, che nun te se po’ guarda’!

Il nero Lemuel Johnson del romanzo originale, quello che ha spiegato il Progetto Francis nelle parole che ho citato più su, diventa il bianchissimo maggiore Lem Johnson della Sicurezza Nazionale, con licenza di sterminio e la faccia da infame di Michael Ironside.

Quando torni a casa e c’è Ironside che ride… allora sei davvero nei guai!

Come detto, ci sono due animali fuggiti da laboratorio che Lem deve acciuffare e far sparire prima che qualcuno se ne accorga. Una volta individuato il cagnolone intelligente, Lem sa che il mostrone assassino è nei paraggi. La creatura che nel romanzo viene chiamata Outsider (con relativi sghignazzi dei recensori dell’epoca) ma che per il film diventa OXCOM (Outside Experimental Combat Mammal): possibile non ci fossero altri nomi disponibili?

La furia nata dall’avere un brutto nome

Tutto procede in modo ovvio e scontato, seguendo lo schema standard del periodo per i film con mostri: ecco perché poi autori come Cameron, Cronenberg, Carpenter e Craven (Il Cinema delle 4 C) svettavano potenti sul resto dei titoli in circolazione, con il loro stile unico e la voglia di presentare sceneggiature non scontate. O scontate ma con guizzi di stile tali da farle sembrare nuove.
Qui non c’è assolutamente nulla: immaginate cosa possa succedere nel film, e tranquilli che succederà. Forse avrebbero dovuto far scrivere la storia al cane…

Oh dài, scrivimi tu qualche battuta, che qui è una noia

In una umida notte di giugno, sul set allestito nei boschi di Lynn Canyon (Vancouver, Canada) si presenta il giornalista Steve Newton per curiosare in giro e scrivere un pezzo che uscirà poi su “Fangoria” (n. 79) nel dicembre successivo, insieme al film.
Davanti ai suoi occhi l’artista marziale Philip Wong con indosso un costumone peloso da mostro si agita e salta di qua e di là, ripetendo più di dieci volte una stessa scena, che poi sarà quella finale della pellicola. «Ci vuole tempo», racconta il regista quasi esordiente Jon Hess, futuro autore di Alligator 2 (1991) e Solo contro tutti (1993).

«C’è voluto un sacco di tempo a creare il mostro e alla fine non avevamo il tempo di fare delle prove, perciò stiamo andando lenti in alcune riprese.»

Riguardo a questo mostro Newton va a sentire David Miller, creatore del trucco di Freddy Krueger, il quale gli racconta come la creatura sia il frutto dell’unione di più idee.

«Ciò che ho proposto all’inizio era più simile a quanto raccontato nel romanzo, ma si è dovuto cambiare perché è uscito fuori che ognuno vedeva il mostro di Koontz in maniera differente. Abbiamo iniziato con un babbuino con parti di cane, poi si è pensato ad una bocca da coccodrillo ma anche caratteristiche umane.»

Newton poi va a parlare con il giovane Corey Haim.

«Quando ho fatto Unico indizio: la Luna piena mi aspettavo un sacco di effettacci, ma ero piccolo e mi facevano sempre lasciare il set così che non vedessi niente. In questo film invece ho visto un sacco di cose: molto interessante!»

Lo vogliamo andare a sentire il romanziere Dean R. Koontz?

«Non mi piace scrivere sceneggiature, perché è un lavoro collaborativo: invece un romanzo è tutto tuo e lo gestisci come vuoi. Quando me lo chiedono di solito rifiuto di scrivere sceneggiature: nel caso di Alterazione genetica nessuno me l’ha chiesto.»

Come Koontz stesso nota, quando un film cambia un romanzo stando attento che il succo rimanga lo stesso, va tutto bene: al di là del protagonista – adulto nel romanzo, ragazzetto nel film – il resto dovrebbe rispettare il succo del romanzo. Che però i recensori dell’epoca hanno accolto freddamente, non salutando certo un capolavoro…

Giuro che molti miei colleghi non ne sarebbero capaci!

La trovata manieristica di Hess di nasconderci per l’intera pellicola l’aspetto del mostro può avere solo due conclusioni: a Lo Squalo, cioè mostrare alla fine solo una parte della creatura, o alla Alien, mostrare l’intera creatura o comunque buona parte, avendo un gioiello horror fra le mani. Hess sbaglia scegliendo la seconda, perché in mano ha solo un costumone pezzente che distrugge ogni tensione della vicenda: non avrebbe dovuto mostrare così tanto la creatura come fa nel finale. Anche se il montaggio è serrato e il babbuino mannaro non si vede mai per più di due fotogrammi, lo stesso si capisce che è una maschera di Carnevale ridicola, e questo spezza un’atmosfera già parecchio pencolante.

Cose imbarazzanti dagli anni Ottanta

Potrei dire che non ha senso giudicare con il gusto di oggi una storia degli anni Ottanta, ma è anche vero che Alterazione genetica non allaccia neanche le scarpe al capolavoro Fuga dal futuro (1987) o al più discutibile Link (1986), entrambe storie di scimmie coeve ma molto più capaci di creare atmosfera. Senza neanche stare a scomodare il citato Unico indizio la luna piena (1985) che fa parte di un universo a sé.
No, onestamente non mi sembra un film all’altezza degli standard dell’epoca, magari lo definirei una serie B, dignitosa ma che lascia parecchio amaro in bocca.

Quando uno sceriffo incontra Ironside, lo sceriffo è morto…

Tutt’altro discorso per un Ironside più in forma che mai, in uno dei suoi rarissimi ruoli apparsi sui grandi schermi italiani. Le scene in cui ride mette i brividi: ecco perché fa sempre il cattivo… perché quando sorride mette molta più paura!

Il personaggio positivo del romanzo con lui conosce una nuova evoluzione e nel finale c’è pure un colpone di scena. Michael sguazza in questa opportunità di brillare e illumina ogni scena in cui è inquadrato, regalando al film in pratica l’unico motivo per essere rivisto.

Ancora auguri, Michael, e altri 70 anni di darkly scanner!

L.

Amate i vostri cani… ma entro certi limiti!

P.S.
Siete tutti invitati su La Bara Volante, dove anche Cassidy festeggia i 70 anni di Ironside.

– Ultimi film scimmieschi:

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20 risposte a Watchers (1988) Alterazione genetica

  1. Cassidy ha detto:

    Esperienza semi trascendentale questo post di compleanno per Michael, io ricordo benissimo un film con Corey Haim alle prese con un cane super intelligente che usava la matita per scrivere (cinque altissimo per la didascalia sui colleghi, mi ha ucciso dal ridere), eppure avrei giurato che si trattasse di una commedia! Uno di quei film che passavano la mattina in tv un tempo. Leggendoti a guardando le immagini ho ricostruito un po’ il ricordo ricordandomi della presenza di Ironside, ma a questo punto dovrò rivederlo per forza. Post spassosissimo e sul serio, con quella faccia solo il cattivo nei film avrebbe potuto fare il Canadese 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi sono reso conto di non aver mai visto ridere o sorridere, Ironside, e con questo film ho capito perché: è mille volte più cattivo!! 😀
      Non lo definirei un film riuscito, ma neanche brutto: il suo unico difetto è l’essere così canonico che sai già tutto quello che succederà. Però una visione la merita comunque, non foss’altro per Ironside cattivissimo 😛

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  2. Kuku ha detto:

    Ma anche i film horror anni 50 facevano più paura e mostravano meno! Che costumaccio da allouin de noantri!
    Ma la trovata del cane intelligente che riferisce i discorsi segreti… non bastava mettere una ricetrasmittente sul collare del cane? Non so, mi sembra una trama strana…
    Cmq tornare a casa e trovare Ironside che ride in effetti è inquietante!

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  3. Sam Simon ha detto:

    Bellissima recensione che diventa una scusa per parlare della moda anni 80 imposta da gente che degli anni 80 ha solo sentito parlare! E del sorriso inquietante di Michael Ironside, naturalmente… :–D

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Il babbuino sembra il Grinch con un colore normale XD
    Comunque gli avranno inoculato i geni di Ironside, per questo fa il cattivo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In effetti gli sceneggiatori ci hanno pensato, visto che pure il personaggio di Ironside ha geni non proprio “bonaccioni” 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Infatti, chi gli si avvicina troppo è proprio un incosciente… anzi, a dire il vero, quello senza coscienza qui è proprio lui 😛
        Visto proprio in quella prima serata di giovedì 5 novembre 1992 su Italia1, prima che sparisse (senza nessun reale motivo) dai radar di qualsiasi altra emittente…
        P.S. Chi dice di amare così perdutamente gli anni ’80 prima si deve pettinare, e poi forse gli crederò 😉

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  5. Pingback: Alterazione genetica (1988) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Cane vs babbuino vs giovinastri con pettinature ridicole, come si fa a toppare un film con un copione di siffatto livello??? Al di là degli scherzi ottimo post (pur su un film dimenticato e dimenticabile), come sempre, ironico, attento ed approfondito (anche in senso cartaceo) con le parole dei protagonisti e non di cotanto trash; un ottimo modo per fare tanti auguri al nostro mito!
    A patto, però, che queste felicitazioni non lo facciano sorridere! 🙂 🙂 🙂

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Ironside che ride appare più cattivo del babbuino mannaro che fa da “braccio armato” per il cane super-intelligente. E quasi quasi, al posto di farmi salvare da lui mi butterei tra le braccia della scimmia geneticamente modificata (OXCOM?!?!)! Che in fondo in fondo sembra un pupazzone bisognoso d’affetto.

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  8. Pingback: Total Recall 11. Ironside, dal Canada a Marte | Il Zinefilo

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